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09 marzo 2015

CONTRATTO DI SOLIDARIETA' AL PICCOLO DI TRIESTE


Crisi? Intanto il Gruppo Espresso Repubblica Finegil
 raddoppia gli utili (2014)




La vicenda riguarda, in realtà, anche i collaboratori. La strada imboccata è infatti chiara: "un Piccolo sempre più piccolo, con pochi redattori, tanti collaboratori malpagati e tantissime pagine sinergiche prodotte a Roma dall'agenzia del gruppo".

Sarebbe il depauperamento di una testata, dell'informazione prodotta. E dei collaboratori, come sempre indispensabili per la fattura del giornale, ma usati come mano d'opera a basso costo, funzionale ai tagli delle spese di produzione. Ma la produzione a basso costo è antitetica al concetto di "prodotto di qualità". E questo vale anche per l'informazione.

(Maurizio Bekar)



La nota dell'Assostampa del Friuli Venezia Giulia


Il Comitato di Redazione del Piccolo di Trieste ha firmato ieri a Roma, affiancato dall'Assostampa Fvg e dalla Fnsi, un contratto di solidarietà per il prossimo biennio. L'azienda aveva fatto richiesta di accedere al meno penalizzante degli ammortizzatori sociali per l'esigenza di ridurre ulteriormente il costo del lavoro giornalistico, in presenza di indicatori di crisi economica anche per l'anno in corso, dopo i risultati in calo degli anni passati. Ciò è avvenuto mentre il Gruppo Espresso Repubblica Finegil (di cui il Piccolo fa parte, assieme al Messaggero Veneto di Udine) ha presentato e sbandierato sui propri giornali il raddoppio degli utili nel 2014.

La firma di ieri è arrivata dopo una lunga trattativa, nel corso della quale il sindacato ha contestato la scelta dell'editore di scaricare sempre e comunque sui giornalisti il costo di crisi vere o presunte. Una possibilità, questa, che purtroppo la legge permette alle aziende e che le nuove normative sul lavoro del governo Renzi non faranno che accentuare.
Ricordiamo che il Piccolo nel 2011 poteva contare su una redazione di 48 giornalisti. In concomitanza con il passaggio al tabloid, al nuovo sistema editoriale, al full color e al centro stampa goriziano comune ai due quotidiani regionali del gruppo, una serie di pensionamenti (con blocco del turn over) ed esodi incentivati ha portato la redazione a 40 giornalisti. Fra la fine del 2014 e questo inizio del 2015 altri cinque colleghi sono andati in pensione e ovviamente non sono stati sostituiti, portando la redazione a 35 giornalisti. Alla fine di questo percorso biennale, nel quale l'azienda chiede anche dei prepensionamenti, la redazione del Piccolo potrebbe scendere a 32 giornalisti (direttore compreso). Un terzo della redazione in meno di cinque anni.

Il contratto di solidarietà sottoscritto, approvato dalla redazione con un voto sofferto ma a larghissima maggioranza, segno anche questo di grande responsabilità del corpo redazionale, prevede 1,41 giorni al mese a testa di solidarietà, 17 all'anno a testa: meno della metà di quanto richiesto inizialmente dall'azienda. Una penalizzazione dunque piccola, soprattutto se confrontata con quella ben più pesante che da tre anni stanno vivendo sulla propria pelle i colleghi del Primorski Dnevnik, anche loro in solidarietà ma con numeri decisamente superiori. Una penalizzazione accettata dalla redazione del Piccolo perché considerata una sorta di male minore, dinanzi al rischio di ammortizzatori sociali ben peggiori, come la cassa integrazione.

Rimane però lo schiaffo alla redazione. Alla quale tutti i direttori che si sono succeduti in questi anni a Trieste hanno sempre fatto grandi complimenti. Vien da pensare allora che le responsabilità della crisi, del calo delle vendite e di tutti i conti economici vadano ricercate altrove. Ma a pagare sono sempre e comunque i giornalisti.
I risultati, però, sono sotto gli occhi di tutti quelli che li vogliono vedere. E la realtà, per il presente e per il futuro, parla di un Piccolo sempre più piccolo, con pochi redattori, tanti collaboratori malpagati e tantissime pagine sinergiche prodotte a Roma dall'agenzia del gruppo che lavora per tutti i quotidiani locali Finegil.

Trieste sta perdendo, o forse ha già perso, il suo storico quotidiano. Alla città interessa?


Carlo Muscatello,
presidente Assostampa Fvg

25 ottobre 2013

ALESSANDRO MARTEGANI: "BUONI STATI GENERALI A TUTTI"


IL CONTRIBUTO DEL SEGRETARIO DI ASSOSTAMPA AL DIBATTITO DEGLI STATI GENERALI DELL'INFORMAZIONE PRECARIA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA


Credo che il primo ostacolo da affrontare per i giornalisti italiani, ancor prima di scendere nel merito dei problemi e delle soluzioni, sia una radicale operazione culturale.
La crescita esponenziale dei rapporti precari e atipici nel mondo dell’informazione (che spesso coprono illegalmente posizioni con attività quotidiana e cariche di responsabilità oltre che di professionalità), e l’involuzione che ha ormai coinvolto tutto il sistema informativo del paese, hanno di fatto svuotato di significato la divisione fra contrattualizzati (una volta si chiamavano anche “garantiti”) e freelance.
Le ristrutturazioni e i tagli annunciati con cadenza ormai stagionale da parte delle grandi aziende editoriali, e le chiusure e gli stati di crisi delle realtà più piccole, hanno reso ormai comuni a tutti i giornalisti.

Alessandro Martegani 
Membro del Coordinamento Precari e Freelance, 
Segretario dell’Assostampa FVG

Da una parte i contrattualizzati, pur godendo ancora di ottime tutele e di contratti depotenziati ma comunque dignitosi, vedono messi sempre più a rischio non solo la propria posizione, ma perfino il proprio futuro, visto che l’aumento dei precari sottopagati rende inevitabile anche un calo delle entrate negli enti previdenziali, e più conveniente per gli editori usare lavoratori esterni piuttosto che sviluppare redazioni strutturate; dall’altra i cosiddetti collaboratori o freelance, per la maggior parte lavoratori a tempo pieno, non hanno più alcuna speranza di essere assunti, e, nonostante il costo della vita e delle spese professionali in aumento, assistono al calo progressivo delle già magre entrate e delle opportunità di lavoro, vivendo ogni giorno quella che, con un’espressione un po’ greve, poco originale, ma comunque evocativa, viene definita una “guerra fra poveri”.


Lo slogan “Siamo tutti precari”, (utilizzato talvolta in passato più che per una reale convinzione, per una “captatio benevolentiae” da parte di alcuni “garantiti” per ottenere il consenso di chi lavora al di fuori delle redazioni) sta diventando sempre di più uno scenario reale. La gestione miope della maggior parte degli editori, che anno ormai abdicato alla ricerca della qualità puntando al profitto immediato, tagliando spese, organici e pagine, senza un minimo di progettualità e sviluppo, rischia di travolgere esperienze, professionalità e sentimenti di tutta la categoria, senza distinzioni. Non è stata colta per tempo nemmeno la straordinaria opportunità del Web, vista dagli editori, ma anche qualche collega, prima come una bolla destinata a sgonfiarsi, poi come una dolorosa necessità, e solo di recente come una possibile risorsa, ma comunque senza investimenti adeguati.

I problemi dei precari sono quindi i problemi di tutta la categoria, di tutto il sindacato, dai quadri nazionali della Federazione ai giovani colleghi, dai direttori ai collaboratori. Mi piacerebbe che questo fatto, evocato spesso anche all’interno dei sindacato, diventasse una convinzione profonda, diffusa, oltre che un principio astratto mai applicato concretamente fino ad oggi.
Solo partendo da una posizione convintamente unitaria si può pensare di ottenere, prima ancora delle tutele, una linea di sviluppo del mondo del giornalismo, un nuovo inizio, che garantisca una corretta informazione e una vita dignitosa a chi ogni giorno affronta fatica e rischi per amore di questo lavoro.
Una categoria unita ha però bisogno vitale di un sindacato unito, oltre che unitario: è vitale una ferma e coerente azione nazionale, che, abbandonando le logiche del passato e di corrente, dia un convinto appoggio a battaglie come la legge sull’equo compenso e l’applicazione della Carta di Firenze, e alla tutela dei non contrattualizzati, senza accettare ricatti da parte degli editori. Le regole per chi lavora fuori dalle redazioni devono essere inserire nel contratto, e ai collaboratori, “strategici” e non, deve essere garantita una rappresentanza all’interno del Cdr, se esiste, o un contatto continuo con il fiduciario di redazione.

È fondamentale però anche un’attenzione costante e capillare da parte delle Associazioni regionali, che devono essere un punto di riferimento autorevole e accogliente per tutti i colleghi, ascoltando i problemi, intervenendo sulle singole situazioni (spesso i colleghi freelance non hanno non dico un Cdr, ma nemmeno un fiduciario a cui rivolgersi, e lavorano in condizioni che rasentano l'isolamento) e mantenendo una linea costante e ferma a tutela della categoria, denunciando e intervenendo in ogni caso di abuso o illegalità.

Mi preme non essere frainteso: quando parlo di “tutela” non intendo assolutamente il limitarsi a una protezione dei diritti acquisiti o alla richiesta di uno o due euro in più a pezzo per i collaboratori. Il miglioramento nelle retribuzioni e delle condizioni di lavoro sono obiettivi sacrosanti, ma a mio parere è necessario pensare all’evoluzione e al cambiamento, comprendendo che talvolta anche un mutamento radicale delle condizioni di lavoro può non essere una soluzione negativa per i colleghi e per la professione, a patto che vengano rispettati alcuni principi non trattabili, come il fatto che il lavoro precario va pagato (viste le ultime tendenze è il caso di specificarlo) e decorosamente, e comunque deve costare più di quello dipendente; che tutte le attività che compongono il mondo dell'informazione, (carta stampata, tv e radio, informazione via Web, uffici stampa e portavoce), hanno la stessa dignità e vanno rispettate e trattate allo stesso modo; che il sindacato non deve puntare solo a salvare lo status quo dei cosiddetti garantiti, ma, come è avvenuto in Friuli Venezia Giulia (la creazione del Coordinamento precari e freelance, i numerosi interventi a favore dei meno tutelati, la nomina di Maurizio Bekar a Coordinatore nazionale e la mia stessa nomina segretario dell’Assostampa Fvg sono i risultati tangibili di questa linea), deve guardare ai problemi tutta la categoria, senza fare distinzioni, intervenire per fermare irregolarità e ingiustizie, anche per via giudiziaria, e possibilmente (so di chiedere molto in un periodo come questo), elaborare con fiducia sul territorio una visione di sviluppo e cambiamento per il futuro.

Un appello infine va ai colleghi, in particolare ai freelance, che devono evitare assolutamente trascorrere la propria vita professionale, e tanto più gli eventuali disagi, in solitudine, e accettare compromessi indecorosi e retribuzioni da fame nella speranza di una regolarizzazione che non arriva. È irrinunciabile vivere la propria professione con dignità e consapevolezza, ma anche contattare il sindacato e partecipate alla vita delle Associazioni e della Federazione: ritengo che uno dei problemi del sindacato sia anche la difficoltà nel coinvolgere nuove esperienze, che invece sono assolutamente vitali per mantenere forte e attuale l’azione della categoria.
Solo con quest’ottica la categoria riuscirà a remare contro corrente con una forza sufficiente per uscire dalla “tempesta perfetta” in cui si è ormai infilata.



Alessandro Martegani 


Membro del Coordinamento Precari e Freelance, 
Segretario dell’Assostampa FVG


Gli Stati Generali dell'Informazione precaria del Friuli Venezia Giulia si tengono su Facebook, nel Gruppo: www.facebook.com/groups/1395840217319812/ Lì potete iscrivervi e dibatterne con noi...

01 ottobre 2013

ASSOSTAMPA FVG SU NUOVO CONTRATTO, PRECARIETÀ, EQUO COMPENSO

L'Assostampa Friuli Venezia Giulia, richiamando la propria mozione “Per fermare la tempesta perfetta”, approvata dall'assemblea generale Assostampa il 3 giugno 2013, sottolinea ancora la gravità della crisi dell'editoria e del lavoro giornalistico contrattualizzato e autonomo. Che per essere affrontata necessita non di visioni assistenzialiste, ma di proposte innovative, di una diversa impostazione del lavoro giornalistico, dell'impegno di tutta la categoria, e di un serrato confronto con gli editori sulle strategie d'uscita dalla crisi. 

Servono oggi nuove visioni editoriali e del giornalismo, rifiutando le logiche senza prospettive dei continui tagli al costo del lavoro, alle strutture redazionali, ai diritti dei collaboratori; condizioni queste indispensabili per poter produrre informazione di qualità, e quindi anche di valore per il mercato.

In questo senso un momento centrale e non più rinviabile di tale visione dev'essere la definizione del nuovo contratto Fieg-Fnsi, scaduto oramai da 6 mesi, nel quale il sindacato deve poter avanzare tutte le migliori argomentazioni, progettualità e forze di cui può disporre, a tutela stessa del sistema e del mercato dell'informazione.

E' indispensabile bloccare i tentativi degli editori di destrutturare contratto e tutele. Va difesa e incrementata l'occupazione, tramite un uso mirato di agevolazioni fiscali ad aiuti pubblici, e le forme di flessibilità che storicamente il nostro contratto già prevede. Tramite gli stessi strumenti bisogna puntare alla contrattualizzazione dei collaboratori e precari che ne avrebbero titolo, e sono oggi invece pesantemente sottopagati e senza tutele. E vanno posti freni e regole al sempre più dilagante precariato sul web, dove spesso il lavoro giornalistico viene mascherato da blog, e quasi sempre sottopagato o non pagato.

Va pertanto accelerato e approfondito il confronto sul nuovo contratto di lavoro giornalistico. Nei tavoli bilaterali con la Fieg sono già state identificate alcune proposte e criticità, ma ora bisogna avviare una serrata trattativa, stabilendo l'Fnsi le proprie priorità, compatibilità e possibili punti di caduta, e puntando a garantire l'unità della categoria.

Altrettanto indispensabile è una rapida e corretta attuazione della legge sull'equo compenso, che prevede la retribuzione degli autonomi in coerenza con i trattamenti previsti per i giornalisti subordinati. Ciò determinerebbe diverse condizioni di mercato e di possibilità di lavoro dignitoso anche per i freelance; e - secondo la proposta d'attuazione elaborata dalla Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi - risulterebbe anche un forte incentivo economico alla stabilizzazione dei collaboratori più assidui.

Nuovo contratto, nuove tutele, nuove progettualità editoriali e nuove forme di lavoro, anche flessibile: queste le chiavi di volta di un sistema dell'informazione sano, che adempie alle sue funzioni democratiche, che è capace di stare sul mercato e di guardare con fiducia al futuro.

Si chiede pertanto alla segreteria e alla giunta della Fnsi di convocare quanto prima l’assemblea nazionale dei fiduciari e cdr unitamente alla commissione contratto, per ampliare ed approfondire il confronto sulle proposte e criticità in campo, e per favorire la mobilitazione e compattezza della categoria attorno al nuovo contratto.

(approvata all'unanimità dal Consiglio direttivo dell'Assostampa FVG, il 30 settembre 2013)


[N.b: la mozione è stata proposta al Consiglio direttivo dell'Assostampa dal Coordinamento giornalisti precari e freelance del FVG, e fatta propria dallo stesso]


COORDINAMENTO GIORNALISTI PRECARI E FREELANCE
dell’Assostampa Friuli Venezia Giulia
Twitter: @freelancefvg

20 luglio 2012

COORDINAMENTO CDR GRUPPO ESPRESSO: RICHIESTE ALL'EDITORE


Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Associazione della Stampa del Friuli Venezia Giulia


COMUNICATO STAMPA


Il coordinamento dei Comitati di Redazione del Gruppo Espresso (Finegil, Repubblica, Espresso, Elemedia)*, riunito in sessione plenaria nella sede della Federazione nazionale della Stampa, esprime preoccupazione per l'assenza di un piano editoriale di rilancio delle proprie testate. 

I giornalisti del Gruppo stanno ancora affrontando con senso di responsabilità le trasformazioni legate alla grave crisi economica che continua a colpire anche il mondo dell'editoria. La sfida dell'innovazione per il consolidamento e lo sviluppo dell'intero Gruppo è centrale, i nuovi e sempre maggiori carichi di lavoro impongono idee e investimenti. 


Pur riconoscendo gli interventi tecnologici effettuati e in divenire, il coordinamento dei Cdr ritiene che vada valorizzata la componente giornalistica: non è possibile garantire risposte adeguate e mantenere inalterata l'identità e la qualità del prodotto affrontando questa congiuntura solo con la logica dei tagli e della razionalizzazione dei costi. 


Il coordinamento dei Cdr chiede all'azienda il rispetto degli accordi in essere, a partire dal mantenimento del livello degli organici. Non accetta stati di crisi striscianti e blocchi del turnover anche se non dichiarati, l'uso improprio dei collaboratori, dei contratti atipici e dei pensionati all'interno delle redazioni. 


Chiede all'azienda un vero piano di sviluppo con organici adeguati ai nuovi carichi di lavoro delle proprie testate web, da attuare nella cornice del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico e degli accordi sulla multimedialità già sottoscritti, valorizzando di pari passo il giornale cartaceo, i periodici e le emittenti radio che restano il core business del gruppo. 


Ribadisce che la libertà e la qualità del prodotto è garantita anche dal radicamento delle testate nel territorio. Invita infine l'azienda al rispetto dei valori che sono fondanti dell'identità del Gruppo, su tutti i diritti del lavoro, e sollecita risposte concrete.


(*del gruppo fanno parte Il Piccolo e Messaggero Veneto)


(20 giugno 2012)

10 luglio 2012

RIUNIONE DEL COORDINAMENTO PRECARI E FREELANCE LUNEDI' 16 LUGLIO, TRIESTE


 Lunedì 16 luglio alle ore 20.00, al Circolo della Stampa di Trieste, in Corso Italia 13, è convocata una riunione aperta del Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia.

 Ordine del giorno dell'incontro:

- Iniziative per l'equo compenso dei freelance e per l'applicazione della Carta di Firenze
- Avvio di coordinamenti dei collaboratori per testate, rappresentanza e rapporti con i Cdr
- Riorganizzazione del Coordinamento e dei suoi strumenti di comunicazione (Facebook, blog, gruppo di discussione, twitter, mailing list...)
- Varie ed eventuali

 La riunione è finalizzata a fornire alcune informazioni sulle problematiche più urgenti di freelance e collaboratori, e a predisporre le attività del Coordinamento nel corso dell'estate e dei prossimi mesi.

 Interverranno, tra gli altri: Maurizio Bekar, coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, il presidente e il segretario dell'Assostampa Fvg, Carlo Muscatello e Alessandro Martegani.

 L'incontro è aperto a tutti gli interessati (anche non iscritti al sindacato), e terminerà .attorno alle ore 22.00.

Sul ruolo dei Comitati di redazione nella tutela dei diritti e del lavoro dei collaboratori, si segnala infine l'allegato “decalogo”, recentemente elaborato dall'Associazione Stampa Romana e consegnato ai Cdr del Lazio, quale possibile documento di riferimento operativo.

 Considerata l'importanza delle tematiche all'ordine del giorno, e che non sono previste ulteriori riunioni regionali fino a settembre, si raccomanda vivamente la partecipazione


 Maurizio Bekar
 Coordinamento giornalisti precari e freeelance
 dell'Assostampa FVG

04 luglio 2012

GIORNALISTI FREELANCE IN ITALIA: INIZIATIVE A TUTELA DEI DIRITTI, EQUO COMPENSO E CARTA DI FIRENZE



Un forte segnale di impegno e mobilitazione a tutela dei diritti dei freelance da parte del sindacato e dell'Ordine dei giornalisti è partito da Palermo, dal workshop “Giornalisti freelance in Italia”: iniziative per la legge sull'equo compenso, per l'attuazione della Carta di Firenze sul precariato nel giornalismo, per un nuovo welfare e nuovi strumenti di rappresentanza e tutela dei giornalisti non contrattualizzati.

 All'incontro hanno partecipato i vertici nazionali e regionali di categoria e rappresentanti dei freelance di tutta Italia. Al dibattito e all'elaborazione delle proposte ha partecipato per il Friuli Venezia Giulia il vicesegretario dell'Assostampa FVG Maurizio Bekar, Coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi.

 Rilanciamo di seguito il documento conclusivo.

Una sintesi del workshop e vari materiali informativi sono reperibili alla pagina Facebook  www.facebook/giornalistifreelance


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I vertici di Ordine e Sindacato e i rappresentanti del lavoro autonomo  nella tre giorni di Palermo sul giornalismo freelance promossa da Assostampa Sicilia:  subito legge sull’Equo Compenso, norme regionali a sostegno del lavoro autonomo e strumenti attuativi della Carta di Firenze


Ribadita la centralità e l’urgenza delle problematiche del lavoro giornalistico autonomo durante il workshop “Giornalisti Freelance in Italia: tre giorni a Palermo” tenutosi il 28, 29 e 30 giugno 2012 per iniziativa dell’Associazione Siciliana della Stampa e dell’ODG Sicilia. Presenti Roberto Natale Presidente della FNSI e Gigi Ronsisvalle componente della segreteria FNSI, Enzo Iacopino Presidente Nazionale dell’ODG, Massimo Marciano Consigliere d’Amministrazione dell’ INPGI per la gestione separata, Alberto Cicero Segretario dell'Assostampa Sicilia, Riccardo Arena Presidente dell'Ordine della Sicilia e, in rappresentanza dei freelance italiani, i componenti della Commissione e Assemblea nazionali lavoro autonomo e Commissione contratto  FNSI, ed esponenti dei movimenti di base.

 Tra le priorità emerse, è stata riconfermata l’assoluta urgenza dell’approvazione della legge sull’equo Compenso, bloccata dal Governo al Senato cedendo così alle pressioni degli editori, dopo che l’Esecutivo aveva invece espresso parere favorevole all’approvazione in via d’urgenza alla Camera. Una legge ritenuta uno strumento indispensabile per introdurre fondamentali forme di tutela retributiva del lavoro autonomo, in osservanza dei principi costituzionali.

 E’ stato espresso apprezzamento nei confronti dell’impegno preso, durante il suo intervento, dal Deputato nazionale Giampiero Cannella a sostegno della rapida approvazione del progetto di legge sull’equo compenso. E’ stato inoltre espresso l’auspicio che le mozioni attualmente presentate in materia in 6 Consigli regionali (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Veneto), si traducano in leggi a sostegno del lavoro giornalistico autonomo e dell’equo compenso in tutte le regioni d’Italia.

 Ribaditi altresì l’impegno per lo sviluppo di un welfare per i giornalisti lavoratori autonomi e la necessità di rafforzare le loro forme di rappresentanza negli organismi di categoria.

E’ stata altresì ribadita l’unità della categoria sull’applicazione della Carta di Firenze, quale strumento di contrasto alle drammatiche criticità del lavoro giornalistico e della sua sempre più cronica precarizzazione. In questo senso, è stata comunicata dai Presidenti del Sindacato Natale e dell’Ordine Iacopino, la decisione di procedere immediatamente alla costituzione dell’Osservatorio sul precariato, organismo misto FNSI-ODG previsto dall’art. 3 della Carta di Firenze.

 Il Presidente dell’ODG Sicilia, Riccardo Arena, ha annunciato di voler organizzare un convegno al quale invitare i direttori o rappresentanti delle testate siciliane per l’attuazione della Carta di Firenze. Gli intervenuti al workshop, apprezzando l’impegno, hanno auspicato che analoghe iniziative vengano prese in tutte le regioni.

 Altrettanto centrale nella tutela dei diritti dei collaboratori l’interazione con i CDR, per l’individuazione di sempre più efficaci forme di rappresentanza, auspicate dalla FNSI.

 Va inoltre approfondito un costante dialogo fra tutti gli organismi di categoria sulle problematiche dei freelance, anche attraverso un coinvolgimento diretto delle loro rappresentanze.

 La centralità di queste tematiche va sostenuta con forza nella prossima trattativa contrattuale e nel processo di riforma dell’Ordine, anche per gli aspetti inerenti l’accesso e l’aggiornamento professionale.

 Sugli argomenti oggetto del convegno, i vertici di Ordine e Sindacato hanno infine espresso la volontà di organizzare, a breve termine, varie azioni e forme di mobilitazione, compresa una rilevante iniziativa nazionale congiunta.