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12 luglio 2022

ASSOSTAMPA FVG PER LA DIFESA DEL LAVORO AUTONOMO E PRECARIO

Il sindacato regionale fa propria la mozione
 del Consiglio nazionale FNSI per l'equo compenso
e a tutela del lavoro autonomo e precario 
Modificare le norme per l'elezione degli autonomi


Il Consiglio direttivo dell’Assostampa FVG, riunito a Trieste l'11 luglio 2022, assume come propria la mozione approvata dal Consiglio Nazionale della Fnsi il 30 giugno sul lavoro giornalistico autonomo e l’equo compenso, e contro la precarizzazione dell'art. 21 della Costituzione.

Come anche richiamato dalla mozione sul lavoro autonomo approvata al XVIII Congresso FNSI del 2019, evidenzia come necessari e urgenti:

- l’emanazione da parte del Ministero della Giustizia dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi, ai sensi della legge 27/2012, poi definiti come “Equo compenso” dalla legge 172/2017;

- l’attuazione della legge 233/2012 sull’equo compenso per i collaboratori delle testate giornalistiche, che impone la coerenza retributiva tra lavoro autonomo e subordinato;

- l’emersione del “falso lavoro autonomo” e la sua inclusione nel Contratto collettivo di lavoro giornalistico.

In questo senso il Direttivo condivide anche l’indicazione di assumere tutte le opportune forme di pressione, lotta e manifestazione contro le inadempienze sull’Equo Compenso, e ad organizzare una mobilitazione generale della categoria contro la crescente precarizzazione dell’art. 21 della Costituzione, a partire dallo sfruttamento derivante  dalla disparità di trattamento tra giornalisti e attraverso l’uso illegittimo di finti rapporti di lavoro autonomo.

Propone infine al Segretario generale e al Consiglio Nazionale della Fnsi di modificare l’art. 43 del Regolamento sul lavoro autonomo come segue: 

“Nell'Assemblea nazionale e nelle Assemblee regionali godono di elettorato attivo e passivo i giornalisti iscritti alle AA.RR.SS. e (alla Gestione separata dell'Inpgi) all’Inpgi, che percepiscano esclusivamente o prevalentemente redditi da lavoro autonomo…”, restando invariato il resto dell’art. 43.

Ciò per reintrodurre nelle norme sull’elettorato attivo e passivo il criterio della “prevalenza” dei redditi di lavoro autonomo, invece della sola “esclusività”: criterio già affermato con la circolare interpretativa del 9 marzo 2010, a firma del Segretario generale, e considerato vigente fino alla riforma del Regolamento Fnsi del giugno 2019, che non lo riprendeva esplicitamente.

A parere del Direttivo dell’Assostampa FVG, nelle odierne condizioni di mercato del lavoro la clausola dell’esclusività professionale risulta troppo restrittiva, e pare più attuale una clausola di “prevalenza” di reddito da lavoro giornalistico autonomo, piuttosto che quella di una sua esclusività.

(mozione approvata all’unanimità)

Coordinamento giornalisti precari e freelance
e Commissione regionale lavoro autonomo
dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia

Restiamo in contatto:


Vedi anche il nostro blog:
http://freelancefvg.blogspot.it

20 luglio 2018

EQUO COMPENSO: TRE ASSOSTAMPA DIFFIDANO IL GOVERNO



FRIULI VENEZIA GIULIA, LAZIO E SICILIA
INTERVENGONO PER FAR ATTUARE LE LEGGI SULL’EQUO COMPENSO
PER I GIORNALISTI NON DIPENDENTI




Sono infatti state inviate delle diffide in questo senso al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero della Giustizia. 

Qualora le diffide - che hanno la funzione di sollecito formale - non trovassero seguito, dopo 30 giorni le tre Assostampa potranno ricorrere alla Magistratura per far accertare la violazione di norme di legge, e chiederne l'applicazione per ordine del giudice.

L'iniziativa idealmente riprende anni di battaglie sul tema dei giornalisti non dipendenti da parte della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, che anche di recente ha ribadito come l'attuazione del diritto all'equo compenso per gli autonomi sia uno degli obiettivi prioritari da perseguire.

Significativo poi che l'odierna iniziativa sull'equo compenso sia stata assunta da tre Assostampa che rappresentano non solo realtà locali molto diverse tra loro, ma anche collocazioni differenti nell'ambito della Fnsi, e quindi in uno spirito sostanzialmente unitario sulle battaglie da fare. Che ciò sia di buon auspicio per il successo dell'azione intrapresa, e degli eventuali passi successivi che si dovessero rendere necessari.

Di seguito il comunicato dell'Assostampa FVG e, per documentazione sui diversi argomenti portati, i link ai comunicati di Stampa Romana e dell'Assostampa Sicilia.


EQUO COMPENSO: INIZIATIVA DI ASSOSTAMPA FVG

L’Assostampa Fvg, assieme a Stampa Romana e all’Assostampa Sicilia, ha avviato un’azione per indurre il Governo a dare attuazione alle leggi sull’equo compenso per i giornalisti non dipendenti. In queste ore sono infatti partite delle diffide, indirizzate rispettivamente al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio e al Ministero della Giustizia.

L’iniziativa riguarda la legge 233/2012 sull’equo compenso per i collaboratori di testate giornalistiche, rimasta senza norme d’attuazione, e la 27/2012 per la liquidazione giudiziale dei compensi professionali, inapplicabile senza un decreto del Ministro della Giustizia che indichi i parametri economici da applicare ai giornalisti; cosa che invece è stata fatta da anni per altre categorie.

La mancanza di tale decreto rende inoltre inapplicabile ai giornalisti il diritto all’equo compenso riconosciuto dalla legge 172/2017 a tutti i lavoratori autonomi non imprenditori nei rapporti con la pubblica amministrazione, le grandi imprese, banche e assicurazioni.

Per l’Assostampa Fvg la situazione è grave, in un settore segnato dalla costante crescita del lavoro precario e sottopagato, spesso sotto la soglia della povertà. E reputa quindi necessari interventi che garantiscano, ai sensi di legge, l’attuazione del diritto all’equo compenso per i giornalisti non dipendenti. Interventi ritenuti urgenti anche dalla Commissione nazionale lavoro autonomo, che su questi temi dà battaglia da anni, e ribaditi di recente anche dall’Assemblea nazionale dei giornalisti lavoratori autonomi Fnsi.

L’iniziativa delle diffide era stata avviata nei mesi scorsi dall’Assostampa Sicilia, ricevendo in risposta dal Dipartimento per l’informazione di non poter adempiere in mancanza di una guida politica. Condizione che, con il nuovo Governo in carica, non è più opponibile.

Ripetute ora le diffide congiuntamente da Assostampa FVG e da Stampa Romana, si attenderanno 30 giorni per l’adempienza. Trascorsi i quali le tre Assostampa potranno ricorrere all’autorità giudiziaria per far accertare la violazione di norme di legge vigenti.

L’intento è quello di riportare al centro del dibattito la condizione di migliaia di colleghi, che non riescono ad ottenere da autonomi un compenso dignitoso per il loro lavoro.



Il comunicato di Stampa Romana: 

Il comunicato di Assostampa Sicilia:


09 agosto 2016

CLAN, LE LINEE GUIDA SU CONTRATTO ED EQUO COMPENSO


CLAN - FNSI PROPONE 
I SUOI APPROFONDIMENTI ED AGGIORNAMENTI
(Roma, 18 luglio 2016)






La Commissione nazionale lavoro autonomo prende atto delle prime proposte elaborate dalla Fnsi per la trattativa contrattuale, che ora verranno approfondite nel merito.
Comunque, per una valutazione tecnica di percorsi di inclusione e di nuovi profili risulta necessario disporre di dati certi circa l'attuazione degli impegni contrattuali Fieg-Fnsi del 2014, anche riguardo l'accordo sul lavoro autonomo.
Nel contempo la Commissione propone all'attenzione della Segreteria e della Giunta esecutiva Fnsi, e delle Associazioni regionali di stampa, i seguenti aggiornamenti ed approfondimenti delle linee guida sul lavoro non dipendente, riferiti agli ambiti del rinnovo contrattuale e dell'equo compenso. Ciò fatte salve le altre proposte avanzate ed approvate in questi mesi dalla Clan con documenti specifici.


CONTRATTO


Nella prossima trattativa contrattuale è necessario puntare a:


Stabilizzare come dipendenti i collaboratori strategici (cococo, false partite Iva, cessione diritto d’autore...) che per frequenza, incarichi e tipologia di lavoro già ricoprono di fatto ruoli da dipendenti. Ciò anche sulla base di criteri di individuazione quali la committenza prevalente, il reddito percepito, la natura, importanza e qualità della collaborazione, il settore d’impiego e l’anzianità di servizio.
Per garantire l’efficacia dei percorsi di stabilizzazione, vanno istituiti in tempi certi tavoli di contrattazione aziendale per la verifica dei criteri citati per i collaboratori strategici, con la partecipazione sindacale, dei cdr e delle rappresentanze dei collaboratori (ove esistenti).

Introdurre nel contratto le nuove figure e modalità del fare informazione, che oggi non vi trovano collocazione (p.es. videomaker, web e social media editor, data journalist, fact checker, etc). L'obiettivo può essere perseguito anche tramite nuovi profili contrattuali, fermo restando che non vi possono essere, a parità di tempo di lavoro e di ruoli operativi, disparità di trattamento rispetto ai giornalisti dipendenti inquadrati tradizionalmente.
Particolare attenzione in questo senso va portata verso il mondo del web, ove oggi esiste molto lavoro giornalistico non riconosciuto come tale.

- Porsi come “obiettivo politico il superamento dei co.co.co. verso il lavoro dipendente”, come approvato al 27° Congresso Fnsi.

Potenziare la parte normativa dei diritti e del welfare per i collaboratori già prevista nell'Accordo sul lavoro autonomo allegato al Ccnlg, anche portando a compimento la quota Casagit a carico dell’azienda, il passaggio dei co.co.co. alla gestione principale Inpgi, ed inserendo nel caso di cessazione del rapporto di collaborazione la clausola dell’indennità di mancato preavviso.

In attuazione dell'art. 36 della Costituzione e della Legge 233/2012, servono impegni contrattuali e/o legislativi, per cui agli iscritti all'Ordine non titolari di contratti di lavoro subordinato va riconosciuto un equo compenso per le loro prestazioni professionali.
Questo va individuato in coerenza con i trattamenti previsti nel contratto collettivo per i giornalisti dipendenti di pari livello e ruolo, sulla base della retribuzione lorda aziendale, e modulato seconda la quantità, qualità, tipologia di lavoro ed esperienza del collaboratore, nonché degli accordi sottoscritti tra lo stesso e il datore, anche tramite il supporto sindacale.
Il parametro-base dev'essere quello del tempo di lavoro pattuito tra le parti.
Nell'individuazione dell'equo compenso va tenuto conto che il collaboratore si assume in proprio costi e rischi che per i dipendenti vengono invece sostenuti dal datore di lavoro, e che pertanto questi vanno adeguatamente contabilizzati o comunque rimborsati.

Va attuata una mobilitazione nazionale a tutela dei collaboratori, anche in sinergia con i servizi ispettivi dell'Inpgi: vanno previste vertenze, consulenze e finanziamenti, anche federali, per permettere ai collaboratori di poter adire a vie legali per far valere i loro diritti.

Si chiede una maggiore presenza degli autonomi ai tavoli consultivi e di trattativa contrattuale, estendendone - tramite i passi più opportuni -l'attuale rappresentanza, come anche previsto nella mozione approvata al 27° Congresso Fnsi.
EQUO COMPENSO

Per l'attuazione dalla legge 233/2012, e per il raccordo con il contratto, è necessario:

Ottenere dal Parlamento la proroga della durata della Commissione per l'equo compenso, per permettere l'attuazione della legge

Riaprire il confronto, anche nella Commissione plurilaterale governativa, sui criteri d'attuazione della L 233/2012.

Riformalizzare alla Commissione equo compenso la proposta d'attuazione elaborata nel 2013 dalla Clan, e già presentata come proposta Fnsi.Questa individuava come parametro la retribuzione del tempo di lavoro concordato, in riferimento alle retribuzioni lorde aziendali dei dipendenti, mantenendo nel contempo margini di contrattazione individuale con l'editore.

Attuare, per la verifica delle retribuzioni erogate, la tracciabilità a pezzo delle collaborazioni. I dati devono risultare accessibili alla Commissione plurilaterale governativa, ai collaboratori interessati, all'Inpgi e alle strutture sindacali deputate.

Richiedere la corretta applicazione agli editori delle sanzioni della L. 233/2012, che prevedono “la decadenza dal contributo pubblico in favore dell'editoria, nonché da eventuali benefici pubblici...” nel caso di mancato rispetto della legge.

Si chiede inoltre che la Clan-Fnsi venga attivamente coinvolta nelle successivi fasi per l'attuazione della Legge 233/2012 sull'equo compenso.

Approvato dalla Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi
Roma, 12-18 luglio 2016

16 luglio 2016

CLAN FNSI SU COLLABORATORI MESSAGGERO MARCHE


MOTTA E BEKAR: 
SITUAZIONE «GRAVISSIMA E INACCETTABILE».
«L'EDITORE SCELGA TRA LA TRATTATIVA E LE VERTENZE IN TRIBUNALE»

«Gravissima e inaccettabile». Così la Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi giudica la situazione dei 50 giornalisti collaboratori del Messaggero Marche ritrovatisi senza lavorotutele né prospettive dopo la chiusura dell’edizione locale del quotidiano.

Al rilancio dell’altro quotidiano regionale del Gruppo Caltagirone, il Corriere Adriatico, che ora esce in sinergia con Il Messaggero – spiega la Commissione – non ha infatti corrisposto l’assorbimento dei collaboratori dell’altra testata. E negli incontri individuali tra la proprietà e alcuni degli ex collaboratori vengono proposte retribuzioni dimezzate, oltre all’espressa rinuncia a ogni rivendicazione legale ed economica sul pregresso, a fronte di risibili liquidazioni forfettarie (si riferisce di un migliaio di euro, dopo 10 o più anni di lavoro).

«È noto – commentano Mattia Motta e Maurizio Bekar, presidente e coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi – che i processi di concentrazione e sinergia editoriale, anche se definiti “di potenziamento”, spesso puntano invece solo ai tagli, per aumentare gli utili dell’editore. Se Caltagirone mira davvero allo sviluppo della sua presenza nelle Marche e al potenziamento del suo prodotto informativo, si avvalga allora anche della preziosa e pluriennale esperienza degli ex collaboratori del Messaggero. Ma garantendo a tutti i giornalisti, anche esterni, retribuzioni e condizioni dignitose».

Risulta invece che ai collaboratori del Corriere Adriatico vengono riconosciuti 5 euro lordi per articoli da 400 a 1.800 battute, 8 euro per i pezzi da 1801 a 3.000 battute, 13 euro lordi da 3.001 battute in su e nulla per le brevi. E che questi sono i compensi ora proposti ad alcuni degli ex collaboratori del Messaggero, che prima percepivano il doppio, cioè 9, 18 e 27 euro lordi a pezzo. Compensi inferiori a quanto previsto dell’accordo contrattuale sul lavoro autonomo.

«A parte le condizioni offerte, e certe affermazioni irreali ed offensive sugli ex collaboratori – evidenziano Motta e Bekar – si tratta di giornalisti che hanno collaborato con continuità, anche per 10 anni o più, alla produzione informativa del Messaggero. Cosa che li pone nella condizione di avviare delle cause per assunzione come dipendenti, per tutto il lavoro pregresso. Tanto che proprio nelle Marche, e contro il Messaggero, due cause sono risultate recentemente vittoriose, con ingenti risarcimenti. L’editore scelga quindi se vuole aprirsi a una trattativa sindacale, che punti al riassorbimento e a condizioni dignitose di lavoro per tutti i giornalisti, o se preferisce imboccare la strada delle vertenze in tribunale. In entrambi i casi, il sindacato dei giornalisti non farà mancare ai colleghi la sua presenza e il suo supporto».

11 marzo 2016

IL 14 MARZO RIUNIONE DEI COLLABORATORI DI TRIESTE E GORIZIA




LUNEDI' 14 INCONTRO CON I COLLABORATORI
DELLE DUE PROVINCE
presso il Circolo della Stampa di Trieste

  
L'Assostampa Fvg, in collaborazione con il Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia, convoca una riunione dei collaboratori delle testate delle province di Trieste e Gorizia per lunedì 14 marzo alle ore 14.00, al Circolo della Stampa di Trieste, in Corso Italia 13.

L'incontro, al quale sono invitati i rappresentanti dei Cdr, intende fare il punto dei rapporti tra i collaboratori e le testate, sulla loro rappresentanza sindacale e sulla stipula dei contratti di collaborazione.

La riunione è aperta a tutti i collaboratori, anche non iscritti al sindacato, e punta a costruire un tavolo di consultazione e coordinamento permanente sulle problematiche dei colleghi esterni alle redazioni.

La riunione terminerà orientativamente alle ore 15.30

14 gennaio 2016

"LO SFRUTTAMENTO DANNEGGIA L'INFORMAZIONE"


Appello al governo Renzi
da 400 giornalisti
Le adesioni consegnate al premier




Un appello al governo per denunciare lo sfruttamento dei giornalisti lavoratori autonomi e atipici e chiedere che l’esecutivo faccia la sua parte “per tutelare sia la libertà e qualità dell'informazione che la dignità del lavoro, anche autonomo”. È il contenuto di una lettera aperta al premier Renzi firmata, in pochi giorni, da 400 giornalisti di tutta Italia.

400 giornalisti di tutta Italia inviano una lettera aperta al premier Matteo Renzi. Denunciano condizioni di sfruttamento, di disparità di diritti e la necessità di un'equa retribuzione dei collaboratori esterni alle redazioni. I lavoratori autonomi – viene ricordato - sono oggi quasi il 65%, in rapida crescita, dei giornalisti attivi, ma “con redditi medi da 11.000 euro lordi l'anno, e nella metà dei casi di circa 5.000. Con spese a carico”.
La lettera aperta è stata promossa dai rappresentanti dei freelance di 12 regioni nella Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, il sindacato dei giornalisti. Vi hanno aderito centinaia di freelance e precari, ma anche redattori, capi-servizio, direttori di testata, pensionati e dirigenti della Fnsi, dell'Ordine dei giornalisti e dell'Inpgi, l'ente previdenziale di categoria. Significative le adesioni alla lettera di giornalisti che si occupano di realtà di frontiera e di inchieste sulla criminalità organizzata, di giornalisti minacciati.
Oltre a riassumere le condizioni del lavoro autonomo, nel testo vengono avanzate al Governo sette richieste per le quali si attendono risposte urgenti: contributi e agevolazioni solo agli editori che pagano equamente e con regolarità; superamento dei contratti atipici; pari diritti e tutele ai giornalisti dipendenti e autonomi; applicazione della legge 233/2012 sull'equo compenso e proroga della sua Commissione d'attuazione; emanazione delle tariffe previste dal Decreto ministeriale 140/2012 per la liquidazione giudiziale dei compensi; imporre tracciabilità e firma di tutti gli articoli, per agevolare i controlli e far emergere il lavoro non retribuito.
«Cerchiamo nella contrattazione tra sindacato ed editori delle risposte per il futuro del settore» sottolineano i promotori della lettera «ma sono anche necessari impegni delle istituzioni e del Governo per tutelare sia la libertà e qualità dell'informazione che la dignità del lavoro, anche autonomo. Ci aspettiamo quindi interventi urgenti in questo senso, e contro lo sfruttamento dei freelance».
L'iniziativa è nata dopo le affermazioni del premier Renzi, all'incontro di fine anno con la stampa, che aveva sostanzialmente negato l'esistenza dello sfruttamento dei lavoratori autonomi, suscitando accese reazioni sui social network.

Il testo della lettera aperta, con i promotori e firmatari è on line su: www.giornalistifreelance.tk
e sulla pagina Facebook: www.facebook.com/giornalistifreelance
(Da: www.fnsi.it, 13 gennaio 2016)

27 marzo 2015

FVG: CONSULENZE FISCALI E LEGALI AGLI ISCRITTI


Dichiarazioni dei redditi, contabilita',
consulenze fiscali e legali
per gli iscritti Assostampa FVG
(iscrizioni gratuite per i disoccupati)






Si ricorda che l'Assostampa Fvg e il Coordinamento giornalisti precari e freelance Fvg hanno attivato una 
convenzione regionale con due studi professionali per consulenze fiscali e servizi di commercialista, tenuta contabilità e dichiarazioni dei redditi. 

La convenzione copre tutte le tipologie ed esigenze del lavoro giornalistico (dipendente, autonomo, cococo, p. Iva, etc.) e prevede una consulenza iniziale gratuita e quindi la fornitura del servizio a condizioni agevolate, di particolare interesse per freelance, collaboratori e lavoratori autonomi.

Gli studi convenzionati sono:

- a Trieste la Servizi Ti.po. (rag. Rodolfo Pobega), Via Fabio Severo 36, tel. 040.568559

- a Udine  lo Studio Angeli - S.A.Fi srl (dott. Stefano Angeli e dott.ssa Nadia Venchiarutti), Viale XXIII Marzo 1848, tel. 0432.511724

Entrambi gli studi operano anche via internet, e sono quindi in grado di erogare i propri servizi in tutta la regione. 

La convenzione è riservata ai soli iscritti Assostampa Fvg in regola con le quote.

Per ulteriori informazioni rivolgersi agli uffici Assostampa.

Si ricorda inoltre che per gli iscritti Assostampa Fvg è anche disponibile un servizio di consulenza e assistenza legale con degli avvocati di fiducia, a Trieste e a Udine, specializzati in diritto del lavoro. L'accordo prevede un colloquio d'orientamento e un parere legale gratuito, e quindi l'eventuale azione legale a condizioni agevolate.

Per ulteriori informazioni in merito, e per fissare un appuntamento con i legali, contattare gli uffici Assostampa Fvg.

09 marzo 2015

CONTRATTO DI SOLIDARIETA' AL PICCOLO DI TRIESTE


Crisi? Intanto il Gruppo Espresso Repubblica Finegil
 raddoppia gli utili (2014)




La vicenda riguarda, in realtà, anche i collaboratori. La strada imboccata è infatti chiara: "un Piccolo sempre più piccolo, con pochi redattori, tanti collaboratori malpagati e tantissime pagine sinergiche prodotte a Roma dall'agenzia del gruppo".

Sarebbe il depauperamento di una testata, dell'informazione prodotta. E dei collaboratori, come sempre indispensabili per la fattura del giornale, ma usati come mano d'opera a basso costo, funzionale ai tagli delle spese di produzione. Ma la produzione a basso costo è antitetica al concetto di "prodotto di qualità". E questo vale anche per l'informazione.

(Maurizio Bekar)



La nota dell'Assostampa del Friuli Venezia Giulia


Il Comitato di Redazione del Piccolo di Trieste ha firmato ieri a Roma, affiancato dall'Assostampa Fvg e dalla Fnsi, un contratto di solidarietà per il prossimo biennio. L'azienda aveva fatto richiesta di accedere al meno penalizzante degli ammortizzatori sociali per l'esigenza di ridurre ulteriormente il costo del lavoro giornalistico, in presenza di indicatori di crisi economica anche per l'anno in corso, dopo i risultati in calo degli anni passati. Ciò è avvenuto mentre il Gruppo Espresso Repubblica Finegil (di cui il Piccolo fa parte, assieme al Messaggero Veneto di Udine) ha presentato e sbandierato sui propri giornali il raddoppio degli utili nel 2014.

La firma di ieri è arrivata dopo una lunga trattativa, nel corso della quale il sindacato ha contestato la scelta dell'editore di scaricare sempre e comunque sui giornalisti il costo di crisi vere o presunte. Una possibilità, questa, che purtroppo la legge permette alle aziende e che le nuove normative sul lavoro del governo Renzi non faranno che accentuare.
Ricordiamo che il Piccolo nel 2011 poteva contare su una redazione di 48 giornalisti. In concomitanza con il passaggio al tabloid, al nuovo sistema editoriale, al full color e al centro stampa goriziano comune ai due quotidiani regionali del gruppo, una serie di pensionamenti (con blocco del turn over) ed esodi incentivati ha portato la redazione a 40 giornalisti. Fra la fine del 2014 e questo inizio del 2015 altri cinque colleghi sono andati in pensione e ovviamente non sono stati sostituiti, portando la redazione a 35 giornalisti. Alla fine di questo percorso biennale, nel quale l'azienda chiede anche dei prepensionamenti, la redazione del Piccolo potrebbe scendere a 32 giornalisti (direttore compreso). Un terzo della redazione in meno di cinque anni.

Il contratto di solidarietà sottoscritto, approvato dalla redazione con un voto sofferto ma a larghissima maggioranza, segno anche questo di grande responsabilità del corpo redazionale, prevede 1,41 giorni al mese a testa di solidarietà, 17 all'anno a testa: meno della metà di quanto richiesto inizialmente dall'azienda. Una penalizzazione dunque piccola, soprattutto se confrontata con quella ben più pesante che da tre anni stanno vivendo sulla propria pelle i colleghi del Primorski Dnevnik, anche loro in solidarietà ma con numeri decisamente superiori. Una penalizzazione accettata dalla redazione del Piccolo perché considerata una sorta di male minore, dinanzi al rischio di ammortizzatori sociali ben peggiori, come la cassa integrazione.

Rimane però lo schiaffo alla redazione. Alla quale tutti i direttori che si sono succeduti in questi anni a Trieste hanno sempre fatto grandi complimenti. Vien da pensare allora che le responsabilità della crisi, del calo delle vendite e di tutti i conti economici vadano ricercate altrove. Ma a pagare sono sempre e comunque i giornalisti.
I risultati, però, sono sotto gli occhi di tutti quelli che li vogliono vedere. E la realtà, per il presente e per il futuro, parla di un Piccolo sempre più piccolo, con pochi redattori, tanti collaboratori malpagati e tantissime pagine sinergiche prodotte a Roma dall'agenzia del gruppo che lavora per tutti i quotidiani locali Finegil.

Trieste sta perdendo, o forse ha già perso, il suo storico quotidiano. Alla città interessa?


Carlo Muscatello,
presidente Assostampa Fvg

07 marzo 2015

ELEZIONI GIUNTA FNSI: TUTTI I VOTI


La nuova giunta Fnsi, 
dopo 20 anni torna il Friuli Venezia Giulia


Ecco il dettaglio della votazione per l'elezione della nuova giunta esecutiva Fnsi, da parte del consiglio nazionale riunitosi martedì a Roma. Come già segnalato, con l'elezione di Carlo Muscatello (presidente Assostampa Fvg) nella giunta esecutiva, il Friuli Venezia Giulia torna a essere rappresentato dopo vent'anni di assenza nell'organo di governo del sindacato unitario dei giornalisti italiani.



ELEZIONE DI 11 COMPONENTI PROFESSIONALI DELLA GIUNTA ESECUTIVA FNSI
Aventi diritto al voto 92. Votanti 91. Schede bianche 0. Schede nulle 0. Voti Validi 91. Quoziente 8
Lista n. 2 (MAGGIORANZA) “Lavoro, democrazia, trasparenza e inclusione” voti 46. Seggi 5. Resto 6. Totale seggi 6
Anna Del Freo 38 (eletta)
Alessandra Costante 36 (eletta)
Daniela Scano 30 (eletta)
Silvia Garbarino 28 (eletta)
Carlo Muscatello 24 (eletto)

Giovanni Rossi (Ancona) 20
Gabriella Piroli 10
Domenico Affinito 2
Lista n. 1 (MAGGIORANZA) “Informazione, futuro e dignità” voti 23. Seggi 2. Resto 7. Seggi da resto 1. Totale seggi 3
Guido Besana 23 (eletto)
Ezio Cerasi 22 (eletto)
Paolo Butturini 21 (eletto)
Lista n. 3 (MINORANZA) “Stampa Libera e Indipendente” voti 9. Seggi 1. Resto 1. Totale seggi 1
Carlo Parisi 8 (eletto)
Paolo Corsini 6
Roberto Damiani 4
Lista n. 5 (MINORANZA) “Solidarietà” voti 7. Seggi 0. Resto 7. Seggi da resto 1. Totale seggi 1
Giuseppe Di Pietro 4 (eletto)
Luigi Ronsisvalle 3
Lista n. 4 (MINORANZA) “Unità” voti voti 6. Seggi 0. Resto 6. Seggi da resto 1. Totale seggi 1
Daniela Stigliano 6 (eletta)
Fabio Azzolini 4



ELEZIONE DI 3 COMPONENTI COLLABORATORI DELLA GIUNTA ESECUTIVA FNSI
Aventi diritto al voto 25. Votanti 25. Schede bianche 1. Schede nulle 0. Voti Validi 24. Quoziente 8
Lista n. 1 (MINORANZA) “Stampa Libera e Indipendente” voti 8. Seggi 1. Resto 0. Totale seggi 1
Enrico Cocciulillo 7 (eletto)
Anna Russo 4
Massimiliano Saggese 2
Lista n. 2 (MAGGIORANZA) “No al precariato” voti 6. Seggi 0. Resto 6. Seggi da resto 1. Totale seggi 1
Giulio Todescan 6 (eletto)
Lista n. 3 (MAGGIORANZA) “Sì all’inclusione” voti 10. Seggi 1. Resto 2. Totale seggi 1
Mattia Motta 10 (eletto)

ELEZIONE DEL PRESIDENTE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Aventi diritto al voto 5. Votanti 5.
Valentina Lietti (Lombardia) 3 (eletta)
Giuseppe Mazzarino (Puglia) 2.

04 febbraio 2015

TUTTI I NUMERI DEL CONGRESSO DI CHIANCIANO

XXVII Congresso Fnsi: segretario Lorusso

e presidente Della Volpe

Eletto anche il nuovo Consiglio nazionale

Santo Della Volpe in mezzo, a destra Raffaele Lorusso.
ELEZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE Aventi diritto al voto 309. Votanti 305. Schede bianche 11, schede nulle 8. Voti validi 285
Raffaele Lorusso (Puglia) 213 (eletto)
Carlo Parisi (Calabria) 70
Franco Siddi (Sardegna) 2
Santo Della Volpe (Lazio) 1
ELEZIONE DI 30 CONSIGLIERI NAZIONALI PROFESSIONALI Aventi diritto 232. Votanti 230. Schede bianche e nulle 2. Voti validi 228. Quorum 7,6
Lista n. 1 “Informazione@Futuro” voti 31 (13,6%) 4 consiglieri
Barbieri Paolo (Lazio) 29 (eletto)
Mantovani Alessandro (Lazio) 29 (eletto)
Santelli Giorgio (Lazio) 27 (eletto)
Bekar Maurizio (Friuli Venezia Giulia) 26 (eletto)
Cannavò Laura (Lazio) 22
Butturini Paolo (Lazio) 14
Palma Renata (Lazio) 9
Lista n. 2 “Giornalisti per l’unità del sindacato” voti 35 (15,4%) 5 consiglieri
Artioli Denis (Lombardia) 35 (eletto)
Azzolini Fabio (Liguria) 33 (eletto)
Ginex Roberto (Sicilia) 33 (eletto)
Lucente Maria (Lazio) 32 (eletta)
Scano Daniela (Sardegna) 27 (eletta)
De Vecchi Piersandro (Piemonte) 19
Galimberti Alessandro (Lombardia) 18

Lista n. 3 “Lavoro, trasparenza, democrazia e inclusione” voti 91 (39,9%) 12 consiglieri
Tallia Stefano (Piemonte) 80 (eletto)
Dolhar Poljanka (Friuli Venezia Giulia) 74 (eletta)
Cioce Saverio (Emilia Romagna) 72 (eletto)
Severini Piergiorgio (Marche) 68 (eletto)
Chiarini Nicola (Veneto) 67 (eletto)
Del Freo Anna (Lombardia) 65 (eletta)
Cerone Rocco (Trentino Alto Adige) 59 (eletto)
Pennella Patrizia (Abruzzo) 59 (eletta)
Piroli Gabriella (Lombardia) 59 (eletta)
Morigi Andrea (Lombardia) 52 (eletto)
Affinito Domenico (Lombardia) 51 (eletto)
Strippoli Francesco (Puglia) 47 (eletto)
Mammoliti Daniele (Valle d’Aosta) 38
Avallone Umberto (Basilicata) 37
Biassoni Aurelio (Lombardia) 37
Lista n. 4 “Futuro e dignità” voti 40 (17,5%) 5 consiglieri
Besana Guido (Lombardia) 33 (eletto)
Lozito Cristiano (Toscana) 31 (eletto)
Baruffi Marco (Umbria) 31 (eletto)
Cerasi Concezio (Abruzzo) 27 (eletto)
Testai Leonardo (Toscana) 21 (eletto)
Ceccato Giuseppe (Lombardia) 14
Lista n. 5 “Stampa Libera e Indipendente” voti 31 (13,6%) 4 consiglieri
Albanese Michele (Calabria) 30 (eletto)
Regolo Luciano (Calabria) 30 (eletto)
Damiani Roberto (Marche) 24 (eletto)
Gulletta Giuseppe (Sicilia) 21 (eletto)
Marcaccio Michaela (Molise) 20
Corsini Paolo (Lazio) 18
ELEZIONE DI 4 REVISORI PROFESSIONALI EFFETTIVI E 1 SUPPLENTE
Aventi diritto al voto 232. Votanti 230. Schede bianche 4. Schede nulle 7. Voti validi 219
Cabases Nicolas Luis (Piemonte) 81 (eletto effettivo)
Carlon Daniele (Veneto) 70 (eletto effettivo)
Mazzarino Giuseppe (Puglia) 64 (eletto effettivo)
Romano Giovanni (Molise) 60 (eletto effettivo)
Cannavò Salvatore (Lazio) 59 (eletto supplente)
Binello Daniela (Lazio) 56
Balestreri Giuliano (Lombardia) 53
Covre Andrea (Friuli Venezia Giulia) 35
Frati Luca (Toscana) 24
Pivetta Oreste (Lombardia) 23
ELEZIONE DI 1 REVISORE COLLABORATORE EFFETTIVO E 1 SUPPLENTE
Aventi diritto al voto 77. Votanti 75. Schede bianche 1. Schede nulle 1. Voti validi 73
Lietti Valentina (Lombardia) 18 (eletta effettivo)
Fois Gesuina (Sardegna) 16 (eletta supplente)
Cincotti Fiorenzo (Piemonte) 13
Morabito Nicoletta (Lombardia) 8
Adorno Monica Pina (Sicilia) 5
Waltritsch Ales (Friuli Venezia Giulia) 2

I PROBIVIRI PROFESSIONALI EFFETTIVI E SUPPLENTI ELETTI IN DELEGAZIONE
Abruzzo: Amore Antimo 
(Di Vincenzo Paolo)
Basilicata: Molinari Gianni 
(Cozza Regina)
Calabria: Sarlo Giuseppe 
(Praticò Filippo)
Emilia Romagna: Casalengo Maria Luigia
 (Cioni Pier Paolo)
Friuli Venezia Giulia: Villotta Piero (Degano Cristiano)
Lazio: Ciotti Paolo (Del Zoppo Massimo)
Liguria: Orsini Lorenzo (Carotenuto Andrea)
Lombardia: Volpati Marco (Spatola Giuseppe)
Marche: Porzi Giuseppe 
(Fiaccarini Roberto)
Molise: Guazzo Giammarco (Ruoto Antonia)
Puglia: Salvati Felice
Sardegna: Lenza Stefano (Porcedda Walter)
Sicilia: Scibetta Giuseppe
Toscana: Pugliesi Laura (Cento Patrizia)
Trentino Alto Adige: Cembran Antonio (Franchi Fabrizio)
Umbria: Ricci Gianfranco (Doni Alfredo)
Valle d’Aosta: Favre Fabrizio (Albiero Domenico)
Veneto: Crosato Massimiliano (Bo Giancarlo)
ELEZIONE DI 5 PROBIVIRI COLLABORATORI EFFETTIVI
Aventi diritto al voto 77. Votanti 75. Schede bianche 1. Schede nulle 1. Voti validi 73
Iozzo Rosa (Piemonte) 27 (eletto)
Po Franco (Liguria) 25 (eletto)
Tedeschi Domenico (Lombardia) 20 (eletto)
Travagin Giancarlo (Piemonte) 16 (eletto)
Formichella Michele (Molise) 15 (non eleggibile perché privo dei requisiti)
Schinzano Lucia (Puglia) 13 (eletta)
Romeo Amelia (Calabria) 12
Porcu Andrea (Sardegna) 11
Naddeo Francesco (Lazio) 11
ELEZIONE DI 5 PROBIVIRI COLLABORATORI SUPPLENTI
Aventi diritto al voto 77. Votanti 75. Schede bianche 1. Schede nulle 1. Voti validi 73
Marino Eugenio (Calabria) 15 (eletto)
Giordana Francesco (Piemonte) 15 (eletto)
Giacone Renato (Piemonte) 14 (eletto)
De Luca Rosario (Calabria) 14 (eletto)
Morabito Nicoletta (Lombardia) 9 (eletta)


IL NUOVO CONSIGLIO NAZIONALE 
PROFESSIONALI


Affinito Domenico (Lombardia), Albanese Michele (Calabria), Alberizzi Massimo (Lombardia), Amaduzzi Marina (Emilia Romagna), Artioli Denis (Lombardia), Avallone Umberto (Basilicata), Azzolini Fabio (Liguria), Barbieri Paolo (Lazio), Baruffi Marco (Umbria), Bekar Maurizio (Friuli Venezia Giulia), Bennucci Sandro (Toscana), Benoit Girod (Valle d’Aosta), Bersani Serena (Emilia Romagna), Birocchi Francesco (Sardegna), Brandi Rosi (Lombardia), Butturini Paolo (Lazio), Caligaris Domenica (Piemonte), Carniella Margherita (Veneto), Ceccato Giuseppe (Lombardia), Cerasi Concezio (Abruzzo), Cerone Rocco (Trentino Alto Adige), Chiarini Nicola (Veneto), Ciampi Paolo (Toscana), Cicci Marta (Umbria), Cicero Alberto (Sicilia), Cioce Saverio (Emilia Romagna), Comazzi Alessandra (Piemonte), Cortivo Massimiliano (Veneto), Così Marina (Lombardia), Costante Alessandra (Liguria), Damiani Roberto (Marche), De Stefanis Giulia (Liguria), Del Freo Anna (Lombardia), Della Volpe Santo (Lazio), Di Pietro Giuseppe (Molise), Dolhar Poljanka (Friuli Venezia Giulia), Durante Paolo (Abruzzo), Ferrante Stefano (Lazio), Fichera Paola (Toscana), Galeazzo Lidia (Lazio), Gallizzi Pierfrancesco (Lombardia), Garbarino Silvia (Piemonte), Ginex Roberto (Sicilia), Gonzato Francesca (Trentino Alto Adige), Gulletta Giuseppe (Sicilia), Lozito Cristiano (Toscana), Lucente Maria (Lazio), Mancuso Alessandra (Lazio), Mantovani Alessandro (Lazio), Martegani Alessandro (Friuli Venezia Giulia), Martellotta Giuseppe (Puglia), Maurizio Pierangelo (Lazio), Mazza Cosimo (Puglia), Mencarini Roberto (Marche), Monteforte Roberto (Lazio), Morigi Andrea (Lombardia), Muscatello Carlo (Friuli Venezia Giulia), Musmeci Andrea (Calabria), Naccari Matteo (Emilia Romagna), Nardi Giuseppe (Lombardia), Negri Giovanni (Lombardia), Paolini Paolo (Sardegna), Pappagallo Lazzaro (Lazio), Parisi Carlo Maria (Calabria), Patricelli Marco (Abruzzo), Pennella Patrizia (Abruzzo), Perucchini Paolo (Lombardia), Pirani Fernanda (Lombardia), Piroli Gabriella (Lombardia), Polidori Elena (Lazio), Regolo Luciano (Calabria), Rho Edmondo (Lombardia), Ricci Fabrizio (Umbria), Ronsisvalle Luigi (Sicilia), Rossi Giovanni (Emilia Romagna), Rossi Giovanni (Marche), Santelli Giorgio (Lazio), Scano Daniela (Sardegna), Severini Piergiorgio (Marche), Signoretti Massimo (Lazio), Stigliano Daniela (Lombardia), Strippoli Francesco (Puglia), Tabasso Celestino (Sardegna), Tallia Stefano (Piemonte), Testai Leonardo (Toscana), Todini Giovanni (Lazio), Toscano Giuseppe (Calabria), Visca Lucia (Lazio), Wallisch Stefan (Trentino Alto Adige), Zennaro Massimo (Veneto). Del Consiglio Nazionale fanno parte anche i segretari generali e i presidenti del passato, fra cui Luciano Ceschia (Friuli Venezia Giulia).

IL NUOVO CONSIGLIO NAZIONALE COLLABORATORI
Basso Lorenzo (Trentino Alto Adige), Bisogni Nazzareno (Toscana), Caminiti Luigi (Calabria), Cavuta Giacomo (Abruzzo), Cocciulillo Enrico (Piemonte), Colella Roberto (Molise), Doronzo Luciana (Puglia), Ercole Ezio (Piemonte), Falleri Gino (Lazio), Fiasconaro Antonio (Sicilia), Fiori Franco (Sardegna), Fornetti Astrid (Liguria), Foti Franz (Lombardia), Gherbaz Ivana (Friuli Venezia Giulia), Jaccod Francesca (Valle d’Aosta), Licciardello Paolino (Sicilia), Lutrelli Pierantonio (Basilicata), Manunza Leyla (Sardegna), Marrucco Francesca (Umbria), Motta Mattia (Emilia Romagna), Nucci Mauro (Marche), Saggese Massimiliano (Lombardia), Strangio Giuseppe (Calabria), Todescan Giulio (Veneto).
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ELEZIONE DEL PRESIDENTE 
Aventi diritto al voto 116. Votanti 109. Schede bianche 3. Schede nulle 2. Voti validi 109. Quorum 70
Della Volpe Santo  (Lazio) 79 (eletto)
Albanese Michele (Calabria) 25
(dal sito Giornalisti Italia)