14 agosto 2013

CHE FINE HA FATTO L'EQUO COMPENSO PER I FREELANCE?


Riguardo i gravi ritardi nell'attuazione della legge sull'equo compenso, e il parallelo avvio di nuovi piani di sostegno all'editoria (annunciati dal Sottosegretario Giovanni Legnini il 6 agosto 2013), rilanciamo un articolo del collega Maurizio Bekar, vicesegretario dell'Assostampa FVG e coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, pubblicato dal sito web dell'Associazione Articolo 21.

Di seguito il pezzo, e il link per leggerlo sul sito di www.articolo21.org.


CHE FINE HA FATTO L'EQUO COMPENSO PER I GIORNALISTI FREELANCE?
di Maurizio Bekar *

Che fine ha fatto l'equo compenso? Quello per i giornalisti lavoratori autonomi, stabilito dalla legge 233/2012: in vigore da gennaio, ma inapplicata perché non ne sono state ancora emanate le norme attuative. E questo sebbene la maggioranza dei giornalisti siano oggi freelance e cococo che, per la mancanza delle tutele di un contratto da dipendente, lavorano in condizioni fortemente sottopagate, e spesso sotto la soglia della povertà.
Nel frattempo il 6 agosto è stata annunciata l'intesa tra il Governo e i rappresentanti di editoria ed informazione per degli interventi pubblici per favorire la ripresa del settore. Interventi, beninteso, ragionevoli e condivisibili. Ma la loro erogazione dovrà essere condizionata al rispetto dell'equo compenso dei collaboratori non contrattualizzati, così come prescrive l'art. 3 della legge 233.

LA LEGGE SULL'EQUO COMPENSO
La legge 233/2012, richiamando l'art. 36 della Costituzione (“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”) riconosce ai giornalisti lavoratori autonomi il diritto a un equo compenso. E, per farlo, all'art. 1 stabilisce che: (...) per equo compenso si intende la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione nonché della coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato.
Giova ricordare che, secondo i dati dell'INPGI, l'ente contributivo dei giornalisti, la maggioranza dei freelance e cococo guadagna oggi meno di 10.000 euro lordi l'anno, e in larga maggioranza meno di 5.000, con spese di produzione a carico. E' evidente da queste cifre, da nessuno mai contestate, che la condizione media dei freelance e parasubordinati è oggi ben lontana da quanto prevede l'articolo 36 della Costituzione, e dalla possibilità di condurre una vita autonoma.
Come pena per il non rispetto della legge, l'art. 3 stabilisce che A decorrere dal 1º gennaio 2013 la mancata iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 2 (delle testate che rispettano l'equo compenso, n.d.r.) per un periodo superiore a sei mesi comporta la decadenza dal contributo pubblico in favore dell'editoria, nonché da eventuali altri benefici pubblici, fino alla successiva iscrizione”.

LA SITUAZIONE ATTUALE
E' quindi evidente anche dall'incipit dell'art. 3 che la legge 233 dovrebbe essere già applicabile. Dove sta allora il problema? Nel fatto che una commissione di sette rappresentanti ministeriali, di giornalisti ed editori, presieduta dal Sottosegretario all'editoria, deve prima stabilire esattamente quale sia l'equo compenso e stilare l'elenco degli editori che lo rispettano. E la commissione, ai sensi dell'art. 2 della legge, avrebbe dovuto adempiere a tali compiti già entro la metà di aprile. Ma questa è stata insediata solo a metà giugno, e i suoi lavori paiono ancora nella fase istruttoria.
L'impressione è che l'iter di questa legge, dopo una contrastata gestazione parlamentare, preceda con il freno a mano sempre tirato. Tanto che continuano ad emergere opposizioni, distinguo e tentativi di sue interpretazioni restrittive. Al nuovo Sottosegretario all'editoria, Giovanni Legnini, va dato atto di essersi subito impegnato per l'insediamento della commissione, rigettando le eccezioni avanzate dagli editori e avviando delle audizioni anche con rappresentanze di freelance e precari. Ma, ugualmente, preoccupano i dilazionamenti dei tempi, le resistenze degli editori come se la legge non fosse stata approvata dal Parlamento, e il mancato esame di merito di proposte attuative.

LE PROPOSTE D'ATTUAZIONE
Sul tavolo governativo - essendo stato ritenuto non proponibile varare un tariffario, per contrasto con il decreto sulle liberalizzazioni delle professioni - risulta oggi esistere una sola proposta: quella formulata fin dal marzo scorso dalla Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, il sindacato dei giornalisti. Proposta che, in coerenza tecnica con la legge, rapporta l'equo compenso al tempo necessario per svolgere un incarico e al corrispondente trattamento previsto per i dipendenti, più alcune clausole di salvaguardia (per rimborsi spese, contributi, eventuali condizioni di maggior favore, e casi di mancato accordo). Ma quell'unica proposta non risulta ancora esaminata nel merito.

LE SANZIONI
Non sfugga poi un aspetto centrale della legge 233: le sanzioni agli editori che non la rispettano. Ai sensi dell'art. 3, queste sono "...la decadenza dal contributo pubblico in favore dell'editoria, nonché da eventuali altri benefici pubblici...”.
L'inciso “eventuali altri benefici pubblici” ricomprende giuridicamente ogni forma di contributo e sostegno pubblico all'editoria, diretto e indiretto: dai contributi economici nazionali ai provvedimenti regionali, ad ogni forma di sostegno indiretto (dalle tariffe e crediti agevolati agli incentivi fiscali, dai contributi per ristrutturazioni, agli aiuti alle start-up). In altre parole: se un editore vuole usufruire di qualsiasi forma di sostegno o agevolazione pubblica, nazionale o regionale, deve rispettare l'equo compenso previsto dalla legge 233/2012. E tale vincolo va quindi applicato anche ai nuovi benefici per l'editoria, del citato accordo nazionale del 6 agosto.

LE PROSPETTIVE
L'applicazione della legge sull'equo compenso è quindi urgente e indifferibile. E non solo perchè i suoi termini d'attuazione sono già da tempo superati, ma soprattutto perchè ad attenderla, finora invano, sono circa 20.000 lavoratori autonomi, cioè la metà dei giornalisti attivi. La larga maggioranza dei quali, pur lavorando continuativamente e riempiendo di notizie ed articoli le più svariate testate, guadagna meno di 10.000, o anche solo 5.000, euro lordi l'anno.
E' questa l'urgenza a cui tutti sono tenuti a dare una risposta. Perchè le piaghe del precariato senza sbocchi e del lavoro sottopagato fin sotto la soglia della povertà necessitano di risposte concrete. Non di rassicurazioni, dilazionamenti e di altri rinvii.

(12 agosto 2013)

*Maurizio Bekar, freelance, consigliere nazionale della Fnsi, è membro e coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi


Il link all'articolo sul sito di Articolo 21:
http://www.articolo21.org/2013/08/che-fine-ha-fatto-lequo-compenso-per-i-giornalisti-freelance

DOCUMENTAZIONE:
- La legge 233/2012 “Equo compenso nel settore giornalistico”:

- La proposta per l'equo compenso della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi:

16 luglio 2013

STATI GENERALI INFORMAZIONE PRECARIA: LA MOZIONE APPROVATA

Stati Generali dell’informazione precaria
(11-12 luglio 2013, Fnsi, Roma)


la mozione approvata

Con i due giorni di dibattito e di approfondimento tecnico giuridico svoltisi a Roma, nella sede della FNSI, l’11 e 12 luglio, si sono aperti gli Stati Generali dell’informazione precaria in Italia. Si è avviata così una fase di mobilitazione e di azione dei precari dell’informazione che impegna il Sindacato e tutti gli altri enti di categoria sul tema fondamentale della tutela del lavoro giornalistico atipico, precario, sfruttato, sottopagato e sotto ricatto da parte dei poteri forti e degli editori, che è anche tutela del diritto fondamentale dei cittadini a essere correttamente informati.
Gli Stati Generali proseguono in ogni realtà territoriale, in cui sarà necessario approfondire e mettere in pratica le riflessioni e i contenuti emersi nei due giorni di dibattito insieme a tutte le componenti della professione: Sindacato, Ordine, INPGI, CASAGIT, Cdr, coordinamenti territoriali, coordinamenti di testata, movimenti di base.
Un lavoro, quello dei due giorni di Roma, che è stato preceduto e arricchito da assemblee regionali, i cui documenti finali vengono accolti come raccomandazioni dall’assemblea.
In particolare, l’assemblea raccoglie come linee guida e cardini del lavoro in itinere degli Stati Generali nelle sedi territoriali i seguenti temi:
  1. Equo Compenso
    L’applicazione della legge sull’Equo Compenso comporta la soluzione di tre nodi cruciali: a) definizione dell’Equo Compenso; b) tracciabilità del lavoro che rende possibile l’individuazione degli editori virtuosi; c) i benefici da cui sono esclusi i soggetti che non rispettano l’Equo Compenso.
    In merito ai rispettivi punti, l’assemblea di Roma ritiene:
a) La proposta di lavoro elaborata dalla CLAN, fatta propria dai documenti preparatori regionali e sottoposta, attraverso il rappresentante della FNSI, alla competente commissione prevista dalla legge, è fatta propria anche dagli Stati Generali, come strumento essenziale per arrivare all’individuazione dell’Equo Compenso del lavoro giornalistico;
b) Deve essere possibile tracciare ogni rapporto di lavoro autonomo analogamente a quanto avviene con i rapporti di lavoro subordinato:
c) Il mancato rispetto dell’Equo Compenso impedisce l’accesso a qualsiasi forma di beneficio pubblico.
Si auspica quindi che il regolamento di attuazione della legge non prescinda da nessuno di questi tre punti.
  1. Contratto
    L’inclusione nel lavoro contrattualmente tutelato delle attuali varie forme di precariato è ritenuta elemento sostanziale e imprescindibile della rinnovazione contrattuale in corso. Per dare maggior peso all’azione sindacale nella trattativa, si ritiene irrinunciabile che la FNSI chiami i rappresentanti dei freelance in Commissione contratto a partecipare e a contribuire in prima persona a tutte le fasi della trattativa in cui verrà affrontato il tema del lavoro autonomo e precario. Si apre ora un percorso inclusivo di riflessione collettiva sulle proposte riguardanti il nuovo contratto.
  1. Carta di Firenze
    Ferma restando la disponibilità a discutere proposte migliorative per l’effettiva efficacia di questo strumento, con lo spirito di collaborazione che deve contraddistinguere l’azione di tutti gli enti di categoria, è necessario provvedere quanto prima alla formazione dell’Osservatorio Nazionale previsto dalla Carta con la nomina di tutti i suoi componenti e si auspica che analoghi osservatori vengano istituiti in ogni realtà regionale.
  1. Rappresentanza
    È necessario introdurre nella regolamentazione federale che riguarda l’attività dei CDR la previsione del coinvolgimento diretto dei rappresentanti dei coordinamenti dei collaboratori della testata. A tale provvedimento interno è conseguente che corrisponda l’introduzione di specifiche previsioni sulla rappresentanza anche nei contratti collettivi.
  1. Qualità dell’informazione e contrasto all’illegalità
    Garanzia della qualità dell’informazione sono l’esercizio dell’attività giornalistica nelle sue varie articolazioni da parte dei giornalisti, come previsto dalla legge, e l’azione di contrasto all’illegalità.
  1. Riforma del quadro normativo
    Occorre farsi parte attiva affinché tutti gli enti di categoria, ciascuno per la propria competenza e in coordinamento fra loro, intervengano nei confronti del legislatore allo scopo di rivedere il quadro normativo del lavoro giornalistico autonomo in materia di previdenza e welfare.
(mozione approvata a maggioranza)

L’assemblea ha anche accolto come strumento di lavoro un documento sui temi del nuovo Contratto nazionale.

Qui il testo scaricabile della mozione:
>>> https://docs.google.com/file/d/0B9MDKDFrfuzScTF3bTZneTBHMnM/edit?usp=sharing

Qui il testo scaricabile del documento sul nuovo contratto nazionale:

15 luglio 2013

STATI GENERALI INFORMAZIONE PRECARIA: IL COMUNICATO FINALE (15 luglio 2013)


Stati generali dell’informazione precaria, 
mobilitazione in progress
Finita la due giorni romana dell’11 e 12 luglio,
gli Stati generali proseguono con iniziative territoriali
per i diritti del lavoro giornalistico autonomo


Il servizio di Fnsi TV sugli Stati Generali


Roma, 15 luglio 2013 - Si sono svolti a Roma, l’11 e 12 luglio 2013, alla Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi), gli Stati Generali dell’informazione precaria in Italia. Una due giorni di confronto e approfondimento tecnico, convocata su proposta della Commissione e dall'Assemblea nazionale lavoro autonomo della Fnsi, con la partecipazione di numerosi giornalisti atipici, freelance, precari, intervenuti da tutta Italia. L'intento: fare il punto sulla condizione di sfruttamento dell'attività giornalistica non regolata dai contratti collettivi di lavoro, la ricerca di percorsi per l'uscita dalla crescente precarizzazione e per la tutela del lavoro giornalistico autonomo.

Presenti i vertici del sindacato del giornalisti, con il segretario e il presidente della Fnsi, Franco Siddi e Giovanni Rossi, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, il presidente della Casagit Daniele Cerrato, il vicepresidente vicario dell’Inpgi Paolo Serventi Longhi, assieme a vari altri dirigenti nazionali e regionali della categoria.

Nella seconda giornata ha anche partecipato (“per ascoltare e non per intervenire”, come hanno precisato) una rappresentanza di parlamentari del Movimento 5 Stelle, con i deputati Roberto Fico (presidente della Commissione Vigilanza Rai), Luigi Gallo e Chiara Di Benedetto (Commissione Cultura) e dalla senatrice Michela Montevecchi (Commissione Cultura).

Numerosi gli argomenti trattati nel vivace il dibattito, con una particolare attenzione ai tre temi caldi del precariato: l’Equo compenso, la Carta di Firenze, il nuovo Contratto collettivo di lavoro giornalistico. Ma i tanti interventi della “base” hanno messo sul tavolo anche altre questioni: l’inaccettabilità dei contratti co.co.co. che nascondono rapporti di lavoro subordinato, la regolarizzazione giornalistica degli uffici stampa pubblici e privati e il rispetto della legge 150/2000 sull'informazione e comunicazione pubblica, le irregolarità contrattuali delle collaborazioni dell’online, il mancato riconoscimento del lavoro dei fotografi, la formazione professionale con una sempre maggior apertura alle nuove tecnologie.

LA MOZIONE CONCLUSIVA

Gli Stati generali si sono chiusi con l’approvazione a maggioranza di una mozione, riassuntiva dei lavori romani e delle proposte emerse dalle assemblee regionali che li hanno preceduti, con le linee guida per il lavoro futuro, che ora verrà rilanciato e sviluppato nelle realtà territoriali.

Questi i punti focali del documento:

  • Equo Compenso: tre punti irrinunciabili: a) sollecita definizione dell’Equo Compenso, appoggiando la proposta della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, depositata al tavolo ministeriale; b) tracciabilità del lavoro autonomo, così come avviene per quello subordinato, per l’individuazione degli editori in regola con la norma; c) Il mancato rispetto dell’Equo Compenso impedisce, come specifica la legge, l’accesso a ogni forma di beneficio pubblico.

  • Nuovo Contratto: inclusione nel lavoro contrattualizzato delle varie forme di precariato. Partecipazione diretta, per dare maggior peso all’azione sindacale, dei rappresentanti dei freelance in Commissione Contratto a tutte le fasi della trattativa sul lavoro autonomo e precario.

  • Carta di Firenze: provvedere alla formazione dell’Osservatorio Nazionale previsto dalla Carta, con l'auspicio che analoghi osservatori vengano istituiti in ogni regione. Disponibilità a discutere proposte migliorative della Carta per una sua maggior efficacia.

  • Rappresentanza: coinvolgimento diretto dei rappresentanti dei collaboratori nei Comitati di redazione, con l'inserimento della rappresentanza nei contratti collettivi.

  • Qualità dell’informazione: esercizio dell’attività giornalistica nelle sue varie articolazioni da parte di giornalisti, come previsto dalla legge, e contrasto dell’illegalità.

  • Riforma del quadro normativo: azione congiunta di tutti gli enti di categoria, ciascuno per la propria competenza, nei confronti del legislatore per rivedere il quadro normativo del lavoro giornalistico autonomo in materia di previdenza e welfare.

L’assemblea ha anche accolto come strumento di lavoro un documento sui temi del nuovo Contratto nazionale.


Qui tutti i testi di riferimento e i documenti regionali preparatori:

11 luglio 2013

IL FVG AGLI STATI GENERALI DELL'INFORMAZIONE PRECARIA


Documento del Friuli Venezia Giulia 

in preparazione degli

Stati Generali dell’informazione precaria

(11-12 luglio 2013, Roma)

L’assemblea di preparazione degli Stati Generali dell’informazione precaria, convocata da Assostampa Friuli Venezia Giulia, Coordinamento precari e freelance e Commissione regionale Lavoro Autonomo dell’Assostampa FVG, ha approvato il seguente documento:


In Italia oltre la metà dei giornalisti attivi non ha un contratto a tempo indeterminato; la larga maggioranza degli inquadrati come autonomi guadagna in media meno di 10 mila euro lordi l'anno, e circa il 62% meno di 5 mila.

Il giornalismo precarizzato e sottopagato, senza diritti, prospettive e un welfare adeguato è diventato sempre più la norma del lavoro autonomo. In queste condizioni di sfregio ai diritti del lavoro e delle persone, ma anche di emergenza sociale, il giornalista lavoratore autonomo si trova spesso sotto un costante ricatto economico, e non può quindi essere il credibile garante di un'informazione libera, indipendente, oggettiva e di qualità.

Il diritto all'informazione e alla sua qualità non possono quindi essere disgiunti dai diritti del lavoro e dalle tutele che il contratto collettivo riconosce oggi ai giornalisti dipendenti.

Sui diritti da riconoscere o estendere anche ai non dipendenti vi è un'ampia serie di documenti, proposte e impegni, frutto spesso di elaborazioni o collaborazioni con le realtà dei giornalisti freelance, parasubordinati e precari oggi attive in tutta Italia.

Fra questi richiamiamo il documento-piattaforma della Commissione nazionale lavoro autonomo per il XXVI congresso della FNSI di Bergamo (“Freelance e precarietà: per i diritti del lavoro, per la libertà e la qualità dell’informazione”), l'ordine del giorno sul lavoro autonomo approvato per acclamazione dallo stesso congresso Fnsi, e la “Carta di Firenze - Della deontologia sulla precarietà nel lavoro giornalistico, testi nei quali ci riconosciamo, sui quali ci sentiamo impegnati, e di cui chiediamo la piena e puntuale attuazione.

Sottolineiamo inoltre le seguenti emergenze:

- Va perseguite con forza la stabilizzazione e contrattualizzazione dei tanti giornalisti che ne avrebbero titolo, spesso inquadrati fintamente come “autonomi” e co.co.co.
Le trattative per il nuovo contratto collettivo di lavoro devono quindi vedere tra i punti qualificanti la lotta al precariato, puntando alle stabilizzazioni e contrattualizzazioni del lavoro oggi fintamente autonomo, e ciò sia tramite l'art. 1 del contratto Fieg-Fnsi, ma anche (ove correttamente applicabili) le forme più flessibili degli art. 2 (collaboratori fissi) e 12 (corrispondenti), profili di cui vanno peraltro adeguati i tariffari, anche alla luce dei criteri della legge sull'equo compenso.
In ambito Fieg il ricorso ai co.coco. va il più possibile respinto, a favore delle altre forme contrattuali già presenti (art. 2 e art. 12), e non deve essere usato per mascherare rapporti di lavoro di altra natura, né per richiedere rapporti di collaborazione esclusiva.
Ai tavoli di lavoro della Fnsi con la Fieg per il rinnovo del contratto si chiede il massimo sforzo, la massima trasparenza e il permanente confronto con la base sui punti che riguardano autonomi, freelance e precari.
Si sollecita inoltre la convocazione della Commissione contratto, per porre sul tavolo strategie, proposte concrete e stringenti alla controparte editoriale, ed avviare un'articolata mobilitazione della categoria.

- Vanno però estese tutele e diritti anche a quanti non sono inquadrati o inquadrabili come dipendenti, e che sono quasi sempre parte debole nei confronti dei datori di lavoro.
Va quindi sostenuto con forza e con politiche attive il principio che diritti e tutele non possono essere appannaggio solo dei dipendenti, ma di tutti i giornalisti. E questo tanto più in un mercato in crisi, dove strategie tese solo a stabilizzazioni e contrattualizzazioni da dipendenti possono poi anche rivelarsi scarsamente efficaci, lasciando così senza diritti e garanzie chi non può venir contrattualizzato, o sceglie di lavorare da autonomo.

- In questo senso la legge sull'equo compenso del lavoro giornalistico autonomo è stata una battaglia sostenuta trasversalmente dalla categoria, dai movimenti di precari e freelance e da esponenti istituzionali sensibili ai diritti del lavoro. Oggi però la legge dev'essere correttamente e puntualmente applicata, sconfiggendo tatticismi e tentativi di diluire un provvedimento che punta a dare applicazione all'art. 36 della Costituzione anche ai lavoratori autonomi, finora senza tutele.
Pertanto condividiamo la proposta di attuazione della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi che, in ottemperanza della legge 233/2012, individua l'equo compenso in coerenza con i parametri della retribuzione lorda del giornalista lavoratore dipendente ex art. 1 del CCNLG, con alcuni altri correttivi.
Più in particolare condividiamo il principio, da sempre espresso dalla Fnsi e comune alle organizzazioni d'ispirazione sindacale, che il lavoro autonomo non può costare meno di quello dipendente, sia perché il lavoratore autonomo si assume costi, rischi ed oneri altrimenti spettanti al datore di lavoro, sia perché un autonomo che costi meno di un dipendente si trasformerebbe in un incentivo a non assumere mai.
- Riguardo le sanzioni previste dalla legge sull'equo compenso, sottolineiamo che queste (ai sensi dell'art. 3 della legge 233/2012) prevedono non solo “la decadenza dal contributo pubblico in favore dell'editoria” ma ancheda eventuali altri benefici pubblici...”. Pertanto si chiede con forza che in sede di Commissione d'attuazione della legge le sanzioni vengano applicate puntualmente anche per quanto attiene gli altri benefici pubblici, specificandone i settori coinvolti anche a livello regionale.

- La Carta di Firenze, sostenuta da un grande movimento d'idee ed aspettative, è un irrinunciabile punto di riferimento ideale per dei migliori rapporti di lavoro e a tutela dei più deboli, ma non può restare una mera enunciazione di principi. Le diversità di valutazioni sulla sua applicabilità, più volte emerse nella categoria, non possono far dimenticare che la larghissima parte del documento è stata pienamente condivisa da Odg, Fnsi freelance e precari, e che questo è nato da una condizione di gravi e diffusi disagi, a cui vanno date risposte concrete.
La Carta di Firenze va quindi attuata, non come strumento di contrapposizione nella categoria, ma come momento di colleganza attiva, per la tutela del lavoratore più debole e come strumento di difesa nei confronti del potere oggi quasi incontrollato degli editori sui collaboratori.
In questo senso le sanzioni vanno pubblicizzate a fini deterrenti, senza appellarsi alla privacy, essendo sanzioni erogate da un ente pubblico per la tutela della professione.
A riguardo inoltre evidenziamo che l'esposto sull'equità dei compensi praticati dalle principali testate della nostra regione, presentato l'8 gennaio scorso dall'Assostampa e Coordinamento precari e freelance del Friuli Venezia Giulia giace a tutt'oggi inevaso presso l'Ordine regionale, in attesa di espletamento dell'iter dovuto dal Consiglio di disciplina territoriale.

- Richiamiamo la necessità di un sollecito avvio dell'“Osservatorio permanente sulle condizioni professionali dei giornalisti”, previsto dalla Carta di Firenze come strumento paritetico tra Ordine ed FNSI. Questo ha infatti “il compito di vigilare sull'effettiva applicazione della presente carta, di avanzare proposte di aggiornamento nonché di segnalare quelle condizioni di sfruttamento della professione che ledano la dignità e la credibilità dei giornalisti anche nei confronti dell’opinione pubblica”, e tale punto della Carta non è mai è stato oggetto di contestazioni o distinguo. Non vi sono quindi motivi per non avviarlo, estendendone eventualmente per analogia l'istituzione anche nelle realtà regionali.

- E' necessaria anche una riforma dell'Ordine dei giornalisti, che porti a far sì (anche con eventuali forme di auto-limitazione) che i suoi organismi rappresentativi siano formati da chi svolge effettivamente la professione in forma regolarmente retribuita e con il versamento dei contributi all'Inpgi.
È necessaria la revisione dagli elenchi dei non più aventi diritto, e sono da attuare tutte le iniziative che mettano nella condizione chi di fatto già esercita esclusivamente la professione di sostenere gli esami per l'ammissione all'elenco dei professionisti, anche se non raggiunge i livelli di reddito oggi richiesti. Pur riconoscendo la necessità di un adeguato reddito da lavoro, non si può infatti ignorare che in troppi casi l'impossibilità a raggiungere i redditi richiesti per il riconoscimento del praticantato freelance non è determinata da responsabilità del collaboratore, ma dalle condizioni di sfruttamento e sottoretribuzione largamente praticate dagli editori.
In tal senso chiediamo che siano adeguatamente pubblicizzate e chiarite le norme attuative dalla delibera del Consiglio nazionale dell'Odg del 13 marzo 2013 sul cosiddetto “ricongiungimento” dei pubblicisti.
Altrettanto chiediamo che i previsti corsi d'aggiornamento professionale previsti dalla nuove norme ordinistiche tengano conto delle generalmente scarse disponibilità economiche dei non contrattualizzati, e non gravino pesantemente sui loro già ridottissimi redditi da lavoro.

- Cdr e collaboratori: come chiarito più volte dalla Fnsi, anche con la circolare del Segretario Generale del 23 giugno 2011, ai sensi dell'art 34 del Ccnlg, i comitati e i Fiduciari di redazione possono intervenire anche per la tutela dei diritti legali e contrattuali dei lavoratori autonomi. Si sollecita pertanto la più ampia collaborazione tra Cdr e collaboratori, anche stimolando e favorendo la nascita di coordinamenti di collaboratori per testata, che eleggano propri rappresentanti come interfaccia continuativa con i Cdr e fiduciari per le problematiche loro inerenti. Qualora ciò non fosse possibile, indichiamo l'opportunità che ad assumersi tale onere siano le Commissioni regionali lavoro autonomo, o altri organismi riconosciuti dalle Assostampa.

- Uffici stampa. Una grande quantità di freelance e precari operano presso uffici stampa privati e pubblici, spesso in condizioni di non corretto inquadramento giornalistico, o in violazione della norme della L. 150/2000. Richiamiamo quindi la necessità di un'attenzione e mobilitazione continuativa sul tema, con il coinvolgimento dei freelance e precari sui territori, come uno dei settori d'interesse strategico dell'attività della categoria, per le sue implicazioni lavorative e contributive.

Infine molti risvolti applicativi dell'equo compenso, delle politiche di contrattualizzazione e stabilizzazione, dell'attuazione di Osservatori sul mercato del lavoro e il precariato, e delle politiche formative e d'aggiornamento possono trovare attuazione anche a livello locale, tramite leggi regionali e provvedimenti amministrativi ad hoc, come sono già stati proposti in varie realtà. In questo va ripresa l'iniziativa della mozione per la tutela del lavoro giornalistico autonomo e precario presentata al Consiglio Regionale dall'Assostampa e dal Coordinamento precari e freelance del FVG, che può oggi essere raccolta e rilanciata con interventi diretti da parte della nuova Amministrazione regionale.

E' infine necessario superare la divisione culturale troppo spesso esistente fra giornalisti contrattualizzati, precari ed autonomi, per affrontare organicamente in ogni sede e tavolo di trattativa le problematiche di tutta la categoria.


In questo senso richiamiamo la mozione “Per fermare la tempesta perfetta”, approvata dall'Assemblea generale dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia il 3 giugno 2013, e poi accolta come raccomandazione dal Consiglio nazionale della Fnsi il 20 giugno, con l'adesione dei colleghi di altre regioni, come proposta di piattaforma di mobilitazione nazionale. Questa è stata elaborata con la partecipazione attiva anche dei precari e freelance della nostra regione, e la riproponiamo quindi oggi alla considerazione anche degli Stati Generali dell'Informazione precaria.


>> QUI IL DOCUMENTO SCARICABILE DELL'ASSEMBLEA FREELANCE

29 giugno 2013

TRIESTE, 4 LUGLIO: PER GLI STATI GENERALI DELL'INFORMAZIONE PRECARIA

GIOVEDI' 4 LUGLIO A TRIESTE 
al Circolo della Stampa (ore 18.30-20.30)
ASSEMBLEA DEI PRECARI E FREELANCE 
del Friuli Venezia Giulia
PER GLI STATI GENERALI
DELL'INFORMAZIONE PRECARIA

In preparazione degli Stati Generali dell'informazione precaria, convocati dalla Fnsi a Roma per l'11 e 12 luglio, l'Assostampa FVG e il Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia organizzano una riunione regionale preparatoria giovedì 4 luglio, dalle 18.30 alle 20.30 al Circolo della Stampa di Trieste, in Corso Italia 13. All'incontro, in forma aperta, sono invitati i giornalisti collaboratori, freelance e precari, assieme ai contrattualizzati, i rappresentanti degli enti di categoria e membri di Cdr, per sviluppare la collaborazione contro la precarizzazione del lavoro giornalistico e per contribuire alla migliore riuscita degli Stati generali.

Gli Stati generali dell'Informazione precaria sono stati convocati su proposta della Commissione e dall'Assemblea nazionale lavoro autonomo della Fnsi per sviluppare un confronto pubblico sui temi dell'uscita dalla crescente precarizzazione e della ricerca di tutele per il lavoro giornalistico autonomo, attraverso la collaborazione tra colleghi, il confronto con le istituzioni e nuove leggi, contratti e welfare per i freelance. Vi sono invitati le rappresentanze dei giornalisti lavoratori autonomi, degli organismi di categoria, rappresentanti istituzionali ed esperti, e si terranno nella Sala “Walter Tobagi” della Fnsi, in Corso Vittorio Emanuele II n. 349, dalle ore 10.30 di giovedì 11 alle ore 17.30 di venerdì 12 luglio.

L'incontro triestino è finalizzato a preparare e portare dei contributi a quello nazionale, e a fare il punto delle prossime iniziative a livello regionale. Tra i temi di discussione: l'applicazione della legge sull'equo compenso e della Carta di Firenze come strumenti di tutela del lavoro non contrattualizzato, il nuovo contratto di lavoro nazionale, la collaborazione con i Comitati di redazione, l'istituzione dell'Osservatorio sul precariato, il “ricongiungimento” dei pubblicisti per il passaggio a professionisti, e un nuovo welfare per autonomi e parasubordinati.

Tutti gli interessati sono invitati ad intervenire.


DOCUMENTAZIONE ON LINE E SCARICABILE: 

- Ordine del giorno sul lavoro autonomo approvato al XXVI Congresso Fnsi - 2011 >>>

Carta di Firenze - Della deontologia sulla precarietà nel lavoro giornalistico (testo approvato dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, 8 novembre 2011) >>>

Urgenze e richieste del lavoro autonomo: mozione approvata da Assemblea e Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi il 26/11/2012 >>>

- La proposta di individuazione dell'equo compenso, previsto dalla legge 233/2012, elaborata dalla Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi (19/3/2013) >>>


Tutte le informazioni aggiornate sugli Stati generali sulla pagina Facebook "Giornalisti freelance": www.facebook.com/giornalistifreelance


25 giugno 2013

INFORMAZIONE SU WEB NEL FVG: 26 GIUGNO, ORE 19, CIRCOLO DELLA STAMPA UDINE


IL WEB NEL FVG: 
NUOVE INIZIATIVE DI INFORMAZIONE LOCALE

Mercoledì 26 giugno, ore 19.00, Circolo della Stampa di Udine

Promosso dal Circolo della Stampa di Udine, in collaborazione il Coordinamento precari e freelance e l'Assostampa Friuli Venezia Giulia, mercoledì 26 giugno alle ore 19, nella sede di via Manin 18 a Udine, si terrà un incontro sul tema: 

"Il web nel Friuli Venezia Giulia: nuove iniziative di informazione locale".

Interverranno: 

- Nicola Angeli, responsabile del sito Udinetoday.it, l’edizione friulana del gruppo Citynews (40 magazine locali online)

- Fabio Di Bernardo, direttore responsabile del sito Udine20.it, testata giornalistica udinese riferimento in rete per tutto ciò che accade in città

- Milos Malinic, amministratore del sito Newsagenda.it, esempio in regione delle licenze “Creative Commons”.

L’iniziativa, aperta a tutti gli interessati (e non solo agli addetti ai lavori), si svolge nella sala piccola attigua all’ufficio dell’Assostampa.

Il dibattito al Circolo della Stampa di Udine
con Nicola Angeli, Fabio Di Bernardo, Mil
os Malinic


06 giugno 2013

INFORMAZIONE, EDITORIA, PRECARIETA' : FERMARE LA TEMPESTA PERFETTA (documento Assostampa FVG)


   Lunedì 3 giugno 2013 si è svolta a Trieste l'assemblea generale dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia. 

Alla presenza del presidente della Fnsi Giovanni Rossi, sono stati approvati all'unanimità i bilanci (anche quest'anno in attivo) ed è stata estesa ai giornalisti collaboratori in difficoltà economica la possibilità - già prevista dallo statuto per i professionali - di chiedere l'iscrizione gratuita al sindacato. 

   Dopo un ampio e vivace dibattito, al quale ha partecipato anche il segretario dell'Assostampa Romana Paolo Butturini, l'assemblea ha approvato, con tre astensioni e nessun voto contrario, il seguente documento, che i consiglieri nazionali del Friuli Venezia Giulia porteranno al prossimo consiglio nazionale della Fnsi:


   SUL SISTEMA DELL'INFORMAZIONE ITALIANA
SI STA SCATENANDO LA"TEMPESTA PERFETTA"

    Le cause non vanno ricercate soltanto nella crisi economica e sociale in atto, che tutt’al più ha aggravato la situazione, ma nelle antiche carenze strutturali e normative del settore, mai affrontate in tutta la loro complessità, il cui superamento è stato per troppo tempo eluso nonostante gli allarmi costantemente lanciati dal sindacato unitario dei giornalisti.

    I quotidiani hanno continuato a perdere lettori e copie vendute e sono diminuiti gli ascolti dei grandi network televisivi, con conseguente flessione degli introiti pubblicitari; ancora molto incerta appare l’integrazione dei vecchi media nel web con il rischio che sia progressivamente marginalizzato il ruolo  della stampa e della professione giornalistica.

    Anche le difficili vertenze che il sindacato sta affrontando in questo periodo sono una delle conseguenze, con effetti sociali devastanti, dell’incapacità di cogliere con tempestività i segnali del progressivo degrado del sistema e di affrontare in modo radicale e senza improvvisazioni la riforma complessiva di un comparto industriale di grande rilevanza sociale e civile prima che economica.

    La trattativa appena avviata dalla Fnsi con la Fieg sul rinnovo contrattuale va condotta su un binario di assoluta chiarezza e trasparenza. No a chi, fra gli editori, con la scusa della crisi, vuole destrutturare il contratto, insostituibile rete di garanzia necessaria soprattutto per chi lavora nei giornali e nei media più piccoli. Sì a chi ragiona in termini di sviluppo, crescita, salvaguardia dei posti di lavoro. E' vero che senza interventi pubblici mancano le risorse per il nuovo contratto, ma deve essere anche chiaro che le risorse non devono servire soltanto per finanziare gli ammortizzatori sociali, pur necessari, ma vanno indirizzate anche alla crescita e allo sviluppo.

   In questo contesto va affrontato e risolto il grave problema della crescente precarizzazione del lavoro giornalistico e della tutela del lavoro autonomo, anche attraverso una rigorosa  applicazione della legge sull’equo compenso. Va quindi superata la divisione concettuale fra giornalisti contrattualizzati ed autonomi o freeelance, per affrontare in ogni sede in modo organico le problematiche di tutta la categoria. Il ricorso al lavoro irregolare, sottopagato e senza diritti, di collaboratori e autonomi non consente infatti un'informazione libera né di qualità, indebolisce le prospettive del lavoro contrattualizzato, aumenta il potere incontrollato dei datori di lavoro e mette in discussione la stabilità del sistema previdenziale della categoria.

    Pur rifiutando l’equivoca definizione di quarto potere, siamo tutti consapevoli che la libertà e l’autonomia dell’informazione sono le precondizioni della convivenza democratica. Da tale consapevolezza, in questo difficile momento di svolta per la società italiana, deve nascere un impegno forte per fermare la crisi, rilanciare il ruolo del sistema ed eliminare tutti gli ostacoli che ne hanno frenato la vita.

    Non favoriscono l’avvio di una nuova stagione riformatrice l’incertezza del quadro politico, associata alla permanente attitudine di porre l’informazione sotto controllo, e persino il rifiuto posto da nuovi movimenti politici di riconoscere il ruolo professionale degli operatori del settore.

    Ciononostante, a fronte della gravità della situazione, il sindacato dei giornalisti deve saper recuperare per intero l’iniziativa  politica chiamando alla mobilitazione e all’impegno concreto tutti gli interlocutori che si riconoscono nei valori e nelle garanzie costituzionali attorno a un progetto complessivo di riforma del settore depurato da qualsiasi tentazione corporativa.

    Punti essenziali di questa piattaforma sono:

- l’approvazione in tempi brevi di una nuova legge a sostegno dell’editoria che, abbandonando la stagione dei contributi a pioggia e con regole severe, favorisca i processi di trasformazione industriale verso la multimedialità, la crossmedialità e la transizione al digitale, l’ammodernamento tecnologico e i nuovi prodotti editoriali, la nascita e lo sviluppo di iniziative a tutela dei diritti costituzionalmente protetti, con una particolare attenzione ai media voce delle minoranze etnico - linguistiche;

- una nuova legge sulle televisioni che superi l’attuale assetto sostanzialmente duopolistico del settore e favorisca il ritorno della Rai alla sua missione editoriale di servizio pubblico, liberato dalla dipendenza dai partiti;

- una nuova normativa sulla ripartizione delle risorse pubblicitarie al fine di superare gli attuali squilibri;

- una legge sul conflitto di interessi nel settore editoriale che impedisca gli intrecci perversi tra politica, industria e informazione;

- la revisione della legge sulla stampa e sulla tutela del diritto di autore, estendendo la normativa anche alla rete;

- una radicale riforma della legge sull’Ordine dei giornalisti;

- un intervento legislativo che, superando la normativa in vigore, estenda e amplifichi le forme di tutela e di welfare al lavoro giornalistico autonomo;

- una revisione, alla luce dell’esperienza, della legge 150/2000 e del relativo regolamento riguardante gli uffici stampa e le agenzie di informazione della pubblica amministrazione affinché, in tali contesti, sia applicato il contratto giornalistico al fine di garantire una corretta informazione istituzionale.

    Su questi temi, su questa vera e propria emergenza democratica e sociale, per fermare questa "tempesta perfetta", la categoria deve essere chiamata a una nuova stagione di impegno e mobilitazione.


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27 maggio 2013

ELEZIONI ODG FVG: I RISULTATI DI TUTTI I CANDIDATI

RISULTATI ANALITICI

I CANDIDATI UFFICIALI:

La lista proposta dal Consiglio regionale Odg uscente:

PROFESSIONISTI
Consiglio nazionale: Miro Oppelli, Piero Villotta
Consiglio Regionale: Andrea Bulgarelli, Claudio Cojutti, Renato D'Argenio, Cristiano Degano, Giulio Garau, Breda Pahor 
Revisori dei conti: Piero Angelillo, Giuseppe Longo

PUBBLICISTI
Consiglio nazionale: Silvano Bertossi, Andrea Merkù
Consiglio Regionale: Amos D'antoni, Roberto Cannalire, Fabio Folisi 
Revisori dei conti: Rina Anna Rusconi

I candidati suggeriti dal Coordinamento precari e freelance FVG * 
(indicati con un asterisco * nell'elenco dei risultati delle elezioni):

PROFESSIONISTI
Consiglio Regionale: Cristiano Degano, Mattia Assandri, Cristina Visintini, Pietro Trebiciani, Breda Pahor (e, dal 26 maggio, Maurizio Bekar, non candidato ma emerso al ballottaggio)
Revisori dei conti: Mattia Assandri

PUBBLICISTI
Consiglio Regionale: Fabio Folisi


RISULTATI ELEZIONI PRIMO TURNO (19 maggio 2013)
(l'asterisco * indica i candidati sostenuti dal Coordinamento precari e freelance FVG):

PROFESSIONISTI

Consiglieri nazionali eletti (votanti 167, validi 159)
PIERO VILLOTTA (109)
MIRO OPPELLI (88)
(N.b. - non vi erano altre candidature ufficiali)
Primi dei non eletti:
Maurizio Bekar (18) *
Pietro Trebiciani (7) *


Consiglio regionale eletto (votanti 167, validi 166):
CRISTIANO DEGANO (115) *
Al ballottaggio: Claudio Cojutti (79), Breda Pahor (74), Renato D’Argenio (72), Giulio Garau (70), Andrea Bulgarelli (56), Piero Trebiciani (41)*, Mattia Assandri (35)*, Cristina Visintini* (33), Francesco Cardella (29), Maurizio Bekar (2)

Revisore dei conti eletto (votanti 167, voti validi 117)
GIUSEPPE LONGO (69) 
Al ballottaggio: Pietro Angelillo (57), Mattia Assandri (34)*

PUBBLICISTI

Consiglieri nazionali eletti (votanti 174, voti validi 169)
SILVANO BERTOSSI (125)
ANDREA MERKU' (110)
(N.b. - non vi erano altre candidature ufficiali)
Primi dei non eletti:
Fulvio Sabo (12)
Fabio Folisi (9)*

Consiglio regionale eletto (votanti 174, validi 165)
AMOS D'ANTONI (119)
Al ballottaggio: Fabio Folisi (79)*, Roberto Cannalire (78), Gianfranco Battisti (12), Fulvio Sabo (9)

Revisore dei conti eletto (votanti 174, validi 113)
RINA ANNA RUSCONI (102)
(N.b: non vi erano altre candidature ufficiali)
Primo dei non eletti:
Pistrini (9)


RISULTATI DEL BALLOTTAGGIO (26 maggio 2013)
(l'asterisco * indica i candidati sostenuti dal Coordinamento precari e freelance FVG)

PROFESSIONISTI (votanti 138): 

Consiglio regionale eletti:
CLAUDIO COJUTTI (72)
BREDA PAHOR (69) *
GIULIO GARAU (59)
RENATO D'ARGENIO (52)
ANDREA BULGARELLI (43)
Primi dei non eletti: 
Maurizio Bekar (42) *
Piero Trebiciani (40) *
Francesco Cardella (40)
Cristina Visintini (34) *
Mattia Assandri (31) *

Revisore dei conti eletto (votanti 167, voti validi 117)
MATTIA ASSANDRI (61) *
Primo dei non eletti: 
Pietro Angelillo (53)


PUBBLICISTI (votanti 74):

Consiglio regionale eletti:
GIANFRANCO BATTISTI (42)
ROBERTO CANNALIRE (39)  
Primi dei non eletti:
Fabio Folisi (34) *
Fulvio Sabo (10)