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16 agosto 2022

APPELLO PER UN NUOVO INPGI E UN INVITO AI GIORNALISTI (di Lorenzo Mansutti)

La riflessione di un non dipendente
Dal sito di Articolo 21

Malgrado il pieno agosto, ci pare utile richiamare nuovamente l'attenzione sull' "Appello per un nuovo INPGI: più garanzie per i giornalisti lavoratori autonomi", lanciato nei mesi scorsi.

Lo facciamo con una riflessione-invito all'adesione del collega autonomo Lorenzo Mansutti (consigliere dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia e consigliere nazionale della Fnsi), ripresa dal sito web di Articolo 21 (nonchè dalla newsletter dell'Assostampa FVG, n.d.r.).

L'intento della petizione è stata dichiaratamente quella di stimolare la riflessione e il confronto sul destino del "nuovo Inpgi" dei giornalisti lavoratori autonomi, e mettere l'accento su alcuni rischi e sulle scelte da fare.

La riflessione del collega va in questa direzione, e invitiamo perciò a leggerla, divulgarla e a far firmare la petizione (https://chng.it/Yvmsvkxt) per far sentire la voce e preoccupazioni di - crediamo - tanti colleghi. Grazie

Sono graditi altri contributi e riflessioni, da inviare a: igiornalistiprecari@gmail.com

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APPELLO PER UN NUOVO INPGI:
PIU' GARANZIE PER I LAVORATORI AUTONOMI

di Lorenzo Mansutti
(da Articolo 21)

Da parecchi anni è ormai complicato essere giornalisti in Italia. Non ci stiamo riferendo a colleghi minacciati da organizzazioni criminali ed a chi è purtroppo oggetto di ‘querele temerarie’, odiosi attacchi ad personam in grado di rovinare la vita professionale di un giornalista.

Parliamo qui della possibilità di costruire una vita dignitosa facendo questo mestiere con fiducia nel futuro grazie a contributi da versare con fatica. L’INPGI (o meglio, il vecchio INPGI 1), quello dei giornalisti dipendenti, è stato definitivamente assorbito dall’INPS per decisione del governo Draghi. Fuori dall’operazione è rimasto, invece, l’INPGI 2 (l’odierno unico INPGI), vale a dire quello di lavoratori freelance, autonomi e parasubordinati: la parte più ampia e anche più fragile ed esposta della categoria. Disponiamo di poche tutele, meno contributi previdenziali e spesso non abbiamo né orizzonti davanti a noi né la possibilità di vivere del lavoro di giornalista.

Nei mesi scorsi sono comparse sul web un paio di petizioni con l’intento di fare luce sul destino del nuovo INPGI (ex-INPGI 2) e sul suo statuto di fronte ad una situazione totalmente cambiata. La petizione ‘Appello per un nuovo INPGI: più garanzie per i giornalisti lavoratori autonomi’ ha raccolto le firme di parecchi giornalisti e cittadini lungo la nostra penisola.

L’appello, “steso da un piccolo gruppo di giornalisti precari, in forma anonima per evitare etichettature di parte od autopromozionali”, chiede che il nuovo INPGI possa avere una sorte diversa e migliore del vecchio INPGI 1. C’è la necessità di una gestione oculata, trasparente e partecipata, ma anche agile e sobria, che eviti sovradimensionamenti dell’ente e che garantisca un’ampia partecipazione sulle decisioni da prendere per un domani sicuro.

Siamo gli unici ad osservare che la nascita del nuovo INPGI e del suo statuto stanno avvenendo nel più completo silenzio? Sarebbe auspicabile un percorso di ascolto di freelance, autonomi e parasubordinati? Cosa ne pensano i colleghi? Perché non discuterne apertamente e insieme?

Ad inizio 2022, durante il discorso d’insediamento, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto l’accento sulla questione: «Dignità è garantire ai cittadini — ha affermato — un’informazione libera e indipendente.» Ciò non sarà possibile se i giornalisti non dipendenti continueranno ad essere ‘indeboliti dalla precarietà del loro lavoro’: compensi, versamento di contributi e l’intera previdenza dipendono dall’attuazione delle leggi sull’equo compenso e da un INPGI che si batta anche su questo.

La petizione è aperta ad addetti ai lavori e semplici cittadini, poiché un’informazione libera ed indipendente è patrimonio di tutti in una sana democrazia. L’invito è quello ad aderire.

Questo il link al testo:
https://www.change.org/p/appello-per-un-nuovo-inpgi-pi%C3%B9-garanzie-per-i-giornalisti-lavoratori-autonomi

Fonti: Articolo 21 e Assostampa FVG


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Coordinamento giornalisti precari e freelance
e Commissione regionale lavoro autonomo
dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia

Restiamo in contatto:
precari.freelance@assostampafvg.it

Vedi anche il nostro blog:
http://freelancefvg.blogspot.it

12 gennaio 2022

APPELLO PER UN NUOVO INPGI: PIU' GARANZIE PER I GIORNALISTI LAVORATORI AUTONOMI (lo firmi?)

Per una riforma e una gestione sobria e partecipata dell’Inpgi2, per il diritto a equo compenso, previdenza e pensioni adeguate per i giornalisti non dipendenti

Petizione aperta a tutti 
(anche a dipendenti e non giornalisti, in solidarietà...)


Segnaliamo la petizione “Appello per un nuovo INPGI: più garanzie per i giornalisti lavoratori autonomi”, lanciata da poco su Change.org: 

http://www.change.org/p/appello-per-un-nuovo-inpgi-pi%C3%B9-garanzie-per-i-giornalisti-lavoratori-autonomi

Chiede una riforma e una gestione “sobria e partecipata” dell’Inpgi2, e il diritto a un equo compenso, con previdenza e pensione adeguate, per i giornalisti non dipendenti. 

L’appello è nato "da un piccolo gruppo di giornalisti autonomi-precari, fuori da logiche di corrente e da gruppi organizzati. Ed è promosso in forma anonima (cioè senza “primi firmatari”), per evitare etichettature di parte od autopromozionali." 

Il testo è aperto alla firma di chiunque lo condivida (anche contrattualizzati e non giornalisti, in solidarietà con gli autonomi), ed è inteso come “proprietà collettiva” dei firmatari e "di chi lo vorrà sostenere e rilanciare", come strumento di dibattito e confronto sul tema.

Chi intende firmare, ma senza apparire pubblicamente sul web, può spuntare la casella: "Non mostrare il mio nome e il mio commento su questa petizione"

Per la firma rimandiamo al testo dell'appello: 
http://www.change.org/p/appello-per-un-nuovo-inpgi-pi%C3%B9-garanzie-per-i-giornalisti-lavoratori-autonomi

Credits foto: derivata da https://bit.ly/3FUu1tQ su medesima licenza CC


AVVERTENZE IMPORTANTI PER FIRMARE:

1) Preferibilmente firmate essendovi registrati su Change.org con un vostro account personale (così la procedura tecnica è più rapida e sicura)

2) Se non volete registrarvi con un account personale, potete firmare ugualmente la petizione, compilando i campi “nome”, “cognome” “email”. Poi Change.org vi manderà una mail di verifica, a cui dovrete rispondere confermando di aver firmato, altrimenti l'adesione non verrà registrata!

3) In entrambi i casi (1 e 2) dopo aver cliccato e inviato l’adesione, rispondete alle domande di Change.org che appariranno nelle pagine web successive (scrollate bene la videata fino in fondo), per evitare il rischio che l’adesione resti in sospeso!


Restiamo in contatto:


Vedi anche il nostro blog:
http://freelancefvg.blogspot.it

28 ottobre 2020

UN APPELLO PER AUTONOMI E FREELANCE DELLA CULTURA

 

SI CHIEDE DI ESTENDERE L’INDENNITÀ RISTORI COVID
A TUTTI I LAVORATORI AUTONOMI 
ED AI GIORNALISTI FREELANCE
DEI SETTORI DELLA CULTURA




I promotori sono il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI)
ed il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI)


Il decreto ‘ristori’ del 27 ottobre 2020 proroga le varie forme di cassa integrazione e indennità per tutti i lavoratori e lavoratrici dei settori più colpiti dalla seconda ondata della pandemia COVID-19, tra cui anche i lavoratori dello spettacolo. Da questa proroga sono esclusi tutti i lavoratori autonomi e i giornalisti freelance dei vari settori della cultura, che non siano iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo.

Si tratta di tutti i lavoratori atipici e con partita IVA dei settori del cinema, del teatro, della musica, della letteratura e dell’editoria, dell’arte, dell’organizzazione di eventi e di tutti gli altri settori della cultura, ma anche di tutti i giornalisti freelance attivi nei settori della cultura e che lavorano per testate giornalistiche, media, uffici stampa, organizzatori di eventi, festival, eccetera, che versano i propri contributi all’INPS, all’INPGI e alle varie casse previdenziali di settore.
In particolare coloro che si occupano nello specifico di critica e di cronaca, essendo i teatri e le sale cinematografiche chiusi per decreto ministeriale, si trovano del tutto impossibilitati ad esercitare il loro mestiere di valutazione e di informazione sulle uscite filmiche e gli spettacoli che sono stati cancellati sino a data da destinarsi.

Questi lavoratori e lavoratrici sono stati duramente colpiti dalla pandemia, hanno visto pesantemente ridotti se non addirittura azzerati i propri redditi, ma hanno ricevuto finora esclusivamente i tre bonus pagati da aprile a giugno e di conseguenza si trovano oggi a fronteggiare una condizione di crescente povertà.
Per questa ragione è assolutamente indispensabile estendere l’indennità di 1000 euro prevista dal decreto ai lavoratori autonomi e atipici e ai giornalisti freelance di tutti i settori della cultura, qualsiasi sia il fondo previdenziale a cui sono iscritti.
È anche necessario che le misure introdotte, compresa l’indennità di 1000 euro, proseguano per tutti i mesi necessari a fronteggiare gli effetti della pandemia.

Nel regolamento istitutivo del sistema di sostegno all’occupazione SURE, la Commissione Europea ha indicato chiaramente i lavoratori autonomi e i freelance tra coloro che devono beneficiare delle misure di emergenza per il sostegno all’occupazione e al reddito a livello nazionale, e il sistema SURE rimborsa agli stati membri i costi sostenuti per queste misure.

I LAVORATORI AUTONOMI E I GIORNALISTI FREELANCE DELLA CULTURA NON DEVONO ESSERE ABBANDONATI !

Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI)
Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI)

28 febbraio 2018

STOP AI GIORNALISTI AUTONOMI SENZA DIRITTI E SOTTOPAGATI



APPELLO AI CANDIDATI AL PARLAMENTO

“Stop ai giornalisti autonomi senza diritti e sottopagati”: è l’appello rivolto dalla Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi - il sindacato unitario dei giornalisti – alle forze politiche e ai candidati alle elezioni del 4 marzo. La Commissione chiede un impegno verso la parte più debole ed esposta della categoria: quella dei collaboratori esterni, senza le tutele di un contratto collettivo da dipendenti, e quasi sempre sottopagati. All’appello aderisce anche l’Assostampa Fvg.

Oggi in Italia i giornalisti collaboratori esterni, pagati a pezzo, sono il 65% della categoria. Sempre più, denuncia la Commissione lavoro autonomo della Fnsi, «la dorsale dell'informazione italiana è composta da professionisti non contrattualizzati, precari, autonomi e freelance che quotidianamente informano i cittadini dai consigli comunali, dalle aule dei tribunali, dalle periferie e dal Parlamento». Giornalisti, ma pagati con compensi quasi sempre ridicoli, decisi unilateralmente - continua il documento - dal datore di lavoro.

Otto giornalisti autonomi su dieci - ricorda l’appello - dichiarano redditi inferiori ai 10.000 euro l'anno, mentre lo stipendio medio dei dipendenti è 5,4 volte superiore. E mentre il sistema di welfare e diritti del contratto collettivo dei dipendenti è applicato a una parte sempre più ristretta della professione.

L’appello della Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi è che candidati e forze politiche si impegnino nel prossimo Parlamento per riequilibrare il mercato del lavoro dell’informazione.

Tra le iniziative richieste: l'emanazione del decreto con i parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi da parte del ministero della Giustizia; la piena attuazione della legge sull'equo compenso ai giornalisti lavoratori autonomi; il sostegno all'informazione digitale di qualità; il contrasto alla diffusione delle fake news e dei discorsi di odio. 

Il testo dell’appello è consultabile e scaricabile dal sito della Fnsi, al link:
http://www.fnsi.it/stop-ai-giornalisti-autonomi-senza-diritti-e-sottopagati-appello-della-clan-fnsi-ai-candidati-alle-elezioni 

L’appello è sottoscrivibile da candidati e forze politiche del Friuli Venezia Giulia ai contatti
precari.freelance@assostampafvg.it - info@assostampafvg.it 



IL TESTO DELL'APPELLO:




ELEZIONI POLITICHE DEL 4 MARZO 2018
APPELLO AI CANDIDATI E ALLE FORZE POLITICHE

Per l’attuazione dell’Articolo 21 della Costituzione
STOP AI GIORNALISTI AUTONOMI SENZA DIRITTI E SOTTOPAGATI

La Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi, il sindacato dei giornalisti italiani, a nome dei colleghi senza contratto, precari e sottopagati, rivolge questo appello a tutti i candidati e forze politiche in lizza per le elezioni politiche del 4 marzo 2018.

La sentenza della Corte Costituzionale n. 420/1994 ha sancito con chiarezza il legame tra l’Art. 21 della Costituzione e il diritto dei cittadini ad una informazione libera, pluralista e imparziale: tutti hanno diritto ad essere informati.

Ma oggi in Italia i giornalisti collaboratori esterni, pagati “a pezzo”, sono il 65% della categoria. Sempre più la dorsale dell'informazione italiana è composta da professionisti non
contrattualizzati, precari, autonomi e freelance che quotidianamente informano i cittadini dai consigli comunali, dalle aule dei tribunali, dalle periferie e dal Parlamento. Giornalisti con la schiena dritta, ma pagati “a pezzo” con compensi quasi sempre ridicoli, imposti da editori-committenti forti, fortissimi; tanto che la possibilità di una “trattativa tra le parti” è del tutto assente: i compensi, spesso avvilenti o inaccettabili, vengono decisi unilateralmente dal datore di lavoro.

IL VOTO: “CONOSCERE, PER DELIBERARE”

Alla base di un voto consapevole ci dev’essere la conoscenza dei problemi e delle proposte, in un'ottica plurale e democratica. Un'informazione libera e indipendente è chiamata a questo, per dare attuazione a quell’idea di Democrazia Costituzionale disegnata dai padri Costituenti. Come disse Luigi Einaudi, il concetto di “conoscere per deliberare” è la base della partecipazione democratica nelle scelte del Paese.

Ma solo giornalisti nelle condizioni di poter contrattare le proprie condizioni di lavoro, ed indipendenti dal punto di vista economico, possono garantire un'informazione accurata, autorevole e senza condizionamenti. Viceversa dei giornalisti sottopagati, sfruttati e ricattabili non possono garantire una cronaca davvero indipendente, né quel diritto di critica vitale per una società civile.

Mutazioni profonde hanno sconvolto il sistema dell'informazione, trasformando sempre più il giornalismo da lavoro dipendente a libera professione.

Lo spostamento verso il lavoro autonomo e precario ha avuto effetti devastanti sui redditi: lo stipendio medio dei giornalisti dipendenti è infatti 5,4 volte superiore a quello degli autonomi
(60.736 euro lordi annui contro 11.241 lordi). 8 autonomi su dieci (l'82,7%) dichiarano redditi inferiori ai 10.000 euro l'anno, mentre il sistema di welfare e diritti, derivante dal contratto
collettivo nazionale Fnsi-Fieg è applicato ad una parte sempre più ristretta della professione: così alla discriminazione reddituale si somma la depauperazione dei diritti e del welfare professionale.

Per tutte queste ragioni, la Commissione Nazionale Lavoro Autonomo FNSI chiede ai candidati e ai gruppi politici che si presentano alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 di impegnarsi su questi temi, per equilibrare il mercato del lavoro del comparto Informazione: 

  • Prioritariamente, il Ministero vigilante dell’Ordine professionale, Dicastero della Giustizia, emani il decreto con i parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi dei giornalisti (Legge n. 27 del 24 marzo 2012). Tale decreto permetterebbe inoltre di applicare anche ai giornalisti autonomi il diritto all’equo compenso nei confronti delle Aziende e della Pubblica Amministrazione (cd. “Committenti forti”) ai sensi della legge 172/2017. Questa finora non è applicabile ai giornalisti, mancando i parametri ministeriali di liquidazione dei compensi a cui la legge fa riferimento, e non essendo applicabili per analogia quelli di altre professioni vigilate.
  • Dare conseguentemente attuazione alla legge 233/2012 sull'equo compenso dei giornalisti non dipendenti nelle aziende editoriali, avendo come parametri di riferimento le retribuzioni dei dipendenti (Contratto nazionale di lavoro giornalistico). Tra i compiti, finora inattuati, della Commissione plurilaterale Equo Compenso, ci sono anche quelli di garantire la tracciabilità del lavoro autonomo e di sanzionare eventuali abusi o elusioni, legando le provvidenze pubbliche all'editoria - dirette o indirette - alla qualità del lavoro. Che non deve essere più sottopagato, senza diritti né tutele, come purtroppo avviene oggi.
  • Prevedere strumenti normativi per il monitoraggio del mondo del lavoro dell’Informazione, e interventi che agevolino la stabilizzazione dei giornalisti oggi solo formalmente lavoratori autonomi. Norme che garantiscano pari diritti e adeguate tutele ai lavoratori autonomi: a parità di lavoro devono corrispondere parità di diritti e di salario.
  • Sostenere l’informazione digitale di qualità e il lavoro autorevole e riconoscibile dei giornalisti, su internet e sui social network, per contrastare la diffusione di fake news e la pratica dell’ “hate speech”.

Il testo dell’appello è scaricabile dal sito della Fnsi, al link:
http://www.fnsi.it/stop-ai-giornalisti-autonomi-senza-diritti-e-sottopagati-appello-della-clan-fnsi-ai-candidati-alle-elezioni 

L’appello è sottoscrivibile da candidati e forze politiche del Friuli Venezia Giulia ai contatti:
precari.freelance@assostampafvg.it - info@assostampafvg.it 


07 aprile 2013

APPELLO - STATI GENERALI DELL'INFORMAZIONE PRECARIA: ORA E SUBITO

APPELLO

C'è un urgente bisogno di un nuovo patto.

Un patto per mettere fine - Ora e Subito - allo sfruttamento della maggioranza dei giornalisti autonomi, parasubordinati e precari.

Un patto per bloccare - Ora e Subito - la deriva in cui gli editori stanno spingendo l'intera categoria.

Un patto - Ora e Subito - per riprenderci la dignità e la qualità della nostra professione

Un patto - Ora e Subito - per restituire un futuro ai giovani e meno giovani che lavorano in un giornalismo sempre più precarizzato e senza diritti.

Un patto nazionale da firmare - Ora e Subito - senza deroghe e senza rinvii, per evitare che la lunga agonia si trasformi in morte certa.

Il luogo dove stringere il patto oggi ha un nome: Stati generali dell'informazione precaria.

E' una proposta avanzata dall'Assemblea e dalla Commissione nazionale lavoro autonomo della Federazione nazionale della stampa italiana il novembre scorso. E che, oggi più che mai, è nell'urgente interesse dell'intera categoria.

Siamo convinti quindi che gli Stati generali debbano essere promossi e convocati - Ora e Subito - dalla Federazione nazionale della stampa italiana.

E crediamo che si debbano aprire - Ora e Subito - momenti di discussione pubblica su questi temi. Da portare ovunque e in tutte le sedi. E tra queste al prossimo Festival Internazionale del Giornalismo, in programma da 24 al 28 aprile a Perugia.

Lanciamo quindi un appello a tutte le Assostampa regionali, agli organismi di categoria e ai coordinamenti di base di freelance e precari affinché - Ora e Subito - promuovano a  loro volta il dibattito sulle proposte da portare agli Stati generali dell'Informazione precaria. Dai quali dovrà scaturire la piattaforma nazionale su cui lavorare e dare risposte, in tempi certi, su temi fondamentali per la vita della categoria.

Questi i temi di discussione proposti dai freelance dell'Assemblea e della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, che qui rilanciamo.

- Realtà e prospettive del lavoro autonomo e precario (mercato del lavoro, prospettive dell'editoria, riforma della professione)

- Equo compenso e Carta di Firenze come strumenti di tutela di diritti: punto della situazione, proposte di attuazione, elementi di criticità

- Il nuovo contratto di lavoro nazionale: diritti, proposte e tutele del lavoro autonomo e parasubordinato

- Formazione e aggiornamento professionale (anche ai sensi delle nuove competenze ordinistiche) e formazione sindacale di base per giornalisti lavoratori autonomi, precari e parasubordinati (diritti e strumenti di tutela)

- Un nuovo welfare per autonomi e parasubordinati (riforma delle leggi sul mercato del lavoro, Inpgi 2, Casagit 2, etc.)

Questi i temi sui quali garantiremo - Ora e Subito - il nostro impegno.

Questi i temi sui quali chiediamo all'intera categoria di mobilitarsi - Ora e Subito -.


(4 aprile 2013)

Tutti quelli che condividono l'appello (freelance e contrattualizzati, singoli e gruppi) sono invitati ad aderire, inviando una mail a: precari.freelance@assostampafvg.it oppure a giornalistifreelance@gmail.com

L'elenco aggiornato delle adesioni sulla pagina Facebook “Giornalisti freelance”: http://www.facebook.com/giornalistifreelancefvg


LE PRIME ADESIONI:

Maurizio Bekar - Coordinamento giornalisti precari e freelance Friuli Venezia Giulia; membro Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi; rappresentante freelance nella Commissione contratto Fnsi-Fieg

Moira Di Mario – membro della Giunta di Stampa Romana, e della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi

Leyla Manunza – freelance, membro della Giunta esecutiva Fnsi (Sardegna)

Paola Vescovi – freelance, membro della Giunta esecutiva Fnsi (Veneto)

Massimo Marciano - consigliere d'amministrazione Inpgi, in rappresentanza della Gestione separata

Valeria Calicchio – portavoce Coordinamento giornalisti precari Errori di Stampa (Roma)

Nicola Chiarini – Presidente Re:fusi – coordinamento giornalisti veneti freelance, membro della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, membro della Giunta del Sindacato dei Giornalisti del Veneto

Alessandra Comazzi – freelance, presidente Associazione Stampa Subalpina, Gruppo freelance Subalpina

Alessandro Martegani - freelance, segretario Assostampa Friuli Venezia Giulia

Dario Fidora - giornalista professionista freelance, coordinatore Commissione lavoro autonomo regionale Assostampa Sicilia, membro Commissione lavoro autonomo nazionale Fnsi

Laura Viggiano – rappresentante freelance nella Commissione contratto Fnsi-Fieg; membro per la Campania dell'Assemblea e della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi

Solen De Luca – membro della Commissione regionale lavoro autonomo Stampa Romana e della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi

Maria Giovanna Faiella - rappresentante freelance nella Commissione contratto Fnsi-Fieg

Giovanni Ruotolo – Gruppo freelance Stampa Subalpina, membro della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi

Giulio Volontè – freelance (Sardegna-Piemonte)

Luciana Cimino – Coordinamento giornalisti precari Errori di Stampa (Roma)

Andrea Rustichelli - Commissione regionale lavoro autonomo Stampa Romana

Sonia Oranges – Coordinamento lavoro autonomo Stampa Romana

Alessio Vallerga – freelance (non per scelta ma per costrizione), Roma

Rodolfo Martinelli - Commissione regionale lavoro autonomo Associazione Stampa Romana

Fabrizio Morviducci – consigliere nazionale Ordine dei Giornalisti, coordinatore  dell'Osservatorio sul precariato del Consiglio nazionale Odg. Gruppo “Ya Basta! - Giornalismo è dignità” (Toscana)

Giancarlo Ghirra - Cari colleghi, aderisco convintamente al vostro appello. Giancarlo Ghirra, segretario del Consiglio nazionale Ordine dei giornalisti

Paolo Butturini – segretario Associazione Stampa Romana

Carlo Muscatello – presidente Assostampa Friuli Venezia Giulia

Claudio Chiarani - giornalista professionista freelance, Riva Del Garda, Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi

Antonella Cardone - consigliere nazionale Ordine dei Giornalisti, FreeCCP, coordinamento freelance collaboratori e precari dell'Emilia-Romagna


Elenco sempre aggiornato delle adesioni sulla pagina Facebook “Giornalisti freelance”: http://www.facebook.com/giornalistifreelance 

(link diretto: http://www.facebook.com/notes/giornalisti-freelance-httpfreelance20ningcom/stati-generali-dellinformazione-precaria-ora-e-subito-appello-4-aprile-2013-aggi/10151542065659904 )

Tutti quelli che condividono l'appello (freelance e contrattualizzati, singoli e gruppi) sono invitati ad aderire, inviando una mail a: precari.freelance@assostampafvg.it oppure a giornalistifreelance@gmail.com 

22 aprile 2012




APPELLO PER LA 
LEGGE SULL'EQUO COMPENSO:

ADERISCONO: 
COORDINAMENTO GIORNALISTI PRECARI E FREELANCE
E ASSOSTAMPA FVG

APERTE ORA LE ADESIONI INDIVIDUALI
(anche di contrattualizzati e pensionati)


Cari colleghi,

dando il via alle iniziative nazionali a tutela dei diritti dei giornalisti precari e freelance che vi abbiamo preannunciato nelle scorse settimane scorse, è stato lanciato un appello per la sollecita approvazione della legge sull'equo compenso del lavoro giornalistico autonomo. La legge, già approvata alla Camera, è ora approdata al Senato dove però si teme un suo blocco per delle annunciate "verifiche ed approfondimenti".

L'appello è stato promosso da diverse realtà ed organizzazioni regionali di giornalisti freelance e precari, tra i quali il nostro Coordinamento, ed ha visto l'immediata adesione dell'Assostampa del Friuli Venezia Giulia (di cui il nostro Coordinamento fa parte)

Il testo è ora aperto a ulteriori adesioni, anche individuali, sia di freelance e precari, che di contrattualizzati, membri di Cdr e pensionati, in modo da dare più forza all'iniziativa. Siete quindi tutti invitati ad aderire...


Di seguito trovate il testo dell'appello, che è anche visibile on line all'indirizzo:

http://giornalistisottopressione.wordpress.com/2012/04/20/ddl-equo-compenso-noi-giornalisti-precari-e-freelance-diciamo-no-ai-tentativi-di-dilazionare-i-tempi-di-approvazione/

Per aderire basta che rispondiate a questa mail (precari.freelance@assostampafvg.it) indicando nome, cognome, città e qualifica o posizione professionale (p.es: freelence, pensionato, disoccupato, membro di Cdr, redattore di....), e ci premureremo noi di inviare tutte le adesioni, per la pubblicazione in calce all'appello.

(segue il testo dell'appello)

Aderite anche voi, e un saluto a tutti !

Maurizio Bekar e Alessandro Martegani

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DDL Equo Compenso, noi giornalisti precari e freelance diciamo no ai tentativi di dilazionare i tempi di approvazione


Il Senato
Noi giornalisti e coordinamenti regionali dei precari riteniamo inutili e dannosi i tentativi di allungare i tempi di approvazione del disegno di legge sull’equo compenso giornalistico che, insieme alla Carta di Firenze, approvata recentemente, rappresenta una conquista di dignità e di civiltà per migliaia di colleghi che a causa di compensi indegni a fronte di un lavoro attento e scrupoloso ma non sempre agevole, non riescono ad avere né uno stipendio dignitoso né certezze previdenziali.

In virtù del lavoro svolto in questi mesi dai coordinamenti dei precari e dai colleghi vicini alla battaglia contro lo sfruttamento del lavoro precario nelle redazioni italiane, che hanno portato a due risultati storici nell’ambito deontologico e normativo, auspichiamo che ci sia un ripensamento da parte dei membri del Governo e della Commissione Lavoro e che il ddl sull’equo compenso possa essere rapidamente approvato con il testo uscito dalla Camera dei Deputati.

La legge sull’equo compenso giornalistico rappresenta infatti una fondamentale conquista per i precari, i freelance e gli autonomi che ormai contano la stragrande maggioranza dei colleghi che assicurano quotidianamente l’informazione in Italia attraverso quotidiani, agenzie di stampa, web e radio-tv: aver ottenuto, dopo un ampio confronto ed un dibattito che ha portato ad una posizione unitaria e bipartisan, un testo equilibrato che garantisca una stretta correlazione tra i finanziamenti pubblici all’editoria e la giusta retribuzione anche per quei giornalisti che, seppur esterni alle redazioni, ugualmente permettono ogni giorno l’uscita di migliaia di prodotti editoriali.

Dopo l’accordo trovato alla Camera dei Deputati, anche il presidente del Senato, Renato Schifani, riconoscendo l’importanza dell’approvazione del disegno di legge sull’equo compenso giornalistico, ha concesso al testo una corsia preferenziale, assegnandolo alla Commissione Lavoro in sede deliberante.

Da alcuni giorni a questa parte però quello che sembrava un percorso rapido ed agevole, ma soprattutto unanimemente accolto e apprezzato, ha iniziato a sollevare i primi dubbi, a partire dal vice ministro al Welfare Michael Martone, che ha auspicato la possibilità di effettuare maggiori approfondimenti sulla realtà nella quale il provvedimento di legge avrebbe inciso. Il presidente della Commissione Lavoro del Senato, Pasquale Giuliano, ha anche proposto l’ingresso nella commissione di valutazione che verrebbe istituita con la legge di un rappresentante degli editori, dopo che lo stesso presidente della Fieg, in prima lettura, aveva declinato questa possibilità.

Di fronte a questi atti che non esitiamo a definire dilatori, noi giornalisti e coordinamenti dei precari e freelance ricordiamo che il disegno di legge sull’equo compenso va considerato comunque uno strumento tampone, volto a proteggere lavoratori inopinatamente non regolarizzati, malgrado una subordinazione di fatto e che l’articolo 36 della Costituzione prescrive senza mezzi termini che “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.


SottoPRESSione
Rete dei Coordinamenti Regionali dei precari dell’informazione

Aderiscono i seguenti coordinamenti regionali:
Cinqueuronetti (Abruzzo)
Coordinamento giornalisti precari della Campania
Free C.C.P. (Emilia Romagna)
Coordinamento Giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia
Errori di stampa (Roma)
Giornalisti precari fiorentini e toscani
Gruppo Freelance Subalpini (Piemonte)
Re:fusi (Veneto)

Aderiscono altresì:
Assostampa Friuli Venezia Giulia
Commissione Lavoro Autonomo Assostampa Lombardia
Commissione Regionale Lavoro Autonomo del Lazio
Coordinamento Lavoro Autonomo Atipico e Precario dell’Associazione Stampa Romana
Gruppo Riformagiornalisti.it di Associazione Stampa Romana
Pagina Facebook “Giornalisti Freelance -  http://freelance20.ning.com”
Gruppo “4euroalpezzo”
Youth Press Italia

e, singolarmente, aderiscono anche:

Paola Vescovi, membro della Giunta Esecutiva FNSI
Dario Fidora, coordinatore Commissione lavoro autonomo Assostampa Sicilia
Maria Giovanna Faiella, Giornalista freelance, Commissione Nazionale Contratto Fieg-Fnsi
Martina Zambon, Consigliera Ordine dei Giornalisti del Veneto (delega al lavoro autonomo)
Alessandra Sgarbossa, Consigliera Ordine dei Giornalisti del Veneto
Giovanni Ruotolo, membro Commissione Naz. Lavoro Autonomo FNSI e Direttivo Assostampa Subalpina (Piemonte)

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(per ulteriori adesioni, basta che ce le segnaliate, rispondendo a questa mail: precari.freelance@assostampafvg.it)

10 novembre 2011

L'ORDINE APPROVA LA “CARTA DI FIRENZE”: comunicato-appello per la sua attuazione

L'assemblea per la "Carta di Firenze" del 7-8 ottobre
L'8 novembre il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti ha approvato-ratificato la "Carta di Firenze", cioè la carta deontologica scritta a Firenze un mese fa da colleghi freelance, collaboratori e precari di tutta Italia, tra i quali alcuni componenti del nostro Coordinamento. Si tratta del primo documento deontologico che prevede concrete sanzioni per chi non rispetta condizioni dignitose di lavoro per collaboratori, precari, freelance.

In sintesi: gli iscritti all'Ordine con ruoli di coordinamento nelle testate non potranno utilizzare collaboratori e freelance per compensi inadeguati, o in condizioni lavorative non eque, o reimpiegare dei giornalisti pensionati come lavoratori autonomi con gli stessi incarichi che avevano prima da redattori dipendenti (sottraendo così occasioni e posti di lavoro ai colleghi più giovani).

In caso di violazione di queste e altre regole, dal 1° gennaio 2012 scatterà l'avvio di un procedimento disciplinare da parte dell'Ordine regionale.

In allegato trovate una copia del testo approvato della "Carta di Firenze", che vi invitiamo a leggere, e che è ora in attesa di approvazione anche da parte dell'Fnsi, per quanto di sua competenza.

Qui sotto e in allegato trovate anche un documento promosso da alcuni dei freelance che hanno lavorato per arrivare a questo importante risultato, che è anche un appello per la concreta applicazione della Carta in tutte le redazioni e Ordini, facendo sì che non resti poi lettera morta, o una mera enunciazione di principi.

L'invito rivolto in contemporanea ai colleghi freelance e precari di tutta Italia è quello di leggere e sottoscrivere il documento-appello allegato.

Per farlo basta inviare una mail a giornalistifreelance@gmail.com con il vostro nome, cognome, città, eventuale qualifica professionale e, se lo desiderate, una frase d'accompagnamento.

Potete anche vedere un elenco aggiornato dei  sottoscrittori nel documento pubblicato sulla pagina Facebook www.facebook.com/giornalistifreelance

Ecco il testo del comunicato-appello:


LA “CARTA DI FIRENZE” APPROVATA DALL’ORDINE: VIVA SODDISFAZIONE
Esprimiamo la nostra più viva soddisfazione per l’approvazione della “Carta di Firenze” da parte del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.


Il fatto che la nuova carta deontologica per la tutela dei diritti e del lavoro dei giornalisti non dipendenti sia stata ratificata dal Consiglio dell’Ordine all’unanimità, con sole tre astensioni e senza alcuna modifica rispetto al testo approvato per acclamazione dall’assemblea aperta del 7-8 ottobre a Firenze, è un segnale forte e chiaro che si sta creando una nuova coscienza nella categoria.

Crediamo che con questa approvazione sia fatto un importantissimo passo in avanti per la tutela dei giornalisti non inquadrati come dipendenti, che non sono e non possono più venir considerati “giornalisti di serie b” o carne da macello del sistema dell’informazione.

Avendo partecipato in vario modo – come freelance dell’Ordine, della Fnsi, dei gruppi di base – alle fasi propositive, ai gruppi di lavoro e ai lavori di commissione e assembleari per l’analisi degli emendamenti proposti, possiamo testimoniare quanto ascolto, dialogo, verifica e lavoro aperto sia stato fatto nei mesi sulla bozza della Carta di Firenze.

Possiamo quindi dire che è nata veramente “dalla base”, dalle richieste dei colleghi freelance, collaboratori e precari, ma che si è poi sviluppata grazie ad un rispettoso confronto e lavoro gomito a gomito tra freelance e contrattualizzati sensibili a queste tematiche.

La Carta è nata per sancire il principio della solidarietà tra tutti i giornalisti e non lasciare alibi per mantenere nelle redazioni situazioni di sfruttamento lesive sia della dignità professionale che della qualità dell’informazione.

Ora dobbiamo far sì che questa “Carta” non resti solo “sulla carta”, chiusa in un cassetto e poi ignorata. Deve invece divenire la “Carta viva” di tutta la categoria, per la tutela del lavoro di tutti i giornalisti senza distinzioni, e in ultima analisi per la qualità dell’informazione resa ai cittadini.


E in questo senso ci impegneremo


Maurizio Bekar
Anna Bruno
Antonella Cardone
Nicola Chiarini
Maria Giovanna Faiella
Dario Fidora
Saverio Paffumi


(Il testo è aperto a ulteriori adesioni. Chi lo volesse sottoscrivere lo segnali tramite i primi 7 firmatari, oppure all’email: giornalistifreelance@gmail.com)

documenti allegati:
carta_di_firenze_approvata_8novembre2011.pdf
com_Carta_Firenze_9novembre2011.pdf

26 agosto 2011

URGENTE: adesione Coordinamento ad appello Articolo 21 sui diritti del lavoro

L'associazione "Articolo 21" ( www.articolo21.org)  ha lanciato a livello nazionale un appello on line contro la parte della manovra economica del governo che va a modificare i diritti del 
art21lavoro. 

Tra i primi firmatari, oltre a giuristi e costituzionalisti, anche vari colleghi: Paolo SERVENTI LONGHI (direttore Rassegna Sindacale), Stefano CORRADINO (direttore Articolo21), Santo DELLA VOLPE (direttore Libera Informazione), Federico ORLANDO (presidente Articolo21), Giuseppe GIULIETTI (portavoce Articolo21), Daria COLOMBO, Ninni ANDRIOLO, Andrea PURGATORI

Adesioni stanno pervenendo anche da colleghi freelance, tra i quali (a titolo personale) i promotori della presente (Maurizio Bekar e Alessandro Martegani).

E' quindi seguita in queste ore l'adesione all'appello anche del Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia, e invitiamo tutti a dare e raccogliere ulteriori ulteriori adesioni, individuali e collettive.


QUESTO IL TESTO DELL'APPELLO (visibile on line sul sito www.articolo21.org):

RESPINGIAMO L'ATTACCO PORTATO DAL DECRETO D'AGOSTO AI DIRITTI FONDAMENTALI DEI LAVORATORI

Il decreto d’agosto, consentendo deroghe ai diritti fondamentali dei lavoratori, sinora garantiti da norme di legge imperative, non può avere cittadinanza nella nostra Repubblica che, per l’articolo 1 della Costituzione, è fondata sul lavoro. Ogni attentato ai diritti fondamentali dei lavoratori si risolve in un attacco eversivo contro la base della nostra democrazia. La delegificazione introdotta in via d’urgenza è un colpo di mano per nulla affatto giustificato dalla situazione economica, che oggi richiede anzi regole certe su cui poter fare affidamento anche per favore gli investimenti di capitali esteri nel nostro paese. 

Il ruolo essenziale riconosciuto al lavoro nel nostro ordinamento, trova conferma nell’articolo 35 della Costituzione che affida allo Stato il compito di tutelare i diritti del lavoratore, primo tra tutti quello della stabilità dell’occupazione, voluta anche dall’articolo 4, oltre che dalla normativa dell’Unione Europea.

I firmatari di questo appello chiedono perciò che il Parlamento, nel rispetto della Costituzione, deliberi lo stralcio delle norme sul lavoro dal testo del decreto d’agosto.

PRIMI FIRMATARI: Domenico D'AMATI (avvocato), Stefano RODOTA' (costituzionalista), Domenico GALLO(Magistrato), Gianni FERRARA (Giurista) Ottavia PICCOLO (attrice), Paolo SERVENTI LONGHI (direttore rassegna sindacale), Stefano CORRADINO (direttore Articolo21), Santo DELLA VOLPE (direttore Libera Informazione), Federico ORLANDO (presidente Articolo21), Giuseppe GIULIETTI (portavoce Articolo21), Tommaso FULFARO (segretario Articolo21), Nicola TRANFAGLIA (Storico), Vincenzo VITA (Senatore), Paola TURCI (Attrice), Dario VERGASSOLA (attore), Giuliano MONTALDO, Roberto VECCHIONI (cantautore), Daria COLOMBO (Giornalista), Ninni ANDRIOLO (Giornalista), Andrea PURGATORI (Giornalista), Paola BARBATI, Anna MAZZA, Silvia BARTOLINI (Popolo Viola)


Segnaleteci, o segnalete direttamente ai promotori, ulteriori adesioni.

Grazie

Maurizio Bekar
Alessandro Martegani

07 settembre 2009

LA SEN. TAMARA BLAZINA (PD) SUL PRECARIATO GIORNALISTICO

Anche la Sen. Tamara Blažina (PD) risponde all'appello dell'Associazione della Stampa e del Coordinamento Precari e Freelance del Friuli Venezia Giulia sulla grave situazione dell'informazione e dei giornalisti precari.

(Segue testo della lettera inviata al Presidente dell'Assostampa FVG)

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Sen. Tamara Blažina
Trieste 3 settembre 2009


Egregio presidente Muscatello,

con grande convinzione e con viva preoccupazione condivido il vostro appello per la tutela della dignità professionale dei precari nel mondo giornalistico. Ciò è tanto più preoccupante in quanto riferito ad un settore estremamente sensibile ed importante per il sistema democratico del nostro Paese, che quotidianamente viene messo a dura prova da molteplici problemi e pressioni. La pluralità dell'informazione dipende anche dal contesto giuridico ed economico nel quale vengono in vario modo inseriti tutti i protagonisti del mondo giornalistico, dai professionisti fino all'ultimo collaboratore precario. E proprio quest'ultimi dovrebbero essere considerati come risorsa intellettuale e non come oggetti da sfruttare e ricattare economicamente, con trattamenti che ledono la loro stessa dignità sia personale che professionale.

Ritengo quindi sia mio dovere di parlamentare (facente parte della Commissione lavoro del Senato che in questi tempi si occupa principalmente del lavoro precario) farmi interprete delle vostre istanze presso tutti gli organi istituzionali competenti, affinché la questione di vera emergenza abbia un riscontro immediato non solo a livello di opinione pubblica, ma soprattutto con iniziative normative adeguate alla gravità del problema.

Cordiali saluti

sen. Tamara Blažina

31 agosto 2009

PARLAMENTARI RISPONDONO AD APPELLO SU PRECARIATO GIORNALISTICO

Associazione della Stampa del Friuli Venezia Giulia


COMUNICATO STAMPA


L'europarlamentare Debora Serracchiani e i parlamentari Ettore Rosato e Ferruccio Saro hanno risposto alla lettera/appello che l'Assostampa Fvg e il Coordinamento Giornalisti Precari Fvg hanno inviato nelle settimane scorse a esponenti del mondo istituzionale e sindacale del Friuli Venezia Giulia sul tema sempre più scottante del precariato giornalistico, vero anello debole della catena in questo momento di crisi del settore dell'editoria.

"La tempesta, grave e dolorosa, che sta scuotendo il mondo dell'informazione in questi giorni - scrive Debora Serracchiani (Pd) - sembra giungere quasi a proposito per rendere meno percepibile la situazione di quanti con il loro lavoro, troppo spesso poco visibile e poco pagato, rendono possibile la circolazione delle notizie e quindi la libera formazione delle opinioni. Penso non solo ai moltissimi giornalisti che, in una forma o nell'altra, sono a rischio di perdere il loro posto di lavoro, ma anche a coloro, e sono ancor di più, i quali hanno lavorato o lavorano precariamente o con contratti di collaborazione: sono il silenzioso esercito dell'informazione che assicura a tutti noi un pluralismo di voci sempre più a rischio. Pesa ancora la memoria recente del declassamento dell'Italia a Paese, unico in Europa, in cui la libertà di stampa è parziale. Perciò, proprio mentre l'attenzione dei mezzi di informazione si appunta sulle sofferenze e sulle rivendicazioni dei lavoratori del settore pubblico e privato colpiti dagli effetti della crisi economica, credo sia doveroso restituire loro quell'attenzione. Ringrazio il presidente Muscatello che ha avuto l'iniziativa di coinvolgere la politica richiamandola così al suo dovere di dare voce a tutti, e mi metto da subito a disposizione di ogni iniziativa che le rappresentanze dei giornalisti vorranno intraprendere a difesa dei posti di lavoro e di eque retribuzioni".

Ettore Rosato (Pd): "Su un tessuto del sistema informativo che in Italia già si presenta piuttosto debole e a rischio di interferenze i contraccolpi della crisi economica possono avere degli effetti estremamente gravi. I pesanti tagli di giornalisti cui sta andando incontro l'editoria, e che sembrano annunciarsi pericolosamente anche per le agenzie di stampa, non rappresentano solo un problema occupazionale ma toccano il cuore degli equilibri nel bilanciamento dei poteri nel nostro Paese. Sotto gli occhi di tutti, si sta verificando una progressiva riduzione dei margini del diritto dei cittadini a essere informati, mentre al tempo stesso la stampa viene privata dei mezzi per adempiere al suo dovere di informare. Le prime vittime sono i giornalisti collaboratori che, già tradizionalmente sottoposti a vincoli contrattuali non corrispondenti alla professionalità espressa, ora si vedono ulteriormente colpiti, in modo unilaterale e inappellabile. Chiunque abbia a cuore la libertà e la democrazia deve interrogarsi sull'inevitabile inaridimento del flusso delle notizie che deriverà dai tagli occupazionali e dallo strangolamento delle collaborazioni. Convinto che il dramma degli esuberi e del precariato dei giornalisti non debba avere colore di partito, voglio assicurare una piena e solidale vicinanza alle gravi preoccupazioni espresse dall'Assostampa Fvg".

Scrive invece il senatore del Pdl Ferruccio Saro : "Fermare la corsa al ribasso dei prezzi praticati per i servizi dei giornalisti collaboratori delle testate; invertire la tendenza in atto che squalifica, economicamente e moralmente, l'operato della forza-lavoro indispensabile per qualsiasi organo d'informazione; valorizzare e tutelare effettivamente le prestazioni rese dai precari e dai free-lance. Sono inaccettabili i prezzi praticati per un servizio e un "pezzo" giornalistici, tariffe al di sotto di qualsiasi buon senso che demotivano la categoria, impoveriscono l'informazione e non consentono spesso di far emergere la verità delle notizie. Mi faccio carico di studiare tutte le strade possibili per dare dignità al lavoro dei tanti collaboratori e precari, sia raggiungendo, con l?intervento sindacale, l'accordo per tariffe accettabili e non più ridicole, sia sostenendo le iniziative per tutelare, legalmente, i precari e i free lance privi dell'appoggio legale, in caso di denunce per diffamazione. E' necessario pensare a una legge, nazionale ma anche regionale, attraverso cui raggiungere l'obiettivo di aumentare, per dettato normativo, le retribuzioni, assicurare maggiori diritti e tutelare, economicamente e legalmente, l'esercito dei collaboratori e dei precari che non sono in grado di far fronte alle spese vive del loro lavoro, pagato in maniera ridicola, e di certo non possono essere motivati a continuare un lavoro che non "rende", è in perdita, e per di più è rischioso se viene svolto con coscienza e responsabilità. In un periodo in cui si parla sempre di qualità dell'informazione, suona come un controsenso abbassare in maniera arbitraria i compensi, tagliare le risorse per i collaboratori e ridurre le chiamate dei collaboratori esterni su cui, di fatto, stanno ricadendo le conseguenze dei tagli. Sono convinto che dal Friuli Venezia Giulia, terra sempre attenta ai diritti, alla verità, e alla coerenza delle azioni, debba partire l'azione per ricostruire il tessuto fondante di un'informazione davvero di qualità che non può prescindere dalla salvaguardia della risorsa costituita dai collaboratori e dai tanti, troppi, precari che vivono con angoscia le chiamate a termine. Credo che far finta di non vedere il baratro, adottando la strategia del silenzio, equivalga a sferrare un attacco contro l'informazione; credo altresì che tappare la bocca a quanti denunciano questa situazione richieda una seria controinformazione che faccia emergere la verità sullo stato delle cose".

27 agosto 2009

ON. ETTORE ROSATO (PD) SU INFORMAZIONE E PRECARIATO GIORNALISTICO

L'On. Ettore Rosato (PD) ha risposto all’appello dell'Associazione della Stampa e del Coordinamento Precari e Freelance del Friuli Venezia Giulia sulla grave situazione dell’informazione e dei giornalisti precari.

Segue il testo della lettera inviata al Presidente dell'Assostampa FVG

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On. Ettore Rosato
Roma, 27 agosto 2009

Caro presidente Muscatello,

su un tessuto del sistema informativo che in Italia già si presenta piuttosto debole e a rischio di interferenze, i contraccolpi della crisi economica possono avere degli effetti estremamente gravi.

I pesanti tagli di giornalisti cui sta andando incontro l’editoria, e che sembrano annunciarsi pericolosamente anche per le agenzie di stampa, non rappresentano solo un problema occupazionale ma toccano il cuore degli equilibri nel bilanciamento dei poteri nel nostro Paese.

Sotto gli occhi di tutti, si sta verificando una progressiva riduzione dei margini del diritto dei cittadini a essere informati, mentre al tempo stesso la stampa viene privata dei mezzi per adempiere al suo dovere di informare.

Le prime vittime sono i giornalisti collaboratori che, già tradizionalmente sottoposti a vincoli contrattuali non corrispondenti alla professionalità espressa, ora si vedono ulteriormente colpiti, in modo unilaterale e inappellabile.

Chiunque abbia a cuore la libertà e la democrazia deve interrogarsi sull’inevitabile inaridimento del flusso delle notizie che deriverà dai tagli occupazionali e dallo strangolamento delle collaborazioni. Convinto che il dramma degli esuberi e del precariato dei giornalisti non debba avere colore di partito, voglio assicurare una piena e solidale vicinanza alle gravi preoccupazioni espresse dall’Assostampa del Friuli Venezia Giulia.

Ettore Rosato

22 agosto 2009

IL SEN. FERRUCCIO SARO (Pdl) RISPONDE ALL'APPELLO SUL PRECARIATO GIORNALISTICO

Il Senatore Ferruccio Saro risponde all’appello lanciato dall’Associazione della stampa del Friuli Venezia Giulia sulla situazione dell’informazione e dei giornalisti precari:


 “AUMENTARE LE RETRIBUZIONI, ASSICURARE MAGGIORI DIRITTI, TUTELARE I COLLABORATORI. SUBITO UNA LEGGE A GARANZIA”

(di seguito e in allegato il comunicato stampa ricevuto dall''ufficio stampa del senatore)



“Fermare la corsa al ribasso dei prezzi praticati per i servizi dei giornalisti collaboratori delle testate; invertire la tendenza in atto che squalifica, economicamente e moralmente, l’operato della forza-lavoro indispensabile per qualsiasi organo d’informazione; valorizzare e tutelare effettivamente le prestazioni rese dai precari e dai free-lance”: con queste parole il senatore Ferruccio Saro risponde all’appello lanciato dall’Associazione della Stampa del Friuli Venezia Giulia e dal Coordinamento dei giornalisti precari e freelance che hanno preso carta e penna e hanno scritto ai parlamentari per chiedere il loro intervento sulla situazione attuale che investe l’informazione in Italia e, nel caso particolare, in Regione. “Sono inaccettabili i prezzi praticati per un servizio e un ‘pezzo’ giornalistici, tariffe al di sotto di qualsiasi buon senso che demotivano la categoria, impoveriscono l’informazione e non consentono spesso di far emergere la verità delle notizie”, scandisce Saro che si assume un impegno ben preciso: “Mi faccio carico di studiare tutte le strade possibili per dare dignità al lavoro dei tanti collaboratori e precari, sia raggiungendo, con l’intervento sindacale, l’accordo per tariffe accettabili e non più ridicole, sia sostenendo le iniziative per tutelare, legalmente, i precari e i free lance privi dell’appoggio legale, in caso di denunce per diffamazione”. Secondo il senatore, che ritiene indispensabile, per “creare un’informazione autentica”, “dare dignità alla missione informativa e conoscitiva”, “oggi più che mai è necessario pensare ad una legge, nazionale ma anche regionale, attraverso cui raggiungere l’obiettivo di aumentare, per dettato normativo, le retribuzioni, assicurare maggiori diritti e tutelare, economicamente e legalmente, l’esercito dei collaboratori e dei precari che non sono in grado di far fronte alle spese vive del loro lavoro, pagato in maniera ridicola, e di certo non possono essere motivati a continuare un lavoro che non ‘rende’, è in perdita, e per di più è rischioso se viene svolto con coscienza e responsabilità”.

 Il senatore puntualizza ancora: “In un periodo in cui si parla sempre di qualità dell’informazione, suona come un controsenso abbassare in maniera arbitraria i compensi, tagliare le risorse per i collaboratori e ridurre le chiamate dei collaboratori esterni su cui, di fatto, stanno ricadendo le conseguenze dei tagli”. Purtroppo “questa situazione è generalizzata e sta investendo tutti i diversi organi d’informazione: sono convinto che dal Friuli Venezia Giulia, terra sempre attenta ai diritti, alla verità, e alla coerenza delle azioni, debba partire l’azione per ricostruire il tessuto fondante di un’informazione davvero di qualità che non può prescindere dalla salvaguardia della risorsa costituita dai collaboratori e dai tanti, troppi, precari che vivono con angoscia le chiamate a termine”.  Saro conclude così la sua risposta all’Associazione della Stampa: “Credo che far finta di non vedere il baratro, adottando la strategia del silenzio, equivalga a sferrare un attacco contro l’informazione; credo altresì che tappare la bocca a quanti denunciano questa situazione richieda una seria controinformazione che faccia emergere la verità sullo stato delle cose”.