Visualizzazione post con etichetta equo compenso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta equo compenso. Mostra tutti i post

19 giugno 2026

Giornalisti freelance, equo compenso e diritti negati: esperienze e fare rete (di Maurizio Bekar)

9 giugno 2026, Torino: “Freelance Journalism Forum”
Dibattito su lavoro, diritti e prospettive del giornalismo autonomo

Intervento di Maurizio Bekar (Friuli Venezia Giulia)
Esperienze territoriali e nella Clan- Fnsi
Carta di Firenze, equo compenso, fare rete
L’articolo 36 della Costituzione e le leggi inattuate

Il 9 giugno 2026 a Torino, su iniziativa della Commissione lavoro autonomo dell'Associazione Stampa Subalpina – Fnsi, si è tenuto il “Freelance Journalism Forum”: giornata di confronto pubblico su lavoro, diritti e prospettive del giornalismo freelance, componente sempre più rilevante del sistema dell’informazione. Al centro i temi della precarietà, della sostenibilità economica e del riconoscimento del lavoro autonomo.

Al Forum hanno partecipato anche i vertici dell'Ordine nazionale dei giornalisti, della Federazione Nazionale della Stampa, dell'Istituto di previdenza Inpgi, rappresentanti di editori e redazioni e del Master universitario in giornalismo. 
Giornaliste e giornalisti freelance, cococo e partite Iva sono intervenuti con il contributo delle loro storie, criticità e prospettive.

In un panel dedicato sono intervenuti i responsabili e componenti della Commissione nazionale lavoro autonomo (Clan) della Fnsi e di alcune Commissioni regionali (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Sicilia).

Di seguito l’intervento (riadattato per la trascrizione) di Maurizio Bekar, promotore nel 2006 del Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia (attivo tuttora come riferimento territoriale nell’ambito sindacale), membro della Clan-Fnsi dal 2010, e già coordinatore della stessa.

Al centro dell’intervento l’esperienza dei freelance organizzati vissuta nel Friuli Venezia Giulia e poi nella Clan nazionale, l’impegno per il varo della Carta di Firenze, per l’equo compenso, e la necessità di fare formazione e rete fra i giornalisti lavoratori autonomi.

Giornalisti autonomi e “non garantiti”:
l'esperienza del Friuli Venezia Giulia e nella Clan - Fnsi

(Introduzione della moderatrice del panel, Simona De Ciero, rappresentante del Piemonte nella Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della FNSI. Segue intervento)

Grazie… Sono Maurizio Bekar, da Trieste, Friuli Venezia Giulia. Molte cose sono state già dette finora, e anche ben sintetizzate nel documentario che abbiamo visto: [“A schiena dritta, storie di giornalisti free lance”, di Gero Tedesco, per il centenario dell'INPGI – n.d.r.], quindi non mi ripeterò e aggiungerò invece quelle che sono state le nostre esperienze.

Nel Friuli Venezia Giulia nasciamo nel 2006, come “Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia”: una rete auto organizzata di persone che volevano lavorare sui problemi dei giornalisti cosiddetti non garantiti, non tutelati, e questo a prescindere dall'iscrizione al sindacato, e addirittura anche a prescindere dall'iscrizione all'Ordine. Siamo stati riconosciuti prima informalmente, e poi anche nello statuto dell’Assostampa Friuli Venezia Giulia, che ci ha dato una copertura. 

Abbiamo avuto una grossissima attenzione - per le dimensioni della nostra regione - con degli incontri territoriali, e discussioni magari anche un po' così, campate in aria, però con una grande tensione e volontà di confrontarsi.

Quando nel 2010 è nata la Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi vi siamo confluiti: l'organizzazione del nostro coordinamento è rimasta viva parallelamente, ma abbiamo partecipato ai lavori della Commissione Nazionale, dove abbiamo portato il nostro contributo di esperienze e di idee. 

Le battaglie per la Carta di Firenze e l’equo compenso

Cosa ha fatto la Commissione Lavoro Autonomo Nazionale? Tante cose, spesso poco note, ma con due battaglie centrali: quella sulla Carta di Firenze, per tutelare a livello deontologico i diritti del lavoro autonomo, precario e non garantito, e la legge – anzi: le leggi - sull'equo compenso. Su entrambe abbiamo dato dei contributi di merito, nella stesura, e anche nella formulazione di emendamenti mirati alla legge 233 del 2012 sull'equo compenso.

Non è stato un lavoro facile: è stato il frutto di un grossissimo confronto interno, su cui è stata trovata una sintesi da più pensieri e idee, e dopodiché le proposte [sull’equo compenso] sono andate ai tavoli istituzionali.

Voi direte: che fine hanno fatto queste cose? Io direi “una brutta fine”, perché la Carta di Firenze - permettetemi la battuta - per buona parte è rimasta sulla carta, cioè poco applicata, e ci sarebbe da chiedersi perché.

E la legge sull'equo compenso: dal 2012 in queste leggi (come è stato ricordato in realtà sono tre: due risalenti al 2012 e poi una al 2017-2023) non sono state applicate ai giornalisti lavoratori autonomi. Da allora sono passati vari governi, e quindi non è un problema specifico del governo Meloni: sono passati governi di vari segni, e per quanto riguarda la legge 233/2012 - che è quella tipica dell'equo compenso giornalistico - c'è una commissione apposita con giornalisti, editori e rappresentanti ministeriali. E il suo presidente è il Sottosegretario all'editoria. I sottosegretari negli anni si sono alternati, ma la loro risposta è sempre stata: “Ma come possiamo fare? Come si può applicare? È difficile…”. Ci sono state delle interpretazioni fantasmagoriche del testo della legge, e il risultato è che ciò che deliberò forzatamente quella commissione nel 2013-2014 venne poi cassato da due gradi della Magistratura - Tar del Lazio e Consiglio di Stato - ritenendo che quanto deliberato era contra legem, e punto... 

A tutt'oggi non abbiamo un'attuazione della legge 233 del 2012. Perché? Una risposta ve la do io, come mia valutazione personale: perché gli editori non la vogliono, punto e basta; e i governi di vari colori che si alternano nel tempo sono estremamente sensibili alle volontà degli editori, più che a quelli dei giornalisti autonomi [per tutelare i quali quella legge era stata approvata n.d.r].

Fare formazione e organizzare una rete

Giungo quindi alla conclusione, ma ci sarebbe tanto da parlare. Primo: limitandosi all'equo compenso, va detto che è una situazione molto complessa da conoscere dal punto di vista tecnico. Ma se non conosci i tuoi diritti sul piano tecnico, poi ti gabbano facilmente. Difatti tante volte sono uscite dichiarazioni sui giornali di sottosegretari e rappresentanti vari che o non ne sapevano nulla sul piano tecnico, o - come si usa dire a Oxford - ciurlavano nel manico perché immaginavano che tanto nessuno ne sa un piffero nel merito. 

La prima cosa è quindi fare formazione, in modo che gli autonomi possano essere consapevoli in modo puntuale dei loro diritti negati.

La seconda cosa da fare è l'organizzazione. Perché puoi puoi fare comunicati e tutto quello che vuoi… Ma le iniziative di pressione - che io qui banalizzo con il termine di “comunicati” – nel tempo sono state innumerevoli. Ma basta avere un interlocutore sordo (o volutamente sordo) e poi non si muove niente.

Ci vuole quindi un'organizzazione di rete, degli autonomi, che faccia pressione e che sia presente per sottolineare i propri diritti negati. 

Certo non è un'epoca facile per farlo; e quando queste cose sono state fatte, circa 15 anni fa, c'erano anche altre organizzazioni sindacali che si muovevano sui temi del lavoro precario, con il supporto di grosse strutture, e quindi noi eravamo veramente minuscoli. Però il nostro contributo allora l'abbiamo dato. Ma oggi bisogna riprendere a farlo.

Attuare la legge e l’art. 36 della Costituzione
(ricordando Calamandrei)

Concludo citando solo due cose. 

La prima: la legge 233 sull'equo compenso del 2012 stabilisce chiaramente al suo primo articolo che “In attuazione dell'articolo 36, primo comma, della Costituzione (...)", e quell’articolo 36 stabilisce: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”. Chiarissimo: Costituzione, articolo 36!

La legge 233 recita “Ai fini della presente legge, per equo compenso si intende la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione, nonché della coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato”. Cioè l'equo compenso deve essere proporzionato alla retribuzione del dipendente! 

Chiudo con una citazione storica, perché parliamo di Costituzione. Piero Calamandrei, uno dei padri della Costituente e della nostra Costituzione, insegna giurista, in una conferenza nel 1955 a degli studenti disse:  “La Costituzione non è una macchina, che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.” 

E questo deve essere il nostro compito in senso lato: quello della Clan e del sindacato.

(Chiusura della moderatrice): Grazie. La parola è centrata su un punto, e ne ha fatto prima cenno Claudio Silvestri: di questo se ne parla dal 2014, perché gli editori non vogliono [l’equo compenso], e proprio per questo: perché dovrebbero paramentare in qualche modo il compenso dei liberi professionisti a quello delle persone assunte, e quindi dovremmo costare di più… E quindi rimandiamo, e rimandiamo, e rimandiamo… Grazie del tuo intervento.

Il panel dei freelance

Foto credits:
Valeria Bellagamba (Assemblea nazionale lavoro autonomo - Fnsi, Marche)

19 maggio 2025

Contratto, autonomi: la segretaria Fnsi Costante a Trieste. Commento di Maurizio Bekar

FNSI, contratto, autonomi: la segretaria Costante a Trieste
«Al tavolo finché la trattativa regge, ma pronti alla mobilitazione»
Commento di Maurizio Bekar sul lavoro autonomo

La segretaria generale Fnsi all'assemblea dell'Assostampa FVG, venerdì 16 maggio 2025. Fra i temi del suo intervento: la tutela dei lavoratori autonomi, le norme bavaglio, il rinnovo contrattuale.

(comunicato Fnsi)

Con il commento di Maurizio Bekar, del Coordinamento precari e freelance, delegato Inpgi per il Friuli Venezia Giulia e membro della CLAN-FNSI Commissione nazionale lavoro autonomo

Dall'intervento all'Assemblea di Maurizio Bekar, del Coordinamento giornalisti precari e freelance, delegato Inpgi per il Friluli Venezia Giulia e membro della CLAN-FNSI, (Commissione nazionale lavoro autonomo)

Bekar, quale delegato regionale e membro del Consiglio di Indirizzo Generale dell'Inpgi, ha espresso valutazioni positive sull'operato degli organi del "nuovo" Inpgi dei lavoratori autonomi: "Esistono posizioni differenziate, ma in un clima generalmente collaborativo, che sta portando buoni frutti: attenzione e iniziative a beneficio delle fasce economicamente più deboli, contenimento delle spese, e coscienza della necessità di equi compensi per i non dipendenti. Il biancio è solido. Vi sono, certo, varie cose da verificare ed aggiustare man mano, ma nel complesso - se si continua così - sono ottimista"

Valuazioni negative, invece, sul ruolo della Clan - Commissione nazionale lavoro autonomo, di cui Bekar è membro, e giudicata sostanzialmente assente. "Benchè da anni i congressi e vari documenti della Fnsi abbiano ribadito la centralità del lavoro autonomo, e che va rilanciato il ruolo delle sue Commissioni regionali, nazionale e dell’Assemblea nazionale degli autonomi, in questo mandato la Clan è invece stata mantenuta immobile, da mesi senza neppure convocarla. Pur davanti a un documento-programma di lavoro approvato dopo il suo insediamento, e malgrado le proposte e richieste poi avanzate. Esistono invece delle iniziative a nome della Clan, che però non ne è stata minimamente informata e coinvolta. In questo contesto è quindi difficile immaginare che le strutture di rappresentanza del lavoro autonomo possano risultare minimamente attrattive nei confronti dei colleghi, e ciò specialmente nelle regioni medio piccole, con minori risorse e possibilità operative".

Positive invece la valutazioni di Bekar sulle iniziative e prese di posizioni di questi mesi della Fnsi sul lavoro autonomo e sui richiami per l'attuazione delle leggi sull'equo compenso, compresa la relazione a Trieste della segretaria Costante. "Ma" ha sottolineato Bekar "editori e governi di diverso segno politico per anni non hanno mai dato seguito a queste giuste richieste, mostrando la volontà di non fare nulla. E' perciò necessaria una forte pressione, e una mobilitazione diffusa, che veda coinvolto con forza anche il mondo e le rappresentanze del lavoro autonomo, per contribuire a rendere ineludibile il tema a politici ed istituzioni. Ma se la Clan viene tenuta totalmente ferma e inattiva, tutta la politica si riduce solo a dei - pur giusti, ma insufficienti - comunicati stampa".


(Di seguito il comunicato integrale della Fnsi sull'intervento della Segretaria generale Costante, all'Assemblea Assostampa FVG a Trieste)

*********************************

Si è svolta a Trieste l'assemblea annuale dell'Assostampa Fvg, che ha approvato all'unanimità il bilancio consuntivo 2024 e preventivo 2025, entrambi in positivo. Ha partecipato la segretaria generale Fnsi Alessandra Costante.

Dopo i saluti di Furio Baldassi, nuovo presidente regionale dell'Ordine, della sua vice Paola Dalle Molle, del consigliere nazionale dell'Ordine Cristiano Degano e di Ingrid Stratti (Casagit), Maurizio Bekar (Inpgi), Patrizia Disnan (Unione pensionati), Pierluigi Sabatti (Circolo stampa Trieste), Nicole Corritore (Articolo 21), sono intervenuti il segretario di Assostampa Alessandro Martegani e il presidente Carlo Muscatello. Il tesoriere Nicola Filipovic ha illustrato i bilanci, di nuovo positivi grazie al contributo straordinario Fnsi e agli interessi bancari.

La segretaria generale Costante, sottolineato come ogni associazione abbia dinamiche proprie, si è quindi soffermata sui temi del lavoro autonomo, dell'intelligenza artificiale, del nodo irrisolto del carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa, delle norme che limitano il diritto-dovere dei giornalisti di informare, fino alle trattative per il rinnovo contrattuale.

«Non userò mai il temine freelance, che non rende l'idea della situazione di precarietà di questa condizione: io non riesco a rassegnarmi all'idea di colleghi che invecchiano precarizzati e non avranno pensioni superiori ai 350 euro», ha osservato, aggiungendo che «l'inflazione ha eroso lo stipendio dei giornalisti dipendenti del 20 per cento e i non dipendenti hanno retribuzioni ridicole, che non tengono conto dell'equo compenso, e spesso vengono usati dagli editori per una forma di dumping sociale».

Costante ha ricordato che «abbiamo provato nel 2023 a forzare la mano agganciandoci alla legge Meloni sull'equo compenso che prevede delle tabelle per tutti i lavoratori autonomi, abbiamo fatto una proposta unitaria all'Ordine che l'ha fatta sua, ma si è fermata al ministero della Giustizia. Per questo ho scritto al ministro Nordio: i giornalisti non sono lavoratori con diritti minori. La tutela dei giornalisti prevista della Costituzione è uguale a quella degli altri lavoratori e prevede una retribuzione dignitosa. Ma la professione giornalistica è legata direttamente alla libertà d'informazione e alla tutela della democrazia: non ci può essere professionalità senza un'equa retribuzione».

Nell'era dell'IA, «che è in grado di fare molto del lavoro dei giornalisti, a partire dal desk, è antistorico - ha anche detto la segretaria Fnsi - parlare ancora di professionisti e pubblicisti: dobbiamo cambiare radicalmente paradigma nella struttura della professione, ma per fare questo ci deve essere una gran collaborazione tra sindacato e Ordine».

Costante ha poi evidenziato come in Italia si continui a «considerare la diffamazione sempre dolosa, a produrre norme che di fatto limitano il lavoro dei colleghi e la democrazia, a tollerare le querele temerarie, una situazione che è responsabilità di governi di tutti i colori politici».

E «in questa situazione - ha argomentato - stiamo affrontando le trattative sul contratto, fermo a 10 anni, un tavolo a cui è presente tutta la Fnsi, senza distinzioni fra maggioranza e minoranza perché, se si farà, sarà il contratto di tutti. È nostro dovere stare al tavolo, ma nessuno firmerà mai un contratto peggiorativo o che danneggi i giovani colleghi: una posizione forte che però richiede unità da parte nostra. Finché la trattativa reggerà staremo al tavolo, ma siamo pronti a dare seguito al pacchetto di giorni di sciopero che ci ha affidato la Conferenza nazionale dei Cdr».


*********************************

Hai bisogno di informazioni o consulenze
sul lavoro autonomo?

Contattaci:
Coordinamento giornalisti precari e freelance
 dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia


Vedi anche il nostro blog:

14 maggio 2023

AUTONOMI, EQUO COMPENSO ED ELEZIONI ASSOSTAMPA FVG (domenica 14 e lunedì 15 maggio)

Si è tenuto mercoledì 10 maggio un >> incontro on line << di confronto sulle problematiche dei giornalisti non dipendenti, promosso dal Coordinamento precari e freelance dell’Assostampa FVG. Aperto a tutti, intendeva fare il punto della situazione e ragionare sulle possibili prospettive.

Ne è emerso un generale senso di sconforto: per la perdurante mancanza di tutele adeguate del lavoro autonomo, per il diffuso non riconoscimento di una pari dignità rispetto ai giornalisti dipendenti, per temi come la decennale non attuazione delle leggi sull'equo compenso, e per il continuo calo di occasioni di lavoro, se non precario, sottoretribuito e senza prospettive.

Tuttavia è emersa anche la valutazione che, pur tra molti limiti, le rappresentanze del lavoro autonomo hanno negli anni svolto un importante ruolo propositivo e d'impegno, che ora sarebbe un peccato lasciar disperdere e dissolversi. Bisogna quindi cercare di rilanciarle, valorizzarle e di tradurre in realtà le molte proposte avanzate nel tempo.

In questo senso, alla luce della >> mozione sul lavoro autonomo approvata al Congresso Fnsi << di febbraio, della recente approvazione della nuova legge 49/2023 sull'equo compenso, e dalle prospettate modifiche del Regolamento Fnsi sul lavoro autonomo (tese ad aumentarne la rappresentanza e i compiti) vale la pena impegnarsi per cercare di concretizzare dei risultati, da molto tempo attesi.

Il prossimi obiettivi saranno quindi: riorganizzare le rappresentanze del lavoro autonomo nell'Assostampa FVG e nella Fnsi, promuovere delle campagne sui temi del lavoro autonomo, a partire dall'attuazione dell'equo compenso, collegandosi con i colleghi autonomi di altre regioni, anche per scambi di esperienze. 

L'invito è quindi quello di riprendere il lavoro in comune ed organizzarsi. E di non ignorare le occasioni per rafforzare la voce e la rappresentanza di tutti gli autonomi, anche nel sindacato, a cui è opportuno iscriversi.

Infine, tra domenica 14 e lunedì 15 maggio si tengono le elezioni per il rinnovo del Direttivo dell'Assostampa FVG. Sono elezioni in cui sono state formate liste unitarie, rappresentative di tutte le varie anime del sindacato, e delle voci più attive, negli anni, anche sui temi del lavoro autonomo.

Fate quindi sentire la vostra voce, e partecipate al voto per il Direttivo dell'Assostampa FVG, sostenendo le liste presentate (di seguito la circolare con tutte le candidature e indicazioni tecniche per il voto).

*******************************************************************************


Il Consiglio Direttivo dell’Assostampa Fvg ha indetto le elezioni per il rinnovo degli organi sociali dell’Assostampa Fvg nei giorni domenica 14 e lunedì 15 maggio 2023.

 

a Trieste si vota domenica e lunedì dalle 10 alle 17 negli uffici Assostampa, Corso Italia 13

a Gorizia solo lunedì dalle 9 alle 16 nella Sala Dora Bassi del “Municipio 2”, via Garibaldi 7 

a Udine solo lunedì dalle 9 alle 16 nella Sala Economia della CCIAA di Udine, Piazza Venerio 7

a Pordenone solo lunedì dalle 9 alle 16 all’Associazione ProPordenone, via Cossetti 20/A

 

Hanno diritto di voto gli iscritti all'Assostampa Fvg in regola con le quote associative con 181 giorni di anzianità d’iscrizione (come da regolamento Fnsi, i diritti all’elettorato attivo e passivo dell’iscritto decorrono dal 181° giorno di iscrizione). Fanno pertanto parte dell'elettorato attivo e passivo per queste elezioni gli iscritti entro iI 14 novembre 2022. Per quanti erano già iscritti nel 2022 ma ancora non in regola con la quota 2023, la regolarizzazione potrà avvenire anche ai seggi prima del voto, o presentando la ricevuta del pagamento fatto "on line" presso i seguenti Istituti bancari:

Monte dei Paschi di Siena, Piazza della Borsa - Trieste 
Iban: IT 50 H 01030 02230 000002958532 
causale: quota 2023 

Banca di Credito Cooperativo del Carso - ZKB, Riva Gulli - Trieste
Iban: IT 34 O 08928 02205 010000034417
causale: quota 2023


NOTA

Ogni giornalista vota nel proprio capoluogo di provincia, ma per motivi di lavoro o personali può votare anche in uno degli altri seggi, dandone comunicazione alla Commissione elettorale.

Domenica 14 maggio il seggio elettorale di Trieste sarà aperto anche ai colleghi delle altre province.


 

CANDIDATI PROFESSIONALI

E' stata presentata solo la Lista unitaria "UNITI NELL'ASSOSTAMPA", che fa riferimento al Direttivo uscente, e che propone i seguenti giornalisti professionali per il Consiglio direttivo:

Attenzione: barrando la casella in corrispondenza della lista UNITI NELL'ASSOSTAMPA si votano tutti i nomi della lista, altrimenti si possono esprimere da una a undici preferenze barrando le caselline sulla destra. Nelle due righe sottostanti si possono  segnalare fino a due nomi di "supplenti" di proprio gradimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lista UNITI NELL'ASSOSTAMPA 

 

 

 

 

 

 

 

Carlo MUSCATELLO

 

 

 

Alessandro MARTEGANI

 

 

 

Maurizio BEKAR

 

 

 

Antonio CAIAZZA

 

 

 

Francesco CARDELLA

 

 

 

Marco CECI

 

 

 

Nicola FILIPOVIČ GRCIC

 

 

 

Fabiana MARTINI

 

 

 

Pietro RAUBER

 

 

 

Ingrid STRATTI

 

 

 

Ivan ŽERJAL

 

 

 

 

_____________________________________________

 

_____________________________________________

 

 

 

 


 

COLLABORATORI

E' stata presentata solo la Lista unitaria "UNITI NELL'ASSOSTAMPA", che fa riferimento al Direttivo uscente, e che propone i seguenti giornalisti collaboratori per il Consiglio direttivo (in ordine alfabetico).

Attenzione: barrando la casella in corrispondenza della lista unitaria  si votano tutti i nomi, altrimenti si possono esprimere fino a tre preferenze barrando le caselline sulla destra. Nella riga sottostante si può segnalare un nome di "supplente" di proprio gradimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lista UNITI NELL'ASSOSTAMPA 

 

 

 

 

 

 

 

Erica CULIAT

 

 

 

Emily MENGUZZATO

 

 

 

Marina TUNI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FIDUCIARI

Candidati e sottoscrittori della Lista UNITI NELL'ASSOSTAMPA invitano inoltre i colleghi a indicare per i quattro FIDUCIARI provinciali (professionali): 

Ciro ESPOSITO per Trieste
Matteo FEMIA per Gorizia
Oscar D’AGOSTINO per Udine
Alessandra BETTO per Pordenone.

 

E per i quattro VICE FIDUCIARI provinciali (collaboratori):

Lorenzo MANSUTTI per Trieste
Marco BISIACH per Gorizia
Luca D’AGOSTINO per Udine
Antonio PANCIERA di ZOPPOLA GAMBARA per Pordenone.

 

PROBIVIRI 

Candidati e sottoscrittori della Lista UNITI NELL'ASSOSTAMPA invitano infine i colleghi a indicare per i PROBIVIRI  i seguenti colleghi:

 

Per i PROBIVIRI professionali: Furio BALDASSI, Corrado BARBACINI, Matteo CONTESSA, Rosanna FERFOGLIA, Miloš MALINIČ, Pierluigi SABATTI, Ugo SALVINI
(ATTENZIONE: al massimo 7 preferenze)
Per i PROBIVIRI collaboratori: Roberto CANNALIRE, Claudia CERNIGOI, Annalise COSANZ
(ATTENZIONE: al massimo 2 PREFERENZE)

 

REVISORI

Candidati e sottoscrittori della Lista UNITI NELL'ASSOSTAMPA invitano infine i colleghi a indicare per i REVISORI DEI CONTI  i seguenti colleghi:

 

Per i REVISORI professionali: Pietro TREBICIANI, Sandro SGUAZZIN
(ATTENZIONE: al massimo 2 PREFERENZE)

Per i REVISORI collaboratori: Andrea DI MATTEO
(ATTENZIONE: al massimo 1 PREFERENZA)

 

Si ricorda che il Collegio dei Probiviri e il Collegio dei Revisori dei Conti sono eletti senza distinzione di categoria: dunque professionali e collaboratori votano per entrambe le categorie.

 


Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa FVG: