Visualizzazione post con etichetta Stati generali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stati generali. Mostra tutti i post

20 novembre 2013

STATI GENERALI INFOPRECARIA FVG 2013: LA MOZIONE APPROVATA


L'informazione precaria del Friuli Venezia Giulia
ha dibattuto su Facebook e in Rete


Stabilizzazioni dei precari, tutele per gli autonomi nel contratto e in leggi regionali di settore, attuazione dell'equo compenso, della Carta di Firenze e del suo Osservatorio, riforma dell'Ordine e revisioni dei suoi iscritti, più stretti rapporti fra Comitati di redazione e collaboratori, potenziamento dei servizi per gli autonomi da parte degli organismi di categoria.

Sono queste alcune delle indicazioni e richieste emerse dagli Stati generali dell'informazione precaria del Friuli Venezia Giulia, svoltisi in un Forum su Facebook, aperto a tutti, dal 25 ottobre al 17 novembre scorsi. L'iniziativa è stata promossa dal Coordinamento giornalisti precari e freelance e dalla Commissione regionale lavoro autonomo dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia, per dare seguito agli Stati Generali nazionali svoltisi in luglio in Fnsi, ed approfondire e attuare a livello regionale le proposte lì emerse.

La scelta di realizzarli su Facebook, con il rilancio su internet di alcuni dei contributi giunti (in parte raccolte sul blog del Coordinamento precari: http://freelancefvg.blogspot.it/ ), è stata motivata dall'intento di offrire una maggiore possibilità di coinvolgimento e dibattito con i colleghi, anche se fisicamente distanti, in orari insoliti, o in tempi differenziati rispetto a una riunione fisica. Il Forum, inteso come confronto con tutta la categoria, è stato aperto anche ai non iscritti al sindacato.

Dall'ampio dibattito che si è sviluppato, sono emerse con forza varie problematiche ed urgenze dei giornalisti non contrattualizzati da dipendenti. Centrale, tra le indicazioni emerse, la necessità di “superare la divisione culturale troppo spesso esistente fra giornalisti contrattualizzati, precari e autonomi, per affrontare organicamente in ogni sede e tavolo di trattativa, in modo globale, unitario e solidale, le problematiche di tutta la categoria, oggi formata per il 60% da lavoratori autonomi, e solo per il 40% da lavoratori dipendenti”.

Oltre a ciò, la necessità di far applicare puntualmente e rispettare le normative esistenti nella categoria, che altrimenti rischiano di venir svuotate “da carenze nelle fase di vigilanza o di applicazione”. E, più in generale, l'indicazione che per affrontare queste tematiche è necessaria “la partecipazione attiva e sinergica di tutti i colleghi, autonomi e contrattualizzati”, cioè senza divisioni tra contrattualizzati e non, e senza delegare ad altri la risoluzione di problemi che sono comuni a tutta la categoria.

Di seguito >> e qui scaricabile << la mozione approvata



Per altre informazioni consultare il blog e la pagina Facebook del Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia: 

o mandare una mail a: 




Mozione approvata dagli
Stati Generali dell’informazione precaria
del Friuli Venezia Giulia
(su Facebook e web, 25 ottobre - 17 novembre 2013)

Gli Stati generali dell'Informazione precaria del Friuli Venezia Giulia, convocati dal Coordinamento giornalisti precari e freelance e dalla Commissione regionale lavoro autonomo dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia, aperti a tutti i freelance e precari della regione, anche non iscritti al sindacato, e discussi via Facebook e in Rete dal 25 ottobre al 17 novembre 2013, dopo ampia discussione approvano il seguente documento:


In Italia il 60% dei giornalisti attivi oggi non ha un contratto da dipendente. Di questi quasi il 70% guadagna meno di 10 mila euro lordi l'anno, e il 49% meno di 5 mila. Retribuzioni, queste, che pur lavorando continuativamente non permettono l'autosufficienza economica. E mentre il lavoro dipendente diminuisce, aumentano i giornalisti con contratti precari, e le forme di lavoro giornalistico non riconosciuto, come sul web, negli uffici stampa e nel settore radio-televisivo e nel supposto “citizen journalism”.

Queste condizioni di lavoro vanno considerate un'emergenza per tutta la categoria e vanno affrontate con determinazione anche per la sopravvivenza stessa della professione.

Il giornalismo precarizzato e sottopagato, senza diritti, prospettive e tutele sociali, è infatti divenuto la norma per chi non ha un contratto da dipendente. In queste condizioni il lavoratore autonomo si trova spesso sotto un pesante ricatto economico, e non può quindi essere il garante credibile di un'informazione libera, indipendente, oggettiva e di qualità.

In questo senso la crescente precarizzazione del lavoro giornalistico è un'emergenza che riguarda non solo tutta la categoria, ma che ha conseguenze dirette sull'informazione per i cittadini, e in ultima analisi sulla stessa qualità della democrazia nel nostro Paese.

Il diritto all'informazione e alla sua qualità non possono quindi più essere disgiunti dai diritti del lavoro e dalle tutele dei lavoratori autonomi, che il contratto collettivo già riconosce ai giornalisti dipendenti.

Sui diritti da riconoscere ai giornalisti non contrattualizzati confermiamo l'attualità e le indicazioni dei documenti:

  • della Commissione nazionale lavoro autonomo per il XXVI congresso FNSI del 2011 (“Freelance e precarietà: per i diritti del lavoro, per la libertà e la qualità dell’informazione”)
  • l'ordine del giorno sul lavoro autonomo approvato per acclamazione dallo stesso congresso Fnsi
  • la “Carta di Firenze - Della deontologia sulla precarietà nel lavoro giornalistico, carta deontologica della professione, in vigore dal 2011
  • il documento del Friuli Venezia Giulia per gli Stati generali dell'informazione precaria, promossi dalla Fnsi l'11-12 luglio 2013

nei quali ci riconosciamo, ci sentiamo impegnati, e di cui chiediamo la piena e puntuale attuazione.

Più in particolare riconfermiamo, come già in passato, le seguenti priorità:

- Vanno perseguite con forza politiche di stabilizzazione e contrattualizzazione dei tanti giornalisti che ne avrebbero titolo, oggi spesso inquadrati fintamente come autonomi e co.co.co. Una politica che deve veder impegnati, per quanto di rispettiva competenza, gli organismi di categoria nazionali, regionali e aziendali (Cdr e fiduciari di redazione), in sinergia con i singoli colleghi interessati e con le loro eventuali rappresentanze collettive (coordinamenti di collaboratori e/o organismi riconosciuti dall'Assostampa).

- Le trattative per i nuovi contratti collettivi di lavoro, e le contrattazioni aziendali, devono vedere tra i punti qualificanti e prioritari la lotta al precarietà, puntando alle stabilizzazioni e contrattualizzazioni del lavoro oggi fintamente autonomo, ad esempio, per il contratto Fieg-Fnsi, tramite l'art. 1, ma anche (ove applicabili) le forme più flessibili degli art. 2 (collaboratori fissi) e 12 (corrispondenti), profili di cui vanno peraltro adeguati i tariffari, anche alla luce dei criteri della legge sull'equo compenso.
In ambito Fieg il ricorso ai co.co.co. va il più possibile respinto, a favore delle altre forme contrattuali già presenti (art. 2 e art. 12). Il co.co.co non deve essere usato per mascherare rapporti di lavoro di altra natura, né per richiedere rapporti in esclusiva.

- Ai tavoli delle trattative, sia aziendali che con gli editori, si chiede il massimo sforzo, la massima trasparenza e il permanente confronto con la base e con le rappresentanze degli autonomi, freelance e precari, sui punti che li riguardano.

- Vanno estese tutele e diritti anche ai non inquadrati come dipendenti, che sono quasi sempre parte debole nei confronti dei datori di lavoro. Va quindi sostenuto con forza e con politiche attive il principio che diritti e tutele non possono essere appannaggio solo dei dipendenti, ma di tutti i giornalisti. E questo tanto più in un mercato in crisi, dove strategie tese solo a stabilizzazioni e contrattualizzazioni da dipendenti possono poi anche rivelarsi non efficaci, lasciando senza diritti e garanzie chi non può venir contrattualizzato, o lavora da autonomo.

- In questo senso la legge sull'equo compenso del lavoro giornalistico autonomo dev'essere sollecitamente e correttamente applicata, respingendo ogni tentativo di limitare e diluire la portata di un provvedimento che punta esplicitamente a dare applicazione all'art. 36 della Costituzione anche ai lavoratori autonomi, finora senza tutele.
Pertanto confermiamo la condivisione della proposta di attuazione formulata dalla Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi che, in ottemperanza della legge 233/2012, individua l'equo compenso in coerenza con i parametri della retribuzione lorda del giornalista lavoratore dipendente, con alcuni altri correttivi.
Più in particolare condividiamo il principio, da sempre espresso dalla Fnsi, che il lavoro autonomo non può costare meno di quello dipendente, e anzi sosteniamo che debba costare di più. E questo sia perché il lavoratore autonomo si assume costi di produzione, rischi, ed oneri contributivi, previdenziali ed assicurativi altrimenti spettanti al datore di lavoro, sia perché un autonomo che costi meno di un dipendente diviene per l'editore un incentivo a non assumere mai, anche chi ne avrebbe titolo sostanziale.

- Riguardo le sanzioni previste dalla legge sull'equo compenso, sottolineiamo che queste (ai sensi dell'art. 3 della L. 233/2012) prevedono non solo “la decadenza dal contributo pubblico in favore dell'editoria” ma anche “da eventuali altri benefici pubblici...”, e che queste vanno intese come applicabili anche ai livelli regionali e locali. Pertanto chiediamo con forza che in sede d'attuazione della legge le sanzioni vengano applicate puntualmente anche per quanto attiene gli “altri benefici pubblici”, e che ciò venga attuato, per quanto di competenza, anche ai livelli regionali e locali.

- La Carta di Firenze, sostenuta da grandi aspettative, è un irrinunciabile punto di riferimento ideale per dei migliori rapporti di lavoro e la tutela dei più deboli, ma non può restare solo un'enunciazione di principi. Le diversità di valutazioni su alcuni suoi passaggi e sulla sua applicabilità, più volte emerse nella categoria, non possono far dimenticare che la larghissima parte del documento è stata pienamente condivisa da Odg, Fnsi, freelance e precari, e che questo è nato da una condizione di gravi e diffusi disagi, a cui vanno date risposte concrete e urgenti.
La Carta di Firenze va quindi attuata, non come strumento di contrapposizione nella categoria, ma come momento di colleganza attiva, per la tutela del lavoratore più debole e come strumento di difesa nei confronti del potere oggi quasi incontrollato degli editori sui collaboratori.
In questo senso le sanzioni vanno pubblicizzate a fini deterrenti, senza appellarsi alla privacy, essendo provvedimenti di un ente pubblico per la tutela della professione.
A riguardo inoltre lamentiamo che l'esposto sull'equità dei compensi praticati dalle principali testate della nostra regione, presentato l'8 gennaio 2013 da Assostampa e Coordinamento precari e freelance del Friuli Venezia Giulia giace inevaso presso l'Ordine regionale, in attesa di espletamento dell'iter dal Consiglio di disciplina territoriale. Sottolineiamo che il completamento dell'iter regolamentare dell'esposto è non solo indilazionabile, ma un atto dovuto da un ente pubblico.

- Confermiamo la necessità di un sollecito completamento dell'“Osservatorio permanente sulle condizioni professionali dei giornalisti”, previsto dalla Carta di Firenze come strumento paritetico tra Ordine ed FNSI. Questo ha infatti “il compito di vigilare sull'effettiva applicazione della presente carta, di avanzare proposte di aggiornamento nonché di segnalare quelle condizioni di sfruttamento della professione che ledano la dignità e la credibilità dei giornalisti anche nei confronti dell’opinione pubblica”, e tale punto della Carta non è mai è stato oggetto di contestazioni o distinguo. Non vi sono quindi oggi motivi per non completarlo in forma paritetica, e un invito in tale senso viene pertanto rivolto alla Fnsi.
E' inoltre possibile e auspicabile istituirne uno, con compiti analoghi, anche a livello regionale. Ci impegniamo pertanto in questo senso, chiedendone l'istituzione in forma paritetica all'Ordine del FVG, dichiarandoci peraltro anche disponibili ad avviarlo in forma autonoma, analogamente a quanto è già avvenuto a livello nazionale.

- E' necessaria una radicale riforma dell'Ordine dei giornalisti, che porti a far sì (anche eventualmente tramite forme di auto-limitazione) che i suoi organismi rappresentativi siano formati da chi svolge effettivamente la professione, anche in forma saltuaria, ma regolarmente retribuita e con il versamento dei contributi. Tale iniziativa può essere avviata autonomamente anche dall'Ordine del FVG, come segnale di rilievo nazionale per l'auto-riforma della professione.

- Sempre riguardo l'Ordine dei giornalisti, è necessaria la revisione dagli elenchi dei non più aventi diritto all'iscrizione, e sono da attuare tutte le iniziative che mettano nella condizione chi già esercita esclusivamente la professione di sostenere gli esami per l'ammissione all'elenco dei professionisti. In questo senso si sollecita l'Ordine del FVG a emanare e pubblicizzare le norme attuative dalla delibera del Cnog del 13 marzo 2013 sul cosiddetto “ricongiungimento” dei pubblicisti, e di continuare a procedere con i riconoscimenti d'ufficio e di praticantato freelance a quanti ne avessero titolo, accompagnandoli e sostenendoli nell'iter.

- Rispetto alla determinazione dell’adeguatezza dei compensi relativi a prestazioni giornalistiche, chiediamo al Consiglio regionale dell’Ordine di adottare e rendere pubblici criteri e parametri di riferimento, così come previsto all'art. 2 della Carta di Firenze, e ai sensi dell'art 2233, secondo comma, del Codice Civile:
Il compenso, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal giudice, sentito il parere dell'associazione professionale a cui il professionista appartiene.
In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione. (…)"
Si chiede pertanto all'Ordine di stabilire ed esplicitare qual è il livello di compenso che rispetti il decoro della professione.

- Chiediamo inoltre un costante impegno dell'Ordine e degli organismi di categoria alla sorveglianza e denuncia dei casi di esercizio abusivo della professione e di evasione contributiva, che divengono anche forme di concorrenza sleale verso chi invece rispetta le regole.

- Altrettanto chiediamo che i previsti corsi d'aggiornamento professionale previsti dalla nuove norme ordinistiche tengano conto delle generalmente scarse disponibilità economiche dei non contrattualizzati, e non gravino pesantemente sui loro già ridottissimi redditi da lavoro.

- Cdr e collaboratori: come chiarito più volte dalla Fnsi, ai sensi dell'art 34 del Ccnlg, i comitati e i Fiduciari di redazione possono intervenire anche per la tutela dei diritti e posizioni contrattuali dei lavoratori autonomi. Si sollecita pertanto la più ampia collaborazione e confronto tra Cdr, fiduciari e collaboratori, anche stimolando e favorendo la nascita di coordinamenti di collaboratori per testata, che eleggano propri rappresentanti come interfaccia continuativa con Cdr e fiduciari. Qualora ciò non fosse possibile, o comunque a loro supporto, indichiamo l'opportunità che ad assumersi tale onere siano il Coordinamento precari assieme alla Commissione regionale lavoro autonomo, o altri organismi riconosciuti dall'Assostampa FVG, quali i fiduciari e vicefiduciari provinciali.

- Uffici stampa. Una grande quantità di freelance e precari operano presso uffici stampa privati e pubblici, spesso in condizioni di non corretto inquadramento giornalistico, o in violazione della norme della L. 150/2000. Richiamiamo quindi la necessità di un'attenzione, mappatura e mobilitazione continuativa sul tema, con il coinvolgimento dei freelance e precari, come uno dei settori d'interesse strategico della categoria, per le sue implicazioni lavorative e contributive. Il Coordinamento precari e la Commissione regionale lavoro autonomo sono già disponibili come strumento di raccordo e d'iniziativa in tale direzione.

- Si chiede inoltre che gli organismi di categoria, anche a livello locale, potenzino i servizi di supporto tecnico e consulenza per le variegate e complesse problematiche del lavoro autonomo, che pare sempre più destinato ad aumentare. Ciò può essere ottenuto sia tramite riorganizzazioni e soluzioni tecniche interne, sia con convenzioni con professionisti od enti esterni, da sviluppare con la partecipazione attiva dei lavoratori autonomi e precari e delle loro rappresentanze, prime fra le quali il Coordinamento precari e la Commissione regionale lavoro autonomo dell'Assostampa.

- Molti risvolti applicativi dell'equo compenso, delle politiche di contrattualizzazione e stabilizzazione, dell'attuazione di Osservatori sul mercato del lavoro e il precariato, e delle politiche formative e d'aggiornamento possono trovare attuazione anche a livello locale, tramite leggi regionali e provvedimenti amministrativi ad hoc, come sono già stati proposti in varie altre realtà. Va quindi ripresa la mozione per la tutela del lavoro giornalistico autonomo e precario presentata al Consiglio Regionale dall'Assostampa e dal Coordinamento precari e freelance del FVG nella primavera 2012, che può oggi essere rilanciata con interventi diretti da parte della nuova Amministrazione regionale.

E' infine necessario, più in generale, superare la divisione culturale troppo spesso esistente fra giornalisti contrattualizzati, precari e autonomi, per affrontare organicamente in ogni sede e tavolo di trattativa, in modo globale, unitario e solidale, le problematiche di tutta la categoria, oggi formata per il 60% da lavoratori autonomi, e solo per il 40% da lavoratori dipendenti.

Per queste ragioni le problematiche della precarietà e del lavoro autonomo devono oggi essere affrontate trasversalmente e in stretto rapporto tra tutti i comparti del sindacato e degli altri enti di categoria.
In questo senso proponiamo che tutti gli organismi di categoria, anche a livello locale, oltre al bilancio economico redigano anche un bilancio sociale, incentrato in modo particolare sui temi della precarietà, per avere costantemente in evidenza i risultati concreti delle politiche messe in atto sul settore dei collaboratori, precari e freelance.

Sottolineiamo infine la necessità che, una volta stabilite regole, normative e procedure, tutti gli organismi di categoria s'impegnino in controlli accurati e continuativi, con segnalazioni e provvedimenti contro chi non le rispetta. E ciò al fine di evitare che pur giusti principi e normative vengano poi svuotate da carenze o limitazioni nelle fase di vigilanza o di applicazione.

Evidenziamo infine che per tutto quanto fin qui indicato e richiesto è necessaria la partecipazione attiva e sinergica di tutti i colleghi, autonomi e contrattualizzati. Perché la fascia più ampia della professione è oggi quella precaria, debole, ricattabile e difficilmente organizzabile attorno a riferimenti stabili, come in una redazione. Ma perché allo stesso tempo ogni rivendicazione, cambiamento e riforma richiede anche l'impegno attivo e sinergico dei suoi destinatari. E, in questo senso, per quanto nelle nostre possibilità, ci sentiamo impegnati.


Per altre informazioni consultare il blog e la pagina Facebook del Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia: 


o mandare una mail a: 

15 novembre 2013

STATI GENERALI INFORMAZIONE PRECARIA FVG, A TRIESTEOGGI TV (8 NOV. 2013)

Alessandro Martegani, del Coordinamento precari e segretario Assostampa Friuli Venezia Giulia, a TriesteOggi TV (8/11/2013)  


Dal 25 ottobre al 17 novembre 2013 si svolgono su Facebook gli Stati generali dell'informazione precaria del Friuli Venezia Giulia
 per dibattere problemi e proposte per il lavoro giornalistico non contrattualizzato nella regione. A promuoverli sono il Coordinamento giornalisti precari e freelance e la Commissione regionale lavoro autonomo dell'Assostampa FVG.


A dibatterne in studio a TriesteoggiTV, assieme alle problematiche dell'informazione precaria in Italia, Alessandro Martegani, del Coordinamento precari e segretario Assostampa FVG, e il collega Mattia Assandri, conduttore ed intervistatore del programma "Piazza grande" dell'8 novembre 2013...



Gli Stati generali dell'Informazione precaria del Friuli Venezia Giulia
si tengono su Facebook, dal 25 ottobre al 17 novembre 2013,

08 novembre 2013

"NON PIU' SINDACATO DEI GARANTITI" (Carlo Muscatello agli Stati Generali Infoprecaria del FVG)

Carlo Muscatello
L'intervento del presidente dell'Assostampa agli Stati Generali dell'Informazione precaria del Friuli Venezia Giulia 

Diversi anni fa, quando i colleghi del Friuli Venezia Giulia mi chiesero di fare prima il segretario e poi il presidente dell'Assostampa regionale, avevo molti dubbi e una sola certezza: il sindacato dei giornalisti, quello che avevo conosciuto nelle mie precedenti esperienze in alcuni Cdr del "Piccolo", era alla vigilia di un cambiamento non più rinviabile. Una mutazione che andava aiutata, sviluppata, assecondata, portata avanti con tutte le nostre non grandi forze.

Non più sindacato dei garantiti, figura che peraltro cominciava già allora a sfumare sotto i colpi delle ritrutturazioni e delle crisi che non guardavano e non guardano in faccia nessuno (basta pensare alle casse  integrazioni e ai licenziamenti al "Piccolo", nel '96, impugnati con soddisfazione davanti alla magistratura del lavoro da uno di quei Cdr di cui avevo fatto parte). Non più sindacato che, a ogni rinnovo contrattuale, in periodi di vacche grasse, chiedeva e spesso otteneva qualche centinaio di migliaia di lire in più. Non più sindacato considerato, purtroppo, cosa "altra" da una parte sempre più consistente della categoria.

Categoria, e i segnali c'erano già tutti, bastava volerli vedere e capire, che stava profondamente cambiando. Il sogno di molti editori di "produrre i giornali senza giornalisti" era molto difficile, quasi impossibile da mettere in pratica. Ma l'aspirazione ad avere a libro paga redazioni sempre più ristrette, rinforzate dall'esterno da un esercito sempre più numeroso di collaboratori malpagati e spesso anche maltrattati, ecco, quella si andava delineando - e realizzando - con sempre maggiore forza e decisione. 


A Trieste come a Gorizia, a Udine come a Pordenone (ma non è che nel resto d'Italia le cose andassero diversamente), non bastava più collaborare per alcuni anni, fare gli "abusivi" in redazione, aspettare pazientemente il proprio turno, per vedersi assunti in pianta stabile (con contratto, stipendio dignitoso, spesso anche integrativi e benefit vari) in sostituzione di un collega andato in pensione o trasferito in un altro giornale. Il sistema stava cambiando e non sarebbe più tornato quello di prima.

Ma torniamo al nostro sindacato regionale. In una realtà profondamente mutata, nella quale oggi più di metà dei giornalisti non sono contrattualizzati, anche l'Assostampa doveva e ha dovuto cambiare pelle. Non più solo "Assostampa dei Cdr", com'era stata fino agli anni Novanta, ma Assostampa di tutti, anche dei collaboratori, dei precari, dei freelance, di tutti quelli che un Cdr che li rappresenti non ce l'hanno, di quelli che mettono assieme una collaborazione con l'altra, che ricevono mille promesse ma poi si trovano per anni a incassare poche centinaia di euro al mese, di quelli che troppo spesso sono costretti a rivolgersi a un giudice, per vedere riconosciuti i propri diritti. Anche perchè, da che mondo è mondo, il sindacato serve e deve servire innanzitutto alle fasce più deboli di una categoria.

Sono passati diversi anni, e nel Friuli Venezia Giulia abbiamo l'orgoglio di essere stati una delle prime Assostampa regionali - persino prim'ancora della Fnsi - ad aver capito il cambiamento ed esserci comportati di conseguenza. Il nostro Coordinamento precari e freelance regionale è stato una delle primissime esperienze nelle quali i colleghi meno garantiti si sono organizzati, all'interno dell'Assostampa (nel cui Direttivo i colleghi del Coordinamento sono da tempo presenti ai più alti livelli), e hanno cominciato a lavorare ottenendo riconoscimento di ciò sia nelle altre regioni che a livello nazionale.

Molto lavoro è stato fatto, moltissimo dev'essere ancora realizzato. Dalla Carta di Firenze alla legge sull'equo compenso, dalla legislazione regionale agli accordi ancora tutti da scrivere con gli editori (magari sull'esempio di quanto stanno portando avanti i colleghi veneti).

Nell'impegno che ci aspetta, abbiamo però l'obbligo di parlar chiaro. La situazione è difficile, difficilissima. La crisi economica e la rivoluzione tecnologica non promettono pranzi luculliani. Sappiamo che non esiste lavoro giornalistico contrattualizzato e dignitoso per oltre 110mila iscritti all'Ordine. Ciò detto, dobbiamo credere e lavorare per il rilancio del settore, che deve passare per lo sviluppo e l'innovazione, per il lavoro per i giovani, per la protezione sociale adeguata a chi rimane senza lavoro ma anche a pensionati e prepensionati. Sì, perchè la lotta per il lavoro non può e non deve trasformarsi in una lotta generazionale fra poveri, mors tua vita mea, vai a casa tu a 58/60 anni che così c'è lavoro per me che magari ho già passato i quaranta. Niente di più sbagliato, anche perchè è dimostrato che - nella situazione attuale - chi esce dalle redazioni non viene sostituito.

Serve un sistema nuovo di lavoro, di sviluppo, di protezione sociale. E servono soldi pubblici, che però non devono essere usati solo per rifinanziare la 416 - e far uscire giornalisti dalle redazioni - ma anche e soprattutto per creare nuovi posti di lavoro. Per affrontare questa sfida, abbiamo bisogno di un sindacato forte e unitario. Che magari si divida sulle idee per affrontare la crisi e contrastare certe politiche datoriali, ma poi viaggi diritto e unito (contrattualizzati e non contrattualizzati) verso l'obiettivo.


Carlo Muscatello
presidente Assostampa Fvg
consigliere nazionale Fnsi
componente Commissione contratto Fieg-Fnsi

Il dibattito degli Stati Generali del Friuli Venezia Giulia si tiene via Facebook, fino al 17 novembre, nel gruppo "Stati Generali Infoprecaria FVG" Per partecipare, chiedere l'iscrizione al gruppo FB 

26 ottobre 2013

MAURIZIO BEKAR: PERCHE' GLI STATI GENERALI INFOPRECARIA FVG

Maurizio Bekar
CONTRIBUTO DEL CO-PORTAVOCE DEL COORDINAMENTO PRECARI AL DIBATTITO DEGLI STATI GENERALI DELL'INFORMAZIONE PRECARIA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA *


Abbiamo avviato su Facebook gli Stati generali dell'Informazione precaria del Friuli Venezia Giulia, dove resteranno aperti fino al 10 novembre per dibattere problemi e proposte per il lavoro giornalistico non contrattualizzato nella nostra regione.

A promuoverli sono il Coordinamento giornalisti precari e freelance e la Commissione regionale lavoro autonomo dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia, e tutti gli interessati (anche i non iscritti al sindacato, per essere chiari) sono invitati a parteciparvi. Perchè l'intento è quello confrontarci, nella forma più aperta possibile, per definire assieme linee operative e impegni per i prossimi mesi.

Va anche ricordato che, a riguardo, non siamo all'Anno Zero: nel Friuli Venezia Giulia la nascita del Coordinamento precari e freelance, e il suo successivo riconoscimento come organismo autonomo, ma operante nell'ambito dell'Assostampa, risalgono agli inizi del 2007. Da allora abbiamo sviluppato un network di collaborazioni, dibattito, proposte e iniziative, promosse via internet e in riunioni aperte in varie località della regione. Un impegno che ha portato all'elaborazione di più proposte (la principale delle quali resta la nostra piattaforma “La condizione e le rivendicazioni dei precari dell’informazione”, del dicembre 2009).

Questo percorso, benché gestito in autonomia, ha sempre avuto il sostegno dell'Assostampa FVG e dei suoi responsabili, che hanno sposato varie proposte del Coordinamento (dall'istituzione del Fondo Simona Cigana per l'assistenza legale di freelance e precari, al sostegno ad iniziative nazionali a supporto dei giornalisti non contrattualizzati, fino al recente esposto ai sensi della Carta di Firenze all'Ordine del FVG, riguardo le sottoretribuzioni dei giornalisti collaboratori). Ma soprattutto sono state aperte le porte del direttivo del sindacato, ove oggi sono presenti vari rappresentanti del Coordinamento, anche in ruoli direttivi (per esempio Alessandro Martegani, oggi segretario dell'Assostampa, è stato fra i fondatori del Coordinamento precari, mentre chi vi scrive, dal 2010 anche coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, è un po' il “Ministro degli Esteri” dell'Assostampa sui temi del lavoro autonomo).

Infine, nel direttivo dell'Assostampa FVG c'è oggi una reale compenetrazione e dialogo, per cui non si vive un clima da “noi” (precari e freelance) e “loro” (contrattualizzati e pensionati), ma si ragiona, discute e decide assieme le politiche e le iniziative da sviluppare.

Dunque, se nell'Assosostampa viviamo una condizione idilliaca, l'elaborazione e le proposte dei precari non mancano, e neppure l'ascolto e la condivisione politica del sindacato, perchè aprire oggi un dibattito sulla nostra condizione di freelance, e tanto più su Facebook? Per tre ragioni:

  1. Le situazioni evolvono: quando abbiamo iniziato, nel 2007, eravamo dei veri pionieri (siamo stati, tra l'altro, il primo Coordinamento regionale di base nato in Italia). Ma ci muovevamo in una realtà, regionale e nazionale, molto diversa da quella odierna: c'era ancora poca coscienza della crescente emergenza del lavoro autonomo, e della necessità di organizzarlo nel sindacato. Così allora ci impegnammo soprattutto in un'opera di sensibilizzazione e denuncia dentro e fuori dalla categoria, e all'organizzazione della rete di contatti e servizi per i freelance (canali di comunicazione, assistenza legale, fiscale e contrattuale, organizzazione di incontri...).
    Oggi però la situazione è molto mutata: ci sono forti contatti operativi nazionali e in tutte le regioni, sono possibili scambi di esperienze, anche via internet, ed è possibile evolvere il nostro ruolo, guardando alla contrattazione collettiva, alle vertenze organizzate, all'interlocuzione sui nostri problemi con i Comitati di redazione, all'aggiornamento professionale, a interventi legislativi per il lavoro autonomo, a contribuire a una riforma dell'Ordine e dello stesso sindacato.

    Ma per fare tutto questo non basta scrivere un bel documento: bisogna confrontarsi, vedere cosa aggiornare del passato e su cosa concentrarci nel presente e nel futuro.

    Per questo facciamo gli Stati Generali dell'Informazione precaria. E li facciamo su Facebook per permettere a tutti (o almeno ai molti che già hanno accesso a Facebook) di dibattere da casa, nei ritagli di tempo, la sera, il fine settimana... Cosa che in una riunione “fisica”, in un luogo e in un orario delimitata, non sarebbe stata possibile.

  2. Gli Stati Generali sono figli dell'analoga iniziativa nazionale tenuta l'11 e 12 luglio a Roma, su impulso della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, di cui facciamo parte e alla quale abbiamo fornito molti contributi figli della nostra pluriennale esperienza regionale. Agli Stati generali avevamo contribuito con un documento di proposte, che sono poi in buona parte presenti nella mozione finale. Mozione che prevedeva di rilanciare gli Stati Generali nelle varie regioni, approfondendo il dibattito e calibrandone le proposte operative a seconda delle esigenze e specificità locali
    Questo perciò abbiamo fatto, e nel gruppo di discussione Facebook
    “Stati generali infoprecaria FVG”, che abbiamo creato per il dibattito, ci sono ora tutti i documenti di consultazione utili.

  3. Sia chiaro che il nostro scopo non può però essere solo quello di stilare un nuovo documento con dentro delle belle enunciazioni (ne abbiamo già stesi tanti, e probabilmente ora basta aggiornare qualcuno dei preesistenti). Il nostro obiettivo è invece quello di raccogliere l'impegno di ancora altri colleghi (contrattualizzati e non) su alcune battaglie da decidere e sviluppare assieme. Perchè nella storia del mondo del lavoro e di qualsiasi sindacato non c'è mai stata alcuna conquista o miglioramento figli solo di un documento scritto in bella forma e con dentro delle belle idee. Anche il miglior documento, infatti, necessita sempre di persone che s'impegnino attivamente per tradurlo in realtà.

Il sindacato, l'Ordine e i cambiamenti che vorresti nel tuo lavoro possono quindi venir costruiti anche da te, che ora ci stai leggendo.

Impegna quindi un po' del tuo tempo, delle tue idee ed energie per sviluppare assieme a noi questi Stati generali, e domani per tradurre le tue e nostre idee in realtà.

Pertanto: buon dibattito per gli Stati Generali dell'Informazione precaria del Friuli Venezia Giulia, su Facebook, nel Gruppo: www.facebook.com/groups/1395840217319812/


* Maurizio Bekar
co-portavoce del Coordinamento precari e freelance del Friuli Venezia Giulia
vicesegretario dellAssostampa Friuli Venezia Giulia
Coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi


25 ottobre 2013

ALESSANDRO MARTEGANI: "BUONI STATI GENERALI A TUTTI"


IL CONTRIBUTO DEL SEGRETARIO DI ASSOSTAMPA AL DIBATTITO DEGLI STATI GENERALI DELL'INFORMAZIONE PRECARIA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA


Credo che il primo ostacolo da affrontare per i giornalisti italiani, ancor prima di scendere nel merito dei problemi e delle soluzioni, sia una radicale operazione culturale.
La crescita esponenziale dei rapporti precari e atipici nel mondo dell’informazione (che spesso coprono illegalmente posizioni con attività quotidiana e cariche di responsabilità oltre che di professionalità), e l’involuzione che ha ormai coinvolto tutto il sistema informativo del paese, hanno di fatto svuotato di significato la divisione fra contrattualizzati (una volta si chiamavano anche “garantiti”) e freelance.
Le ristrutturazioni e i tagli annunciati con cadenza ormai stagionale da parte delle grandi aziende editoriali, e le chiusure e gli stati di crisi delle realtà più piccole, hanno reso ormai comuni a tutti i giornalisti.

Alessandro Martegani 
Membro del Coordinamento Precari e Freelance, 
Segretario dell’Assostampa FVG

Da una parte i contrattualizzati, pur godendo ancora di ottime tutele e di contratti depotenziati ma comunque dignitosi, vedono messi sempre più a rischio non solo la propria posizione, ma perfino il proprio futuro, visto che l’aumento dei precari sottopagati rende inevitabile anche un calo delle entrate negli enti previdenziali, e più conveniente per gli editori usare lavoratori esterni piuttosto che sviluppare redazioni strutturate; dall’altra i cosiddetti collaboratori o freelance, per la maggior parte lavoratori a tempo pieno, non hanno più alcuna speranza di essere assunti, e, nonostante il costo della vita e delle spese professionali in aumento, assistono al calo progressivo delle già magre entrate e delle opportunità di lavoro, vivendo ogni giorno quella che, con un’espressione un po’ greve, poco originale, ma comunque evocativa, viene definita una “guerra fra poveri”.


Lo slogan “Siamo tutti precari”, (utilizzato talvolta in passato più che per una reale convinzione, per una “captatio benevolentiae” da parte di alcuni “garantiti” per ottenere il consenso di chi lavora al di fuori delle redazioni) sta diventando sempre di più uno scenario reale. La gestione miope della maggior parte degli editori, che anno ormai abdicato alla ricerca della qualità puntando al profitto immediato, tagliando spese, organici e pagine, senza un minimo di progettualità e sviluppo, rischia di travolgere esperienze, professionalità e sentimenti di tutta la categoria, senza distinzioni. Non è stata colta per tempo nemmeno la straordinaria opportunità del Web, vista dagli editori, ma anche qualche collega, prima come una bolla destinata a sgonfiarsi, poi come una dolorosa necessità, e solo di recente come una possibile risorsa, ma comunque senza investimenti adeguati.

I problemi dei precari sono quindi i problemi di tutta la categoria, di tutto il sindacato, dai quadri nazionali della Federazione ai giovani colleghi, dai direttori ai collaboratori. Mi piacerebbe che questo fatto, evocato spesso anche all’interno dei sindacato, diventasse una convinzione profonda, diffusa, oltre che un principio astratto mai applicato concretamente fino ad oggi.
Solo partendo da una posizione convintamente unitaria si può pensare di ottenere, prima ancora delle tutele, una linea di sviluppo del mondo del giornalismo, un nuovo inizio, che garantisca una corretta informazione e una vita dignitosa a chi ogni giorno affronta fatica e rischi per amore di questo lavoro.
Una categoria unita ha però bisogno vitale di un sindacato unito, oltre che unitario: è vitale una ferma e coerente azione nazionale, che, abbandonando le logiche del passato e di corrente, dia un convinto appoggio a battaglie come la legge sull’equo compenso e l’applicazione della Carta di Firenze, e alla tutela dei non contrattualizzati, senza accettare ricatti da parte degli editori. Le regole per chi lavora fuori dalle redazioni devono essere inserire nel contratto, e ai collaboratori, “strategici” e non, deve essere garantita una rappresentanza all’interno del Cdr, se esiste, o un contatto continuo con il fiduciario di redazione.

È fondamentale però anche un’attenzione costante e capillare da parte delle Associazioni regionali, che devono essere un punto di riferimento autorevole e accogliente per tutti i colleghi, ascoltando i problemi, intervenendo sulle singole situazioni (spesso i colleghi freelance non hanno non dico un Cdr, ma nemmeno un fiduciario a cui rivolgersi, e lavorano in condizioni che rasentano l'isolamento) e mantenendo una linea costante e ferma a tutela della categoria, denunciando e intervenendo in ogni caso di abuso o illegalità.

Mi preme non essere frainteso: quando parlo di “tutela” non intendo assolutamente il limitarsi a una protezione dei diritti acquisiti o alla richiesta di uno o due euro in più a pezzo per i collaboratori. Il miglioramento nelle retribuzioni e delle condizioni di lavoro sono obiettivi sacrosanti, ma a mio parere è necessario pensare all’evoluzione e al cambiamento, comprendendo che talvolta anche un mutamento radicale delle condizioni di lavoro può non essere una soluzione negativa per i colleghi e per la professione, a patto che vengano rispettati alcuni principi non trattabili, come il fatto che il lavoro precario va pagato (viste le ultime tendenze è il caso di specificarlo) e decorosamente, e comunque deve costare più di quello dipendente; che tutte le attività che compongono il mondo dell'informazione, (carta stampata, tv e radio, informazione via Web, uffici stampa e portavoce), hanno la stessa dignità e vanno rispettate e trattate allo stesso modo; che il sindacato non deve puntare solo a salvare lo status quo dei cosiddetti garantiti, ma, come è avvenuto in Friuli Venezia Giulia (la creazione del Coordinamento precari e freelance, i numerosi interventi a favore dei meno tutelati, la nomina di Maurizio Bekar a Coordinatore nazionale e la mia stessa nomina segretario dell’Assostampa Fvg sono i risultati tangibili di questa linea), deve guardare ai problemi tutta la categoria, senza fare distinzioni, intervenire per fermare irregolarità e ingiustizie, anche per via giudiziaria, e possibilmente (so di chiedere molto in un periodo come questo), elaborare con fiducia sul territorio una visione di sviluppo e cambiamento per il futuro.

Un appello infine va ai colleghi, in particolare ai freelance, che devono evitare assolutamente trascorrere la propria vita professionale, e tanto più gli eventuali disagi, in solitudine, e accettare compromessi indecorosi e retribuzioni da fame nella speranza di una regolarizzazione che non arriva. È irrinunciabile vivere la propria professione con dignità e consapevolezza, ma anche contattare il sindacato e partecipate alla vita delle Associazioni e della Federazione: ritengo che uno dei problemi del sindacato sia anche la difficoltà nel coinvolgere nuove esperienze, che invece sono assolutamente vitali per mantenere forte e attuale l’azione della categoria.
Solo con quest’ottica la categoria riuscirà a remare contro corrente con una forza sufficiente per uscire dalla “tempesta perfetta” in cui si è ormai infilata.



Alessandro Martegani 


Membro del Coordinamento Precari e Freelance, 
Segretario dell’Assostampa FVG


Gli Stati Generali dell'Informazione precaria del Friuli Venezia Giulia si tengono su Facebook, nel Gruppo: www.facebook.com/groups/1395840217319812/ Lì potete iscrivervi e dibatterne con noi...

22 ottobre 2013

STATI GENERALI INFOPRECARIA FVG: SU FB 25/10 – 10/11/2013


STATI GENERALI DELL'INFORMAZIONE PRECARIA DEL FVG:
SU FACEBOOK, DAL 25 OTTOBRE AL 10 NOVEMBRE

Le richieste e proposte dei giornalisti
non contrattualizzati



Si avviano nel Friuli Venezia Giulia gli Stati generali dell'Informazione precaria, per approfondire e attuare a livello regionale le proposte emerse in quelli nazionali dell'11 e 12 luglio scorsi. Per favorire la partecipazione, si terrano sotto forma di Forum su Facebook, aperto a tutti - anche ai non iscritti al sindacato - dal 25 ottobre al 10 novembre, data in cui verranno tratte le conclusioni e rese pubbliche le proposte dei giornalisti non contrattualizzati della regione.
Ad organizzarli sono il Coordinamento giornalisti precari e freelance e la Commissione regionale lavoro autonomo dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia.

Gli Stati Generali erano stati promossi il luglio scorso dalla Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, per stimolare il confronto nella categoria sulle principali problematiche ed urgenze dei giornalisti non contrattualizzati (equo compenso, Carta di Firenze, contrattualizzazioni e stabilizzazioni dei precari, nuove tutele per il lavoro autonomo). La mozione finale impegnava a rilanciare ed approfondire il dibattito e le iniziative su questi temi nelle realtà regionali.

La scelta del Friuli Venezia Giulia di realizzarli su Facebook è motivata dall'intento di offrire la massima possibilità di apertura e partecipazione, via internet, anche ai colleghi residenti nei luoghi più distanti della regione, e in orari insoliti o di dopolavoro.

Per partecipare basta essere giornalisti non contrattualizzati operanti nel Friuli Venezia Giulia, e chiedere l'iscrizione al Gruppo Facebook “Stati Generali Infoprecaria FVG” (reperibile a questo link), dove si svolgerà il dibattito, a partire dal 25 ottobre. Si ipotizzano anche alcuni contributi mirati di esterni. I contenuti del dibattito non saranno visibili a chi non è iscritto al gruppo, mentre i risultati e le decisioni assunte verranno resi pubblici dopo il 10 novembre.

Per informazioni consultare il blog e la pagina Facebook del Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia:

http://freelancefvg.blogspot.it/

www.facebook.com/giornalistifreelancefvg


o mandare una mail a:
precari.freelance@assostampafvg.it

16 luglio 2013

STATI GENERALI INFORMAZIONE PRECARIA: LA MOZIONE APPROVATA

Stati Generali dell’informazione precaria
(11-12 luglio 2013, Fnsi, Roma)


la mozione approvata

Con i due giorni di dibattito e di approfondimento tecnico giuridico svoltisi a Roma, nella sede della FNSI, l’11 e 12 luglio, si sono aperti gli Stati Generali dell’informazione precaria in Italia. Si è avviata così una fase di mobilitazione e di azione dei precari dell’informazione che impegna il Sindacato e tutti gli altri enti di categoria sul tema fondamentale della tutela del lavoro giornalistico atipico, precario, sfruttato, sottopagato e sotto ricatto da parte dei poteri forti e degli editori, che è anche tutela del diritto fondamentale dei cittadini a essere correttamente informati.
Gli Stati Generali proseguono in ogni realtà territoriale, in cui sarà necessario approfondire e mettere in pratica le riflessioni e i contenuti emersi nei due giorni di dibattito insieme a tutte le componenti della professione: Sindacato, Ordine, INPGI, CASAGIT, Cdr, coordinamenti territoriali, coordinamenti di testata, movimenti di base.
Un lavoro, quello dei due giorni di Roma, che è stato preceduto e arricchito da assemblee regionali, i cui documenti finali vengono accolti come raccomandazioni dall’assemblea.
In particolare, l’assemblea raccoglie come linee guida e cardini del lavoro in itinere degli Stati Generali nelle sedi territoriali i seguenti temi:
  1. Equo Compenso
    L’applicazione della legge sull’Equo Compenso comporta la soluzione di tre nodi cruciali: a) definizione dell’Equo Compenso; b) tracciabilità del lavoro che rende possibile l’individuazione degli editori virtuosi; c) i benefici da cui sono esclusi i soggetti che non rispettano l’Equo Compenso.
    In merito ai rispettivi punti, l’assemblea di Roma ritiene:
a) La proposta di lavoro elaborata dalla CLAN, fatta propria dai documenti preparatori regionali e sottoposta, attraverso il rappresentante della FNSI, alla competente commissione prevista dalla legge, è fatta propria anche dagli Stati Generali, come strumento essenziale per arrivare all’individuazione dell’Equo Compenso del lavoro giornalistico;
b) Deve essere possibile tracciare ogni rapporto di lavoro autonomo analogamente a quanto avviene con i rapporti di lavoro subordinato:
c) Il mancato rispetto dell’Equo Compenso impedisce l’accesso a qualsiasi forma di beneficio pubblico.
Si auspica quindi che il regolamento di attuazione della legge non prescinda da nessuno di questi tre punti.
  1. Contratto
    L’inclusione nel lavoro contrattualmente tutelato delle attuali varie forme di precariato è ritenuta elemento sostanziale e imprescindibile della rinnovazione contrattuale in corso. Per dare maggior peso all’azione sindacale nella trattativa, si ritiene irrinunciabile che la FNSI chiami i rappresentanti dei freelance in Commissione contratto a partecipare e a contribuire in prima persona a tutte le fasi della trattativa in cui verrà affrontato il tema del lavoro autonomo e precario. Si apre ora un percorso inclusivo di riflessione collettiva sulle proposte riguardanti il nuovo contratto.
  1. Carta di Firenze
    Ferma restando la disponibilità a discutere proposte migliorative per l’effettiva efficacia di questo strumento, con lo spirito di collaborazione che deve contraddistinguere l’azione di tutti gli enti di categoria, è necessario provvedere quanto prima alla formazione dell’Osservatorio Nazionale previsto dalla Carta con la nomina di tutti i suoi componenti e si auspica che analoghi osservatori vengano istituiti in ogni realtà regionale.
  1. Rappresentanza
    È necessario introdurre nella regolamentazione federale che riguarda l’attività dei CDR la previsione del coinvolgimento diretto dei rappresentanti dei coordinamenti dei collaboratori della testata. A tale provvedimento interno è conseguente che corrisponda l’introduzione di specifiche previsioni sulla rappresentanza anche nei contratti collettivi.
  1. Qualità dell’informazione e contrasto all’illegalità
    Garanzia della qualità dell’informazione sono l’esercizio dell’attività giornalistica nelle sue varie articolazioni da parte dei giornalisti, come previsto dalla legge, e l’azione di contrasto all’illegalità.
  1. Riforma del quadro normativo
    Occorre farsi parte attiva affinché tutti gli enti di categoria, ciascuno per la propria competenza e in coordinamento fra loro, intervengano nei confronti del legislatore allo scopo di rivedere il quadro normativo del lavoro giornalistico autonomo in materia di previdenza e welfare.
(mozione approvata a maggioranza)

L’assemblea ha anche accolto come strumento di lavoro un documento sui temi del nuovo Contratto nazionale.

Qui il testo scaricabile della mozione:
>>> https://docs.google.com/file/d/0B9MDKDFrfuzScTF3bTZneTBHMnM/edit?usp=sharing

Qui il testo scaricabile del documento sul nuovo contratto nazionale: