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10 novembre 2021

Minacce e violenze 'No green pass': Assostampa e Odg FVG «Al fianco dei colleghi»

Striscione contro i giornalisti durante una manifestazione 'no pass' a Trieste
(Foto: @alesmartegani)


Richiesta di costituzione di parte civile a fianco dei giornalisti che hanno presentato denuncia dopo le violenze e le minacce subite durante le manifestazioni No green pass; segnalazione alla Polizia postale delle continue minacce ricevute sui social network da giornalisti e media che seguono le manifestazioni di protesta; segnalazione a Facebook delle minacce e violenze verbali che attraverso la piattaforma vengono veicolate, non rispettando quanto indicato nella policy di utilizzo della piattaforma per non alimentare l’odio e la violenza.

Queste alcune delle azioni intraprese in questi giorni da Assostampa Friuli Venezia Giulia e Ordine regionale, a fianco di giornalisti e operatori dell’informazione più volte attaccati fisicamente e verbalmente mentre facevano il proprio lavoro per riportare la realtà e la veridicità dei fatti rispetto alle Fake news veicolate attraverso i social network. 

In molte occasioni - come peraltro già segnalato e denunciato da Assostampa Fvg e dall’Ordine regionale, anche dinanzi al Prefetto - giornalisti, troupe, cineoperatori e fotografi sono stati minacciati e offesi, ma in certi casi anche aggrediti fisicamente nel corso delle manifestazioni di protesta che da settimane generano tensioni e problematiche di non poco conto anche per i cittadini e le attività commerciali.

Si tratta di una situazione che, pur rispettando la libertà di espressione e di manifestazione, mette a repentaglio l’incolumità fisica di molte persone colpevoli solo di fare il proprio lavoro. E dimenticando gli articoli della Costituzione che tutelano il lavoro e il diritto dovere di informare.

(comunicato Assostampa e Odg Friuli Venezia Giulia, 10/11/2021)


Intervista del TG di Tele4 al presidente dell'Assostampa FVG,
Carlo Muscatello (TG sera 11/11/2021)

06 novembre 2021

NO GREEN PASS: BASTA ATTACCHI AI GIORNALISTI Nota Ordine e Assostampa FVG (6/11/2021)

Trieste, 6/11/2021: scontri tra forze dell'ordine
e manifestanti No green pass in Capo di Piazza


Ancora aggressioni,
oltre alle solite minacce e ai soliti insulti, oggi a Trieste, a margine del corteo No Green pass, nei confronti di giornalisti e operatori dell’informazione

Ordine regionale dei giornalisti e Assostampa Fvg, nell’esprimere la propria vicinanza e solidarietà ai colleghi attaccati e colpiti, ribadiscono l’appello alle istituzioni per la tutela del lavoro giornalistico il cui valore è affermato dall’articolo 21 della Costituzione. 

Raccontare i fatti è diventato da settimane a Trieste un lavoro a rischio, a causa di una minoranza di esagitati che ha messo i giornalisti e gli operatori dell’informazione fra gli obiettivi da colpire.

(comunicato Ordine dei giornalisti e Assostampa FVG, 6 novembre 2021)

18 ottobre 2021

ANCORA ATTACCHI AI GIORNALISTI: comunicato Ordine e Assostampa FVG (18/10/2021)

Un momento dell'aggressione alla giornalista
della Tgr Friuli Venezia Giulia avvenuta a Trieste


Giornalisti insultati, minacciati e aggrediti, troupe televisive (Tg3, Rainews24, Udinese tv…) alle quali è stato impedito di effettuare i propri servizi e a volte i collegamenti in diretta, un generale e pesantissimo clima di odio e attacco agli operatori dell’informazione. Ormai a Trieste le manifestazioni “No green pass” sono diventate triste e consueto teatro per i nemici dell’articolo 21 della Costituzione. Rumorose minoranze che si scagliano a volte con violenza contro chi sta semplicemente facendo il proprio lavoro, ostacolano il diritto dovere di informare e dunque di essere informati, minano le basi stesse di una democrazia.

E poi c’è il web. Quel territorio senza regole, dove tutti pensano di poter insultare e minacciare chiunque senza doverne poi rispondere, che è diventato il web. "Falso", "manipolatore", "mafioso", meritevole di andare "in galera" o addirittura "in pronto soccorso". Così un collega dell'emittente televisiva regionale Telequattro è stato letteralmente lapidato sui social per aver raccontato la verità durante un collegamento in diretta nella prima giornata di sciopero promosso dal Clpt dei lavoratori portuali dello scalo di Trieste contro l'introduzione dell'obbligo del Green pass per accedere ai luoghi di lavoro. Il collega, al quale va la solidarietà dell'Ordine dei giornalisti e dell'Assostampa Fvg (solidarietà ovviamente estesa alla testata per la quale lavora e a tutti gli altri colleghi attaccati), è stato contestato in diretta per aver riferito che, nonostante lo sciopero davanti al Molo VII, che lui stesso riconosceva limitasse l'operatività dello scalo, al terminal vicino c'erano dei portuali che lavoravano. Il tutto documentato dalle immagini del collega operatore. Dopo le contestazioni in diretta, sui social si è scatenata l'ormai tristemente consueta caccia all'uomo, con tanto di nome e cognome a individuare il presunto nemico del popolo, meritevole appunto per qualcuno di finire addirittura all'ospedale per aver fatto il suo lavoro e detto la verità.

Ordine dei giornalisti e Assostampa Fvg - dopo l’incontro della settimana scorsa con il prefetto di Trieste - non possono non appellarsi nuovamente alle istituzioni, affinché vi sia la massima vigilanza nei confronti di queste manifestazioni di intolleranza, violenza e minacce verso chi ha la "colpa" di lavorare e raccontare i fatti, piacciano o meno a una parte in causa.

(comunicato Ordine dei giornalisti e Assostampa FVG, 18 ottobre 2021) 

08 ottobre 2021

CONTRO LA PRECARIETÀ: LETTERA APERTA CLAN-FNSI A GOVERNO E PARLAMENTO

CONTRO LA PRECARIETÀ 
E PER LA TUTELA DEL LAVORO GIORNALISTICO AUTONOMO 
LETTERA APERTA DELLA CLAN-FNSI
 A GOVERNO E PARLAMENTO

«I giornalisti non-dipendenti subiscono da anni condizioni inaccettabili, in un contesto che non è esagerato definire di 'emergenza informazione'», 
si legge, fra l'altro, nel testo approvato nella riunione del Consiglio nazionale Fnsi del 7 ottobre 2021

(Comunicato Fnsi)



Una lettera aperta "sull'emergenza informazione, contro la precarietà e per la tutela del lavoro giornalistico". La rivolgono al presidente del Consiglio, al governo e al parlamento i giornalisti della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi per «richiamare con forza l'attenzione – si legge nella missiva – sulle gravi e sempre peggiori condizioni di lavoro in cui versano in Italia i giornalisti non dipendenti, nonché sulla memoria "Emergenza informazione: contro la precarietà, per la tutela del lavoro giornalistico autonomo", approvata e divulgata il 29 luglio 2021».

La memoria, ricordano il presidente Mattia Motta e il coordinatore della Clan, Maurizio Bekar, firmatari della lettera a nome della Commissione, «rivolta al presidente del Consiglio, al governo e al parlamento, sunteggiava alcune delle principali emergenze nel comparto dell'informazione dal punto di vista dei giornalisti lavoratori autonomi. Tra queste: politiche contro la precarizzazione e per il lavoro regolare, il diritto all'equo compenso (con ben tre leggi tuttora inapplicate ai giornalisti, per mancanza di norme d'attuazione), provvedimenti contro le querele bavaglio, i ristori Covid e i sostegni al reddito anche per i giornalisti autonomi senza partita Iva, chiarezza sul futuro dell'Inpgi, una radicale riforma dell'Ordine dei giornalisti e delle norme di accesso alla professione e, più in generale, norme contro lo sfruttamento del finto lavoro autonomo e aiuti ai datori di lavoro solo se vincolati all'occupazione regolare».

Nella lettera aperta, il cui testo è stato approvato nel corso della riunione del Consiglio nazionale della Fnsi, riunito a Roma in sessione straordinaria il 7 ottobre, si ricorda anche che: «Oggi in Italia la maggioranza dei giornalisti in attività non hanno contratti da dipendenti. Ma, per loro, la definizione di "autonomi" spesso cela una sostanza di ruoli da dipendenti non riconosciuti, e coincide quasi sempre con incarichi sottopagati, senza diritti, senza certezze e senza prospettive professionali e di vita».

Una situazione denunciata innumerevoli volte negli anni dalla Commissione, dagli organismi sindacali della Fnsi e da svariati giornalisti autonomi, anche tramite prese di posizione pubbliche, documenti e memorie rivolte al presente e ai passati governi e al parlamento, «ma senza mai ottenere riscontri concreti, al di là di generiche rassicurazioni di impegno».

I giornalisti non-dipendenti, si legge infine, «subiscono oramai da troppi anni condizioni di lavoro inaccettabili, in un contesto che non è esagerato definire di "emergenza informazione". Per queste ragioni oggi ci rivolgiamo pubblicamente al presidente del Consiglio dei ministri, al governo e al parlamento, rinviando alla più recente memoria sul tema della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi e rivolgendo un appello a intervenire per attuare provvedimenti urgenti sui temi ricordati nel documento».


PER APPROFONDIRE

La memoria della Clan Fnsi su "Emergenza informazione: contro la precarietà per la tutela del lavoro giornalistico autonomo" del 29 luglio 2021 è pubblicata nella sezione "Lavoro autonomo" del sito Fnsi (qui il link diretto), o >> qui sul blog del Coordinamento precari e freelance del FVG


Restiamo in contatto:


Vedi anche il nostro blog:

12 settembre 2021

GIORNALISTI PRECARI: LETTERA APERTA ai PARLAMENTARI del FRIULI VENEZIA GIULIA

Il Coordinamento giornalisti precari e freelance
e la Commissione regionale lavoro autonomo
dell'Assostampa FVG

rivolgono una lettera aperta
ai / alle parlamentari del Friuli Venezia Giulia:


intervenire con urgenza sui problemi
dei giornalisti autonomi e precari
e sull'emergenza informazione

E rilanciano la memoria del 29 luglio
della Commissione nazionale lavoro autonomo FNSI

(Di seguito il testo della lettera aperta)

Lettera aperta ai / alle
Parlamentari del Friuli Venezia Giulia
Trieste, 12 settembre 2021

EMERGENZA INFORMAZIONE:
CONTRO LA PRECARIETÀ,
PER LA TUTELA DEL LAVORO GIORNALISTICO AUTONOMO


Spettabili,

quali giornalisti freelance, responsabili della Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG (articolazione territoriale della Fnsi, sindacato unitario dei giornalisti italiani) Vi inviamo la memoria “Emergenza informazione: contro la precarietà, per la tutela del lavoro giornalistico autonomo”, approvata il 29 luglio 2021 dalla Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi.

La memoria, rivolta al Presidente del Consiglio, al Governo e al Parlamento, sunteggia alcune delle principali emergenze dell’informazione dal punto di vista dei giornalisti lavoratori autonomi. Tra queste: politiche contro la precarizzazione e per il lavoro regolare, attuazione dell’equo compenso, querele bavaglio, ristori Covid e sostegni al reddito anche per i giornalisti autonomi senza partita Iva, chiarezza sul futuro dell'Inpgi, riforma dell'Ordine dei giornalisti... E, più in generale, norme contro il precariato e contro lo sfruttamento del finto lavoro autonomo, con aiuti ai datori di lavoro solo se vincolati all'occupazione regolare.

Va sottolineato che oggi in Italia la maggioranza dei giornalisti in attività non hanno contratti da dipendenti. Ma, per loro, la definizione di “autonomi” spesso cela una sostanza di ruoli da dipendenti non riconosciuti, e coincide quasi sempre con incarichi pesantemente sottopagati, senza diritti, senza certezze e senza prospettive professionali e di vita.

Tale situazione è stata denunciata innumerevoli volte - dagli stessi autonomi, dagli organismi sindacali e di categoria e dalla Commissione lavoro autonomo – tramite prese di posizione pubbliche, documenti e memorie rivolte al Parlamento, e al presente e ai passati Governi.

Ma i giornalisti non-dipendenti subiscono oramai da troppi anni condizioni di lavoro inaccettabili, in un contesto generale che non è esagerato definire di “emergenza informazione”.

Per queste ragioni oggi ci rivolgiamo direttamente anche a Voi, Parlamentari del Friuli Venezia Giulia, inviandoVi la più recente memoria sul tema della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi. E rivolgendoVi un appello ad intervenire, nell’ambito delle Vostre competenze istituzionali, nonchè di rappresentanti dei cittadini, per attuare o sollecitare provvedimenti urgenti di Parlamento e Governo sui temi sunteggiati nel documento allegato.

Restiamo ovviamente disponibili sia a fornire ulteriori documentazioni sul tema, sia a interlocuzioni di merito, senz’altro gradite ed auspicate.

Ringraziando per l’attenzione


Maurizio Bekar
Presidente della Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG, componente e coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi

Lorenzo Mansutti
Coordinatore della Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG, consigliere nazionale Fnsi

>> Qui il testo integrale della memoria <<
"EMERGENZA INFORMAZIONE: CONTRO LA PRECARIETA'..."


Restiamo in contatto:


Vedi anche il nostro blog:
http://freelancefvg.blogspot.it

01 agosto 2021

Clan Fnsi - EMERGENZA INFORMAZIONE: contro la precarietà, per la tutela del lavoro autonomo

COMMISSIONE NAZIONALE LAVORO AUTONOMO
della FNSI - Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
al Governo e al Parlamento

EMERGENZA INFORMAZIONE: CONTRO LA PRECARIETÀ,
PER LA TUTELA DEL LAVORO GIORNALISTICO AUTONOMO 

(testo integrale del documento approvato)

Roma, 29 luglio 2021

La Commissione nazionale lavoro autonomo della FNSI, in coerenza con le istanze da sempre sostenute con forza, rinnova la propria preoccupazione per la deriva dei diritti e del mercato del lavoro dell’informazione. E si appella quindi al Presidente del Consiglio, al Governo e al Parlamento, affinché intervengano con urgenza sulle evidenti e protratte storture esistenti nel settore. Storture che ledono il diritto dei cittadini a un’informazione libera, garantita da giornalisti indipendenti dal ricatto della crescente precarietà e dalla spasmodica necessità di un lavoro dignitosamente retribuito.

Di seguito una sintesi delle principali emergenze e proposte:

OCCUPAZIONE REGOLARE E CONTRASTO ALLA PRECARIETÀ

Nel giornalismo l’occupazione regolare continua a diminuire, sostituita da un precariato senza diritti e tutele, e da un “finto lavoro autonomo” che troppo spesso dissimula posizioni di lavoro dipendente (come anche evidenziato dalle ispezioni dell’Inpgi). Ma un sistema basato su una crescente precarietà, senza diritti e sottopagata, non può andare lontano, né garantire un’informazione di qualità.

Occorre quindi mettere al primo posto norme che contrastino il precariato, lo sfruttamento del lavoro autonomo, dei cococo e delle false partite Iva (spesso anche in monocommittenza) che celano posizioni di lavoro dipendente non riconosciuto, tra l’altro sottraendo così milioni di euro di contributi all’Inpgi.

Chiediamo quindi che tutti gli aiuti pubblici, diretti o indiretti, a editori e datori di lavoro, siano vincolati all’occupazione regolare e al contrasto del precariato. E va favorita con opportuni provvedimenti l’emersione dal “falso lavoro autonomo”.


TUTELA DEL LAVORO AUTONOMO

Parallelamente va data attuazione ai principi di tutela del lavoro autonomo (sia quello per scelta, sia quello in attesa di stabilizzazione) previsti in due leggi, inapplicate dal 2012:

1) Compensi dignitosi e certi per le collaborazioni giornalistiche autonome, anche occasionali e fuori degli ambiti redazionali, tramite: 

- Immediata emanazione da parte del Ministero della Giustizia dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi dei giornalisti ex L. 27/2012: unica categoria professionale per la quale finora non sono stati stabiliti, e non essendo applicabili per analogia quelli di altre professioni

- Di conseguenza troverebbe così attuazione anche per i giornalisti il principio della legge sull’equità retributiva dei lavoratori autonomi, ex L. 172/2017

2) Equo compenso per i collaboratori delle redazioni (con coerenza retributiva tra subordinati e autonomi nelle singole testate) tramite:

- Corretta identificazione dei parametri dell’equo compenso per i giornalisti non dipendenti ex L. 233/2012, e conseguente sua attuazione, fino ad oggi bloccata in violazione della legge stessa e dell’art. 36 della Costituzione. In questo senso vanno riavviati concretamente e portati a compimento i lavori della Commissione per l’equo compenso, presieduta dal Sottosegretario all’Editoria


QUERELE BAVAGLIO

Vanno emanati con urgenza provvedimenti tesi a scoraggiare e a punire con severità le querele temerarie contro i giornalisti: “querele bavaglio” che mirano solo a intimorire la libertà d’informazione e il diritto d’indagine e di critica. Già gravi, queste, per le testate e i giornalisti dipendenti, ma che spesso si fanno insostenibili per i limitati mezzi, innanzitutto economici, di un giornalista lavoratore autonomo.


CONTRIBUTI COVID 19

I recenti ristori per il Covid-19 non hanno tenuto conto della specialità della professione giornalistica autonoma, che in gran parte si svolge in regime di cococo e collaborazione occasionale, restando così esclusa dai contributi del Decreto Sostegni 2021, corrisposti solo alle partite IVA. Non è stato previsto infatti per i giornalisti l’inserimento tra le altre categorie di lavoratori autonomi senza partita IVA, che possono godere di un sostegno.

Chiediamo pertanto, a parziale ristoro per l’emergenza Covid, l’erogazione di contributi a fondo perduto ai giornalisti non dipendenti, come già avvenuto nel 2020 con il “Fondo per il reddito di ultima istanza”, che non siano limitati ai soli titolari di Partita Iva.


SOSTEGNI AL REDDITO

Di fronte alle protratte sofferenze del mercato del lavoro giornalistico, sono necessarie politiche continuative di sostegno al reddito dei giornalisti non dipendenti, molto spesso segnati da discontinuità lavorativa e cali di reddito.

Si ritiene quindi necessario rivedere ed estendere anche ai lavoratori autonomi degli Ordini professionali norme come l’ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), varata con la legge di bilancio 2021, ma finora prevista solo per le Partite Iva della Gestione Separata Inps. L’ISCRO è un giusto passo verso un welfare per gli autonomi, ma deve riguardare tutte le categorie, senza esclusioni, estendendone l’accessibilità e portata, anche tenendo conto delle diverse specificità lavorative e di inquadramento esistenti tra i differenti Ordini professionali.


DIRITTO D’AUTORE

Salutando con favore il processo legislativo per l’attuazione della Direttiva UE 2019/790 sul diritto d'autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale, la Clan-Fnsi, raccomanda che vi sia certezza che i proventi previsti non arrivino semplicemente agli editori, ma che l’equa remunerazione giunga effettivamente anche ai lavoratori, e più in particolare ai giornalisti non dipendenti aventi titolo. Ciò per l’integrazione reddituale che può derivarne, quando oggi invece la retribuzione degli autonomi è solitamente considerata omnicomprensiva di ogni possibile riutilizzo del loro lavoro.

Paiono quindi opportuni sia dei riferimenti in materia agli accordi contrattuali collettivi, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei giornalisti, sia il rispetto da parte degli editori della regolarità contributiva e fiscale (comprese quelle per i collaboratori) per poter percepire la remunerazione prevista dalla nuova disciplina.


INPGI

Va fatta sollecitamente chiarezza sul futuro dell’Inpgi, garantendo certezze ai servizi erogati agli iscritti, anche tenendo conto che i lavoratori autonomi – date le persistenti condizioni negative di mercato - sono la parte più debole della categoria, e in larga parte molto lontani dalle condizioni retributive e pensionistiche dei dipendenti.


PENSIONATI AL LAVORO

Troppo spesso si assiste a casi di giornalisti pensionati che, per un’integrazione del proprio assegno, mantengono un’attività lavorativa analoga a quella dei dipendenti, sottraendo così significative occasioni di lavoro e di stabilizzazioni ai collaboratori esterni, anche di lunga data. Sono quindi opportune norme che non consentano ai giornalisti pensionati di continuare a lavorare come prima nell’ordinario circuito produttivo, ponendosi in concorrenza con le legittime aspettative delle nuove leve e dei lavoratori autonomi.

In questo senso si accoglie perciò con favore il recente provvedimento dell’Inpgi per la   rimodulazione dei limiti di reddito cumulabili in franchigia con la pensione, delibera di cui pertanto si raccomanda una sollecita approvazione da parte del Ministeri vigilanti.


RIFORMA DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI E DELL’ACCESSO ALLA PROFESSIONE 

È indispensabile una radicale riforma della professione, delle sue norme ed istituti, per renderli più rispondenti ai problemi attuali e futuri, anche del mercato del lavoro. Tra questi le norme dell’Ordine dei giornalisti, risalenti a un impianto di un oramai lontano 1963: occorre tener conto che nel giornalismo la maggior parte dei rapporti di lavoro e è sarà di natura autonoma, e ciò per prevalente volontà degli editori.

A nostro avviso vanno quindi riformate le norme di iscrizione e di governo all’Ordine, nella logica che “giornalista è chi esercita effettivamente la professione"

In questo senso va affrontato anche il tema dei circa 50.000 su 110.000 iscritti all’Ordine che non hanno posizione contributiva Inpgi: o sono giornalisti inquadrati con altri contratti e presso altre Casse, quindi a danno dell’Inpgi, o apparentemente non hanno mai esercitato la professione, e quindi non si capisce perché risultino ancora iscritti all’Ordine.

Ma tale riforma va elaborata in sinergia con gli organismi di categoria dei giornalisti, per quanto di rispettiva competenza, confrontandosi su problemi e proposte già disponibili, e non con provvedimenti calati dall’alto senza coinvolgimenti di merito della professione.


CONTRATTO FNSI-ANSO-FISC

In questo contesto la Clan-Fnsi saluta infine con favore il nuovo contratto collettivo Fnsi-Anso-Fisc per le testate periodiche di informazione locale e le testate on line prevalentemente locali, contratto che segna importanti passi avanti, anche concettuali, sia per i giornalisti dipendenti che per quelli autonomi. 

Tra questi: per i dipendenti il riconoscimento di nuove mansioni specializzate nelle redazioni, che andrebbero riconosciute anche legislativamente in una nuova definizione di giornalismo. E per i lavoratori autonomi sono invece stati meglio definiti ruoli, diritti e tutele, assieme a retribuzioni più dignitose e chiari iter di stabilizzazione.

Si tratta di un percorso avviato positivamente, che ora va approfondito, auspicando che ne seguano formulazioni consimili, pure per gli autonomi e per le stabilizzazioni dei collaboratori, anche nelle altre aree contrattuali di Fieg e AerAnti-Corallo.


CONCLUSIONI

Questi i temi che come Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi ci sentiamo di avanzare con forza, rendendoci disponibili, per quanto di nostra competenza, alla più ampia collaborazione.


31 luglio 2021

CLAN FNSI - CONTRO LA PRECARIETÀ: MEMORIA CON RICHIESTE A GOVERNO E PARLAMENTO




CONTRO LA PRECARIETA', 
PER LA TUTELA DEL LAVORO GIORNALISTICO AUTONOMO

Memoria della Clan-Fnsi a Governo e Parlamento

La Commissione nazionale lavoro autonomo – presieduta da Mattia Motta, segretario generale aggiunto della Fnsi, e coordinata da Maurizio Bekar (nella foto) – rivolge una memoria al presidente del Consiglio, al governo e alle forze parlamentari, evidenziando «preoccupazione per la deriva dei diritti e del mercato del lavoro dell'informazione» e richiedendo interventi urgenti.

Tra le emergenze evidenziate: politiche per il lavoro regolare e contro la precarizzazione, equo compenso, provvedimenti contro le querele bavaglio, ristori Covid e sostegni al reddito anche per gli autonomi senza partita Iva. Inoltre: attuazione della Direttiva Ue sul diritto d'autore; chiarezza sul futuro dell'Inpgi; un freno all'impiego dei pensionati nelle redazioni; riforma dell'Ordine. E una valutazione positiva sul nuovo contratto con Anso e Fisc per l'editoria locale, «che va nelle direzioni giuste». Tra le richieste contenute nel documento: norme contro il precariato e contro lo sfruttamento del finto lavoro autonomo e aiuti ai datori di lavoro solo se vincolati all'occupazione regolare.

Parallelamente l'attuazione delle leggi sull'equo compenso, inapplicate ai giornalisti dal 2012: per la legge 27/2012 serve l'emanazione da parte del ministero della Giustizia dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi. E per la 233/2012 l'individuazione dell'equo compenso per i collaboratori delle redazioni, tramite la Commissione presieduta dal sottosegretario all'Editoria.

Servono poi provvedimenti per scoraggiare le querele temerarie; ristori per il Covid-19 anche per i giornalisti non titolari di partita Iva; sostegni al reddito dei non dipendenti, spesso segnati da discontinuità lavorative.

Per la Clan Fnsi, vanno riviste ed estese anche ai lavoratori autonomi degli Ordini professionali norme come l'Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), prevista finora solo per le Partite Iva della Gestione Separata Inps. Va inoltre data attuazione alla Direttiva Ue sul diritto d'autore e nel mercato digitale, «fornendo certezze che i proventi non giungano solo agli editori ma anche ai giornalisti». E servono norme per impedire di continuare ad utilizzare i pensionati nel normale circuito produttivo delle redazioni, e ciò per favorire un ricambio generazionale e le assunzioni.

È poi «urgente una riforma dell'Ordine dei giornalisti e delle norme di accesso alla professione, riconoscendo che oramai gli autonomi sono la maggioranza e che "giornalista è chi esercita effettivamente la professione"», si legge nel documento.

Positiva infine la valutazione del nuovo contratto con Anso e Fisc per i periodici e le testate on line locali, che «segna importanti passi avanti nelle direzioni giuste, sia per i dipendenti che per i collaboratori».

(comunicato Fnsi)

PER APPROFONDIRE:

Il documento integrale della Clan è pubblicato nella sezione  >> Lavoro autonomo – Commissione e assemblee del sito web della Fnsi.

09 febbraio 2021

CLAN FNSI: URGENZE E IMPEGNI PER GLI AUTONOMI (26/01/2021)

“... a prescindere da ogni crisi politica
e formula di governo presente o futura
è necessario e urgente...”

SINTESI E DECISIONI
DELLA RIUNIONE CLAN – FNSI
DEL 26 GENNAIO 2021


La Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi s’impegnerà in una campagna per l’equo compenso, il welfare, la tutela dei non dipendenti e l’assunzione delle posizioni di “finto lavoro autonomo”. Inoltre lancerà un censimento sulle condizioni attuali del lavoro autonomo, e un appello per una riforma dell’iscrizione all’Ordine dei giornalisti.
Così ha deciso la Clan, presieduta dal Segretario generale aggiunto della Fnsi Mattia Motta e coordinata da Maurizio Bekar, in una riunione in teleconferenza. 

L’incontro si è aperto con un’audizione della Presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, che ha illustrato la situazione dell’ente. Che vive una crisi, ha sottolineato Macelloni “dovuta non a una cattiva gestione, ma a un crollo dei contributi Inpgi 1 per la diminuzione dei dipendenti, a fronte di un aumento esponenziale delle uscite per pensioni e prestazioni. Bisogna” ha detto Macelloni “incrementare il lavoro regolare e la platea dei contribuenti”. Positiva invece la situazione per l’Inpgi2, per la quale è però necessario avere migliori retribuzioni, con conseguenti maggiori afflussi contributivi e migliori prestazioni. E’ stata infine esclusa, allo stato attuale, l’unificazione tra Inpgi 1 e 2.

Più in dettaglio, sulle decisioni assunte nella riunione, la Clan “a prescindere da ogni crisi politica e formula di governo presente o futura, ritiene necessario e urgente”:

- Attuare le leggi sull’equo compenso per i giornalisti non dipendenti, rimaste lettera morta. Tra queste la 233/2012, per la quale a oggi mancano persino la quantizzazione dell’equo compenso e le procedure di verifica della sua attuazione, compito della commissione plurilaterale formata da Governo, giornalisti ed editori, ma che da anni registra una sostanziale indisponibilità degli editori.
A riguardo, per rendere evidente la gravità della situazione, la Clan-Fnsi lancerà a breve una campagna pubblica, assieme a un censimento delle reali condizioni di lavoro e retributive dei non contrattualizzati, che in troppi fingono di ignorare.

- Davanti alle ripetute richieste degli editori di sostegni economici, va posta come condizione che non si possano più ricevere contributi o agevolazioni pubbliche di alcun tipo, se non ponendo soluzione ai gravi problemi di precarietà lavorativa, contrattuale e sottoretribuzione dei giornalisti non dipendenti, molti dei quali avrebbero invece titolo per una regolare assunzione da dipendenti. 

- Vanno riformate le norme di iscrizione all’Ordine, nella logica che “giornalista è chi esercita effettivamente la professione", adeguando una legge istitutiva di quasi 60 anni fa, oramai inadeguata alla realtà attuale dei circuiti dell’informazione e del mercato del lavoro.
In questo senso va anche affrontato il tema dei circa 50.000 su 110.000 iscritti all’Ordine che non hanno alcuna posizione contributiva Inpgi: dei “fantasmi”, che o sono giornalisti inquadrati con altri contratti e presso altre Casse, a danno dell’Inpgi, o che apparentemente non hanno mai esercitato la professione, e quindi non si capisce a quale titolo risultino ancora iscritti all’Ordine.

- È necessario potenziare le strutture ispettive dell’Inpgi, che da anni fanno emergere numerose posizioni di falso lavoro autonomo e di sfruttamento dei cococo al posto di contratti da dipendente. Senza lavoro regolare ed equamente retribuito non c’è alcuna possibilità di previdenza, di un futuro professionale, né di buona e libera informazione.

- Di fronte alle protratte sofferenze del mercato del lavoro, ora inasprite anche dal Covid, sono necessari sostegni al reddito dei giornalisti non dipendenti, spesso con discontinuità lavorativa e sensibili cali di reddito.
Si ritiene quindi necessario rivedere ed estendere anche ai lavoratori autonomi degli Ordini professionali norme come la recente legge sull’ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), varata con la legge di bilancio 2021, ma ora prevista solo per le Partite Iva della Gestione Separata Inps. L’ISCRO è un giusto passo verso un welfare per gli autonomi, ma deve riguardare tutte le categorie, senza esclusioni, estendendone l’accessibilità e portata, anche tenendo conto delle diverse specificità lavorative esistenti tra i differenti Ordini professionali.

- Va infine dato uno stop all’inaccettabile impiego di giornalisti pensionati in redazione, o in ruoli equipollenti ai dipendenti, che – per una parziale integrazione di reddito – sottraggono occasioni e posti di lavoro a migliaia di giornalisti autonomi e sottoretribuiti, che sono oggi la maggioranza della categoria.

(Sintesi della riunione Clan-Fnsi del 26 gennaio 2021. Fonte: Clan-Fnsi)

>> QUI IL QUESTIONARIO SUI GIORNALISTI AUTONOMI NEL FVG (scadenza: 14 marzo 2021)



01 gennaio 2017

ORDINE DEI GIORNALISTI - NOVITÀ PER IL 2017



Rinvio elezioni Odg

Proroghe ricongiungimento pubblicisti e per la formazione obbligatoria

Corso per Linux, il 21 gennaio a Udine



Auguri di Buon Anno a tutt* !


E un breve memo sulle delle novità e scadenze per gli iscritti all’Ordine dei giornalisti: rinvio delle elezioni dell’Ordine; ancora 1 di tempo anno per i pubblicisti per chiedere il “ricongiungimento” per il passaggio a professionisti; proroga di 3 mesi per i ritardatari della formazione continua obbligatoria...

… E “Open Press Day”: il 21 gennaio a Udine un corso pratico per giornalisti, per usare per lavoro Linux e i suoi software gratuiti sul proprio pc !

Altre informazioni di seguito:

RINVIATE ELEZIONI ODG - Il Consiglio dei Ministri, con il decreto “Milleproroghe”, ha prolungato fino al 30 giugno 2017 il mandato del Consiglio nazionale e dei Consigli regionali dell’Ordine dei giornalisti. Le elezioni per il loro rinnovo, inizialmente previste per la fine di gennaio, sono quindi rinviate.
  Il Governo ha disposto che i Consigli restino in carica per altri sei mesi per poter varare nel frattempo i decreti attuativi della legge di riforma dell’Editoria, nell’ambito dei quali saranno definiti anche i nuovi criteri per l’elezione del Consiglio nazionale dell’Ordine. Com’è noto, infatti, il nuovo Consiglio nazionale vedrà ridotti i suoi componenti a un massimo di 60 consiglieri, di cui 40 giornalisti professionisti e 20 pubblicisti (attualmente sono 158).

“RICONGIUNGIMENTO” PUBBLICISTI - Il Consiglio nazionale dell’Ordine ha deliberato, anche su sollecitazione della quasi totalità degli Ordini regionali, la proroga fino al 31 dicembre 2017 del cosiddetto “Ricongiungimento” per i pubblicisti. La norma permette ai pubblicisti che svolgano l’attività giornalistica in esclusiva di chiedere di sostenere l’esame per professionista.
Le modalità di accesso (iscrizione da almeno cinque anni all’elenco pubblicisti dell’Albo, ecc.) restano invariate rispetto a quelle già in vigore. Tutte le informazioni sulle condizioni per la richiesta sono reperibili sul sito web dell’Ordine (
www.odg.it) nella sezione “Ricongiungimento”, o al link: www.odg.it/content/il-ricongiungimento

FORMAZIONE CONTINUA OBBLIGATORIA – Com’è noto, tutti i giornalisti in attività sono tenuti a seguire dei corsi di formazione continua, e il numero dei crediti formativi da maturare in 3 anni è pari a 60. Con il 2017 inizia un nuovo triennio formativo, con 60 crediti da raccogliere. E, per chi alla fine del triennio non fosse in regola, sono previste delle sanzioni disciplinari.
Comunque il termine per completare i crediti formativi 2014-2016 è stato prorogato: i colleghi che non fossero ancora in regola hanno tempo per farlo fino al 31 marzo 2017. Altre informazioni presso il Consiglio regionale dell’Ordine.

Tutti i dettagli su obblighi, deroghe ed esenzioni della formazione sono anche reperibili sul sito dell’Ordine (www.odg.it), alla voce “Formazione continua”. Per le domande più frequenti si consiglia di consultare la voce “FAQ”, al link: http://www.odg.it/content/formazione-continua/faq

OPEN PRESS DAY: LINUX PER GIORNALISTI (E NON) – Per i corsi di formazione continua dell’Ordine del Friuli Venezia Giulia, il Coordinamento giornalisti precari e freelance del FVG promuove il 21 gennaio a Udine “Open Press Day”: un seminario divulgativo sulle soluzioni software gratuite e Open Source del sistema operativo Linux, utilizzabili dagli operatori dell’informazione: scrittura, grafica e fotoritocco, montaggio audio e video, impaginazione, contabilità, file hosting in cloud…
L’incontro verterà sulla presentazione di alcuni software gratuiti e Open Source, alternativi agli attuali standard di mercato commerciali (Microsoft, Apple).

Condotto dal perito e consulente informatico Alessio Spoto e dal giornalista freelance Maurizio Bekar, il seminario (gratuito) è rivolto ai giornalisti, con una particolare attenzione agli autonomi, ma è aperto a tutti gli interessati, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
L’incontro è in programma sabato 21 gennaio, dalle ore 9.30 alle 13.30, nella Sala Valduga della Camera di Commercio di Udine, in Piazza Venerio 8.

Per la partecipazione al seminario sono riconosciuti 4 crediti formativi dell’Ordine dei Giornalisti. L’iscrizione on line (aperta anche ai non residenti nel Friuli Venezia Giulia) è aperta sulla piattaforma S.I.Ge.F: http://sigef-odg1.lansystems.it/


Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia

 
INFORMAZIONI E CONTATTI:
- precari.freelance@assostampafvg.it
- www.assostampafvg.it
- Facebook: www.facebook.com/giornalistifreelancefvg
- Blog: http://freelancefvg.blogspot.it
- Twitter: @freelancefvg

12 giugno 2016

"RICONGIUNGIMENTO" FINO AL 31 DICEMBRE 2016


I PUBBLICISTI POSSONO CHIEDERE 
DI PASSARE NELL'ELENCO "PROFESSIONISTI"
FINO ALL'ULTIMO DELL'ANNO




Si ricorda a tutti i pubblicisti interessati ed aventi titolo che fino al 31 dicembre 2016 è possibile chiedere all'Ordine dei giornalisti il riconoscimento del cosiddetto "ricongiungimento", per poter sostenere l'esame per il passaggio all'elenco dei professionisti.

La procedura di "ricongiungimento" è stata deliberata il 18 dicembre 2013 dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti (Cnog), per permettere l’accesso al professionismo a quei pubblicisti che esercitano l’attività giornalistica in maniera prevalente, e che sono titolari di rapporti di sistematica collaborazione retribuita con periodici e quotidiani stampati, audiovisivi, telematici e uffici stampa.

A questi, viste le difficoltà ad ottenere il riconoscimento del praticantato aziendale, il Cnog ha voluto garantire la possibilità di accesso all’esame di idoneità professionale attraverso un iter di "ricongiungimento", richiedibile dagli aventi titolo fino al 31 dicembre 2016.

Il “ricongiungimento” non sostituisce i canali di accesso tradizionali (praticantato aziendale, riconoscimento d’ufficio, scuole di giornalismo, tutoraggio per i free-lance), né interferisce con le norme che regolano il riconoscimento dei pubblicisti nei singoli Ordini regionali.


REQUISITI

Può richiedere il "ricongiungimento", all’Ordine regionale di appartenenza ed entro il 31 dicembre 2016, il pubblicista che, iscritto all’elenco da almeno cinque anni, a tale data:

- abbia esercitato in maniera sistematica e prevalente attività giornalistica retribuita per almeno 36 mesi nel quinquennio precedente, di cui 18 nell’ultimo triennio;

- abbia raccolto documentazione attestante il/i rapporto/i professionale/i giornalistico/i esistente/i nel periodo di riferimento, compresa la documentazione fiscale (Cud o dichiarazione dei redditi);

- consegni all’Ordine regionale, entro il 31 dicembre 2016, per ogni testata, una relazione dell’attività realizzata, comprendente scritti e/o fotografie e/o video e/o audio per giornali cartacei e/o on line, per radio e/o tv, lavoro di desk, comunicati per ufficio stampa avente caratteristiche professionali continuative, confermati sotto la propria responsabilità dal direttore o da un iscritto all’Ordine o accertati direttamente dall’Ordine regionale;

- svolga attività giornalistica e abbia una regolare posizione contributiva;

- attesti di vivere di giornalismo in via prevalente, dimostrando un reddito professionale indicativamente equiparabile alla metà del minimo tabellare lordo previsto per il praticante con meno di 12 mesi di servizio come stabilito dal Contratto collettivo nazionale di lavoro giornalistico (C.C.N.L.G).



La verifica dei requisiti viene effettuata dall’Ordine regionale di competenza, e consente l’iscrizione al corso telematico di formazione per poter l'esame per professionista.

Sul sito web del Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, alla voce "Ricongiungimento" - o direttamente al link: http://www.odg.it/content/il-ricongiungimento - è disponibile un'ampia documentazione sulle procedure richieste per il riconoscimento, e ulteriori chiarimenti in merito.

(Da: fonti Cnog)

07 aprile 2016

LA PERDITA DEL COLLEGA FABIO AMODEO



FABIO AMODEO CI HA LASCIATI




Un ricordo da parte 
del Coordinamento precari e freelance



Il collega Fabio Amodeo è scomparso mercoledì mattina, dopo una lunga malattia. Nato a Trieste nel 1945, è stato giornalista fin dal 1968, e professionista dal 1973.

Tra i suoi molteplici incarichi è stato caporedattore dei quotidiani il Piccolo e Alto Adige, responsabile tecnico del mensile Photo Italia,condirettore del quotidiano TriesteOggi (1993-94); direttore del quotidiano La Cronaca del Nord Est (1995), responsabile della redazione della casa editrice Lint, direttore del mensile View on Photography, e docente all'Università IULM di Milano e all'Università di Trieste. Ha avuto la responsabilità della sezione fotografia del mensile Arte e curato diverse pubblicazioni con Mondadori, Feltrinelli, Lint, MGS Press, Motta Editore, Alinari, Editoriale Friuli Venezia Giulia, Libreria Editrice Goriziana.

Grande esperto di fotografia, ci piace ricordarlo in una cordiale collaborazione che ha avuto con il Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia: nel dicembre del 2014 fu attento e sensibile relatore alla conferenza: "Il fotogiornalismo: dal reportage ai selfie - Il passato e il futuro di narrazioni costruite per immagini”, da noi promossa assieme al Circolo della Stampa di Udine.

L'incontro risultò di tale interesse (ci mancò addirittura il tempo per concludere la scaletta) che lo riproponemmo per i corsi di aggiornamento professionale dell'Ordine dei giornalisti. La conferenza fu infine riorganizzata il febbraio scorso all'Aula Magna dell'Università di Udine. Avremmo voluto riproporla anche a Trieste, ma Fabio (che da tempo abitava in Friuli) rispose che si sentiva troppo affaticato per potersi assumere l'impegno anche a Trieste. 

Poco tempo dopo se n'è andato.

Lo ricordiamo con un abbraccio. E con molta stima e affetto.

09 gennaio 2016

ARTICOLO DI "RASSEGNA SINDACALE": LA LETTERA A RENZI


Informazione Freelance:
«Lo sfruttamento esiste, ora servono i fatti»





Già centinaia le adesioni alla lettera che un gruppo di giornalisti autonomi attivi nella Fnsi ha inviato al premier Renzi, dopo che questi aveva negato, nella conferenza di fine anno, le condizioni di disagio vissute dai lavoratori atipici del settore

Sono centinaia le adesioni, in pochi giorni, alla lettera che un gruppo di freelance attivi nel sindacato dei giornalisti ha inviato al presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo che questi aveva sostanzialmente negato, nella conferenza di fine anno, le condizioni di sfruttamento di molti lavoratori senza contratto nel settore dell’informazione. Una missiva che, oltre a mettere in guardia sulle reali condizioni dei precari che lavorano per i media, spesso pagati pochi euro a pezzo, avanza anche una serie di proposte al governo per superarle, a partire dal mettere nuovamente mano alla delibera sull’equo compenso, cancellata la primavera scorsa da una sentenza del Tar del Lazio.

Tutto questo nel bel mezzo della trattativa per il rinnovo del contratto, che si presenta particolarmente difficile, dopo che la Fieg, l’associazione che riunisce gli editori, ha “disdettato” a novembre l’attuale ccnl. Nella tradizionale conferenza di fine anno, lo scorso 29 dicembre, il primo ministro, sollecitato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, che aveva ricordato le difficoltà dei freelance, dei precari, dei senza contratto dell’informazione, parlando addirittura di “schiavitù, non solo tollerata, ma codificata in alcuni contratti”, aveva replicato: “Non credo ci sia la schiavitù, non credo ci sia la barbarie in Italia, sono altre le situazioni drammatiche nel mondo”, ribadendo tra le altre cose la sua posizione sull’Ordine dei giornalisti: “Andrebbe abolito”.

Così, il 1°gennaio, 14 freelance attivi nella Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, hanno scritto una lettera al premier, evidenziando invece che “lo sfruttamento nel settore dei media non solo esiste, ma sta danneggiando la libertà dell’informazione”. Nella lettera, che ha ottenuto in pochi giorni l’adesione di circa 300 giornalisti – molti precari, ma anche redattori e graduati di molte testate (adesioni anche da vari giornalisti che operano nell’universo della comunicazione Cgil, tra cui Massimo Gibelli, portavoce del segretario generale Susanna CamussoGuido Iocca e Giorgio Nardinocchi, rispettivamente direttori di Rassegna e Liberetà), oltre a quella di una decina di segretari e presidenti regionali della Federazione nazionale della stampa –, si riportano i dati ufficiali secondo cui “i lavoratori autonomi e atipici sono oggi il 62,6% dei giornalisti attivi, e sono in rapida crescita”.

Questi lavoratori “spesso hanno redditi medi da 11mila euro lordi l’anno e, nella metà dei casi, di circa 5mila, con spese a proprio carico, e con una netta disparità di diritti, tutele e forza di contrattazione rispetto ai colleghi dipendenti”. Per questa ragione, sottolineano i firmatari della lettera, “le condizioni di oggettiva debolezza, di ricatto occupazionale e sfruttamento del lavoro, ledono la libertà e la qualità dell’informazione”. Ma la lettera contiene anche richieste dettagliate al governo, come quella che richiama il rispetto della legge sull’equo compenso approvata nel dicembre 2012. Si diano, scrivono i freelance, “contributi e agevolazioni pubbliche solo agli editori che dimostrano di pagare equamente e con regolarità i giornalisti”, così come indicato nella norma.

Senza dimenticare, sempre nella lettera-appello dei freelance, la proposta di superare “i contratti atipici nel mercato dell’informazione, supportando l’emersione dalla precarietà, il lavoro stabile, o comunque il ‘buon lavoro’ equamente retribuito”, garantendo “pari diritti e tutele al lavoro giornalistico, sia dipendente che autonomo”. Non solo. I 14 avanzano la richiesta di riunire in tempi rapidi la Commissione per l’attuazione dell’equo compenso, a cui partecipano, oltre all’Ordine, anche i rappresentati del governo e delle parti sociali, per “rimettere urgentemente mano alla delibera d’attuazione” che riguarda i lavoratori autonomi. La delibera precedente – approvata nell’estate 2014 e contestata al pari dell’accordo contrattuale sul lavoro autonomo da molti freelance – era stata di fatto demolita da un sentenza del Tar Lazio, su ricorso dell’Ordine, che aveva giudicato iniqui i compensi individuati nelle tabelle economiche.

I giudici hanno rimarcato, nell’aprile 2015, che i parametri individuati “non sono proporzionati alla quantità e qualità del lavoro svolto, e del tutto insufficienti a garantire un’esistenza libera e dignitosa al giornalista autonomo”. Governo ed editori hanno fatto ricorso contro il pronunciamento dei giudici. Ora i tempi sono strettissimi per dare seguito a una legge, quella del 2012, che non ha mai trovato attuazione: l’attuale Commissione governativa è in carica fino a giugno 2016 e in quasi tre anni non ha dato ancora risultati apprezzabili, se si eccettua la delibera poi silurata dal Tribunale amministrativo.

Nella lettera è infine presente la richiesta al ministero competente di emanare “le tariffe per la liquidazione giudiziale dei compensi giornalistici, come da decreto ministeriale 140/2012 sui compensi professionali”, sul modello dei tariffari in vigore per altri ordini e che dovrebbero contemplare le condizioni economiche minime per il rispetto del decoro professionale.

(da: Rassegna Sindacale, 7 gennaio 2015, www.rassegna.it)

30 giugno 2015

ANCORA POCHI GIORNI PER ISCRIVERSI AL PREMIO GIORNALISTICO CIGANA


Premio Simona Cigana:

iscrizioni fino al 10 luglio







In lizza servizi giornalistici (inchieste, sport, artigianato)
pubblicati entro il 30 giugno



Ultimi giorni per partecipare al « Concorso giornalistico “Premio Simona Cigana”». Al Circolo della stampa di Pordenone vanno inviati entro il 10 luglio i servizi giornalistici pubblicati tra il 1° luglio 2014 e il 30 giugno 2015. 
 
La partecipazione è aperta al mondo dell’informazione multimediale, cioè ai giornalisti della carta stampata, della tv, della radio, dei siti e delle testate on line, nel rispetto del Bando di concorso consultabile nel sito www.stampa-pordenone.it. I servizi devono essere dedicati completamente o in parte al Friuli Venezia Giulia.

Il Circolo della Stampa di Pordenone, ideatore e promotore, fa dell'iniziativa il suo fiore all’occhiello, soprattutto guardando al 2016, cinquantesimo anniversario di fondazione. Vi configura infatti due obiettivi: ricordare Simona Cigana, giovane talento giornalistico friulgiuliano, mancata improvvisamente nel 2007, e premiare i colleghi che si distinguono per il loro impegno professionale in un periodo particolarmente difficile per l’informazione, soggetta a forti mutamenti tecnologici, editoriali, sociali.
Lo sostengono: gli sponsor (Banca di Credito cooperativo Pordenonese, Federazione regionale delle Bcc del Friuli Venezia Giulia, Confartigianato Pordenone, Famiglia Cigana), e i patrocinatori (Ordine giornalisti del FVG, Assostampa FVG, Ussi-giornalisti sportivi FVG, Regione autonoma FVG, Provincia di Pordenone, Comuni di Pordenone e di Aviano, Coni FVG).

Caratteristiche del Concorso. Il “Premio Simona Cigana” è annuale, nazionale, multimediale e multilingue (italiano, friulano, sloveno, tedesco). Vi partecipano giornalisti italiani che trattano qualunque argomento relativo al Friuli Venezia Giulia, anche nei contesti nazionale e internazionale. I servizi devono essere pubblicati su testate italiane tra il 1° luglio dell’anno precedente e il 30 giugno dell’anno in corso.

Categorie del Concorso. Il Premio è suddiviso in tre categorie: Giornalismo d’inchiesta, Giornalismo sportivo, Giornalismo economico sull’Artigianato.

I premiati. Dalla prima edizione il “Cigana” premia con assegni in denaro, diplomi e altri riconoscimenti i migliori servizi e i loro autori che presentano i propri lavori spontaneamente e gratuitamente, in accordo con le testate giornalistiche.

Iniziative collaterali. Nell’ambito della 6ª edizione il Circolo della Stampa di Pordenone darà vita anche quest’anno, in vista della premiazione, alla serie di incontri “Inviato speciale”, con nomi prestigiosi del giornalismo italiano d’inchiesta. 
 
Proclamazione dei vincitori. La Giuria premierà i vincitori entro il prossimo ottobre.

Info: sito del Circolo della Stampa di Pordenone, www.stampa-pordenone.it.

09 marzo 2015

FORMAZIONE PROFESSIONALE: LE NUOVE REGOLE DELL'ODG

E' entrato in vigore il nuovo regolamento 
per gli iscritti all'Albo


Con la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 4 del 28 febbraio 2015 è entrato in vigore il nuovo Regolamento che disciplina l’attività di formazione professionale continua per gli iscritti all’Albo dei giornalisti. La novità più importante è costituita dalla cancellazione dell’esenzione dalla formazione per i giornalisti iscritti da meno di tre anni: poiché la nuova normativa si applica dall’entrata in vigore del suddetto Regolamento, per coloro che decadono dall’esenzione, così come per i neoiscritti, l’obbligo formativo decorrerà dal 1° gennaio 2016.

Come, infatti, recita il nuovo Regolamento (art. 2 comma C) “La FPC è obbligo deontologico per tutti i giornalisti in attività”.

All’articolo 10 si specificano i “Contenuti e le materie dei programmi formativi” che devono contenere “argomenti relativi all’attività professionale giornalistica e in particolare alle materie attinenti all’informazione, alla cultura, alla comunicazione e lo sviluppo tecnologico dei media, alle materie giuridiche ed economiche, alle problematiche sociali e ambientali, alla storia del giornalismo, all’ordinamento professionale, alla multimedialità, alla deontologia, nonché alle problematiche sindacali, previdenziali, fiscali e retributive”.

Al giornalista che, al termine del triennio, non abbia assolto l’obbligo (art. 20) “l’Ordine regionale notifica l’inadempienza formulando l’invito ad avviare entro tre mesi il percorso formativo. Qualora persista l’inosservanza, il consiglio regionale dell’Ordine ne dà segnalazione al Collegio territoriale di disciplina”.

(dal sito assostamparegionali.wordpress.com)



ALLEGATO: regolamento aggiornato dei corsi di formazione e aggiornamento professionale Odg