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28 marzo 2017

A UDINE LA CAMERA DI COMMERCIO CERCA GIORNALISTI




LA SELEZIONE CONSENTIRA' DI COLLABORARE
 

 CON "UDINE ECONOMIA", ALLEGATO DEL MESSAGGERO VENETO




La Camera di Commercio di Udine ha aperto una selezione pubblica per la costituzione della Lista di Accreditamento Giornalisti, finalizzata al conferimento di eventuali incarichi per la stesura di articoli che saranno pubblicati sull’organo ufficiale “Udine Economia”, allegato al quotidiano “Messaggero Veneto”.

Sono previste 10 uscite annuali, ciascuna composta da 16 pagine a colori, ogni ultimo venerdì del mese da febbraio a dicembre (escluso il mese di agosto).

Il periodico ha una tiratura di 47.500 copie, formato broadsheet standard europeo, con dimensioni di: aperto (doppia pagina stesa) 600 x 450, chiuso (pagina intera) 300 x 450.

Il corrispettivo è di euro 40 oppure euro 80 (al lordo di Iva e rivalsa Inpgi, Irap a carico ente esclusa) rispettivamente per una mezza pagina o per una pagina intera. Per articoli riguardanti servizi o dossier che richiedano particolare applicazione sarà cura del direttore della testata, in base al tipo di argomento trattato e all’impegno richiesto, determinare di volta in volta la misura del compenso spettante per ogni singolo articolo scritto in accordo con il Segretario Generale della Camera di Commercio.

Tra i requisiti richiesti: essere iscritto all’Ordine dei Giornalisti; avere maturato, nell’ultimo anno, esperienza di collaborazione, a fronte di specifici incarichi conferiti da terzi, con testate giornalistiche; avere, nell’ultimo anno, pubblicato articoli di stampo economico.

Le domande, redatte secondo quanto disposto dall’avviso di selezione, dovranno pervenire entro le ore 13 di lunedì 3 aprile 2017. 

Link (con scaricabili avviso e modello domanda): 

Altre informazioni:
0432 273820 273239

(Da Giornalisti Italia)

09 marzo 2015

CONTRATTO DI SOLIDARIETA' AL PICCOLO DI TRIESTE


Crisi? Intanto il Gruppo Espresso Repubblica Finegil
 raddoppia gli utili (2014)




La vicenda riguarda, in realtà, anche i collaboratori. La strada imboccata è infatti chiara: "un Piccolo sempre più piccolo, con pochi redattori, tanti collaboratori malpagati e tantissime pagine sinergiche prodotte a Roma dall'agenzia del gruppo".

Sarebbe il depauperamento di una testata, dell'informazione prodotta. E dei collaboratori, come sempre indispensabili per la fattura del giornale, ma usati come mano d'opera a basso costo, funzionale ai tagli delle spese di produzione. Ma la produzione a basso costo è antitetica al concetto di "prodotto di qualità". E questo vale anche per l'informazione.

(Maurizio Bekar)



La nota dell'Assostampa del Friuli Venezia Giulia


Il Comitato di Redazione del Piccolo di Trieste ha firmato ieri a Roma, affiancato dall'Assostampa Fvg e dalla Fnsi, un contratto di solidarietà per il prossimo biennio. L'azienda aveva fatto richiesta di accedere al meno penalizzante degli ammortizzatori sociali per l'esigenza di ridurre ulteriormente il costo del lavoro giornalistico, in presenza di indicatori di crisi economica anche per l'anno in corso, dopo i risultati in calo degli anni passati. Ciò è avvenuto mentre il Gruppo Espresso Repubblica Finegil (di cui il Piccolo fa parte, assieme al Messaggero Veneto di Udine) ha presentato e sbandierato sui propri giornali il raddoppio degli utili nel 2014.

La firma di ieri è arrivata dopo una lunga trattativa, nel corso della quale il sindacato ha contestato la scelta dell'editore di scaricare sempre e comunque sui giornalisti il costo di crisi vere o presunte. Una possibilità, questa, che purtroppo la legge permette alle aziende e che le nuove normative sul lavoro del governo Renzi non faranno che accentuare.
Ricordiamo che il Piccolo nel 2011 poteva contare su una redazione di 48 giornalisti. In concomitanza con il passaggio al tabloid, al nuovo sistema editoriale, al full color e al centro stampa goriziano comune ai due quotidiani regionali del gruppo, una serie di pensionamenti (con blocco del turn over) ed esodi incentivati ha portato la redazione a 40 giornalisti. Fra la fine del 2014 e questo inizio del 2015 altri cinque colleghi sono andati in pensione e ovviamente non sono stati sostituiti, portando la redazione a 35 giornalisti. Alla fine di questo percorso biennale, nel quale l'azienda chiede anche dei prepensionamenti, la redazione del Piccolo potrebbe scendere a 32 giornalisti (direttore compreso). Un terzo della redazione in meno di cinque anni.

Il contratto di solidarietà sottoscritto, approvato dalla redazione con un voto sofferto ma a larghissima maggioranza, segno anche questo di grande responsabilità del corpo redazionale, prevede 1,41 giorni al mese a testa di solidarietà, 17 all'anno a testa: meno della metà di quanto richiesto inizialmente dall'azienda. Una penalizzazione dunque piccola, soprattutto se confrontata con quella ben più pesante che da tre anni stanno vivendo sulla propria pelle i colleghi del Primorski Dnevnik, anche loro in solidarietà ma con numeri decisamente superiori. Una penalizzazione accettata dalla redazione del Piccolo perché considerata una sorta di male minore, dinanzi al rischio di ammortizzatori sociali ben peggiori, come la cassa integrazione.

Rimane però lo schiaffo alla redazione. Alla quale tutti i direttori che si sono succeduti in questi anni a Trieste hanno sempre fatto grandi complimenti. Vien da pensare allora che le responsabilità della crisi, del calo delle vendite e di tutti i conti economici vadano ricercate altrove. Ma a pagare sono sempre e comunque i giornalisti.
I risultati, però, sono sotto gli occhi di tutti quelli che li vogliono vedere. E la realtà, per il presente e per il futuro, parla di un Piccolo sempre più piccolo, con pochi redattori, tanti collaboratori malpagati e tantissime pagine sinergiche prodotte a Roma dall'agenzia del gruppo che lavora per tutti i quotidiani locali Finegil.

Trieste sta perdendo, o forse ha già perso, il suo storico quotidiano. Alla città interessa?


Carlo Muscatello,
presidente Assostampa Fvg

05 novembre 2014

CARTA DI FIRENZE, RICORSO "IMPROCEDIBILE"


Assostampa Fvg e Coordinamento precari e freelance Fvg: "Sconcertante"


Il ricorso ai sensi della Carta di Firenze sulle sottoretribuzioni dei giornalisti collaboratori, avanzato nel 2013 dall'Assostampa Friuli Venezia Giulia e dal Coordinamento precari e freelance, è stato respinto dal Consiglio di disciplina nazionale dell'Ordine dei giornalisti, giudicandolo “improcedibile”. E ciò per la “carenza di competenza” del Consiglio di disciplina del Friuli Venezia Giulia, che in primo grado aveva deliberato di archiviarlo. Il direttore del quotidiano “Il Gazzettino”, per il quale si ipotizzava l'avvio dell'iter disciplinare, risulta infatti iscritto all'Ordine della Lombardia, e quindi il Consiglio di disciplina del Friuli Venezia Giulia “non avrebbe mai potuto decidere sulla sua condotta, non essendo un proprio iscritto”.
La sentenza, che però non ha disposto il trasferimento per competenza del fascicolo al Consiglio regionale della Lombardia, lascia esterrefatti l'Assostampa Fvg e il Coordinamento precari.
Infatti, in due anni di iter procedurali, e la produzione complessiva di quasi 50 pagine di memorie e dati, di varie pezze d'appoggio, l'indicazione di decine di testimoni e di un'audizione a Roma, l'esposto del Friuli Venezia Giulia è stato per due volte respinto, senza trovare sbocchi operativi.
Nessuno ha infatti dato seguito a quanto in realtà chiesto nell'esposto, cioè alla verifica di congruità delle retribuzioni dei collaboratori “a cominciare nelle maggiori testate della carta stampata ed emittenti radiotelevisive...”. L'Ordine del Fvg, che avrebbe potuto e forse dovuto trasferire l’incartamento agli Ordini regionali territorialmente competenti, deliberò invece di aprire un'inchiesta disciplinare nei confronti dei direttori di tre quotidiani (Il Piccolo, Messaggero Veneto e Il Gazzettino), notoriamente iscritti ad altri Ordini regionali. Poi il Consiglio di disciplina territoriale archiviò l'esposto, senza effettuare alcuna audizione o verifica, ritenendo di non “poter individuare giornalisti responsabili di violazioni deontologiche”.
Il ricorso al Consiglio di disciplina nazionale si è poi scontrato con vari vincoli tecnici. Fino a quando è emerso ciò che era già noto – per la decisione dell'Ordine regionale - e cioè che si parlava di direttori iscritti ad altri Ordini regionali. Conclusione: ricorso respinto, per difetto di giurisdizione territoriale. Senza che però nessuno, né prima né dopo, trasferisse le carte al Consiglio territorialmente competente.
L'Assostampa Fvg e il Coordinamento precari e freelance esprimono quindi sconcerto e disappunto; sia per il complesso e bizantino iter procedurale, svolto senza mai avvalersi della facoltà di procedere d'ufficio (pur richiamata con forza in varie occasioni dallo stesso presidente dell'Ordine, Iacopino), sia per le due sentenze di rigetto, dal sapore burocraticamente pilatesco a fronte di un problema noto e ben documentato.
Una situazione disarmante, tale da far ormai dubitare della stessa attuabilità della Carta di Firenze a tutela dei colleghi più esposti e ricattabili. Unica ragione, questa, per la quale era stata avviata l'iniziativa del sindacato e del Coordinamento precari del Friuli Venezia Giulia, pur consapevoli sin dal principio che non bastano le carte deontologiche per risolvere il problema del precariato giornalistico nel nostro Paese. Ma evidentemente, al di là delle buone intenzioni e delle belle parole, anche nel nostro Ordine professionale burocrazia e cavilli rappresentano un muro contro il quale vanno a sbattere le iniziative a tutela della fasce più deboli della professione.

06 dicembre 2013

SE LA SCHIAVITU' E' DIFFUSA... NON E' REATO

Iacopino sull'esposto di sindacato e precari sulla Carta di Firenze, archiviato dal Consiglio di disciplina dell'Odg Fvg



"Schiavitù: se è diffusa non è reato". Il Presidente dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, ha così commentato sul suo profilo Facebook la delibera di archiviazione del Consiglio di disciplina dell'Ordine del Friuli Venezia Giulia in merito all'esposto ai sensi della Carta di Firenze che era stato presentato il gennaio scorso da Assostampa e Coordinamento precari del FVG. 

Segue il testo del commento di Iacopino.


 SCHIAVITÙ: SE È DIFFUSA NON È REATO
Le sentenze si rispettano. Suona bene. Ma ce ne sono alcune che proprio non si riesce a digerirle. In Friuli Venezia Giulia, l'assostampa e il coordinamento dei giornalisti precari aveva presentato un esposto ai sensi della Carta di Firenze contro i direttori e altri della catena di comando di Piccolo, Messaggero Veneto e Gazzettino. Il Consiglio di disciplina (organismo assolutamente autonomo per legge) lo ha archiviato. Non già perché i tre direttori sono iscritti ad altri Ordini regionali, ma per motivazioni che non mi sento di condividere. Una, tra altre. Eccola: "La situazione prospettata dai ricorrenti è ampiamente diffusa in tutte le aziende editoriali radicate sul territorio".
Sono, lo dichiaro, in aperto conflitto di interessi, essendo - come mi diceva Maurizio Bekar, uno dei firmatari dell'esposto - il "papà della carta di Firenze". Ma sento il bisogno di dire, non avendo alcun ruolo o potere in un eventuale giudizio di appello, che questa decisione mi fa star male.

(5 dicembre 2013)

Una precisazione: l'esposto presentato in gennaio in realtà non formalizzava accuse specifiche contro i direttori delle tre testate citate e la relativa catena di comando, ma si limitava ad esporre una situazione largamente diffusa e nota, chiedendo all'Ordine regionale di valutarla dal punto di vista deontologico, agendo di conseguenza.
E' stato poi l'Ordine del FVG che, per sua scelta, il 21 gennaio deliberò di aprire un'indagine disciplinare nei confronti dei tre direttori citati, piuttosto che altri. Salvo che poi di tale indagine disciplinare, pur formalmente deliberata, non si è saputo più nulla. E non vi è oggi traccia nemmeno nella delibera di archiviazione del Consiglio di disciplina regionale, al quale nel frattempo erano passate le competenze. Come se si fosse persa per strada. Il che è pure peggio di quanto stigmatizzato dal presidente dell'Ordine nazionale, Enzo Iacopino.


>> Qui il comunicato di Assostampa e Coordinamento precari

>> Qui il testo integrale della delibera di archiviazione dell'esposto, decisa all'unanimità dal Consiglio territoriale di disciplina dell'Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.

>> Qui il testo integrale dell'esposto di Assostampa FVG e Coordinamento precari all'Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia l'8 gennaio 2013. 

20 luglio 2012

COORDINAMENTO CDR GRUPPO ESPRESSO: RICHIESTE ALL'EDITORE


Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Associazione della Stampa del Friuli Venezia Giulia


COMUNICATO STAMPA


Il coordinamento dei Comitati di Redazione del Gruppo Espresso (Finegil, Repubblica, Espresso, Elemedia)*, riunito in sessione plenaria nella sede della Federazione nazionale della Stampa, esprime preoccupazione per l'assenza di un piano editoriale di rilancio delle proprie testate. 

I giornalisti del Gruppo stanno ancora affrontando con senso di responsabilità le trasformazioni legate alla grave crisi economica che continua a colpire anche il mondo dell'editoria. La sfida dell'innovazione per il consolidamento e lo sviluppo dell'intero Gruppo è centrale, i nuovi e sempre maggiori carichi di lavoro impongono idee e investimenti. 


Pur riconoscendo gli interventi tecnologici effettuati e in divenire, il coordinamento dei Cdr ritiene che vada valorizzata la componente giornalistica: non è possibile garantire risposte adeguate e mantenere inalterata l'identità e la qualità del prodotto affrontando questa congiuntura solo con la logica dei tagli e della razionalizzazione dei costi. 


Il coordinamento dei Cdr chiede all'azienda il rispetto degli accordi in essere, a partire dal mantenimento del livello degli organici. Non accetta stati di crisi striscianti e blocchi del turnover anche se non dichiarati, l'uso improprio dei collaboratori, dei contratti atipici e dei pensionati all'interno delle redazioni. 


Chiede all'azienda un vero piano di sviluppo con organici adeguati ai nuovi carichi di lavoro delle proprie testate web, da attuare nella cornice del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico e degli accordi sulla multimedialità già sottoscritti, valorizzando di pari passo il giornale cartaceo, i periodici e le emittenti radio che restano il core business del gruppo. 


Ribadisce che la libertà e la qualità del prodotto è garantita anche dal radicamento delle testate nel territorio. Invita infine l'azienda al rispetto dei valori che sono fondanti dell'identità del Gruppo, su tutti i diritti del lavoro, e sollecita risposte concrete.


(*del gruppo fanno parte Il Piccolo e Messaggero Veneto)


(20 giugno 2012)

13 gennaio 2012

COORDINAMENTO PRECARI: MERCOLEDI' 19 GENNAIO INCONTRO A GORIZIA

Mercoledì 19 gennaio, alle ore 14, è convocata una riunione dei giornalisti precari, collaboratori e freelance del Friuli Venezia Giulia nella Sala Giunta della Provincia di Gorizia, in Corso Italia n. 55, gentilmente concessa per l'incontro.

La riunione è promossa dall'Assostampa Fvg e dal Coordinamento precari e freelance per parlare della crisi per i collaboratori davanti alla prospettata chiusura dell'edizione goriziana del Messaggero Veneto e del "piano risparmi" dei quotidiani Il Piccolo e Messaggero Veneto, per verificare ipotesi di una mobilitazione sindacale e dell'opinione pubblica, ed illustrare le possibilità di vertenze e cause, davanti alla nuova legge del cosiddetto "collegato lavoro", che limita fortemente i diritti dei lavoratori precari.

Al proposito si ricorda che il 23 gennaio scade il termine per impugnare contratti a termine e co.co.co scaduti.

L'incontro, a carattere regionale, è aperto di tutti gli interessati, che sono caldamente invitati a partecipare.

Interverranno, fra gli altri, esponenti dell'Assostampa FVG, del Coordinamento precari e freelance, e i fiduciari goriziani dell'Assostampa.


01 aprile 2011

VERBALE DELL'ASSEMBLEA DEL 29 MARZO A UDINE (situazione Messaggero, Piccolo e collaboratori non contrattualizzati)

Un'assemblea partecipata e ricca di contenuti, organizzata dall’Assostampa del Friuli Venezia Giulia e dal Coordinamento precari del FVG, si è svolta martedì 29 marzo a Udine presso la Filologica Friulana.

Presenti il segretario dell’Assostampa Gianni Martellozzo, il fiduciario Assostampa per la provincia di Udine Clemente Borando, il coordinatore della commissione regionale lavoro autonomo, Alessandro Martegani, e i vicepresidenti dell’Assostampa Poljanka Dolhar e Amos D’Antoni.

Tra i partecipanti, oltre una ventina i collaboratori e precari perlopiù del Messaggero Veneto, ma anche del Piccolo e Gazzettino. Al centro dell’incontro i media della provincia di Udine, il comportamento di dubbia ispirazione sindacale del CDR del Messaggero, alcune proposte concrete da far partire al più presto.

Approfondita la relazione introduttiva di Borando, che ha mostrato sensibilità verso il disagio dei collaboratori, ma anche evidenziato la loro scarsa partecipazione alla vita sindacale: meno del 25% di loro è infatti iscritto al sindacato. 

Il Messaggero Veneto, maggior quotidiano dell’Udinese, è stato al centro di una grande riorganizzazione coincisa con il passaggio al nuovo formato: tra tipografi e amministrativi c’è stato un taglio di 50 unità (tra Messaggero e Piccolo, che fanno come noto capo allo stesso editore), l'edizione di Gorizia è stata chiusa, l’organico dei giornalisti è stato diminuito di 6 unità.
Il tutto senza l’integrazione dell’organico con praticanti o redattori alla prima nomina da “pescare” tra gli almeno 50 collaboratori che permettono l’uscita del quotidiano, e proprio nel momento in cui il quotidiano si stampa nel nuovo centro tipografico di Gorizia.
Il Messaggero è stato penalizzato, questa la tesi di Borando, nonostante sia sempre stato “la gallina delle uova d’oro”, che ha garantito più utili del Piccolo.

Il CDR, dopo le dimissioni di 2 suoi membri, ha sposato la tesi dell’editore: il comportamento è stato giudicato inaccettabile dal segretario Martellozzo.
Il segretario ha evidenziato la possibilità di fare causa all’azienda da parte di chi in questi anni ha collaborato in modo continuativo con il giornale (anche con l’aiuto del Fondo Cigana, creato dall’Assostampa proprio per sostenere finanziariamente le cause di lavori dei colleghi non in grado di affrontare le spese di una vertenza). Ha ricordato inoltre che a livello nazionale si sta lavorando per promuovere il lavoro stabile e penalizzare le aziende che scelgono il precariato.


Martegani ha presentato l’accordo (per ora solo verbale) tra il CDR del Piccolo e il direttore Possamai sulle retribuzioni dei collaboratori: i pezzi saranno pagati da un minimo di 9 euro per una breve a un minimo di 25 per un articolo di apertura. Per i collaboratori storici si apre invece la possibilità di un contratto annuale comprensivo di “forfait” economico e rimborso spese.

Dopo che alcuni partecipanti hanno presentato le proprie esperienze personali (chi si è visto dimezzare il compenso, chi il numero di pezzi, chi non ha firmato alcun contratto…), Dolhar ha invitato tutti a mandare al Coordinamento precari una breve relazione, nella quale fosse spiegata la loro posizione (da quanti anni collaborano, con che tipo di contratto/compenso ecc.). Questo permetterà di avere un quadro più preciso e anche capire quante e quali cause sia possibile sostenere.

Tra gli impegni presi, anche quello di  una lettera urgente al direttore del Messaggero Veneto per chiedere un incontro con i vertici regionali del sindacato, lettera che potrebbe essere firmata anche dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Villotta (il presidente, presente in sala, si è detto infatti disponibile a iniziative comuni).

Tra le proposte, un incontro con le amministrazioni pubbliche (con l’ANCI, Upi, regione ecc,) e le organizzazioni di categoria per presentare le varie professionalità presenti tra i giornalisti del territorio.

25 marzo 2011

MARTEDI' 29 MARZO, A UDINE, ASSEMBLEA SU MESSAGGERO VENETO, IL PICCOLO E I COLLABORATORI NON CONTRATTUALIZZATI


Martedì  29 marzo alle 10, presso la Filologica Friulana di Udine (in via Manin 18), si terrà un'assemblea degli iscritti all'Assostampa Fvg della provincia di Udine, aperta a tutti i colleghi della regione, professionali e collaboratori. All'incontro interverranno rappresentanti dell'Assostampa regionale e del Coordinamento giornalisti precari e freelance.

Durante la riunione verrà fatto il punto della situazione lavorativa e sindacale della categoria, alla luce delle recenti trasformazioni dei quotidiani Messaggero Veneto e Il Piccolo. Verranno fra l'altro trattate le ricadute occupazionali della decisione dell'editore di chiudere l'edizione goriziana del Messaggero Veneto e di ridimensionare la redazione nel capoluogo isontino, con pesanti conseguenze soprattutto per i tanti colleghi collaboratori.

Con questa iniziativa il sindacato dei giornalisti intende rispondere alla necessità, manifestata da più parti, di avere una maggiore informazione sulla situazione, e su quanto avviene nell’editoria friulana, offrendo la possibilità di un coinvolgimento dei colleghi.

Come Coordinamento precari e freelance illustreremo invece alcune delle possibilità d'intervento a livello locale, e le iniziative che si stanno allestendo in altre regioni e a livello nazionale per la tutela dei giornalisti collaboratori, non contrattualizzati da dipendenti.

Invitiamo caldamente tutti gli interessati a partecipare, e a inoltrare l'invito ai colleghi

Maurizio Bekar
(Coordinamento giornalisti precari e freelance FVG)

21 gennaio 2011

CONTRO AL CHIUSURA EDIZIONE GORIZIA MESSAGGERO VENETO, TUTELA DEI COLLABORATORI

Inoltriamo per conoscenza a tutti i colleghi precari e freelance il comunicato stampa diramato stamattina dall'Assostampa Friuli Venezia Giulia contro la chiusura dell'edizione goriziana del Messaggero Veneto, e a tutela dei suoi collaboratori precari.

Raccomandiamo vivamente quanti intendessero tutelarsi per via legale di farlo in raccordo con l'Assostampa. Ricordiamo anche la scadenza del 23 gennaio p.v. per l'invio delle raccomandate di contestazione per i contratti a termine o da precari, come dalla recente legge sul c.d. "collegato lavoro" (v. info su http://www.fnsi.it/ e sulle nostre precedenti circolari)

L'Assostampa, i suoi fiduciari provinciali e il Coordinamento precari e freelance sono a disposizione per eventuali chiarimenti o necessità

Maurizio Bekar
vicesegretario Assostampa FVG

(segue testo del comunicato odierno dell'Assostampa FVG)

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Federazione Nazionale della Stampa Italia
Associazione della Stampa del Friuli Venezia Giulia

L'Assostampa Fvg, articolazione territoriale della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani, ribadisce la propria ferma contrarietà alla chiusura dell'edizione goriziana del Messaggero Veneto e si unisce all'appello (vedi agenzie allegate) rivolto dalla politica isontina e regionale all'Editoriale Fvg, Gruppo Espresso Repubblica, perchè tale decisione venga rivista.

Il piano di risparmi avviato dall'azienda in concomitanza con l'imminente passaggio al tabloid del Messaggero Veneto di Udine e del Piccolo di Trieste, e dell'unificazione della fase di stampa nel nuovo stabilimento di Gorizia, non può finire per penalizzare proprio la comunità isontina.

Inoltre, il prospettato taglio di sei redattori per ognuno dei due quotidiani non sembra al sindacato il modo migliore per un rilancio delle due testate, entrambe leader nelle rispettive aree di diffusione. Ancora una volta si investe solo sulle macchine, si indeboliscono le redazioni, pensando forse che il cambio di formato, grafica e sistema editoriale sia da solo sufficiente a rafforzare i due giornali.

L’edizione di Gorizia è per il Messaggero Veneto presenza qualificante, una voce importante che da oltre cinquant’anni contribuisce al pluralismo dell'informazione in un'area particolare della regione.

L'appello del sindacato è volto anche a tutelare i tanti collaboratori goriziani e isontini della testata, vero anello debole della catena, che dopo anni di sacrifici rimarrebbero senza lavoro.

Segnaliamo fra l'altro all'editore che, se anche solo una parte dei collaboratori storici del giornale (persone che arrivavano a scrivere anche 1500/2000 articoli all'anno...) fosse costretta a tutelarsi in altra sede, e in quella sede vedesse riconosciute le proprie ragioni, il piano di risparmi fin qui architettato verrebbe di fatto annullato. Il buon senso dovrebbe dunque portare tutti a valutare meglio la complessa questione.

EDITORIA: SERRACCHIANI, RESTI MESSAGGERO VENETO A GORIZIA LETTERA EUROPARLAMENTARE A DE BENEDETTI
(ANSA) - TRIESTE, 19 GEN

Per l'europarlamentare del Pd Debora Serracchiani la soppressione dell'edizione di Gorizia del Messaggero Veneto «significherebbe la scomparsa di un'altra voce dall'offerta giornalistica nel Friuli Venezia Giulia, che non può permettersi di vedere ristretto il pluralismo dell'informazione».
Lo scrive in una lettera inviata al presidente del Gruppo editoriale L'Espresso SpA, Carlo De Benedetti, «raccogliendo e interpretando - sottolinea - le pressanti istanze che giungono dal territorio della regione, e particolarmente dalla provincia di Gorizia». Dopo aver ricordato che «le istituzioni locali si sono mobilitate con ordini del giorno approvati all'unanimità dal Consiglio provinciale e comunale, e attraverso una lettera all'a.d. e alla direzione, sottoscritta dal presidente della Provincia e da tutti i sindaci dell'Isontino», Serracchiani sottolinea che «l'edizione di Gorizia del Messaggero Veneto rappresenta una preziosa e storica risorsa per la comunità isontina, distinguendosi da sempre per attendibilità, autorevolezza e completezza dell'informazione». L'ipotesi di mantenere un 'presidio’ a Gorizia con tre giornalisti, secondo Serracchiani «rappresenterebbe solo l'anticamera della chiusura definitiva e completa del giornale a Gorizia nel momento in cui l'inevitabile crollo delle vendite non ne giustificherebbe più l'esistenza».

GIORNALI: PICCOLO E MESSAGGERO VENETO, PDL FVG CONVOCA TAVOLO = (AGI) - Trieste, 17 gen.

«La possibilità che vengano chiuse e ridimensionate le redazioni a Gorizia de Il Piccolo di Trieste e del Messaggero Veneto di Udine rappresenta un grave impoverimento dell'informazione ai cittadini di tutta l'area isontina, e non soltanto del capoluogo. Per scongiurare questo scenario serve l'impegno effettivo e concreto di tutti e non roboanti interrogazioni alla Giunta». Ad affermarlo è il consigliere regionale del Pdl Gaetano Valenti, che ha invitato colleghi e soggetti interessati a un apposito incontro. «Alla luce dell'allarme lanciato dalla Federazione nazionale della stampa, dal presidente della Provincia di Gorizia e dai sindaci del territorio - annota Valenti - ho ritenuto opportuno individuare dei percorsi condivisi per trovare una soluzione alla questione. Oltre a un impoverimento inopportuno, questi tagli si rifletteranno anche sui livelli occupazionali delle testate, che rischiano di subire riduzioni di giornalisti. Per questo ho proposto una riunione giovedì prossimo (20 gennaio) nella sede della Regione a Gorizia, che sta ottenendo un'ottima adesione». «Credo sia importante fare fronte comune per evitare che vengano meno queste voci storiche dell'Isontino. Meno informazione, infatti - conclude il consigliere - significa meno democrazia».

04 gennaio 2011

MESSAGGERO VENETO e IL PICCOLO: crisi per i collaboratori ? - Brindisi 'precario'

Si ridurranno le possibilità di lavoro e le retribuzioni dei collaboratori dei quotidiani Messaggero Veneto e Il Piccolo?

E' il timore che circola fra i freelance, davanti al piano di risparmi che l'Editoriale Fvg (Gruppo Espresso Repubblica) ha previsto con il passaggio dei due quotidiani al formato tabloid, e con l'unificazione della stampa in un nuovo stabilimento a Gorizia.

Un timore rafforzato dalla volontà di chiusura dell'edizione di Gorizia del Messaggero Veneto, che si accompagnerebbe ad una sostanziosa riduzione delle pagine informative sull'Isontino, inglobate nell'edizione friulana.

Ma quanti di questi timori corrispondono a realtà?

Va chiarito che per ora (oltre alla gravissima e già manifestata volontà di chiusura dell'edizione goriziana del Messaggero) non c'è ancora nulla di certo o di confermato. E che l'Assostampa FVG e i CdR stanno seguendo l'evolvere della situazione.

Ma fra i timori che circolano in ambito sindacale è che, per i collaboratori esterni, si ripeta quanto già avvenuto un anno fa a Il Gazzettino: con il passaggio al tabloid articoli più brevi (e quindi meno retribuiti), ma anche meno spazio per gli articoli dei collaboratori, uniti alla volontà dell'editore di ridurre ulteriormente i costi. Risultato: minori possibilità di lavoro e minori guadagni per i freelance.

Peraltro, almeno per quanto riguarda Il Piccolo, da fonti interne arrivano altri segnali più rassicuranti, che prospettano un sostanzioso aumento della foliazione, che porterebbe (anche se con un'ipotesi "a fisarmonica", cioè con il giornale con un numero variabile da X ad Y pagine) ad uno spazio complessivo per gli articoli uguale a prima.

Restano comunque molte incognite ed interrogativi, che come Coordinamento precari e freelance ci preoccupano: i collaboratori hanno bisogno di rassicurazioni sulle loro prospettive, e la certezza di non vedere ulteriormente ridotti i già limitati guadagni (anche, per esempio, passando da contratti pagati "a pezzo" ad altri a "forfait" fisso mensile o annuale, come sta proponendo il Cdr de "Il Piccolo")

Gravissima è invece la situazione del collaboratori isontini del Messaggero Veneto che, se passasse il progetto di chiusura dell'edizione di Gorizia, realisticamente si troveranno senza lavoro. Se va difesa la storica presenza dell'edizione goriziana del Messaggero, con la stessa priorità ed importanza vanno difesi il lavoro, la professionalità e i diritti acquisiti in anni di precariato dai collaboratori esterni del giornale, veri "anelli deboli" della catena, in quanto non coperti delle tutele contrattuali garantite ai dipendenti.

Per queste ragioni crediamo vada attuata una mobilitazione pubblica, che difenda sia l'edizione goriziana del giornale sia i diritti e il lavoro dei suoi collaboratori esterni.

Nel direttivo dell'Assostampa del Friuli Venezia Giulia si è sviluppato un approfondito dibattito su queste problematiche, al quale abbiamo preso parte attiva come Coordinamento precari, trovando piena disponibilità e sintonia con il sindacato.

Vi rimandiamo quindi di seguito il comunicato che l'Assostampa ha diramato nei giorni scorsi, a conferma della vigilanza e dell'impegno che ha assunto su questo fronte.

Vi preannunciamo quindi che per discutere di questi temi ed organizzare delle iniziative, in collaborazione con l'Assostampa organizzeremo in gennaio un incontro a Gorizia, mentre entrambi invitano fin d'ora tutti i collaboratori, freelance, contrattualizzati ed interessati ad un incontro informale, con un "brindisi precario" per gli auguri d'inizio anno, lunedì 3 gennaio alle ore 11.30 al Circolo della Stampa di Trieste (in Corso Italia, 13).

Durante l'incontro, oltre al brindisi e agli auguri, avremo occasione di approfondire queste ed altre problematiche d'interesse dei freelance e del mondo dell'informazione, regionale e non.

Con i migliori auguri a tutti

Maurizio Bekar
p. il Coordinamento precari e freelance del FVG

(segue testo del comunicato dell'Assostampa FVG sulla vertenza Messagero Veneto - Il Piccolo)

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Federazione Nazionale della Stampa Italia
Associazione della Stampa del Friuli Venezia Giulia


COMUNICATO STAMPA
a tutti i colleghi / con preghiera di diffusione

L'Assostampa Fvg segue con preoccupata attenzione le trattative in corso fra l'Editoriale Fvg (Gruppo Espresso Repubblica) e i Comitati di Redazione del Piccolo di Trieste e del Messaggero Veneto di Udine sul piano di risparmi che l'azienda ha previsto in concomitanza con l'imminente passaggio dei due quotidiani al tabloid e con l'unificazione della fase di stampa in un nuovo stabilimento di Gorizia.

Il prospettato taglio di sei redattori per ognuno dei due quotidiani non sembra al sindacato il modo migliore per un rilancio delle due testate, entrambe leader nelle rispettive aree di diffusione. Ancora una volta si investe solo sulle macchine, si indeboliscono le redazioni, pensando forse che il cambio di formato, grafica e sistema editoriale sia da solo sufficiente a rafforzare i due giornali.

In particolare, il sindacato dei giornalisti giudica in maniera estremamente negativa la ventilata decisione di chiudere l'edizione goriziana del Messaggero Veneto. Secondo quanto si apprende, nel capoluogo isontino verrebbe per ora mantenuto solo un presidio di tre redattori, che dovrebbero realizzare 4 pagine giornaliere, al posto delle attuali 8-10, da inserire nel fascicolo friulano e nazionale. Insomma, l'anticamera della chiusura anche della redazione, dopo quella dell'edizione goriziana.

E invece l’edizione di Gorizia è per il Messaggero Veneto presenza qualificante, una voce importante da oltre cinquant’anni. La sua soppressione è dettata da un mero calcolo economico, che non considera la gravità di una tale perdita per la comunità di riferimento e che ragiona esclusivamente in termini di tagli e non di investimenti sulle redazioni, a cominciare dalle professionalità che si sono formate. Togliere ogni spazio ai tanti collaboratori - per confezionare le 4 pagine basterà il lavoro dei redattori - ne è la prova più evidente.

Il sindacato dei giornalisti invita l’Editore a ripensare lo scenario fin qui delineato e ad aprire un tavolo di trattativa che abbia come punti fondamentali la difesa degli organici, il mantenimento del fascicolo di Gorizia e l’impegno a regolarizzare i collaboratori, vero anello debole della catena, la cui opera quotidiana è qualificante per il giornale e il cui lavoro andrà comunque garantito, al Messaggero Veneto o al Piccolo.

L'Assostampa Fvg - che sosterrà in ogni sede i propri iscritti - valuterà, in assenza di riscontri positivi da parte dell'azienda, iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni per contrastare tale scelta dell'Editore.

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