26 marzo 2025

ACCERTAMENTI INPGI SUI REDDITI 2018 E 2019 DEI GIORNALISTI AUTONOMI: COSA SAPERE

Inoltriamo 
dal delegato Inpgi per il Friuli Venezia Giulia, Maurizio Bekar:


L'INPGI AVVIA ACCERTAMENTI
SUI REDDITI 2018 E 2019 DEI GIORNALISTI:
ECCO COSA SAPERE

L’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (INPGI) ha avviato – come di consueto – la campagna di verifiche per accertare il corretto versamento dei contributi previdenziali sui redditi derivanti da attività giornalistica autonoma. L’operazione riguarda i compensi dichiarati al Fisco ma non ancora assoggettati alla contribuzione obbligatoria presso l’ente.

Chi è coinvolto?
I giornalisti freelance, titolari di Partita IVA o che percepiscono redditi autonomi tramite ritenuta d’acconto o cessione del diritto d’autore, devono obbligatoriamente versare i contributi all’INPGI per i compensi derivanti da attività giornalistica. Ogni anno, entro il 30 settembre, devono comunicare all’INPGI i redditi percepiti l’anno precedente per il calcolo dei contributi dovuti che, è utile ricordarlo, non costituiscono “tasse” bensì vanno a incrementare il c.d. salario differito utile a costruire il proprio futuro pensionistico.

Quali anni sono interessati?
I controlli riguardano i redditi del 2018 e 2019, già acquisiti dall’Anagrafe Tributaria. Entro fine anno, l’INPGI dovrebbe ottenere dall’Agenzia anche i dati relativi al 2020 e 2021 e quindi anche per questi anni partirà la campagna di accertamento.

Attenzione alla prescrizione
Alcuni giornalisti potrebbero pensare che i contributi dovuti per il 2018 siano ormai prescritti, ma non è così. La normativa ha previsto sospensioni dei termini posticipando le scadenze:

• Contributi 2018: prescrizione prorogata al 7 settembre 2025

• Contributi 2019: prescrizione prorogata al 30 aprile 2026

Quindi, l’INPGI ha ancora tempo per richiedere il pagamento delle somme dovute.

Come avvengono i controlli?
L’INPGI confronta i dati dichiarati dai giornalisti con quelli dell’Anagrafe Tributaria (Agenzia delle Entrate). Se emergono discrepanze – ovvero redditi non dichiarati all’ente o comunicati in modo differente rispetto a quanto registrato dal Fisco – viene chiesto ai giornalisti di chiarire se tali somme derivano da attività giornalistica o da altre professioni.

• Se il reddito non proviene da attività giornalistica, la pratica viene archiviata (salvo ulteriori accertamenti in caso di Partita IVA con codice ATECO giornalistico).

• Se il reddito è riconducibile a prestazioni giornalistiche, sarà assoggettato a contribuzione presso l’INPGI, con eventuali sanzioni per omesso o ritardato pagamento.

Come fornire la risposta?
Accedendo al sito dell’Inpgi – previa identificazione con lo Spid o Cie – il giornalista potrà indicare in modo semplice la natura dei redditi, se giornalistici o meno. In pratica, con due semplici “click” si riesce a fornire la risosta necessaria.

Cosa succede invece in caso di mancata risposta?
Se il giornalista non risponde alla prima richiesta di chiarimenti, l’INPGI invierà una seconda comunicazione, indicando le somme dovute. Se il silenzio persiste, l’ente procederà al recupero della contribuzione, interpretandolo come conferma dello svolgimento di attività giornalistica.

Quali redditi sono esclusi?
Sono escluse da questi controlli:

• Le attività professionali con Partita IVA che rientrano in altre categorie ordinistiche (es. avvocati, commercialisti, architetti, notai)

• I redditi già soggetti a contribuzione INPS (es. dichiarati nel quadro RR del modello Unico)

QUINDI
Questa campagna di verifiche mira a garantire il corretto futuro pensionistico dei giornalisti autonomi e ciò può avvenire solo attraverso il versamento dei contributi previdenziali. È importante rispondere alle richieste dell’INPGI per evitare sanzioni e contenziosi.

Chiunque abbia dubbi sulla propria posizione contributiva può rivolgersi direttamente all’ente per chiarimenti, scrivendo una mail a contributi@inpgi.it


(comunicato Inpgi)

******

Per contatti e informazioni riguardo l'Inpgi, ci si può rivolgere ai suoi recapiti regionali, presso l’Assostampa FVG: inpgi@assostampafvg.it - tel. 040.370371. 

Di massima gli uffici potranno dare risposte sulle domande e pratiche di ordinaria amministrazione, mentre per consulenze più specifiche se ne occuperà Maurizio Bekar, quale delegato responsabile.


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20 gennaio 2025

BEKAR nominato DELEGATO INPGI per il FRIULI VENEZIA GIULIA

MAURIZIO BEKAR 
nominato
DELEGATO INPGI
PER IL FRIULI VENEZIA GIULIA

Rappresenterà l'ente e terrà i rapporti con gli iscritti
tramite gli uffici dell'Assostampa
con cui è stata attivata una convenzione


Il collega freelance Maurizio Bekar è stato nominato delegato
- cioè rappresentante - dell'Inpgi per il Friuli Venezia Giulia. Avrà il compito di facilitare il rapporto tra i giornalisti e l'ente di previdenza dei giornalisti lavoratori autonomi, curando i contatti reciproci e promuovendo la conoscenza del rapporto assicurativo e dei servizi erogati dall’ente.

Bekar godrà del supporto operativo dell’Assostampa FVG, che opererà nell’ambito di un'apposita convenzione firmata con l’Inpgi. Gli incarichi sono già attivi.

Il Presidente dell’Inpgi, Roberto Ginex, su delega del Cda, ha infatti nominato a fine 2024 i Delegati territoriali dell’Ente. Il Cda aveva previsto che, dal 1° gennaio 2025, le attività di assistenza decentrata agli iscritti sul territorio fossero effettuate in ciascuna Circoscrizione dalla figura di un Delegato incaricato dall’Istituto.

Il Delegato territoriale Inpgi sostituisce la figura del vecchio Fiduciario e ha il compito di mantenere il contatto diretto e personale con gli iscritti sui territori, in cui si assiste ad una forte crescita di lavoro giornalistico svolto in forma autonoma.

“La figura del Delegato presenta alcune novità rispetto a quella del Fiduciario a partire da un legame molto più diretto con l’Ente di previdenza" spiega il Presidente Ginex. Proprio per questo nella scelta dei nomi si è attinto in via preferenziale ai componenti del Consiglio Generale" (in cui Bekar è stato eletto nel Friuli Venezia Giulia nel maggio scorso n.d.r.). 

I Delegati si avvarranno del supporto logistico e amministrativo delle Associazioni Regionali di Stampa, secondo le modalità stabilite da apposite convenzioni.

Maurizio Bekar ha un lungo curriculum di impegno per i giornalisti lavoratori autonomi, sia a livello regionale che nazionale: 

- nel 2006 promotore, e fino ad oggi co-animatore del Coordinamento giornalisti precari e freelance dell’Assostampa FVG

- dal 2009 a oggi vicesegretario dell’Assostampa FVG, con delega al lavoro autonomo

- dal 2010 al febbraio 2023 membro e Coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, e dall’ottobre 2023 membro della stessa

- dal 2007 al 2023 delegato, o membro di diritto, ai Congressi della Fnsi

- dal 2013 al 2019, e dal 2023 a oggi, consigliere nazionale Fnsi

Per contatti, rivolgersi ai recapiti dell’Assostampa FVG: inpgi@assostampafvg.it - tel. 040.370371. 

Di massima gli uffici potranno dare risposte sulle domande e pratiche di ordinaria amministrazione, mentre per consulenze più specifiche se ne occuperà personalmente Bekar, quale delegato responsabile.

(Fonte: Inpgi)


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31 luglio 2024

GIORNALISTI AUTONOMI: entro il 31 luglio pagamento dei contributi minimi Inpgi per il 2024

 


Giornalisti autonomi: entro il 31 luglio
pagamento dei contributi minimi Inpgi per il 2024
(se effettuato in ritardo, pagamento con mora)


Si ricorda che il 31 luglio scade il termine per il pagamento dei contributi minimi Inpgi in acconto per il 2024.

Sono tenuti al versamento le giornaliste e giornalisti, professionisti e pubblicisti, che nel 2024 svolgono attività giornalistica in forma autonoma (con l’esclusione di quella in cococo).

Sono previste riduzioni del 50% dell’importo per gli iscritti all’Ordine da meno di 5 anni (vale a dire per gli iscritti dopo 31 luglio 2019) e per i giornalisti con attività autonoma che alla data del 31 luglio 2024 risultino già pensionati.

Questi gli importi  in acconto dovuti per il 2024:

- Contributo minimo ordinario: 416,64 euro

- Contributo ridotto per i giornalisti con meno di 5 anni di anzianità professionale: 217,54 euro

- Contributo ridotto per i giornalisti titolari di trattamento pensionistico diretto: 267,31 euro

Gli importi da versare, e altre informazioni, sono stati comunicati agli interessati dall’Inpgi a fine giugno, tramite Pec o mail ordinaria.

Il pagamento dovrà essere eseguito con modello F24/Accise o bonifico bancario, seguendo le indicazioni riportate nella Circolare 4 del 26/06/2024, pubblicata nel sito web dell’Inpgi.

Non sono tenuti al versamento del contributo minimo i giornalisti che nel 2024 svolgono l’attività esclusivamente tramite collaborazione coordinata e continuativa. Per questi, infatti, gli adempimenti contributivi sono interamente a carico del committente. In tal caso, però, l’interessato deve comunicare all’INPGI le modalità con cui svolge la professione (Modulo: dichiarazione di attività).

Inoltre i giornalisti iscritti all’INPGI che al 31/07/2024 non abbiano svolto alcuna forma di attività giornalistica autonoma e che entro la fine del 2024 presumono di non svolgere alcuna attività giornalistica, sono esentati - previa comunicazione (Modulo: cessazione attività) - dal versamento del contributo minimo.

Questi, se interessati ad ottenere la copertura contributiva nell’anno 2024 – pur in assenza di svolgimento di prestazioni professionali – possono eseguire il versamento dei contributi minimi.

Coloro che non provvederanno a versare il contributo minimo nei termini previsti, all’invio di comunicazione reddituale per il 2024 (da effettuarsi per via telematica entro il 30 settembre 2025), in alternativa alla sospensione annuale potranno versare il contributo minimo entro i termini previsti per la contribuzione a saldo, con le relative maggiorazioni.

(Fonte: Inpgi)


Download:

- pdf dell'F24 accise:
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/251540/Modello+F24+Accise+nuovo_Modello+F24+accise.pdf/5408f260-4c38-d72f-5aeb-64d177e24844

 - Tutte le altre informazioni sul testo integrale della circolare INPGI:
https://inpgi.it/wp-content/uploads/2024/06/PC-04-EC-del-26-06-2024-SCADENZA-PGAMENTO-CONTRIBUTI-MINIMI-2024_.pdf



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13 luglio 2024

SI AVVIA IL “NUOVO INPGI”: ORA COSA AVVIENE? (di Maurizio Bekar)

Maurizio Bekar, del Coordinamento giornalisti precari e freelance e vicesegretario dell'Assostampa FVG con delega al lavoro autonomo, è stato recentemente eletto nel Consiglio di Indirizzo Generale dell’Inpgi. 
In questo pezzo, pubblicato anche dall'Ordine dei giornalisti e dall'Assostampa FVG, illustra le novità e cosa si sta prospettando nel "nuovo Inpgi" dei lavoratori autonomi.


Dopo le elezioni del 27-31 maggio, si avviano le attività del “nuovo Inpgi”, l’ente previdenziale per i giornalisti con posizioni di lavoro autonomo. 

Il 3 luglio l’Assemblea dei delegati di tutta Italia (comprendente anche chi scrive queste righe) ha eletto il nuovo Consiglio di amministrazione, che nelle prossime ore eleggerà nel suo seno il nuovo Presidente, e procederà ad altri provvedimenti per avviare la nuova gestione.

Ma, concretamente, cosa cambia per gli iscritti? Fughiamo alcuni dubbi, che serpeggiano ancora: i colleghi con contratti da dipendente, per le loro posizioni sono stati trasferiti all’Inps; ma gli iscritti alla ex Gestione separata (la cosiddetta Inpgi 2) sono rimasti dov’erano, con le loro posizioni e versamenti contributivi, nell’ente che ora si chiama semplicemente “Inpgi”. 
In pratica per i secondi non è cambiato nulla: mantengono i loro diritti e posizioni come lavoratori autonomi, compresi quelli all’assistenza e a una futura pensione. L’Inpgi resta quindi il loro interlocutore per quanto riguarda il lavoro giornalistico autonomo.

Va anche chiarito che chi mantiene più posizioni di lavoro differenti (per esempio da autonomo ma anche da giornalista dipendente, o da lavoratore o libero professionista in altri settori) verserà i propri contributi nella rispettiva cassa settoriale, e si rivolgerà agli enti previdenziali competenti per ciò di cui ha titolo. E, per le pensioni, le posizioni maturate in casse differenti si assommeranno secondo le regole vigenti. Ma questo è un tema più complesso, da affrontare in un’altra occasione.

Cosa cambia invece nel “nuovo Inpgi” del lavoro autonomo? Con le elezioni di maggio sono stati eletti 52 delegati da tutta Italia, che hanno poi eletto nel loro seno i 5 membri del nuovo Consiglio di amministrazione: Stefano Gallizzi (Lombardia), Mattia Motta (Emilia Romagna), Massimo Marciano (Lazio), Roberto Ginex (Sicilia), Giuseppe Gandolfo (Piemonte).
[Aggiornamento: il Cda nella riunione del 12 luglio ha eletto Presidente dell'Inpgi Roberto Ginex [freelance, consigliere nazionale Fnsi, già segretario dell'Associazione siciliana della stampa] e Vicepresidente Mattia Motta [già segretario generale aggiunto Fnsi ed ex presidente della Commissione nazionale lavoro autonomo].

Il Cda è deputato al governo dell’ente, mentre l’Assemblea dei delegati (con l’esclusione dei 5 entrati nel Cda) si è trasformata nel Consiglio di indirizzo generale dell’Inpgi, che ha funzioni di indirizzo, di approvazione dei bilanci e di proposte del Cda, oltre che di determinazione di compensi, gettoni e rimborsi per i componenti degli organi collegiali.
Coordinatrice del Consiglio di indirizzo generale è stata eletta la collega Patrizia Pennella (Abruzzo).

Ora il nuovo Cda sta provvedendo ai suoi primi adempimenti, tra i quali l’ approvazione dell’organigramma e dei servizi, degli schemi di bilanci, la nomina del Direttore. Di particolare rilevanza sarà la conferma o meno dei propri uffici territoriali e della nomina dei fiduciari regionali (servizi di primaria importanza per la funzionalità decentrate dell’ente verso gli iscritti, ma che hanno dei costi non marginali). Nel volgere di qualche settimana il quadro sarà più chiaro.

Cosa è lecito attendersi nei prossimi mesi, per gli iscritti e le pensioni? 
Il quadro è complesso: l’Inpgi nel 2023 contava 46.870 iscritti, con circa 26.500 contribuenti attivi tra liberi professionisti e cococo. I redditi dei liberi professionisti erano mediamente di 17.000 euro lordi annui, e quelli dei cococo di circa 10.000 lordi. Ma si tratta di medie matematiche, che comprendono sia chi guadagna ben di più di quella media, sia chi ben di meno. 

Inoltre la platea degli iscritti è molto variegata, comprendendo sia ex lavoratori autonomi divenuti poi dipendenti o pensionati, sia chi – da dipendente o pensionato – svolge delle collaborazioni da autonomo, ma percependo la maggioranza del proprio reddito dall’altra posizione. Ma pure tra gli “autonomi tipo” vi sono posizioni molto variegate: vi è chi ha altre attività principali e svolge solo occasionali collaborazioni giornalistiche, e chi cerca invece di svolgere solo attività giornalistica, per il quale il relativo reddito (e la futura pensione) sono discriminanti essenziali. 

Il dato certo è che i giornalisti autonomi aumentano, ma le retribuzioni restano basse, e solitamente insufficienti a garantire la sopravvivenza personale (per tacere di quella di una famiglia, come pur statuito dall’art. 36 della nostra Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.”)

Vi sono quindi necessità e aspettative differenti: il giornalista dipendente o pensionato che vede il lavoro autonomo solo come un corollario al proprio reddito principale; la situazione simile di chi ha un altro reddito (insegnante, impiegato o altro) e pratica saltuariamente l’attività giornalistica, più che altro per soddisfazione personale. E chi invece cerca di farne la propria professione, essendo però generalmente sottopagato e senza garanzie né prospettive.

E’ chiaro che le aspettative ed esigenze di queste tipologie di iscritti sono differenti: chi solo di non perdere i contributi versati, e chi invece ha uno spasmodico bisogno di assistenza, di politiche di welfare mirate… e di una pensione sostenibile.

La realtà dei fatti è che l’Inpgi può intervenire con i suoi utili (la gestione dell’ex Inpgi 2 è economicamente in positivo) per politiche mirate di welfare e di supporto alle fasce più deboli, come ha già cercato di fare in questi ultimi anni. Ma non può “innalzare le pensioni”, perché queste per legge corrispondono ai contributi versati dall’iscritto. Che, se guadagna poco, versa pochi contributi e avrà quindi castelli contributivi minimi o ridicoli (è noto che l’importo della “pensione tipica” dell’Inpgi per un autonomo è inferiore a quella della pensione sociale Inps...). 

Il che riapre il problema del diritto a un equo compenso per i giornalisti autonomi, da cui poi deriva tutto il resto. E di cui dovremo riparlare.

Nel frattempo credo bisognerà improntare le politiche dell’Inpgi alla massima attenzione verso le esigenze delle fasce più deboli della categoria, assieme a una gestione sobria e snella dell’ente, per poterne garantire una continuità e i servizi anche nel futuro.

Maurizio Bekar
membro del Consiglio di Indirizzo Generale dell’Inpgi

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30 giugno 2024

ESISTE LA PROFESSIONE “GIORNALISMO”? OPPURE… La sconsolata risposta a una collega

"... dobbiamo diventare tutti influencer, youtuber prima che arrivi l’intelligenza artificiale e ci spazzi via tutti?"

Avevamo rilanciato dalla pagina Facebook "Giornalisti freelance" la testimonianza "UN "NUOVO GIORNALISMO"?, con delle amare riflessioni e richieste di una ex tirocinante, poi divenuta freelance ma senza soddisfazioni né prospettive. 

Il testo, ripubblicato anche dalla nostra newsletter, ha ricevuto in risposta una riflessione, altrettanto amara, da parte di un collega, che pubblichiamo di seguito in forma anonima.

Buongiorno,

ho letto con molto interesse la testimonianza e, devo dire, che mi sono rivisto in molteplici situazioni.

Posso solo esprimere vicinanza, comprensione, solidarietà e condivisione a chi ha scritto quel testo, condivisione che poco aiuta ma che evidenzia il problema.

Un testo che definirei non uno sfogo ma una attenta descrizione di una realtà che esiste, che molti non conoscono e che, purtroppo molti non vogliono conoscere.

I giornalisti oggi e, in particolare i freelance come il sottoscritto, si trovano nella condizione di confrontarsi con un contesto professionale a dir poco incredibile. Sì, direi che la definizione corretta è proprio “incredibile”, poiché non si può credere alle tantissime difficoltà alle quali siamo sottoposti, all’essere in molti persone che possono vantare curriculum eccellenti, titoli di studio, esperienze, capacità e conoscenze aggiornate e tanto altro ancora, frutto di fatiche personali e personalissime, di sacrifici personali e personalissimi, di rinunce e poi, vedersi catapultati, semplicemente, nel niente fatto di silenzio. Sì, è incredibile portare servizi giornalistici e vederseli ignorare completamente, non essere presi in considerazione, trascurati al punto tale da divenire invisibili.

E, nel frattempo, fare parte di una categoria estremamente criticata dal contesto sociale e diventare oggetto di apparente benessere e grande soddisfazione personale.

Bisogna provare la sensazione di sentirsi buttati via per comprendere la “grande soddisfazione personale”.

Niente da fare nelle testate affermate e, allora, si cade nella rete del microscopico, con editori improvvisati, con promesse che si trasformano in dipendenze di umilianti aspettative fino al punto di lasciare e dedicarsi alla professione completamente autonoma che più autonoma non può essere: i blog e tutto ciò che l’on line può offrire, ovviamente, gratis.

Libertà di stampa? Certo ma la libertà passa anche attraverso il lavoro, quello vero, quello espresso in modo deciso nell’art. 1 della Costituzione e ripreso poi in altri passi della Carta. Il lavoro retribuito, che rende l’uomo, e non il cittadino, degno, rispettato, orgoglioso e… libero.

E tutto questo senza parlare delle pressioni che continuamente arrivano da ogni dove.

Dai giornalisti oggi si vuole professionalità, sacrificio, fedeltà, appartenenza e tanto altro. Ma, per cosa?Con quale spirito possiamo affrontare i tanti corsi che sosteniamo quando poi, alla fine, non possiamo confrontarci con il nostro lavoro?

Possiamo vivere di niente?

Possiamo almeno criticare quello che accade intorno a noi?

Possiamo continuare così?

E, infine, esiste ancora una professione che si chiama “giornalismo” oppure dobbiamo diventare tutti influencer, youtuber prima che arrivi l’intelligenza artificiale e ci spazzi via tutti?

Uno sconsolato saluto.

(Giugno 2024)


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15 giugno 2024

UN "NUOVO GIORNALISMO"? Amare riflessioni e richieste di una ex tirocinante, poi freelance

Rilanciamo (dalla pagina FB "Giornalisti freelance") la testimonianza, con delle amare riflessioni e proposte di una collega giornalista autonoma, ex tirocinante. E' stata pubblicata in forma anonima, per tutelare la collega e le sue future possibilità di lavoro con le redazioni.

UN "NUOVO" GIORNALISMO?

Attualmente in Italia si sta parlando molto di censura e strumentalizzazione dell’informazione.

Non è estraneo a queste argomentazioni neanche il mondo stesso del giornalismo che ormai del suo originario significato ha salvato ben poco.

Iniziando con i milioni di comunicati stampa da ogni dove, che rendono le testate un vero e proprio spazio pubblicitario e di marketing (oltre a divenire asettiche e politicizzanti). Ironico appare poi il tentativo automatico da parte del direttore o della giunta comunale di etichettare politicamente un giornalista che tenta di fare il suo lavoro nel modo più oggettivo possibile. Negli articoli, alcune parole o frasi più delicate vengono fatte rimuovere perché ‘non si sa mai’. Già così è difficile contattare qualcuno (es. i permessi delle aziende sanitarie regionali per intervistare qualcuno o i vari intermediari prima di raggiungere il politico di turno): se osi dire qualcosa che non sia in linea con il tuo intervistatore non ti contatta più; se osi dire qualcosa che non sia in linea con il tuo direttore non scrivi più; se osi dire troppo, beh, non fai più e basta.

I tirocini vengono spesso retribuiti al minimo. Il problema di trovare dei fondi, soprattutto per le testate piccole, è certamente reale. Ma quando un giornalista scrive dai quattro ai sette articoli al giorno, non comunicati stampa, e si ritrova con 300 euro al mese, anche dopo la fine del tirocinio, allora qualcosa non va. Quando svariati giornalisti e pubblicisti arrivano ad andare in esaurimento nervoso dopo essere stati trattati come degli stracci, ci si rende conto che non è un mondo salutare.

Allora molti decidono di optare per il lavoro autonomo, il cosiddetto ‘freelancer’.

Le testate più ampie non leggono neppure le mail e bisogna chiamarle una ventina di volte per una proposta d’ articolo. Solo 1 su 5 risponde. Spesso chi risponde comunica che ha una redazione chiusa. Un gran peccato perché sarebbe importante garantire un’apertura almeno in caso di articoli di particolare interesse.

Così non resta che contattare le testate locali, che troppo spesso fanno lavorare senza contratto, e alle quali bisogna chiedere di ricordarsi di pubblicare l’articolo. Ricordarsi di pubblicare un articolo. “E un giorno, il redattore decide autonomamente di non farti lavorare più. Scrivendoti che non c’è più bisogno della collaborazione? No, bloccandoti su whatsapp. Bloccandoti su whatsapp.”

"Sono senza parole e cerco di capire dove ho sbagliato.

Allora contatto un’altra redazione dove inizio una collaborazione in prova. Anche qui viene fuori il problema economico. Gli articoli vengono pubblicati dopo molte settimane. Questa volta, invece di andare in paranoia e farmi mille sensi di colpa, decido di affrontare la situazione di petto e chiedere spiegazioni.

Mi vengono fatte le loro scuse, ammettendo che ‘si sono dimenticati’ dei miei articoli e mi dicono di scrivere loro ogni tanto per ricordare di pubblicarli.

Va bene. Lo faccio.

Poi, però, gli articoli non vengono proprio più pubblicati. Riscrivo. Non mi rispondono. Ma come? Mi avevate detto che gli articoli erano buoni! Dove ho sbagliato?

Mi ritrovo a sentirmi in una situazione che mi ricorda tanto i piccoli abusi tossici, così sottili che ti fanno venire il dubbio di essere tu il problema. Forse ho scritto troppo? Forse troppo poco?

Senza lamentele o piagnistei.

Stavolta no.

Non è mia la colpa."

Questo tipo di situazioni sono ben note nell’ambiente. Il silenzio che le circonda, però, non è né etico né professionale. Chi continua a scrivere, nonostante tutto, lo fa perché crede veramente nel potere dell’informazione democratica e nella possibilità di creare riflessione nei lettori. Pagare 10 euro un articolo, non considerare professione da tutelare il reporter di guerra, non rispettare e non considerare allo stesso livello il lavoratore autonomo non sono cose accettabili.

Chiediamo quindi, all’Odg e all’Assostampa, effettiva tutela per i freelancer, maggior controllo nelle redazioni e la possibilità di venire incontro a chi di questo lavoro non riesce a vivere. E siamo in molti.

Chiediamo per questo la possibilità di poter pagare INPGI e ODG in proporzione al reddito o all’ISEE conseguita.

Essere tenuti a dover pagare entrambi più di 300 euro all’anno per un guadagno netto alle volte pari a 100 (!) annuali non è ammissibile. Ci sono giornalisti e pubblicisti validi che si sono tolti dall’Ordine per ragioni sopra citate.

Si chiede, in conclusione, considerazione e rispetto di diritti, e doveri, che dovrebbero essere fondanti in questa professione che dovrebbe far prevalere onestà, trasparenza e qualità rispetto alla quantità e all’elitarietà.

(Maggio 2024 - Da: giornalistifreelance)

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08 giugno 2024

La CLAN-FNSI approva le LINEE GUIDA sul LAVORO AUTONOMO per il 2024-2027. IL DOCUMENTO

La CLAN (Commissione Nazionale Lavoro Autonomo) della FNSI ha approvato le linee guida per il suo mandato 2024-2027. Precarietà, stabilizzazioni, dignità, equo compenso, welfare... Di seguito il documento integrale.

PROPOSTA DI LINEE GUIDA PER CLAN E ASSEMBLEA AUTONOMI FNSI

Roma, 5 giugno 2024

La Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi, in avvio del suo mandato 2024-2027, in coerenza con i deliberati congressuali Fnsi sul tema, considerato che il panorama editoriale globale del XXI secolo continua a mutare velocemente anche alla luce delle recenti innovazioni tecnologiche e dell'Intelligenza artificiale nel lavoro giornalistico, e al fine di garantire pari diritti e pari dignità dei liberi professionisti rispetto al mondo del lavoro dipendente, si impegna a promuovere queste politiche di intervento:

- OCCUPAZIONE E CONTRASTO ALLA PRECARIETÀ: i numeri sul lavoro autonomo dei giornalisti sono impietosi, nel 2023 il reddito medio dei co.co.co. puri è di 8.039 euro, mentre quello dei liberi professionisti nel 2022 il reddito medio è stato di 14.007 euro. Serve sviluppare politiche e norme stringenti che contrastino la precarietà, lo sfruttamento del lavoro autonomo, dei co.co.co. e delle false partite Iva che dissimulano lavoro dipendente.
Vanno sollecitati controlli da parte degli enti preposti nelle aziende che sfruttano il lavoro autonomo. Sul tema va aperto un dialogo con la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia e con il Comitato nazionale per la prevenzione e il contrasto del lavoro sommerso.

- CONTRATTI COLLETTIVI, STABILIZZAZIONI E CO.CO.CO.: si devono ampliare le tutele del lavoro non dipendente (compreso quello negli uffici stampa). Va intrapreso un dialogo con gli editori sulle stabilizzazioni dei collaboratori che possono essere inquadrati come lavoratori dipendenti. In quest'ottica è fondamentale definire all'interno del contratto le nuove figure professionali che si vanno definendo all'interno delle redazioni (social media manager, fact checker e così via). Vanno superati i co.co.co., che nella maggior parte delle redazioni vengono utilizzati come dei lavoratori dipendenti con costi inferiori e senza le garanzie dei contratti collettivi. Sono necessari, inoltre, interventi per contrastare l'utilizzo di lavoratori pensionati nelle redazioni, anche sollecitando interventi legislativi, come anche adeguate regole e vigilanza a tutela delle nuove competenze redazionali online.

- EQUO COMPENSO: il sindacato deve parallelamente puntare alla tutela del lavoro autonomo (sia quello per scelta, sia quello in attesa di stabilizzazione) tramite l’attuazione delle leggi sull’equo compenso (233/2012 e 49/2023) e per la liquidazione giudiziale dei compensi anche per i giornalisti (L 27/2012) per la quale il sindacato ha già elaborato una proposta che è stata già acquisita dal CNOG.

- INTELLIGENZA ARTIFICIALE: La conoscenza e l'operatività sull'uso degli applicativi di intelligenza artificiale possono essere competenze del giornalista libero professionista. I colleghi devono saper valorizzare questa nuova risorsa come parte della professione e la stessa deve essere adeguatamente considerata e non strumentalizzata. Il sindacato dei giornalisti deve impegnarsi a chiedere di regolamentare l'adozione di questa tecnologia da parte delle aziende editoriali, per evitare che venga impiegata per sostituire i giornalisti nel loro lavoro.

- AUTOIMPRENDITORIALITÀ: La Clan vuole essere interprete di una nuova cultura e di una nuova proposizione della professione giornalistica esercitata in autonomia. Con questo obiettivo si impegnerà per sviluppare azioni necessarie al riconoscimento del rischio d’impresa. La Clan punta a essere punto di riferimento per i giornalisti liberi professionisti attraverso attività che possano favorire l’informazione e la formazione dei colleghi che vogliano intraprendere il percorso auto imprenditoriale, ma anche creare startup e nuove forme di aggregazione professionale per interpretare in modo innovativo questo lavoro.

- MULTIPIATTAFORMA: non è tollerabile il riutilizzo dei contenuti senza un'adeguata retribuzione, è necessario lavorare anche su un equo compenso per i giornalisti quando gli articoli vengono riutilizzati su qualsiasi tipo di piattaforma.

- CONTRIBUTI PUBBLICI: per il rispetto dei pagamenti ai giornalisti lavoratori autonomi va chiesto con voce ferma al Governo, attraverso una modifica della normativa vigente, di agire sulle aziende che prendono contributi pubblici, nonché eventuali altri benefici pubblici, penalizzando chi non paga secondo i tempi previsti dalla legge.

- CARTA DI FIRENZE: Va data attuazione alla “Carta di Firenze”, stimolando una verifica ed eventuale aggiornamento delle procedure. Va attivato in forma paritetica tra Ordine e Fnsi, come da art. 3 della Carta, l’Osservatorio permanente sulle condizioni professionali dei giornalisti.

WELFARE, ASSISTENZA E INPGI – Servono:
- Un sistema strutturato di garanzie, assistenza e consulenze (legale, fiscale, imprenditoriale, formazione, aggiornamento) che passi anche dalla continuità nel sostegno degli uffici di corrispondenza Inpgi sui territori, e alle Assostampa che questi servizi erogano
- Al contempo la CLAN auspica un allargamento del welfare e migliori politiche di protezione per il reddito dei giornalisti libero professionisti, rendendosi sul punto disponibile ad un confronto immediato con il nuovo Cda INPGI di prossimo insediamento, anche al fine d’individuare nuove forme di sostegno economico agli autonomi.

ASSISTENZA E CONVENZIONI – Sulla scorta di quanto già alcune Assostampa regionali stanno introducendo, bisogna predisporre per tutti i giornalisti libero professionisti un sistema di garanzie, assistenza e consulenze (legale, fiscale, imprenditoriale, di assistenza alla auto-imprenditorialità, di aggiornamento). Si ritiene, inoltre, necessario promuovere e incentivare convenzioni permanenti a tariffe agevolate relativamente a dotazioni e strumentazioni tecnologiche professionali (Licenze Sw, devices audio/video/foto, pc, etc.), spazi attrezzati (anche di co-working), abbonamenti a banche dati, agenzie, libri, testate.

RAPPRESENTANZA, VERTENZE, CAUSE LEGALI. Per una maggiore rappresentatività e incisività, il coinvolgimento attivo dei Giornalisti libero professionisti va sostenuto e agevolato a ogni livello: aziendale, regionale e nazionale, e deve riflettersi anche negli organismi dirigenti degli altri organismi di categoria.
Va inoltre proseguito e rafforzato il sostegno alle vertenze dei giornalisti libero professionisti.
Vanno favorite iniziative per garantire la tutela legale dei collaboratori dei giornali, troppo spesso abbandonati e costretti a pagare per le denunce temerarie, soprattutto alla luce delle recenti approvazioni in sede Ue del Media Freedom Act e della direttiva Anti-Slapp. È auspicabile la creazione di un apposito fondo derivante da percentuale obbligatoria per legge a carico della committenza.

LIBERTÀ DI STAMPA. Di fronte a qualsiasi tentativo di imbavagliare i giornalisti va difeso con tutte le forze il diritto di informare e quello dei cittadini a essere informati

- ORGANIZZAZIONE Inoltre, nel rispetto dello Statuto, del Regolamento e dei deliberati congressuali FNSI:
- Va rilanciato e potenziato il ruolo delle Commissioni regionali e nazionale, e dell’Assemblea nazionale del lavoro autonomo, quali centri di elaborazione di proposte e di iniziative. Ma anche - ove possibile - di sperimentazioni di nuove forme di aggregazione (quali assemblee aperte, forum su Web e altro), tese a coinvolgere attivamente anche i molti colleghi non dipendenti finora esterni ed estranei al Sindacato
- Va favorita e perseguita la massima partecipazione interna, nei vari contesti, anche tra CLAN, Assemblea nazionale e Commissioni regionali, puntando anche su incontri e dibattiti on line (quali mailing list, forum o gruppi mirati), per aggiornamenti, favorire il dibattito, lo sviluppo di nuove idee e proposte, e per una diffusa crescita comune

INFINE

Va rilanciato e potenziato il ruolo delle Commissioni regionali e nazionale, e dell’Assemblea nazionale del lavoro autonomo, quali centri di elaborazione di proposte e di iniziative. Va favorita e perseguita la massima partecipazione interna, nei vari contesti, anche tra Clan, Assemblea nazionale e Commissioni regionali, puntando anche su incontri e dibattiti on line (quali mailing list, forum o gruppi mirati), per aggiornamenti, favorire il confronto, lo sviluppo di nuove idee e proposte, e per una diffusa crescita comune. Vanno messe in atto tutte le iniziative possibili tese a coinvolgere attivamente anche i molti colleghi non dipendenti finora esterni ed estranei al Sindacato.


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Coordinamento giornalisti precari e freelance
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02 giugno 2024

BEKAR, freelance, ELETTO ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE INPGI per il Friuli Venezia Giulia



Il freelance MAURIZIO BEKAR ELETTO
ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE INPGI
in rappresentanza del Friuli Venezia Giulia

Il collega freelance Maurizio Bekar, membro del Direttivo e sostenuto dell’Assostampa FVG, è stato eletto rappresentante del Friuli Venezia Giulia nell’Assemblea nazionale dell’Inpgi, ente previdenziale dei giornalisti lavoratori autonomi. 

Ha raccolto 63 preferenze, contro le 61 del consigliere nazionale e fiduciario regionale Inpgi uscente, Andrea Bulgarelli (esponente, anche nazionale, di un altro sindacato di settore).

Maurizio Bekar è stato nel 2006 promotore, e finora co-organizzatore, del Coordinamento regionale dei giornalisti precari e freelance, e dal 2009 vicesegretario dell’Assostampa FVG con delega al lavoro autonomo. È membro e già coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, oltre che consigliere nazionale e membro della Commissione contratto Fnsi, sempre in rappresentanza dei lavoratori autonomi.

“Ringrazio quanti” ha commentato Bekar “anche dipendenti e pensionati con posizioni di lavoratore autonomo, hanno supportato la mia candidatura, anche con attestati di stima e vicinanza, trasversalmente a collocazioni, condizioni professionali e di età”. 

“Dietro di me” ha continuato “non ci sono stati lobby o gruppi organizzati; ma 18 anni di lavoro di base, tra giornalisti lavoratori autonomi e precari variamente declinati, dentro il sindacato della Fnsi e dentro alla sua articolazione regionale, cioè l'Assostampa FVG. E nel Coordinamento dei giornalisti precari e freelance, con cui negli anni si sono fatte varie battaglie, che ora continueranno in un nuovo capitolo dentro l'INPGI, sempre con spirito aperto, trasversale e unitario”.


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