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19 giugno 2026

Giornalisti freelance, equo compenso e diritti negati: esperienze e fare rete (di Maurizio Bekar)

9 giugno 2026, Torino: “Freelance Journalism Forum”
Dibattito su lavoro, diritti e prospettive del giornalismo autonomo

Intervento di Maurizio Bekar (Friuli Venezia Giulia)
Esperienze territoriali e nella Clan- Fnsi
Carta di Firenze, equo compenso, fare rete
L’articolo 36 della Costituzione e le leggi inattuate

Il 9 giugno 2026 a Torino, su iniziativa della Commissione lavoro autonomo dell'Associazione Stampa Subalpina – Fnsi, si è tenuto il “Freelance Journalism Forum”: giornata di confronto pubblico su lavoro, diritti e prospettive del giornalismo freelance, componente sempre più rilevante del sistema dell’informazione. Al centro i temi della precarietà, della sostenibilità economica e del riconoscimento del lavoro autonomo.

Al Forum hanno partecipato anche i vertici dell'Ordine nazionale dei giornalisti, della Federazione Nazionale della Stampa, dell'Istituto di previdenza Inpgi, rappresentanti di editori e redazioni e del Master universitario in giornalismo. 
Giornaliste e giornalisti freelance, cococo e partite Iva sono intervenuti con il contributo delle loro storie, criticità e prospettive.

In un panel dedicato sono intervenuti i responsabili e componenti della Commissione nazionale lavoro autonomo (Clan) della Fnsi e di alcune Commissioni regionali (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Sicilia).

Di seguito l’intervento (riadattato per la trascrizione) di Maurizio Bekar, promotore nel 2006 del Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia (attivo tuttora come riferimento territoriale nell’ambito sindacale), membro della Clan-Fnsi dal 2010, e già coordinatore della stessa.

Al centro dell’intervento l’esperienza dei freelance organizzati vissuta nel Friuli Venezia Giulia e poi nella Clan nazionale, l’impegno per il varo della Carta di Firenze, per l’equo compenso, e la necessità di fare formazione e rete fra i giornalisti lavoratori autonomi.

Giornalisti autonomi e “non garantiti”:
l'esperienza del Friuli Venezia Giulia e nella Clan - Fnsi

(Introduzione della moderatrice del panel, Simona De Ciero, rappresentante del Piemonte nella Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della FNSI. Segue intervento)

Grazie… Sono Maurizio Bekar, da Trieste, Friuli Venezia Giulia. Molte cose sono state già dette finora, e anche ben sintetizzate nel documentario che abbiamo visto: [“A schiena dritta, storie di giornalisti free lance”, di Gero Tedesco, per il centenario dell'INPGI – n.d.r.], quindi non mi ripeterò e aggiungerò invece quelle che sono state le nostre esperienze.

Nel Friuli Venezia Giulia nasciamo nel 2006, come “Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia”: una rete auto organizzata di persone che volevano lavorare sui problemi dei giornalisti cosiddetti non garantiti, non tutelati, e questo a prescindere dall'iscrizione al sindacato, e addirittura anche a prescindere dall'iscrizione all'Ordine. Siamo stati riconosciuti prima informalmente, e poi anche nello statuto dell’Assostampa Friuli Venezia Giulia, che ci ha dato una copertura. 

Abbiamo avuto una grossissima attenzione - per le dimensioni della nostra regione - con degli incontri territoriali, e discussioni magari anche un po' così, campate in aria, però con una grande tensione e volontà di confrontarsi.

Quando nel 2010 è nata la Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi vi siamo confluiti: l'organizzazione del nostro coordinamento è rimasta viva parallelamente, ma abbiamo partecipato ai lavori della Commissione Nazionale, dove abbiamo portato il nostro contributo di esperienze e di idee. 

Le battaglie per la Carta di Firenze e l’equo compenso

Cosa ha fatto la Commissione Lavoro Autonomo Nazionale? Tante cose, spesso poco note, ma con due battaglie centrali: quella sulla Carta di Firenze, per tutelare a livello deontologico i diritti del lavoro autonomo, precario e non garantito, e la legge – anzi: le leggi - sull'equo compenso. Su entrambe abbiamo dato dei contributi di merito, nella stesura, e anche nella formulazione di emendamenti mirati alla legge 233 del 2012 sull'equo compenso.

Non è stato un lavoro facile: è stato il frutto di un grossissimo confronto interno, su cui è stata trovata una sintesi da più pensieri e idee, e dopodiché le proposte [sull’equo compenso] sono andate ai tavoli istituzionali.

Voi direte: che fine hanno fatto queste cose? Io direi “una brutta fine”, perché la Carta di Firenze - permettetemi la battuta - per buona parte è rimasta sulla carta, cioè poco applicata, e ci sarebbe da chiedersi perché.

E la legge sull'equo compenso: dal 2012 in queste leggi (come è stato ricordato in realtà sono tre: due risalenti al 2012 e poi una al 2017-2023) non sono state applicate ai giornalisti lavoratori autonomi. Da allora sono passati vari governi, e quindi non è un problema specifico del governo Meloni: sono passati governi di vari segni, e per quanto riguarda la legge 233/2012 - che è quella tipica dell'equo compenso giornalistico - c'è una commissione apposita con giornalisti, editori e rappresentanti ministeriali. E il suo presidente è il Sottosegretario all'editoria. I sottosegretari negli anni si sono alternati, ma la loro risposta è sempre stata: “Ma come possiamo fare? Come si può applicare? È difficile…”. Ci sono state delle interpretazioni fantasmagoriche del testo della legge, e il risultato è che ciò che deliberò forzatamente quella commissione nel 2013-2014 venne poi cassato da due gradi della Magistratura - Tar del Lazio e Consiglio di Stato - ritenendo che quanto deliberato era contra legem, e punto... 

A tutt'oggi non abbiamo un'attuazione della legge 233 del 2012. Perché? Una risposta ve la do io, come mia valutazione personale: perché gli editori non la vogliono, punto e basta; e i governi di vari colori che si alternano nel tempo sono estremamente sensibili alle volontà degli editori, più che a quelli dei giornalisti autonomi [per tutelare i quali quella legge era stata approvata n.d.r].

Fare formazione e organizzare una rete

Giungo quindi alla conclusione, ma ci sarebbe tanto da parlare. Primo: limitandosi all'equo compenso, va detto che è una situazione molto complessa da conoscere dal punto di vista tecnico. Ma se non conosci i tuoi diritti sul piano tecnico, poi ti gabbano facilmente. Difatti tante volte sono uscite dichiarazioni sui giornali di sottosegretari e rappresentanti vari che o non ne sapevano nulla sul piano tecnico, o - come si usa dire a Oxford - ciurlavano nel manico perché immaginavano che tanto nessuno ne sa un piffero nel merito. 

La prima cosa è quindi fare formazione, in modo che gli autonomi possano essere consapevoli in modo puntuale dei loro diritti negati.

La seconda cosa da fare è l'organizzazione. Perché puoi puoi fare comunicati e tutto quello che vuoi… Ma le iniziative di pressione - che io qui banalizzo con il termine di “comunicati” – nel tempo sono state innumerevoli. Ma basta avere un interlocutore sordo (o volutamente sordo) e poi non si muove niente.

Ci vuole quindi un'organizzazione di rete, degli autonomi, che faccia pressione e che sia presente per sottolineare i propri diritti negati. 

Certo non è un'epoca facile per farlo; e quando queste cose sono state fatte, circa 15 anni fa, c'erano anche altre organizzazioni sindacali che si muovevano sui temi del lavoro precario, con il supporto di grosse strutture, e quindi noi eravamo veramente minuscoli. Però il nostro contributo allora l'abbiamo dato. Ma oggi bisogna riprendere a farlo.

Attuare la legge e l’art. 36 della Costituzione
(ricordando Calamandrei)

Concludo citando solo due cose. 

La prima: la legge 233 sull'equo compenso del 2012 stabilisce chiaramente al suo primo articolo che “In attuazione dell'articolo 36, primo comma, della Costituzione (...)", e quell’articolo 36 stabilisce: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”. Chiarissimo: Costituzione, articolo 36!

La legge 233 recita “Ai fini della presente legge, per equo compenso si intende la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione, nonché della coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato”. Cioè l'equo compenso deve essere proporzionato alla retribuzione del dipendente! 

Chiudo con una citazione storica, perché parliamo di Costituzione. Piero Calamandrei, uno dei padri della Costituente e della nostra Costituzione, insegna giurista, in una conferenza nel 1955 a degli studenti disse:  “La Costituzione non è una macchina, che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.” 

E questo deve essere il nostro compito in senso lato: quello della Clan e del sindacato.

(Chiusura della moderatrice): Grazie. La parola è centrata su un punto, e ne ha fatto prima cenno Claudio Silvestri: di questo se ne parla dal 2014, perché gli editori non vogliono [l’equo compenso], e proprio per questo: perché dovrebbero paramentare in qualche modo il compenso dei liberi professionisti a quello delle persone assunte, e quindi dovremmo costare di più… E quindi rimandiamo, e rimandiamo, e rimandiamo… Grazie del tuo intervento.

Il panel dei freelance

Foto credits:
Valeria Bellagamba (Assemblea nazionale lavoro autonomo - Fnsi, Marche)

03 gennaio 2026

INPGI: consulenze per lavoratori autonomi, con Maurizio Bekar e gli altri contatti Inpgi

Consulenze
con Maurizio Bekar, delegato INPGI per il Friuli Venzia Giulia
Gli altri contatti per informazioni e pratiche amministrative

Si segnala che i giornalisti lavoratori autonomi del Friuli Venezia Giulia, per consulenze sui servizi e sulle proprie posizioni Inpgi (ex Inpgi 2), possono contattare il delegato regionale incaricato Maurizio Bekar, alla email: inpgi.delegato.fvg@gmail.com

Per altre informazioni, e per il supporto e l'espletamento di pratiche Inpgi, si può invece contattare l'ufficio territoriale presso l'Assostampa del Friuli Venezia: Corso Italia 13, Triestetel. 040.370371, email: inpgi@assostampafvg.it

Si ricorda inoltre il servizio telefonico nazionale di assistenza agli iscritti Inpgi, al telefono 06.8578333 (attivo il lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 9 alle 13), al quale ci si può rivolgere per informazioni e chiarimenti su questioni legate alla previdenza. 
Quattro dipendenti dell’Inpgi saranno disponibili a dare risposte, se possibile già nel corso della telefonata, oppure a ricevere le domande per smistarle agli uffici competenti, i quali valuteranno e risponderanno poi ai soci giornalisti via mail o telefono.

Si ricorda che gli uffici (nazionale e territoriale del Friuli Venezia Giulia) chiusi per le festività, riaprono dal 7 gennaio.

Cordiali saluti e auguri di un Buon Anno Nuovo !

Maurizio Bekar
(delegato Inpgi per il Fvg)

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19 maggio 2025

Contratto, autonomi: la segretaria Fnsi Costante a Trieste. Commento di Maurizio Bekar

FNSI, contratto, autonomi: la segretaria Costante a Trieste
«Al tavolo finché la trattativa regge, ma pronti alla mobilitazione»
Commento di Maurizio Bekar sul lavoro autonomo

La segretaria generale Fnsi all'assemblea dell'Assostampa FVG, venerdì 16 maggio 2025. Fra i temi del suo intervento: la tutela dei lavoratori autonomi, le norme bavaglio, il rinnovo contrattuale.

(comunicato Fnsi)

Con il commento di Maurizio Bekar, del Coordinamento precari e freelance, delegato Inpgi per il Friuli Venezia Giulia e membro della CLAN-FNSI Commissione nazionale lavoro autonomo

Dall'intervento all'Assemblea di Maurizio Bekar, del Coordinamento giornalisti precari e freelance, delegato Inpgi per il Friluli Venezia Giulia e membro della CLAN-FNSI, (Commissione nazionale lavoro autonomo)

Bekar, quale delegato regionale e membro del Consiglio di Indirizzo Generale dell'Inpgi, ha espresso valutazioni positive sull'operato degli organi del "nuovo" Inpgi dei lavoratori autonomi: "Esistono posizioni differenziate, ma in un clima generalmente collaborativo, che sta portando buoni frutti: attenzione e iniziative a beneficio delle fasce economicamente più deboli, contenimento delle spese, e coscienza della necessità di equi compensi per i non dipendenti. Il biancio è solido. Vi sono, certo, varie cose da verificare ed aggiustare man mano, ma nel complesso - se si continua così - sono ottimista"

Valuazioni negative, invece, sul ruolo della Clan - Commissione nazionale lavoro autonomo, di cui Bekar è membro, e giudicata sostanzialmente assente. "Benchè da anni i congressi e vari documenti della Fnsi abbiano ribadito la centralità del lavoro autonomo, e che va rilanciato il ruolo delle sue Commissioni regionali, nazionale e dell’Assemblea nazionale degli autonomi, in questo mandato la Clan è invece stata mantenuta immobile, da mesi senza neppure convocarla. Pur davanti a un documento-programma di lavoro approvato dopo il suo insediamento, e malgrado le proposte e richieste poi avanzate. Esistono invece delle iniziative a nome della Clan, che però non ne è stata minimamente informata e coinvolta. In questo contesto è quindi difficile immaginare che le strutture di rappresentanza del lavoro autonomo possano risultare minimamente attrattive nei confronti dei colleghi, e ciò specialmente nelle regioni medio piccole, con minori risorse e possibilità operative".

Positive invece la valutazioni di Bekar sulle iniziative e prese di posizioni di questi mesi della Fnsi sul lavoro autonomo e sui richiami per l'attuazione delle leggi sull'equo compenso, compresa la relazione a Trieste della segretaria Costante. "Ma" ha sottolineato Bekar "editori e governi di diverso segno politico per anni non hanno mai dato seguito a queste giuste richieste, mostrando la volontà di non fare nulla. E' perciò necessaria una forte pressione, e una mobilitazione diffusa, che veda coinvolto con forza anche il mondo e le rappresentanze del lavoro autonomo, per contribuire a rendere ineludibile il tema a politici ed istituzioni. Ma se la Clan viene tenuta totalmente ferma e inattiva, tutta la politica si riduce solo a dei - pur giusti, ma insufficienti - comunicati stampa".


(Di seguito il comunicato integrale della Fnsi sull'intervento della Segretaria generale Costante, all'Assemblea Assostampa FVG a Trieste)

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Si è svolta a Trieste l'assemblea annuale dell'Assostampa Fvg, che ha approvato all'unanimità il bilancio consuntivo 2024 e preventivo 2025, entrambi in positivo. Ha partecipato la segretaria generale Fnsi Alessandra Costante.

Dopo i saluti di Furio Baldassi, nuovo presidente regionale dell'Ordine, della sua vice Paola Dalle Molle, del consigliere nazionale dell'Ordine Cristiano Degano e di Ingrid Stratti (Casagit), Maurizio Bekar (Inpgi), Patrizia Disnan (Unione pensionati), Pierluigi Sabatti (Circolo stampa Trieste), Nicole Corritore (Articolo 21), sono intervenuti il segretario di Assostampa Alessandro Martegani e il presidente Carlo Muscatello. Il tesoriere Nicola Filipovic ha illustrato i bilanci, di nuovo positivi grazie al contributo straordinario Fnsi e agli interessi bancari.

La segretaria generale Costante, sottolineato come ogni associazione abbia dinamiche proprie, si è quindi soffermata sui temi del lavoro autonomo, dell'intelligenza artificiale, del nodo irrisolto del carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa, delle norme che limitano il diritto-dovere dei giornalisti di informare, fino alle trattative per il rinnovo contrattuale.

«Non userò mai il temine freelance, che non rende l'idea della situazione di precarietà di questa condizione: io non riesco a rassegnarmi all'idea di colleghi che invecchiano precarizzati e non avranno pensioni superiori ai 350 euro», ha osservato, aggiungendo che «l'inflazione ha eroso lo stipendio dei giornalisti dipendenti del 20 per cento e i non dipendenti hanno retribuzioni ridicole, che non tengono conto dell'equo compenso, e spesso vengono usati dagli editori per una forma di dumping sociale».

Costante ha ricordato che «abbiamo provato nel 2023 a forzare la mano agganciandoci alla legge Meloni sull'equo compenso che prevede delle tabelle per tutti i lavoratori autonomi, abbiamo fatto una proposta unitaria all'Ordine che l'ha fatta sua, ma si è fermata al ministero della Giustizia. Per questo ho scritto al ministro Nordio: i giornalisti non sono lavoratori con diritti minori. La tutela dei giornalisti prevista della Costituzione è uguale a quella degli altri lavoratori e prevede una retribuzione dignitosa. Ma la professione giornalistica è legata direttamente alla libertà d'informazione e alla tutela della democrazia: non ci può essere professionalità senza un'equa retribuzione».

Nell'era dell'IA, «che è in grado di fare molto del lavoro dei giornalisti, a partire dal desk, è antistorico - ha anche detto la segretaria Fnsi - parlare ancora di professionisti e pubblicisti: dobbiamo cambiare radicalmente paradigma nella struttura della professione, ma per fare questo ci deve essere una gran collaborazione tra sindacato e Ordine».

Costante ha poi evidenziato come in Italia si continui a «considerare la diffamazione sempre dolosa, a produrre norme che di fatto limitano il lavoro dei colleghi e la democrazia, a tollerare le querele temerarie, una situazione che è responsabilità di governi di tutti i colori politici».

E «in questa situazione - ha argomentato - stiamo affrontando le trattative sul contratto, fermo a 10 anni, un tavolo a cui è presente tutta la Fnsi, senza distinzioni fra maggioranza e minoranza perché, se si farà, sarà il contratto di tutti. È nostro dovere stare al tavolo, ma nessuno firmerà mai un contratto peggiorativo o che danneggi i giovani colleghi: una posizione forte che però richiede unità da parte nostra. Finché la trattativa reggerà staremo al tavolo, ma siamo pronti a dare seguito al pacchetto di giorni di sciopero che ci ha affidato la Conferenza nazionale dei Cdr».


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20 gennaio 2025

BEKAR nominato DELEGATO INPGI per il FRIULI VENEZIA GIULIA

MAURIZIO BEKAR 
nominato
DELEGATO INPGI
PER IL FRIULI VENEZIA GIULIA

Rappresenterà l'ente e terrà i rapporti con gli iscritti
tramite gli uffici dell'Assostampa
con cui è stata attivata una convenzione


Il collega freelance Maurizio Bekar è stato nominato delegato
- cioè rappresentante - dell'Inpgi per il Friuli Venezia Giulia. Avrà il compito di facilitare il rapporto tra i giornalisti e l'ente di previdenza dei giornalisti lavoratori autonomi, curando i contatti reciproci e promuovendo la conoscenza del rapporto assicurativo e dei servizi erogati dall’ente.

Bekar godrà del supporto operativo dell’Assostampa FVG, che opererà nell’ambito di un'apposita convenzione firmata con l’Inpgi. Gli incarichi sono già attivi.

Il Presidente dell’Inpgi, Roberto Ginex, su delega del Cda, ha infatti nominato a fine 2024 i Delegati territoriali dell’Ente. Il Cda aveva previsto che, dal 1° gennaio 2025, le attività di assistenza decentrata agli iscritti sul territorio fossero effettuate in ciascuna Circoscrizione dalla figura di un Delegato incaricato dall’Istituto.

Il Delegato territoriale Inpgi sostituisce la figura del vecchio Fiduciario e ha il compito di mantenere il contatto diretto e personale con gli iscritti sui territori, in cui si assiste ad una forte crescita di lavoro giornalistico svolto in forma autonoma.

“La figura del Delegato presenta alcune novità rispetto a quella del Fiduciario a partire da un legame molto più diretto con l’Ente di previdenza" spiega il Presidente Ginex. Proprio per questo nella scelta dei nomi si è attinto in via preferenziale ai componenti del Consiglio Generale" (in cui Bekar è stato eletto nel Friuli Venezia Giulia nel maggio scorso n.d.r.). 

I Delegati si avvarranno del supporto logistico e amministrativo delle Associazioni Regionali di Stampa, secondo le modalità stabilite da apposite convenzioni.

Maurizio Bekar ha un lungo curriculum di impegno per i giornalisti lavoratori autonomi, sia a livello regionale che nazionale: 

- nel 2006 promotore, e fino ad oggi co-animatore del Coordinamento giornalisti precari e freelance dell’Assostampa FVG

- dal 2009 a oggi vicesegretario dell’Assostampa FVG, con delega al lavoro autonomo

- dal 2010 al febbraio 2023 membro e Coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, e dall’ottobre 2023 membro della stessa

- dal 2007 al 2023 delegato, o membro di diritto, ai Congressi della Fnsi

- dal 2013 al 2019, e dal 2023 a oggi, consigliere nazionale Fnsi

Per contatti, rivolgersi ai recapiti dell’Assostampa FVG: inpgi@assostampafvg.it - tel. 040.370371. 

Di massima gli uffici potranno dare risposte sulle domande e pratiche di ordinaria amministrazione, mentre per consulenze più specifiche se ne occuperà personalmente Bekar, quale delegato responsabile.

(Fonte: Inpgi)


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13 luglio 2024

SI AVVIA IL “NUOVO INPGI”: ORA COSA AVVIENE? (di Maurizio Bekar)

Maurizio Bekar, del Coordinamento giornalisti precari e freelance e vicesegretario dell'Assostampa FVG con delega al lavoro autonomo, è stato recentemente eletto nel Consiglio di Indirizzo Generale dell’Inpgi. 
In questo pezzo, pubblicato anche dall'Ordine dei giornalisti e dall'Assostampa FVG, illustra le novità e cosa si sta prospettando nel "nuovo Inpgi" dei lavoratori autonomi.


Dopo le elezioni del 27-31 maggio, si avviano le attività del “nuovo Inpgi”, l’ente previdenziale per i giornalisti con posizioni di lavoro autonomo. 

Il 3 luglio l’Assemblea dei delegati di tutta Italia (comprendente anche chi scrive queste righe) ha eletto il nuovo Consiglio di amministrazione, che nelle prossime ore eleggerà nel suo seno il nuovo Presidente, e procederà ad altri provvedimenti per avviare la nuova gestione.

Ma, concretamente, cosa cambia per gli iscritti? Fughiamo alcuni dubbi, che serpeggiano ancora: i colleghi con contratti da dipendente, per le loro posizioni sono stati trasferiti all’Inps; ma gli iscritti alla ex Gestione separata (la cosiddetta Inpgi 2) sono rimasti dov’erano, con le loro posizioni e versamenti contributivi, nell’ente che ora si chiama semplicemente “Inpgi”. 
In pratica per i secondi non è cambiato nulla: mantengono i loro diritti e posizioni come lavoratori autonomi, compresi quelli all’assistenza e a una futura pensione. L’Inpgi resta quindi il loro interlocutore per quanto riguarda il lavoro giornalistico autonomo.

Va anche chiarito che chi mantiene più posizioni di lavoro differenti (per esempio da autonomo ma anche da giornalista dipendente, o da lavoratore o libero professionista in altri settori) verserà i propri contributi nella rispettiva cassa settoriale, e si rivolgerà agli enti previdenziali competenti per ciò di cui ha titolo. E, per le pensioni, le posizioni maturate in casse differenti si assommeranno secondo le regole vigenti. Ma questo è un tema più complesso, da affrontare in un’altra occasione.

Cosa cambia invece nel “nuovo Inpgi” del lavoro autonomo? Con le elezioni di maggio sono stati eletti 52 delegati da tutta Italia, che hanno poi eletto nel loro seno i 5 membri del nuovo Consiglio di amministrazione: Stefano Gallizzi (Lombardia), Mattia Motta (Emilia Romagna), Massimo Marciano (Lazio), Roberto Ginex (Sicilia), Giuseppe Gandolfo (Piemonte).
[Aggiornamento: il Cda nella riunione del 12 luglio ha eletto Presidente dell'Inpgi Roberto Ginex [freelance, consigliere nazionale Fnsi, già segretario dell'Associazione siciliana della stampa] e Vicepresidente Mattia Motta [già segretario generale aggiunto Fnsi ed ex presidente della Commissione nazionale lavoro autonomo].

Il Cda è deputato al governo dell’ente, mentre l’Assemblea dei delegati (con l’esclusione dei 5 entrati nel Cda) si è trasformata nel Consiglio di indirizzo generale dell’Inpgi, che ha funzioni di indirizzo, di approvazione dei bilanci e di proposte del Cda, oltre che di determinazione di compensi, gettoni e rimborsi per i componenti degli organi collegiali.
Coordinatrice del Consiglio di indirizzo generale è stata eletta la collega Patrizia Pennella (Abruzzo).

Ora il nuovo Cda sta provvedendo ai suoi primi adempimenti, tra i quali l’ approvazione dell’organigramma e dei servizi, degli schemi di bilanci, la nomina del Direttore. Di particolare rilevanza sarà la conferma o meno dei propri uffici territoriali e della nomina dei fiduciari regionali (servizi di primaria importanza per la funzionalità decentrate dell’ente verso gli iscritti, ma che hanno dei costi non marginali). Nel volgere di qualche settimana il quadro sarà più chiaro.

Cosa è lecito attendersi nei prossimi mesi, per gli iscritti e le pensioni? 
Il quadro è complesso: l’Inpgi nel 2023 contava 46.870 iscritti, con circa 26.500 contribuenti attivi tra liberi professionisti e cococo. I redditi dei liberi professionisti erano mediamente di 17.000 euro lordi annui, e quelli dei cococo di circa 10.000 lordi. Ma si tratta di medie matematiche, che comprendono sia chi guadagna ben di più di quella media, sia chi ben di meno. 

Inoltre la platea degli iscritti è molto variegata, comprendendo sia ex lavoratori autonomi divenuti poi dipendenti o pensionati, sia chi – da dipendente o pensionato – svolge delle collaborazioni da autonomo, ma percependo la maggioranza del proprio reddito dall’altra posizione. Ma pure tra gli “autonomi tipo” vi sono posizioni molto variegate: vi è chi ha altre attività principali e svolge solo occasionali collaborazioni giornalistiche, e chi cerca invece di svolgere solo attività giornalistica, per il quale il relativo reddito (e la futura pensione) sono discriminanti essenziali. 

Il dato certo è che i giornalisti autonomi aumentano, ma le retribuzioni restano basse, e solitamente insufficienti a garantire la sopravvivenza personale (per tacere di quella di una famiglia, come pur statuito dall’art. 36 della nostra Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.”)

Vi sono quindi necessità e aspettative differenti: il giornalista dipendente o pensionato che vede il lavoro autonomo solo come un corollario al proprio reddito principale; la situazione simile di chi ha un altro reddito (insegnante, impiegato o altro) e pratica saltuariamente l’attività giornalistica, più che altro per soddisfazione personale. E chi invece cerca di farne la propria professione, essendo però generalmente sottopagato e senza garanzie né prospettive.

E’ chiaro che le aspettative ed esigenze di queste tipologie di iscritti sono differenti: chi solo di non perdere i contributi versati, e chi invece ha uno spasmodico bisogno di assistenza, di politiche di welfare mirate… e di una pensione sostenibile.

La realtà dei fatti è che l’Inpgi può intervenire con i suoi utili (la gestione dell’ex Inpgi 2 è economicamente in positivo) per politiche mirate di welfare e di supporto alle fasce più deboli, come ha già cercato di fare in questi ultimi anni. Ma non può “innalzare le pensioni”, perché queste per legge corrispondono ai contributi versati dall’iscritto. Che, se guadagna poco, versa pochi contributi e avrà quindi castelli contributivi minimi o ridicoli (è noto che l’importo della “pensione tipica” dell’Inpgi per un autonomo è inferiore a quella della pensione sociale Inps...). 

Il che riapre il problema del diritto a un equo compenso per i giornalisti autonomi, da cui poi deriva tutto il resto. E di cui dovremo riparlare.

Nel frattempo credo bisognerà improntare le politiche dell’Inpgi alla massima attenzione verso le esigenze delle fasce più deboli della categoria, assieme a una gestione sobria e snella dell’ente, per poterne garantire una continuità e i servizi anche nel futuro.

Maurizio Bekar
membro del Consiglio di Indirizzo Generale dell’Inpgi

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02 giugno 2024

BEKAR, freelance, ELETTO ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE INPGI per il Friuli Venezia Giulia



Il freelance MAURIZIO BEKAR ELETTO
ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE INPGI
in rappresentanza del Friuli Venezia Giulia

Il collega freelance Maurizio Bekar, membro del Direttivo e sostenuto dell’Assostampa FVG, è stato eletto rappresentante del Friuli Venezia Giulia nell’Assemblea nazionale dell’Inpgi, ente previdenziale dei giornalisti lavoratori autonomi. 

Ha raccolto 63 preferenze, contro le 61 del consigliere nazionale e fiduciario regionale Inpgi uscente, Andrea Bulgarelli (esponente, anche nazionale, di un altro sindacato di settore).

Maurizio Bekar è stato nel 2006 promotore, e finora co-organizzatore, del Coordinamento regionale dei giornalisti precari e freelance, e dal 2009 vicesegretario dell’Assostampa FVG con delega al lavoro autonomo. È membro e già coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, oltre che consigliere nazionale e membro della Commissione contratto Fnsi, sempre in rappresentanza dei lavoratori autonomi.

“Ringrazio quanti” ha commentato Bekar “anche dipendenti e pensionati con posizioni di lavoratore autonomo, hanno supportato la mia candidatura, anche con attestati di stima e vicinanza, trasversalmente a collocazioni, condizioni professionali e di età”. 

“Dietro di me” ha continuato “non ci sono stati lobby o gruppi organizzati; ma 18 anni di lavoro di base, tra giornalisti lavoratori autonomi e precari variamente declinati, dentro il sindacato della Fnsi e dentro alla sua articolazione regionale, cioè l'Assostampa FVG. E nel Coordinamento dei giornalisti precari e freelance, con cui negli anni si sono fatte varie battaglie, che ora continueranno in un nuovo capitolo dentro l'INPGI, sempre con spirito aperto, trasversale e unitario”.


RESTIAMO IN CONTATTO:
Coordinamento giornalisti precari e freelance
 dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia:


Vedi anche il nostro blog:

27 maggio 2024

INPGI: ELEZIONI DA NON PERDERE Appello al voto di MAURIZIO BEKAR candidato nel Friuli Venezia Giulia

Elezioni Inpgi 2024: si vota, solo on line, da lunedì 27 a venerdì 31 maggio.

Rilanciamo l’appello al voto per le elezioni Inpgi di Maurizio Bekar, nostro collega freelance candidato all’Assemblea nazionale dell’Inpgi per il Friuli Venezia Giulia. 

Il testo è stato pubblicato nel numero di maggio del bollettino dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia. 

INPGI 2024: ELEZIONI DA NON PERDERE
(di Maurizio Bekar, vicesegretario Assostampa FVG, candidato Inpgi)


Dal 27 al 31 maggio si vota, solo on line, per gli organi di amministrazione dell’Inpgi. Il Friuli Venezia Giulia eleggerà 1 delegato all’Assemblea nazionale, esprimendo 1 preferenza.

Sono elezioni da non sottovalutare e non perdere, perchè - dopo il passaggio all’Inps dei giornalisti dipendenti - l’Inpgi ora si occupa solo di previdenza per i lavoratori autonomi.

Afferisce all’Inpgi, e ha diritto di voto, chi ha contributi versati come autonomo, anche se è un pensionato o dipendente.


LA CONDIZIONE DELL’INPGI

L’ attuale Inpgi (ex Inpgi 2) è saldamente in attivo, con un patrimonio di circa 850 milioni di euro. Ma gli autonomi spesso fanno fatica a versare i contributi, o anche la quota minima annuale, a fronte di compensi solitamente esigui e iniqui.

L’Inpgi odierno non eroga ancora molte pensioni, che sono proporzionate ai contributi versati. Però la pensione media di un giornalista non dipendente oggi è pari a meno della metà di quella sociale Inps. Ma se le pensioni degli autonomi restano minime, come i loro guadagni, a cosa serviranno?

Diversa è la situazione per gli autonomi che sono anche dipendenti o pensionati, che avendo altri redditi possono così godere di una pensione “integrativa”. Che però non è sufficiente per chi deve campare solo di lavoro autonomo, a meno che non guadagni molto (diciamo di più di un dipendente). È una situazione che non potrà reggere socialmente a lungo: a cosa serve un ente previdenziale degli autonomi, se nel contesto e con le regole attuali non è in grado di erogare importi pari nemmeno alla pensione sociale Inps?

Infine: la “vecchia Inpgi” dei dipendenti era entrata in crisi per il calo delle assunzioni e dei contributi connessi) e per la proporzionale crescita delle uscite per pensioni, servizi e struttura amministrativa.

Ora forte è il rischio è che lo stesso schema di crisi si possa ripetere, prima o poi, con l’“Inpgi degli autonomi”, con la parte più debole della categoria chiamata a sostenere prima di tutto la struttura dell’ente, più che pensioni e servizi adeguati per gli iscritti-contribuenti. 

E’ questa una situazione che dovrà necessariamente essere discussa con queste elezioni.


LE PRIORITÀ

Queste, credo, le priorità:

- L’Inpgi dovrà erogare servizi e pensioni adeguate ma, se i redditi degli autonomi resteranno esigui, lo saranno anche i contributi versati, e quindi le prestazioni. Pertanto l’Inpgi, nell’ambito delle proprie competenze e sfere d’influenza, dovrà impegnarsi con forza su questo fronte, per esempio per l’attuazione delle leggi sull’equo compenso per gli autonomi.

- Serve un forte impegno su vari tavoli, anche ministeriali, per l’allargamento del welfare e un ulteriore impegno, anche diretto, per forme di sostegno - anche economico - agli autonomi. 

- Mantenere gli uffici di corrispondenza Inpgi sui territori, che sono l’interfaccia operativa con i colleghi, e che invece rischiano di saltare per i probabili “tagli” alle spese

Più in generale va garantita:

- una gestione agile e sobria dell’Inpgi, puntando sull’efficacia e senza sovradimensionamenti

- una gestione partecipata con la base riguardo le scelte strategiche e di bilancio, per garantire non solo la vita dell’Inpgi, ma soprattutto servizi e pensioni adeguate agli iscritti.


LA MIA CANDIDATURA

Sono queste le ragioni e priorità per cui mi sono candidato all’Assemblea nazionale dell’Inpgi. dopo 18 anni di impegno in prima persona, principalmente sul lavoro autonomo, nell’Assostampa FVG e a livello nazionale nella Fnsi.

Chi volesse saperne di più, può consultare informazioni e proposte sulla mia pagina Facebook www.facebook.com/maurizio.bekar o contattarmi: info.bekar.net@gmail.com

Si vota dal 27 al 31 maggio, sul sito www.inpgi.it, tramite SPID o Carta di identità elettronica.

Non mancate al voto: è un appuntamento importante per tutti gli autonomi (compresi quelli con doppie posizioni, da dipendenti o pensionati). Grazie

Maurizio Bekar, 
vicesegretario Assostampa FVG,
candidato all’Inpgi per il FVG


Si vota sul sito www.inpgi.it da lunedì 27 a venerdì 31 maggio 2024, dalle 8.00 alle 22.00 il 27, 28, 29 e 30, e dalle 8.00 alle 20.00 venerdì 31 maggio.

22 maggio 2024

MAURIZIO BEKAR, freelance, candidato all'INPGI (elezioni on line, 27-31 maggio 2024)


Rilanciamo di seguito la richiesta di supporto del collega freelance Maurizio Bekar: è candidato, col sostegno dall'Assostampa Friuli Venezia Giulia, a rappresentare la nostra regione nell’Assemblea nazionale dell'Inpgi, l’istituto previdenziale che oggi rappresenta chi nel giornalismo appartiene alla categoria dei “precari senza garanzie”, dei lavoratori autonomi e dei freelance.

Dal 27 al 31 maggio si terranno le elezioni nazionali, ed il Friuli Venezia Giulia elegge un unico rappresentante. 

In quanto anche io freelance, considero molto importante che del futuro del nostro lavoro possa occuparsi chi conosce bene da anni la situazione economica e le condizioni lavorative di tanti giornalisti che vivono di contratti a scadenza, di diverse collaborazioni, che lavorano con partita Iva etc.

Maurizio è uno di loro e ha finora avuto ruoli sindacali anche a livello nazionale, essendo stato coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi; oltre tutto è da sempre uno dei più impegnati nel difendere il lavoro giornalistico autonomo.

Per questo un invito a sostenere, anche con il voto, la sua candidatura.


Lorenzo Mansutti
co-portavoce del Coordinamento giornalisti precari e freelance del FVG
presidente della Commissione regionale lavoro autonomo Assostampa FVG

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Di seguito l’appello al voto, leggibile anche al link:


VOTA MAURIZIO BEKAR
candidato all’INPGI
per il FRIULI VENEZIA GIULIA
(on line, 27-31 maggio 2024)

PER COSA SI VOTA

Dal 27 al 31 maggio si vota, solo on line, per gli organi di amministrazione dell’Inpgi.

E’ importante votare, perché l’Inpgi
 (dopo l’assorbimento nell’Inps dei giornalisti dipendenti) si occupa di servizi e previdenza degli autonomi. Chi può votare ha già ricevuto una pec dall'Inpgi con tutte le istruzioni (si possono trovare anche on line. sul sito www.inpgi.it).

Il Friuli Venezia Giulia ora eleggerà 1 rappresentante nell’Assemblea nazionale dell’Inpgi


PERCHÈ MAURIZIO BEKAR CANDIDATO PER IL FVG

Mi sono candidato all’Assemblea nazionale dell’Inpgi perché da molti anni mi occupo nel sindacato di lavoro giornalistico autonomo:

- nel 2006 promotore, e fino ad oggi co-animatore del Coordinamento giornalisti precari e freelance dell’Assostampa del Friuli Venezia Giulia
- dal 2009 a oggi membro del Consiglio direttivo e vicesegretario dell’Assostampa FVG, con delega al lavoro autonomo
- dal 2010 al febbraio 2023 membro e Coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo  Fnsi, e dall’ottobre 2023 membro della stessa
- dal 2007 al 2023 delegato, o membro di diritto, ai Congressi della Fnsi
- dal 2013 al 2019, e dal 2023 a oggi, consigliere nazionale Fnsi

Ho inoltre avuto esperienze di pubblico amministratore:
- dal 1988 al 1992 consigliere comunale di Trieste
- dal 1989 al 1992 membro dell’Assemblea dell’Azienda Consorziale Trasporti di Trieste
 
Sulla base di queste esperienze, vorrei poter dare il mio contributo negli organi dell’Inpgi.


LA CONDIZIONE DELL’INPGI

L’Inpgi (ex Inpgi 2, Gestione Separata dei giornalisti autonomi) è oggi solidamente in attivo con i bilanci. Ma i freelance, spesso, fanno fatica a versare anche la quota minima annuale di contributi, a fronte di compensi iniqui e solitamente al ribasso.

L’Inpgi oggi eroga agli autonomi ancora poche pensioni, proporzionate ai contributi versati. Ma la pensione media di un giornalista non dipendente è oggi pari a meno della metà di quella sociale Inps. Ma se le pensioni degli autonomi saranno così minime, a cosa serviranno? 

Diversa è la situazione per i dipendenti e pensionati che, avendo altri redditi principali, possono godere di una sorta di pensione “integrativa”. Che però non è sufficiente per chi deve campare di lavoro autonomo, a meno di non aver guadagnato davvero molto (diciamo più di un dipendente).

Infine: l’Inpgi “dei dipendenti” entrò in crisi per il calo delle assunzioni e dei contributi, e la crescita delle spese. Ora il rischio è che la stessa cosa si possa ripetere all’Inpgi “degli autonomi”.

PER COSA MI CANDIDO

Spesso i programmi elettorali “si lasciano scrivere”… per venir poi scordati in un cassetto. Mi candido quindi non su facili “libri dei sogni”, ma su basi e per cose molto concrete:

- Innanzitutto in coerenza con l’organizzazione, l’informazione e le consulenze sul lavoro autonomo, 
curate per oltre 15 anni. E con l’impegno profuso per l’approvazione delle leggi sull’equo compenso e per la Carta di Firenze “Della deontologia sulla precarietà nel lavoro giornalistico” (poi rimaste, purtroppo, largamente inapplicate). Questo oltre ai contributi dati negli anni su altri temi, nel sindacato dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia e a livello nazionale.

Le politiche da perseguire:

- L’Inpgi dovrà erogare servizi e pensioni adeguate ma, se i redditi dei freelance resteranno esigui, sarà lo stesso per i contributi e le prestazioni erogate. Pertanto l’Inpgi, nell’ambito delle proprie competenze e sfere d’influenza, dovrà impegnarsi con forza su questo tema, anche per l’attuazione delle leggi sull’equo compenso per i giornalisti lavoratori autonomi.

- Impegno sui vari tavoli, anche ministeriali, per l’allargamento del welfare e la tutela degli autonomi, e un ulteriore impegno, oltre a quanto già fatto, per il loro sostegno economico.

- Mantenimento degli uffici di corrispondenza sui territori, che sono l’interfaccia operativa con i colleghi, e che rischiano di saltare per i probabili “tagli” alle spese dell’Inpgi.


Più in generale va garantita:

- La solidità, anche futura, dei bilanci, tramite revisione e contenimento delle spese.  

- Una gestione agile e sobria, puntando sull’efficacia e senza sovradimensionamenti, anche in termini di personale e di spese di funzionamento

- Una gestione partecipata con la base circa le scelte strategiche e di bilancio, per garantire non solo la vita dell’Inpgi, ma soprattutto servizi e pensioni adeguate per gli iscritti.


PER QUESTE RAGIONI TI CHIEDO DI VOTARE E DI VOTARMI:
MAURIZIO BEKAR, CANDIDATO ALL’ASSEMBLEA DELL’INPGI


COME E QUANDO SI VOTA

Da lunedì 27 al 31 maggio 2024 solo sul sito www.inpgi.it nella sezione “Elezioni 2024”: il 27, 28, 29 e 30 maggio dalle ore 8:00 alle 22:00, e venerdì 31 dalle ore 8:00 alle 20:00.
L’accesso avverrà attraverso SPID o CIE (carta di identità elettronica) di livello 2.

L’unica preferenza esprimibile per il Friuli Venezia Giulia potrà essere attribuita cliccando su un flag in corrispondenza del nome scelto.
Una volta confermata la scelta e completato il voto, si riceverà una conferma via mail.

Nei giorni e orari di voto servizio assistenza alla mail assistenzavoto@inpgi.it
e recapiti telefonici: 06.8578202 – 205 – 206 – 213 – 308 – 364.

Dal 27 al 31 maggio VOTA PER L’INPGI
E VOTA MAURIZIO BEKAR
candidato per il Friuli Venezia Giulia
ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE


E, se vuoi darmi una mano, fai circolare questo annuncio tra colleghe e colleghi. O, al caso, contattami. Grazie !

Maurizio Bekar: info.bekar.net@gmail.com 

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Restiamo in contatto:

01 novembre 2023

Giornalisti autonomi del Friuli Venezia Giulia: eletti i rappresentanti in Fnsi e nell’Assostampa

 Bekar, Bisiach, Debernardi, Pozzar, Terzoli

Mansutti Presidente Commissione regionale

L’assemblea dei giornalisti lavoratori autonomi dell’Assostampa Friuli Venezia Giulia, riunitasi il 28 ottobre 2023 al Circolo  della Stampa di Trieste, ha eletto all’unanimità i rappresentanti negli organismi della Fnsi e dell’Assostampa.

Maurizio Bekar, vicesegretario dell’Assostampa con delega al lavoro autonomo e consigliere nazionale Fnsi, professionista, freelance dal 1988 con esperienze in quotidiani, periodici, radio, tv e attualmente addetto stampa nel settore privato, è stato rieletto nella Commissione nazionale lavoro autonomo, di cui è il Coordinatore uscente.

Bekar sarà anche delegato del Friuli Venezia Giulia nell'Assemblea Nazionale dei lavoratori autonomi della Fnsi, assieme al collega Franco Debernardi, dal 1989 fotografo e pubblicista freelance, con all’attivo innumerevoli collaborazioni con testate regionali, agenzie nazionali ed internazionali e varie realtà dello sport.

I due faranno ora parte della nuova Commissione regionale lavoro autonomo assieme a: Marco Bisiach (pubblicista dal 2007; laureato in Scienze della comunicazione, indirizzo giornalismo; collaboratore da Gorizia del quotidiano "Il Piccolo", della piattaforma multimedia Calcio FVG Live, di TV Media24 e curatore di vari uffici stampa).

In Commissione anche Luisa Pozzar (laureata in economia, professionista freelance dal 2011, con all’attivo collaborazioni con quotidiani e riviste nazionali, nonchè componente della Giunta nazionale dell’UCSI - Unione Cattolica della Stampa Italiana) e Gianfranco Terzoli (pubblicista freelance dal 1996, con esperienze di giornalista radiofonico, televisivo e in quotidiani, settimanali e periodici telematici regionali. Ha curato vari uffici stampa per privati ed enti pubblici. Attualmente collabora con l’Ufficio stampa del Comune di Trieste).

Coordinatore della Commissione regionale è Maurizio Bekar, quale eletto nella Commissione nazionale, mentre il Direttivo dell’Assostampa FVG lunedì 30 ottobre ha nominato Presidente e responsabile della Commissione regionale Lorenzo Mansutti (pubblicista e vicefiduciario dell’Assostampa per Trieste, già consigliere nazionale Fnsi, e co-portavoce del Coordinamento giornalisti precari e freelance dell’Assostampa).

La nuova Commissione regionale lavoro autonomo si riunirà prossimamente, mentre per gli organismi nazionali va atteso l’insediamento ufficiale a Roma, nelle prossime settimane.

(Fonte: Assostampa FVG)

RESTIAMO IN CONTATTO:
Coordinamento giornalisti precari e freelance
 dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia:


Vedi anche il nostro blog:

15 giugno 2023

DIPARTIMENTO UFFICI STAMPA FNSI: BEKAR PER IL FRIULI VENEZIA GIULIA

DIPARTIMENTO UFFICI STAMPA FNSI:
BEKAR PER IL FRIULI VENEZIA GIULIA

Si è insediato a Roma il Dipartimento uffici stampa della Fnsi, presieduto dal segretario generale aggiunto Matteo Naccari. Il Dipartimento si articola in due gruppi di lavoro: uno sugli uffici stampa della Pubblica Amministrazione e il secondo sugli uffici stampa privati, quest’ultimo coordinato dal consigliere nazionale Pier Giorgio Severini, segretario del Sindacato delle Marche (SiGim).

Sono intervenuti all’incontro il direttore della Fnsi Tommaso Daquanno e, tra gli altri, la presidente nazionale del Gus (gruppo di specializzazione Gruppo Uffici Stampa) Assunta Currà.

Del Dipartimento fa parte, per l’Assostampa FVG, il consigliere nazionale Maurizio Bekar (vicesegretario Assostampa, con delega al lavoro autonomo e agli uffici stampa).

Il Dipartimento, dopo primo un giro d’interventi sulle varie problematiche esistenti nei territori, ha definito gli orientamenti per i suoi lavori, che si svolgeranno in forma aperta e puntando sulla collaborazione attiva delle realtà territoriali. Primi obiettivi l’attuazione di quanto approvato sugli uffici stampa nelle mozioni del recente Congresso Fnsi di Riccione.

Necessità e disponibilità ad una stretta collaborazione operativa è stata manifestata anche dalla presidente del GUS, Currà.


informazioni e contatti:

Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa FVG:

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