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23 luglio 2015

DUE MEMBRI DI ASSOSTAMPA FVG ENTRANO IN COMMISSIONE FNSI


BEKAR E DOBRILLA NELLA 
COMMISSIONE UFFICI STAMPA FNSI





I colleghi Maurizio Bekar e Pierpaolo Dobrilla, dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia, sono entrati a far parte della Commissione nazionale Uffici stampa della Fnsi, insediatasi nei giorni scorsi a Roma.

Maurizio Bekar, consigliere nazionale Fnsi, dal 2007 è attivo nel Coordinamento regionale precari e freelance ed è stato recentemente riconfermato vicesegretario dell'Assostampa FVG, con delega sul lavoro autonomo.
Pierpaolo Dobrilla, caporedattore dell'Agenzia Regione Cronache della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è stato il primo firmatario della mozione sull'informazione e comunicazione istituzionale nella Pubblica Amministrazione (assieme ai colleghi Margherita Carniello e Paolo Costa, delle Assostampa Veneto e Lombardia), mozione approvata per acclamazione dal recente XVII Congresso Fnsi di Chianciano.

La Commissione, presieduta dalla componente della segreteria Fnsi Alessandra Costante, e coordinata dalla consigliera nazionale Lucia Visca, punta ad ampliare e approfondire il lavoro già avviato negli anni scorsi, per quadri di garanzie e regole comuni a questo specifico settore dell'attività giornalistica. 

In questo senso la Commissione ha anche varato due gruppi di lavoro a tema, uno sugli uffici stampa pubblici e uno su quelli privati; nel primo gruppo è entrato a far parte Pierpaolo Dobrilla, e nel secondo Maurizio Bekar.

La Commissione e i gruppi di lavoro si riuniranno prossimamente.

30 giugno 2015

ANCORA POCHI GIORNI PER ISCRIVERSI AL PREMIO GIORNALISTICO CIGANA


Premio Simona Cigana:

iscrizioni fino al 10 luglio







In lizza servizi giornalistici (inchieste, sport, artigianato)
pubblicati entro il 30 giugno



Ultimi giorni per partecipare al « Concorso giornalistico “Premio Simona Cigana”». Al Circolo della stampa di Pordenone vanno inviati entro il 10 luglio i servizi giornalistici pubblicati tra il 1° luglio 2014 e il 30 giugno 2015. 
 
La partecipazione è aperta al mondo dell’informazione multimediale, cioè ai giornalisti della carta stampata, della tv, della radio, dei siti e delle testate on line, nel rispetto del Bando di concorso consultabile nel sito www.stampa-pordenone.it. I servizi devono essere dedicati completamente o in parte al Friuli Venezia Giulia.

Il Circolo della Stampa di Pordenone, ideatore e promotore, fa dell'iniziativa il suo fiore all’occhiello, soprattutto guardando al 2016, cinquantesimo anniversario di fondazione. Vi configura infatti due obiettivi: ricordare Simona Cigana, giovane talento giornalistico friulgiuliano, mancata improvvisamente nel 2007, e premiare i colleghi che si distinguono per il loro impegno professionale in un periodo particolarmente difficile per l’informazione, soggetta a forti mutamenti tecnologici, editoriali, sociali.
Lo sostengono: gli sponsor (Banca di Credito cooperativo Pordenonese, Federazione regionale delle Bcc del Friuli Venezia Giulia, Confartigianato Pordenone, Famiglia Cigana), e i patrocinatori (Ordine giornalisti del FVG, Assostampa FVG, Ussi-giornalisti sportivi FVG, Regione autonoma FVG, Provincia di Pordenone, Comuni di Pordenone e di Aviano, Coni FVG).

Caratteristiche del Concorso. Il “Premio Simona Cigana” è annuale, nazionale, multimediale e multilingue (italiano, friulano, sloveno, tedesco). Vi partecipano giornalisti italiani che trattano qualunque argomento relativo al Friuli Venezia Giulia, anche nei contesti nazionale e internazionale. I servizi devono essere pubblicati su testate italiane tra il 1° luglio dell’anno precedente e il 30 giugno dell’anno in corso.

Categorie del Concorso. Il Premio è suddiviso in tre categorie: Giornalismo d’inchiesta, Giornalismo sportivo, Giornalismo economico sull’Artigianato.

I premiati. Dalla prima edizione il “Cigana” premia con assegni in denaro, diplomi e altri riconoscimenti i migliori servizi e i loro autori che presentano i propri lavori spontaneamente e gratuitamente, in accordo con le testate giornalistiche.

Iniziative collaterali. Nell’ambito della 6ª edizione il Circolo della Stampa di Pordenone darà vita anche quest’anno, in vista della premiazione, alla serie di incontri “Inviato speciale”, con nomi prestigiosi del giornalismo italiano d’inchiesta. 
 
Proclamazione dei vincitori. La Giuria premierà i vincitori entro il prossimo ottobre.

Info: sito del Circolo della Stampa di Pordenone, www.stampa-pordenone.it.

20 novembre 2013

STATI GENERALI INFOPRECARIA FVG 2013: LA MOZIONE APPROVATA


L'informazione precaria del Friuli Venezia Giulia
ha dibattuto su Facebook e in Rete


Stabilizzazioni dei precari, tutele per gli autonomi nel contratto e in leggi regionali di settore, attuazione dell'equo compenso, della Carta di Firenze e del suo Osservatorio, riforma dell'Ordine e revisioni dei suoi iscritti, più stretti rapporti fra Comitati di redazione e collaboratori, potenziamento dei servizi per gli autonomi da parte degli organismi di categoria.

Sono queste alcune delle indicazioni e richieste emerse dagli Stati generali dell'informazione precaria del Friuli Venezia Giulia, svoltisi in un Forum su Facebook, aperto a tutti, dal 25 ottobre al 17 novembre scorsi. L'iniziativa è stata promossa dal Coordinamento giornalisti precari e freelance e dalla Commissione regionale lavoro autonomo dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia, per dare seguito agli Stati Generali nazionali svoltisi in luglio in Fnsi, ed approfondire e attuare a livello regionale le proposte lì emerse.

La scelta di realizzarli su Facebook, con il rilancio su internet di alcuni dei contributi giunti (in parte raccolte sul blog del Coordinamento precari: http://freelancefvg.blogspot.it/ ), è stata motivata dall'intento di offrire una maggiore possibilità di coinvolgimento e dibattito con i colleghi, anche se fisicamente distanti, in orari insoliti, o in tempi differenziati rispetto a una riunione fisica. Il Forum, inteso come confronto con tutta la categoria, è stato aperto anche ai non iscritti al sindacato.

Dall'ampio dibattito che si è sviluppato, sono emerse con forza varie problematiche ed urgenze dei giornalisti non contrattualizzati da dipendenti. Centrale, tra le indicazioni emerse, la necessità di “superare la divisione culturale troppo spesso esistente fra giornalisti contrattualizzati, precari e autonomi, per affrontare organicamente in ogni sede e tavolo di trattativa, in modo globale, unitario e solidale, le problematiche di tutta la categoria, oggi formata per il 60% da lavoratori autonomi, e solo per il 40% da lavoratori dipendenti”.

Oltre a ciò, la necessità di far applicare puntualmente e rispettare le normative esistenti nella categoria, che altrimenti rischiano di venir svuotate “da carenze nelle fase di vigilanza o di applicazione”. E, più in generale, l'indicazione che per affrontare queste tematiche è necessaria “la partecipazione attiva e sinergica di tutti i colleghi, autonomi e contrattualizzati”, cioè senza divisioni tra contrattualizzati e non, e senza delegare ad altri la risoluzione di problemi che sono comuni a tutta la categoria.

Di seguito >> e qui scaricabile << la mozione approvata



Per altre informazioni consultare il blog e la pagina Facebook del Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia: 

o mandare una mail a: 




Mozione approvata dagli
Stati Generali dell’informazione precaria
del Friuli Venezia Giulia
(su Facebook e web, 25 ottobre - 17 novembre 2013)

Gli Stati generali dell'Informazione precaria del Friuli Venezia Giulia, convocati dal Coordinamento giornalisti precari e freelance e dalla Commissione regionale lavoro autonomo dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia, aperti a tutti i freelance e precari della regione, anche non iscritti al sindacato, e discussi via Facebook e in Rete dal 25 ottobre al 17 novembre 2013, dopo ampia discussione approvano il seguente documento:


In Italia il 60% dei giornalisti attivi oggi non ha un contratto da dipendente. Di questi quasi il 70% guadagna meno di 10 mila euro lordi l'anno, e il 49% meno di 5 mila. Retribuzioni, queste, che pur lavorando continuativamente non permettono l'autosufficienza economica. E mentre il lavoro dipendente diminuisce, aumentano i giornalisti con contratti precari, e le forme di lavoro giornalistico non riconosciuto, come sul web, negli uffici stampa e nel settore radio-televisivo e nel supposto “citizen journalism”.

Queste condizioni di lavoro vanno considerate un'emergenza per tutta la categoria e vanno affrontate con determinazione anche per la sopravvivenza stessa della professione.

Il giornalismo precarizzato e sottopagato, senza diritti, prospettive e tutele sociali, è infatti divenuto la norma per chi non ha un contratto da dipendente. In queste condizioni il lavoratore autonomo si trova spesso sotto un pesante ricatto economico, e non può quindi essere il garante credibile di un'informazione libera, indipendente, oggettiva e di qualità.

In questo senso la crescente precarizzazione del lavoro giornalistico è un'emergenza che riguarda non solo tutta la categoria, ma che ha conseguenze dirette sull'informazione per i cittadini, e in ultima analisi sulla stessa qualità della democrazia nel nostro Paese.

Il diritto all'informazione e alla sua qualità non possono quindi più essere disgiunti dai diritti del lavoro e dalle tutele dei lavoratori autonomi, che il contratto collettivo già riconosce ai giornalisti dipendenti.

Sui diritti da riconoscere ai giornalisti non contrattualizzati confermiamo l'attualità e le indicazioni dei documenti:

  • della Commissione nazionale lavoro autonomo per il XXVI congresso FNSI del 2011 (“Freelance e precarietà: per i diritti del lavoro, per la libertà e la qualità dell’informazione”)
  • l'ordine del giorno sul lavoro autonomo approvato per acclamazione dallo stesso congresso Fnsi
  • la “Carta di Firenze - Della deontologia sulla precarietà nel lavoro giornalistico, carta deontologica della professione, in vigore dal 2011
  • il documento del Friuli Venezia Giulia per gli Stati generali dell'informazione precaria, promossi dalla Fnsi l'11-12 luglio 2013

nei quali ci riconosciamo, ci sentiamo impegnati, e di cui chiediamo la piena e puntuale attuazione.

Più in particolare riconfermiamo, come già in passato, le seguenti priorità:

- Vanno perseguite con forza politiche di stabilizzazione e contrattualizzazione dei tanti giornalisti che ne avrebbero titolo, oggi spesso inquadrati fintamente come autonomi e co.co.co. Una politica che deve veder impegnati, per quanto di rispettiva competenza, gli organismi di categoria nazionali, regionali e aziendali (Cdr e fiduciari di redazione), in sinergia con i singoli colleghi interessati e con le loro eventuali rappresentanze collettive (coordinamenti di collaboratori e/o organismi riconosciuti dall'Assostampa).

- Le trattative per i nuovi contratti collettivi di lavoro, e le contrattazioni aziendali, devono vedere tra i punti qualificanti e prioritari la lotta al precarietà, puntando alle stabilizzazioni e contrattualizzazioni del lavoro oggi fintamente autonomo, ad esempio, per il contratto Fieg-Fnsi, tramite l'art. 1, ma anche (ove applicabili) le forme più flessibili degli art. 2 (collaboratori fissi) e 12 (corrispondenti), profili di cui vanno peraltro adeguati i tariffari, anche alla luce dei criteri della legge sull'equo compenso.
In ambito Fieg il ricorso ai co.co.co. va il più possibile respinto, a favore delle altre forme contrattuali già presenti (art. 2 e art. 12). Il co.co.co non deve essere usato per mascherare rapporti di lavoro di altra natura, né per richiedere rapporti in esclusiva.

- Ai tavoli delle trattative, sia aziendali che con gli editori, si chiede il massimo sforzo, la massima trasparenza e il permanente confronto con la base e con le rappresentanze degli autonomi, freelance e precari, sui punti che li riguardano.

- Vanno estese tutele e diritti anche ai non inquadrati come dipendenti, che sono quasi sempre parte debole nei confronti dei datori di lavoro. Va quindi sostenuto con forza e con politiche attive il principio che diritti e tutele non possono essere appannaggio solo dei dipendenti, ma di tutti i giornalisti. E questo tanto più in un mercato in crisi, dove strategie tese solo a stabilizzazioni e contrattualizzazioni da dipendenti possono poi anche rivelarsi non efficaci, lasciando senza diritti e garanzie chi non può venir contrattualizzato, o lavora da autonomo.

- In questo senso la legge sull'equo compenso del lavoro giornalistico autonomo dev'essere sollecitamente e correttamente applicata, respingendo ogni tentativo di limitare e diluire la portata di un provvedimento che punta esplicitamente a dare applicazione all'art. 36 della Costituzione anche ai lavoratori autonomi, finora senza tutele.
Pertanto confermiamo la condivisione della proposta di attuazione formulata dalla Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi che, in ottemperanza della legge 233/2012, individua l'equo compenso in coerenza con i parametri della retribuzione lorda del giornalista lavoratore dipendente, con alcuni altri correttivi.
Più in particolare condividiamo il principio, da sempre espresso dalla Fnsi, che il lavoro autonomo non può costare meno di quello dipendente, e anzi sosteniamo che debba costare di più. E questo sia perché il lavoratore autonomo si assume costi di produzione, rischi, ed oneri contributivi, previdenziali ed assicurativi altrimenti spettanti al datore di lavoro, sia perché un autonomo che costi meno di un dipendente diviene per l'editore un incentivo a non assumere mai, anche chi ne avrebbe titolo sostanziale.

- Riguardo le sanzioni previste dalla legge sull'equo compenso, sottolineiamo che queste (ai sensi dell'art. 3 della L. 233/2012) prevedono non solo “la decadenza dal contributo pubblico in favore dell'editoria” ma anche “da eventuali altri benefici pubblici...”, e che queste vanno intese come applicabili anche ai livelli regionali e locali. Pertanto chiediamo con forza che in sede d'attuazione della legge le sanzioni vengano applicate puntualmente anche per quanto attiene gli “altri benefici pubblici”, e che ciò venga attuato, per quanto di competenza, anche ai livelli regionali e locali.

- La Carta di Firenze, sostenuta da grandi aspettative, è un irrinunciabile punto di riferimento ideale per dei migliori rapporti di lavoro e la tutela dei più deboli, ma non può restare solo un'enunciazione di principi. Le diversità di valutazioni su alcuni suoi passaggi e sulla sua applicabilità, più volte emerse nella categoria, non possono far dimenticare che la larghissima parte del documento è stata pienamente condivisa da Odg, Fnsi, freelance e precari, e che questo è nato da una condizione di gravi e diffusi disagi, a cui vanno date risposte concrete e urgenti.
La Carta di Firenze va quindi attuata, non come strumento di contrapposizione nella categoria, ma come momento di colleganza attiva, per la tutela del lavoratore più debole e come strumento di difesa nei confronti del potere oggi quasi incontrollato degli editori sui collaboratori.
In questo senso le sanzioni vanno pubblicizzate a fini deterrenti, senza appellarsi alla privacy, essendo provvedimenti di un ente pubblico per la tutela della professione.
A riguardo inoltre lamentiamo che l'esposto sull'equità dei compensi praticati dalle principali testate della nostra regione, presentato l'8 gennaio 2013 da Assostampa e Coordinamento precari e freelance del Friuli Venezia Giulia giace inevaso presso l'Ordine regionale, in attesa di espletamento dell'iter dal Consiglio di disciplina territoriale. Sottolineiamo che il completamento dell'iter regolamentare dell'esposto è non solo indilazionabile, ma un atto dovuto da un ente pubblico.

- Confermiamo la necessità di un sollecito completamento dell'“Osservatorio permanente sulle condizioni professionali dei giornalisti”, previsto dalla Carta di Firenze come strumento paritetico tra Ordine ed FNSI. Questo ha infatti “il compito di vigilare sull'effettiva applicazione della presente carta, di avanzare proposte di aggiornamento nonché di segnalare quelle condizioni di sfruttamento della professione che ledano la dignità e la credibilità dei giornalisti anche nei confronti dell’opinione pubblica”, e tale punto della Carta non è mai è stato oggetto di contestazioni o distinguo. Non vi sono quindi oggi motivi per non completarlo in forma paritetica, e un invito in tale senso viene pertanto rivolto alla Fnsi.
E' inoltre possibile e auspicabile istituirne uno, con compiti analoghi, anche a livello regionale. Ci impegniamo pertanto in questo senso, chiedendone l'istituzione in forma paritetica all'Ordine del FVG, dichiarandoci peraltro anche disponibili ad avviarlo in forma autonoma, analogamente a quanto è già avvenuto a livello nazionale.

- E' necessaria una radicale riforma dell'Ordine dei giornalisti, che porti a far sì (anche eventualmente tramite forme di auto-limitazione) che i suoi organismi rappresentativi siano formati da chi svolge effettivamente la professione, anche in forma saltuaria, ma regolarmente retribuita e con il versamento dei contributi. Tale iniziativa può essere avviata autonomamente anche dall'Ordine del FVG, come segnale di rilievo nazionale per l'auto-riforma della professione.

- Sempre riguardo l'Ordine dei giornalisti, è necessaria la revisione dagli elenchi dei non più aventi diritto all'iscrizione, e sono da attuare tutte le iniziative che mettano nella condizione chi già esercita esclusivamente la professione di sostenere gli esami per l'ammissione all'elenco dei professionisti. In questo senso si sollecita l'Ordine del FVG a emanare e pubblicizzare le norme attuative dalla delibera del Cnog del 13 marzo 2013 sul cosiddetto “ricongiungimento” dei pubblicisti, e di continuare a procedere con i riconoscimenti d'ufficio e di praticantato freelance a quanti ne avessero titolo, accompagnandoli e sostenendoli nell'iter.

- Rispetto alla determinazione dell’adeguatezza dei compensi relativi a prestazioni giornalistiche, chiediamo al Consiglio regionale dell’Ordine di adottare e rendere pubblici criteri e parametri di riferimento, così come previsto all'art. 2 della Carta di Firenze, e ai sensi dell'art 2233, secondo comma, del Codice Civile:
Il compenso, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal giudice, sentito il parere dell'associazione professionale a cui il professionista appartiene.
In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione. (…)"
Si chiede pertanto all'Ordine di stabilire ed esplicitare qual è il livello di compenso che rispetti il decoro della professione.

- Chiediamo inoltre un costante impegno dell'Ordine e degli organismi di categoria alla sorveglianza e denuncia dei casi di esercizio abusivo della professione e di evasione contributiva, che divengono anche forme di concorrenza sleale verso chi invece rispetta le regole.

- Altrettanto chiediamo che i previsti corsi d'aggiornamento professionale previsti dalla nuove norme ordinistiche tengano conto delle generalmente scarse disponibilità economiche dei non contrattualizzati, e non gravino pesantemente sui loro già ridottissimi redditi da lavoro.

- Cdr e collaboratori: come chiarito più volte dalla Fnsi, ai sensi dell'art 34 del Ccnlg, i comitati e i Fiduciari di redazione possono intervenire anche per la tutela dei diritti e posizioni contrattuali dei lavoratori autonomi. Si sollecita pertanto la più ampia collaborazione e confronto tra Cdr, fiduciari e collaboratori, anche stimolando e favorendo la nascita di coordinamenti di collaboratori per testata, che eleggano propri rappresentanti come interfaccia continuativa con Cdr e fiduciari. Qualora ciò non fosse possibile, o comunque a loro supporto, indichiamo l'opportunità che ad assumersi tale onere siano il Coordinamento precari assieme alla Commissione regionale lavoro autonomo, o altri organismi riconosciuti dall'Assostampa FVG, quali i fiduciari e vicefiduciari provinciali.

- Uffici stampa. Una grande quantità di freelance e precari operano presso uffici stampa privati e pubblici, spesso in condizioni di non corretto inquadramento giornalistico, o in violazione della norme della L. 150/2000. Richiamiamo quindi la necessità di un'attenzione, mappatura e mobilitazione continuativa sul tema, con il coinvolgimento dei freelance e precari, come uno dei settori d'interesse strategico della categoria, per le sue implicazioni lavorative e contributive. Il Coordinamento precari e la Commissione regionale lavoro autonomo sono già disponibili come strumento di raccordo e d'iniziativa in tale direzione.

- Si chiede inoltre che gli organismi di categoria, anche a livello locale, potenzino i servizi di supporto tecnico e consulenza per le variegate e complesse problematiche del lavoro autonomo, che pare sempre più destinato ad aumentare. Ciò può essere ottenuto sia tramite riorganizzazioni e soluzioni tecniche interne, sia con convenzioni con professionisti od enti esterni, da sviluppare con la partecipazione attiva dei lavoratori autonomi e precari e delle loro rappresentanze, prime fra le quali il Coordinamento precari e la Commissione regionale lavoro autonomo dell'Assostampa.

- Molti risvolti applicativi dell'equo compenso, delle politiche di contrattualizzazione e stabilizzazione, dell'attuazione di Osservatori sul mercato del lavoro e il precariato, e delle politiche formative e d'aggiornamento possono trovare attuazione anche a livello locale, tramite leggi regionali e provvedimenti amministrativi ad hoc, come sono già stati proposti in varie altre realtà. Va quindi ripresa la mozione per la tutela del lavoro giornalistico autonomo e precario presentata al Consiglio Regionale dall'Assostampa e dal Coordinamento precari e freelance del FVG nella primavera 2012, che può oggi essere rilanciata con interventi diretti da parte della nuova Amministrazione regionale.

E' infine necessario, più in generale, superare la divisione culturale troppo spesso esistente fra giornalisti contrattualizzati, precari e autonomi, per affrontare organicamente in ogni sede e tavolo di trattativa, in modo globale, unitario e solidale, le problematiche di tutta la categoria, oggi formata per il 60% da lavoratori autonomi, e solo per il 40% da lavoratori dipendenti.

Per queste ragioni le problematiche della precarietà e del lavoro autonomo devono oggi essere affrontate trasversalmente e in stretto rapporto tra tutti i comparti del sindacato e degli altri enti di categoria.
In questo senso proponiamo che tutti gli organismi di categoria, anche a livello locale, oltre al bilancio economico redigano anche un bilancio sociale, incentrato in modo particolare sui temi della precarietà, per avere costantemente in evidenza i risultati concreti delle politiche messe in atto sul settore dei collaboratori, precari e freelance.

Sottolineiamo infine la necessità che, una volta stabilite regole, normative e procedure, tutti gli organismi di categoria s'impegnino in controlli accurati e continuativi, con segnalazioni e provvedimenti contro chi non le rispetta. E ciò al fine di evitare che pur giusti principi e normative vengano poi svuotate da carenze o limitazioni nelle fase di vigilanza o di applicazione.

Evidenziamo infine che per tutto quanto fin qui indicato e richiesto è necessaria la partecipazione attiva e sinergica di tutti i colleghi, autonomi e contrattualizzati. Perché la fascia più ampia della professione è oggi quella precaria, debole, ricattabile e difficilmente organizzabile attorno a riferimenti stabili, come in una redazione. Ma perché allo stesso tempo ogni rivendicazione, cambiamento e riforma richiede anche l'impegno attivo e sinergico dei suoi destinatari. E, in questo senso, per quanto nelle nostre possibilità, ci sentiamo impegnati.


Per altre informazioni consultare il blog e la pagina Facebook del Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia: 


o mandare una mail a: 

24 maggio 2012

MOZIONE SU PRECARIATO ED EQUO COMPENSO IN CONSIGLIO REGIONALE FVG


Condizionare, anche nel Friuli Venezia Giulia, i finanziamenti pubblici per  l’editoria a un’equa retribuzione per i giornalisti freelance e i collaboratori, e attuare misure concrete per favorire le stabilizzazioni e la formazione: sono i due principi alla base della mozione illustrata oggi dall’Assostampa Fvg e dal Coordinamento precari e freelance Fvg al Consiglio regionale Fvg.

Il testo, predisposto con la collaborazione del sindacato dei giornalisti, è sottoscritto dai consiglieri, iscritti all’Ordine dei giornalisti, Enio Agnola (Idv), Giorgio Baiutti (Pd), Massimo Blasoni (Pdl), Alessandro Corazza (Idv), Igor Gabrovec (Pd), Antonio Pedicini (Pdl), Federico Razzini (Lega Nord), Alessia Rosolen (Gruppo Misto) e Piero Tononi (Pdl).

Assostampa Fvg e Coordinamento precari e freelance in Consiglio regionale,
 alla presentazione della mozione

Nelle premesse la mozione ricorda le condizioni di lavoro cui sono sottoposti ogni giorno, anche nella nostra regione, i giornalisti precari e freelance, che sono ormai la maggioranza della categoria: poco meno di 1200 collaboratori contro 610 assunti e 180 pensionati, con retribuzioni che vanno dai 2 ai 12 euro ad articolo, e un reddito medio inferiore ai 7.500 euro all’anno, a fronte di quasi 60 mila euro medi per un  redattore ordinario regolarmente contrattualizzato. Professionisti fondamentali per fornire una corretta informazione, in particolare per i giornali e i media locali, ma sottoposti a condizioni che non consentono di costruirsi un futuro, né di svolgere decorosamente il proprio lavoro: una situazione che mette a rischio la corretta informazione dei cittadini.

“È necessario intervenire - ha spiegato il presidente dell’Assostampa Fvg Carlo Muscatello - per tutelare i colleghi non contrattualizzati,  i cui compensi si stanno riducendo sempre più, spesso senza alcuna speranza di assunzione futura. Non è solo una questione sindacale, ma di tutela della qualità dell’informazione e quindi di democrazia.”

Il testo, analogamente a quanto previsto in documenti simili presentati in Toscana, Veneto, Piemonte e Lazio, impegna il Consiglio e la Giunta regionale ad attivarsi per sollecitare l’approvazione della proposta di legge Moffa “sull’equo compenso”, attualmente in discussione al Senato (che prevede la mancata erogazione dei contributi pubblici agli editori che non rispettano retribuzioni congrue), e a recepirne i contenuti anche all’interno della normativa regionale, condizionando l’erogazione dei contributi regionali per l’editoria al rispetto dell’equo compenso.

“Gli imprenditori hanno tutti i diritti di organizzare le aziende come vogliono – ha detto Antonio Pedicini, consigliere regionale del Pdl - ma dei compensi minimi vanno rispettati, per questo sostengo la mozione, e appoggerò nella prossima finanziaria un meccanismo che condizioni eventuali contributi all’editoria a un giusto compenso per i collaboratori.”

“Il precariato del giornalismo è una minaccia per la democrazia – ha aggiunto Igor Gabrovec del Pd -: la Regione e le Istituzioni non possono far finta di niente davanti a questa situazione".

Nel testo, oltre all’applicazione della legge sull’equo compenso, si prevede che le organizzazioni rappresentative dei giornalisti avviino un confronto con la Regione e gli editori, e l’attuazione di strumenti concreti per migliorare le condizioni di lavoro dei colleghi: corsi di formazione finanziati dal Fondo sociale europeo, il coinvolgimento dell’Assostampa Fvg “nell’Intesa relativa alla concessione degli ammortizzatori in deroga nel 2012”, e incentivi per l’assunzione e la stabilizzazione di giornalisti professionisti e pubblicisti, sul modello del “regolamento per la concessione di incentivi per favorire l’occupazione di soggetti ad elevata qualificazione e di personale da impiegare in attività di ricerca”, già operativo in Friuli Venezia Giulia.

23 maggio 2012

GIOVEDI' 23 MAGGIO IN CONSIGLIO REGIONALE LA MOZIONE CONTRO IL PRECARIATO


Giovedì alle 13.30 al Consiglio Regionale Fvg (piazza Oberdan 6, Sala azzurra), saranno illustrati i contenuti della mozione per l'equo compenso e contro il precariato giornalistico, recentemente depositata negli uffici del Consiglio Regionale.

La mozione, sottoscritta dai consiglieri, iscritti all’Ordine dei giornalisti, Enio Agnola (Idv), Giorgio Baiutti (Pd), Massimo Blasoni (Pdl), Alessandro Corazza (Idv), Igor Gabrovec (Pd), Antonio Pedicini (Pdl), Federico Razzini (Lega Nord), Alessia Rosolen (Gruppo Misto) e Piero Tononi (Pdl), impegna il Consiglio e la Giunta regionale ad attivarsi per sollecitare l’approvazione della proposta di legge Moffa “sull’equo compenso”, attualmente in discussione al Senato, e a recepirne i contenuti anche all’interno della normativa regionale, condizionando l’erogazione dei contributi per l’editoria al rispetto dell’equo compenso per i colleghi precari e Freelance.

All’incontro, accanto ai consiglieri firmatari, parteciperanno anche i rappresentanti dell’Associazione della Stampa Fvg e del Coordinamento Precari e Freelance Fvg.

La proposta di legge relativa all’equo compenso per i giornalisti che lavorano come “autonomi” dopo un avvio positivo è oggi bloccata. E’ un fatto grave che rischia di togliere speranza ai tanti giornalisti che non hanno un rapporto di lavoro dipendente e che operano in un mercato privo di regole. Anzi, dove la regola sembra essere una sola: il massimo della precarizzazione e dove la concorrenza sleale tra editori basata sulla pratica dei trattamenti economici al ribasso la fa da padrona.

La Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi fa appello alle forze politiche ed ai singoli parlamentari, tra i quali non sono pochi quelli iscritti all’Ordine dei giornalisti, affinché la normativa sia sbloccata e si proceda rapidamente all’approvazione di norme di legge che tendono a dare un minimo di regole ad un mercato selvaggio. L’attività giornalistica è elemento essenziale della democrazia. Lasciarla in balìa di una totale precarizzazione significa colpirne la qualità che ha bisogno di dignità professionale, oggi palesemente conculcata.

In alcune regioni italiane, le Associazioni regionali di stampa, gli Ordini, i Coordinamenti dei precari hanno sviluppato iniziative verso le forze politiche ed i Consigli regionali affinché si formulino proposte di legge in sede locale o comunque provvedimenti di sostegno all’attività giornalistica autonoma.

La Commissione nazionale lavoro autonomo ritiene questa azione estremamente positiva ed intende collaborare con i Sindacati regionali affinché tali iniziative possano diffondersi su tutto il territorio nazionale.

17 maggio 2012

DEPOSITATA IN CONSIGLIO REGIONALE MOZIONE CONTRO PRECARIATO


È stato depositato negli uffici del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia il testo della mozione contro il precariato e per l'equo compenso giornalistico.

Il testo, elaborato su iniziativa dell’Associazione della Stampa Fvg e del Coordinamento precari e freelance Fvg, nell'ambito della campagna nazionale per la tutela dei giornalisti non contrattualizzati, è stato sottoscritto dai consiglieri regionali Enio Agnola (Idv), Giorgio Baiutti (Pd), Massimo Blasoni (Pdl), Alessandro Corazza (Idv), Igor Gabrovec (Pd), Antonio Pedicini (Pdl), Federico Razzini (Lega Nord), Alessia Rosolen (Gruppo Misto) e Piero Tononi (Pdl), tutti iscritti all'Ordine dei giornalisti.

Il documento impegna il Consiglio e la Giunta regionale ad attivarsi per sollecitare l’approvazione della proposta di legge Moffa “sull’equo compenso”, attualmente in discussione al Senato, e a recepirne i contenuti anche all’interno della normativa regionale, condizionando l’erogazione dei contributi per l’editoria al rispetto dell’equo compenso per i colleghi precari e Freelance.

I contenuti della mozione saranno illustrati la prossima settimana in una conferenza stampa.

08 settembre 2009

INTERPELLANZE IN CONSIGLIO REGIONALE FVG SU INFORMAZIONE E PRECARIATO GIORNALISTICO

Consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia, di maggioranza e opposizione, sono intervenuti con un'interpellanza e un'interrogazione sul problema del precariato giornalistico, connesso alla qualità e all'indipendenza dell'informazione.

Un'interpellanza è stata presentata a firma congiunta dai consiglieri Alessandro Corazza e Piero Colussi (Italia dei Valori - Cittadini), Igor Kocijancic (Sinistra Arcobaleno - PRC), Stefano Pustetto (Sinistra Arcobaleno - Sinistra Democratica), Gianfranco Moretton (PD), Federico Razzini (Lega Nord), Luigi Ferone (Pensionati), Edoardo Sasco (UDC).

I firmatari interpellano il Presidente della Regione, Renzo Tondo (PdL), per conoscere gli intendimenti della Giunta rispetto alla situazione di crisi dell'informazione regionale denunciata dalle organizzazioni sindacali della stampa, e per sapere quali forme di tutela intenda adottare nei confronti della forte situazione di precariato e sottoretribuzione che coinvolge centinaia di giornalisti collaboratori e freelance.

Sullo stesso tema un'interrogazione del consigliere regionale della Slovenska Skupnost-Unione Slovena, Igor Gabrovec, che chiede al Presidente Tondo "quali azioni si intenda intraprendere per garantire una maggiore dignità al lavoro dei giornalisti collaboratori, specialmente giovani, che sono quotidianamente impegnati nell'informazione, garantendo che quest' ultima mantenga un alto livello e specialmente la necessaria pluralità".

L'iniziativa fa seguito ad altre prese di posizione di parlamentari italiani ed europei del Friuli Venezia Giulia, ai quali l'Assostampa e il Coordinamento regionale giornalisti precari e freelance avevano nelle scorse settimane rivolto un appello, sul grave problema del precariato giornalistico e delle retribuzioni risibili per le quali devono lavorare ogni giorno centinaia di collaboratori freelance di giornali, radio e televisioni.

Maurizio Bekar

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SEGUONO:


1) Testo dell'interpellanza di Corazza-Colussi (IdV-Citt), Kocijancic (SA-PRC), Pustetto (SA-SD), Moretton (PD), Razzini (LN), Ferone (Pens.), Sasco (UDC)
2) Testo dell'interrogazione di Gabrovec (Slovenska Skupnost)

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1) Interpellanza Corazza-Colussi (IdV-Citt), Kocijancic (SA-PRC), Pustetto (SA-SD), Moretton (PD), Razzini (LN), Ferone (Pens.), Sasco (UDC)
INTERPELLANZA

Oggetto: NUOVI GRAVI TAGLI DEI COMPENSI AI COLLABORATORI COORDINATI, FREELANCE E A PARTITA IVA DI ALCUNI QUOTIDIANI DELLA REGIONE MINANO LA QUALITA' E L'INDIPENDENZA DELL'INFORMAZIONE REGIONALE.

I sottoscritti consiglieri

considerato che i quotidiani locali Gazzettino, Messaggero Veneto e il Piccolo sono da tempo in una fase di ridimensionamento del personale con il blocco del turn over nelle redazioni ed il drastico ridimensionamento del numero delle collaborazioni dei freelance e a partiva IVA a cui si aggiunge anche l'orientamento dell'Editoriale Espresso-Repubblica a stampare i quotidiani regionali non più nei centri stampa del Friuli Venezia Giulia ma nel vicino Veneto;

tenuto conto, in particolare, che i collaboratori dei giornali costituiscono l'anima dell'informazione regionale, perché svolgono l'attività di ricerca dell'informazione e di stesura degli articoli che poi vengono pubblicati dai giornali, ma di fatto la loro figura professionale risulta essere la meno tutelata sia per la precarietà della collaborazione - interrompibile in qualsiasi momento senza preavviso - che per la irrisoria retribuzione del singolo articolo pubblicato che viene retribuito 5, 10 o massimo 15 euro lordi e in alcuni casi tocca punte anche inferiori, pari ai 3 euro lordi per 1000 battute;

evidenziato come una così esigua retribuzione economica e una tale incertezza lavorativa comportino di fatto, da un lato, un peggioramento della qualità degli articoli non permettendo un'adeguata attività istruttoria e documentale e, dall'altro lato, non garantiscano al lavoratore quell'indipendenza che lo tutela da chi, con l'intento di influenzarne l'imparzialità, possa offrirgli migliori posti di lavoro o promesse di maggiori introiti;

rilevato anche che se un giornale per risparmiare non si avvale di collaboratori o li sottopaga ciò comporta che viene meno il processo di "ragionata mediazione e verifica" fatta da un giornalista presente sul fatto in loco, e si verrebbe a creare così una trasformazione dell'importantissimo servizio di informazione locale che diventerebbe una mera pubblicazione dei comunicati stampa forniti dalle istituzioni, dai politici e dai privati;

atteso che la sottoretribuzione dei collaboratori non permette agli stessi di esercitare l'attività in via esclusiva ed il conseguente riconoscimento della loro professione e, dall'altra parte, comporta per le testate un forte ricambio di soggetti necessitati;

ricordato che dal 1° luglio scorso un quotidiano diffuso in Friuli Venezia Giulia ha deciso di abbassare ulteriormente i compensi dei propri numerosi giornalisti-collaboratori e che a tale situazione si è aggiunta, in questi mesi, la corsa al ribasso dei compensi che sta diventando un'inquietante consuetudine anche per altre testate e che fare finta di niente davanti a tutto ciò significa sostenere di fatto lo sfruttamento di centinaia di collaboratori, giovani e meno giovani, che con il loro costante lavoro e la loro professionalità, riempiono le pagine dei nostri quotidiani e forniscono ogni giorno servizi alle televisioni e alle radio private;

interpellano il Presidente della Regione per conoscere:

1. la valutazione della Giunta sulla situazione complessiva dell'informazione in Friuli Venezia Giulia;
2. se non ritenga la situazione denunciata dalle organizzazioni sindacali della stampa gravemente lesiva del ruolo fondamentale dell'informazione locale e regionale nella nostra regione;
3. se non ritenga altresì necessaria l'apertura di un tavolo di confronto con gli editori, l'ordine dei giornalisti e le organizzazioni sindacali per approfondire le prospettive dell'informazione in Friuli Venezia Giulia;
4. quali forme di tutela intende adottare nei confronti della situazione di forte precariato e sottoretribuzione che coinvolgerà centinaia di collaboratori e freelance del Friuli Venezia Giulia.

CORAZZA
COLUSSI
KOCIJANCIC
PUSTETTO
MORETTON
SASCO
FERONE
RAZZINI

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2) Interrogazione Gabrovec (Slovenska Skupnost)

INTERROGAZIONE
Oggetto: sempre più grave la situazione di precariato nel settore dell'informazione
Risaputo che il precariato nel mondo dell'informazione assume forme sempre più gravi, accentuate anche dalla crisi che ha investito l'editoria italiana e che coinvolge centinaia di giovani e meno giovani, anche nella nostra regione, che con il loro costante lavoro riempiono le pagine dei quotidiani e forniscono ogni giorno servizi alle televisioni e alle radio private;
appreso altresì che gli editori, per cercare di uscire dalla crisi stanno tagliando i costi, riducendo ulteriormente i già irrisori compensi ai collaboratori disputando ormai una vera e propria corsa al ribasso delle tariffe per i giornalisti precari e freelance che ha portato le  retribuzioni a raggiungere una quota adirittura di soli 3 euro lordi ad articolo comprensiva di ogni spesa eventualmente sostenuta;
considerato anche che le proteste dei giornalisti collaboratori sono ormai quotidiane
si interroga il Presidente della Regione per
- sapere se e come l'amministrazione regionale abbia intenzione di appoggiare le cause dei giornalisti collaboratori
- conoscere quali azioni si intenda intraprendere per garantire una maggiore dignità al lavoro dei giornalisti collaboratori, specialmente giovani, che sono quotidianamente impegnati nell'informazione,  garantendo che quest' ultima mantenga un alto livello e specialmente la necessaria pluralità.

IGOR GABROVEC

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Coordinamento giornalisti Precari e Freelance del Friuli Venezia Giulia

Informazioni e contatti:
- precari.freelance@assostampafvg.it - www.assostampafvg.it
- Assostampa FVG, Corso Italia n. 13, 34122 Trieste
  tel. 040/370371-370571; fax 040/370378