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19 giugno 2026

Giornalisti freelance, equo compenso e diritti negati: esperienze e fare rete (di Maurizio Bekar)

9 giugno 2026, Torino: “Freelance Journalism Forum”
Dibattito su lavoro, diritti e prospettive del giornalismo autonomo

Intervento di Maurizio Bekar (Friuli Venezia Giulia)
Esperienze territoriali e nella Clan- Fnsi
Carta di Firenze, equo compenso, fare rete
L’articolo 36 della Costituzione e le leggi inattuate

Il 9 giugno 2026 a Torino, su iniziativa della Commissione lavoro autonomo dell'Associazione Stampa Subalpina – Fnsi, si è tenuto il “Freelance Journalism Forum”: giornata di confronto pubblico su lavoro, diritti e prospettive del giornalismo freelance, componente sempre più rilevante del sistema dell’informazione. Al centro i temi della precarietà, della sostenibilità economica e del riconoscimento del lavoro autonomo.

Al Forum hanno partecipato anche i vertici dell'Ordine nazionale dei giornalisti, della Federazione Nazionale della Stampa, dell'Istituto di previdenza Inpgi, rappresentanti di editori e redazioni e del Master universitario in giornalismo. 
Giornaliste e giornalisti freelance, cococo e partite Iva sono intervenuti con il contributo delle loro storie, criticità e prospettive.

In un panel dedicato sono intervenuti i responsabili e componenti della Commissione nazionale lavoro autonomo (Clan) della Fnsi e di alcune Commissioni regionali (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Sicilia).

Di seguito l’intervento (riadattato per la trascrizione) di Maurizio Bekar, promotore nel 2006 del Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia (attivo tuttora come riferimento territoriale nell’ambito sindacale), membro della Clan-Fnsi dal 2010, e già coordinatore della stessa.

Al centro dell’intervento l’esperienza dei freelance organizzati vissuta nel Friuli Venezia Giulia e poi nella Clan nazionale, l’impegno per il varo della Carta di Firenze, per l’equo compenso, e la necessità di fare formazione e rete fra i giornalisti lavoratori autonomi.

Giornalisti autonomi e “non garantiti”:
l'esperienza del Friuli Venezia Giulia e nella Clan - Fnsi

(Introduzione della moderatrice del panel, Simona De Ciero, rappresentante del Piemonte nella Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della FNSI. Segue intervento)

Grazie… Sono Maurizio Bekar, da Trieste, Friuli Venezia Giulia. Molte cose sono state già dette finora, e anche ben sintetizzate nel documentario che abbiamo visto: [“A schiena dritta, storie di giornalisti free lance”, di Gero Tedesco, per il centenario dell'INPGI – n.d.r.], quindi non mi ripeterò e aggiungerò invece quelle che sono state le nostre esperienze.

Nel Friuli Venezia Giulia nasciamo nel 2006, come “Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia”: una rete auto organizzata di persone che volevano lavorare sui problemi dei giornalisti cosiddetti non garantiti, non tutelati, e questo a prescindere dall'iscrizione al sindacato, e addirittura anche a prescindere dall'iscrizione all'Ordine. Siamo stati riconosciuti prima informalmente, e poi anche nello statuto dell’Assostampa Friuli Venezia Giulia, che ci ha dato una copertura. 

Abbiamo avuto una grossissima attenzione - per le dimensioni della nostra regione - con degli incontri territoriali, e discussioni magari anche un po' così, campate in aria, però con una grande tensione e volontà di confrontarsi.

Quando nel 2010 è nata la Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi vi siamo confluiti: l'organizzazione del nostro coordinamento è rimasta viva parallelamente, ma abbiamo partecipato ai lavori della Commissione Nazionale, dove abbiamo portato il nostro contributo di esperienze e di idee. 

Le battaglie per la Carta di Firenze e l’equo compenso

Cosa ha fatto la Commissione Lavoro Autonomo Nazionale? Tante cose, spesso poco note, ma con due battaglie centrali: quella sulla Carta di Firenze, per tutelare a livello deontologico i diritti del lavoro autonomo, precario e non garantito, e la legge – anzi: le leggi - sull'equo compenso. Su entrambe abbiamo dato dei contributi di merito, nella stesura, e anche nella formulazione di emendamenti mirati alla legge 233 del 2012 sull'equo compenso.

Non è stato un lavoro facile: è stato il frutto di un grossissimo confronto interno, su cui è stata trovata una sintesi da più pensieri e idee, e dopodiché le proposte [sull’equo compenso] sono andate ai tavoli istituzionali.

Voi direte: che fine hanno fatto queste cose? Io direi “una brutta fine”, perché la Carta di Firenze - permettetemi la battuta - per buona parte è rimasta sulla carta, cioè poco applicata, e ci sarebbe da chiedersi perché.

E la legge sull'equo compenso: dal 2012 in queste leggi (come è stato ricordato in realtà sono tre: due risalenti al 2012 e poi una al 2017-2023) non sono state applicate ai giornalisti lavoratori autonomi. Da allora sono passati vari governi, e quindi non è un problema specifico del governo Meloni: sono passati governi di vari segni, e per quanto riguarda la legge 233/2012 - che è quella tipica dell'equo compenso giornalistico - c'è una commissione apposita con giornalisti, editori e rappresentanti ministeriali. E il suo presidente è il Sottosegretario all'editoria. I sottosegretari negli anni si sono alternati, ma la loro risposta è sempre stata: “Ma come possiamo fare? Come si può applicare? È difficile…”. Ci sono state delle interpretazioni fantasmagoriche del testo della legge, e il risultato è che ciò che deliberò forzatamente quella commissione nel 2013-2014 venne poi cassato da due gradi della Magistratura - Tar del Lazio e Consiglio di Stato - ritenendo che quanto deliberato era contra legem, e punto... 

A tutt'oggi non abbiamo un'attuazione della legge 233 del 2012. Perché? Una risposta ve la do io, come mia valutazione personale: perché gli editori non la vogliono, punto e basta; e i governi di vari colori che si alternano nel tempo sono estremamente sensibili alle volontà degli editori, più che a quelli dei giornalisti autonomi [per tutelare i quali quella legge era stata approvata n.d.r].

Fare formazione e organizzare una rete

Giungo quindi alla conclusione, ma ci sarebbe tanto da parlare. Primo: limitandosi all'equo compenso, va detto che è una situazione molto complessa da conoscere dal punto di vista tecnico. Ma se non conosci i tuoi diritti sul piano tecnico, poi ti gabbano facilmente. Difatti tante volte sono uscite dichiarazioni sui giornali di sottosegretari e rappresentanti vari che o non ne sapevano nulla sul piano tecnico, o - come si usa dire a Oxford - ciurlavano nel manico perché immaginavano che tanto nessuno ne sa un piffero nel merito. 

La prima cosa è quindi fare formazione, in modo che gli autonomi possano essere consapevoli in modo puntuale dei loro diritti negati.

La seconda cosa da fare è l'organizzazione. Perché puoi puoi fare comunicati e tutto quello che vuoi… Ma le iniziative di pressione - che io qui banalizzo con il termine di “comunicati” – nel tempo sono state innumerevoli. Ma basta avere un interlocutore sordo (o volutamente sordo) e poi non si muove niente.

Ci vuole quindi un'organizzazione di rete, degli autonomi, che faccia pressione e che sia presente per sottolineare i propri diritti negati. 

Certo non è un'epoca facile per farlo; e quando queste cose sono state fatte, circa 15 anni fa, c'erano anche altre organizzazioni sindacali che si muovevano sui temi del lavoro precario, con il supporto di grosse strutture, e quindi noi eravamo veramente minuscoli. Però il nostro contributo allora l'abbiamo dato. Ma oggi bisogna riprendere a farlo.

Attuare la legge e l’art. 36 della Costituzione
(ricordando Calamandrei)

Concludo citando solo due cose. 

La prima: la legge 233 sull'equo compenso del 2012 stabilisce chiaramente al suo primo articolo che “In attuazione dell'articolo 36, primo comma, della Costituzione (...)", e quell’articolo 36 stabilisce: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”. Chiarissimo: Costituzione, articolo 36!

La legge 233 recita “Ai fini della presente legge, per equo compenso si intende la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione, nonché della coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato”. Cioè l'equo compenso deve essere proporzionato alla retribuzione del dipendente! 

Chiudo con una citazione storica, perché parliamo di Costituzione. Piero Calamandrei, uno dei padri della Costituente e della nostra Costituzione, insegna giurista, in una conferenza nel 1955 a degli studenti disse:  “La Costituzione non è una macchina, che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.” 

E questo deve essere il nostro compito in senso lato: quello della Clan e del sindacato.

(Chiusura della moderatrice): Grazie. La parola è centrata su un punto, e ne ha fatto prima cenno Claudio Silvestri: di questo se ne parla dal 2014, perché gli editori non vogliono [l’equo compenso], e proprio per questo: perché dovrebbero paramentare in qualche modo il compenso dei liberi professionisti a quello delle persone assunte, e quindi dovremmo costare di più… E quindi rimandiamo, e rimandiamo, e rimandiamo… Grazie del tuo intervento.

Il panel dei freelance

Foto credits:
Valeria Bellagamba (Assemblea nazionale lavoro autonomo - Fnsi, Marche)

19 maggio 2025

Contratto, autonomi: la segretaria Fnsi Costante a Trieste. Commento di Maurizio Bekar

FNSI, contratto, autonomi: la segretaria Costante a Trieste
«Al tavolo finché la trattativa regge, ma pronti alla mobilitazione»
Commento di Maurizio Bekar sul lavoro autonomo

La segretaria generale Fnsi all'assemblea dell'Assostampa FVG, venerdì 16 maggio 2025. Fra i temi del suo intervento: la tutela dei lavoratori autonomi, le norme bavaglio, il rinnovo contrattuale.

(comunicato Fnsi)

Con il commento di Maurizio Bekar, del Coordinamento precari e freelance, delegato Inpgi per il Friuli Venezia Giulia e membro della CLAN-FNSI Commissione nazionale lavoro autonomo

Dall'intervento all'Assemblea di Maurizio Bekar, del Coordinamento giornalisti precari e freelance, delegato Inpgi per il Friluli Venezia Giulia e membro della CLAN-FNSI, (Commissione nazionale lavoro autonomo)

Bekar, quale delegato regionale e membro del Consiglio di Indirizzo Generale dell'Inpgi, ha espresso valutazioni positive sull'operato degli organi del "nuovo" Inpgi dei lavoratori autonomi: "Esistono posizioni differenziate, ma in un clima generalmente collaborativo, che sta portando buoni frutti: attenzione e iniziative a beneficio delle fasce economicamente più deboli, contenimento delle spese, e coscienza della necessità di equi compensi per i non dipendenti. Il biancio è solido. Vi sono, certo, varie cose da verificare ed aggiustare man mano, ma nel complesso - se si continua così - sono ottimista"

Valuazioni negative, invece, sul ruolo della Clan - Commissione nazionale lavoro autonomo, di cui Bekar è membro, e giudicata sostanzialmente assente. "Benchè da anni i congressi e vari documenti della Fnsi abbiano ribadito la centralità del lavoro autonomo, e che va rilanciato il ruolo delle sue Commissioni regionali, nazionale e dell’Assemblea nazionale degli autonomi, in questo mandato la Clan è invece stata mantenuta immobile, da mesi senza neppure convocarla. Pur davanti a un documento-programma di lavoro approvato dopo il suo insediamento, e malgrado le proposte e richieste poi avanzate. Esistono invece delle iniziative a nome della Clan, che però non ne è stata minimamente informata e coinvolta. In questo contesto è quindi difficile immaginare che le strutture di rappresentanza del lavoro autonomo possano risultare minimamente attrattive nei confronti dei colleghi, e ciò specialmente nelle regioni medio piccole, con minori risorse e possibilità operative".

Positive invece la valutazioni di Bekar sulle iniziative e prese di posizioni di questi mesi della Fnsi sul lavoro autonomo e sui richiami per l'attuazione delle leggi sull'equo compenso, compresa la relazione a Trieste della segretaria Costante. "Ma" ha sottolineato Bekar "editori e governi di diverso segno politico per anni non hanno mai dato seguito a queste giuste richieste, mostrando la volontà di non fare nulla. E' perciò necessaria una forte pressione, e una mobilitazione diffusa, che veda coinvolto con forza anche il mondo e le rappresentanze del lavoro autonomo, per contribuire a rendere ineludibile il tema a politici ed istituzioni. Ma se la Clan viene tenuta totalmente ferma e inattiva, tutta la politica si riduce solo a dei - pur giusti, ma insufficienti - comunicati stampa".


(Di seguito il comunicato integrale della Fnsi sull'intervento della Segretaria generale Costante, all'Assemblea Assostampa FVG a Trieste)

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Si è svolta a Trieste l'assemblea annuale dell'Assostampa Fvg, che ha approvato all'unanimità il bilancio consuntivo 2024 e preventivo 2025, entrambi in positivo. Ha partecipato la segretaria generale Fnsi Alessandra Costante.

Dopo i saluti di Furio Baldassi, nuovo presidente regionale dell'Ordine, della sua vice Paola Dalle Molle, del consigliere nazionale dell'Ordine Cristiano Degano e di Ingrid Stratti (Casagit), Maurizio Bekar (Inpgi), Patrizia Disnan (Unione pensionati), Pierluigi Sabatti (Circolo stampa Trieste), Nicole Corritore (Articolo 21), sono intervenuti il segretario di Assostampa Alessandro Martegani e il presidente Carlo Muscatello. Il tesoriere Nicola Filipovic ha illustrato i bilanci, di nuovo positivi grazie al contributo straordinario Fnsi e agli interessi bancari.

La segretaria generale Costante, sottolineato come ogni associazione abbia dinamiche proprie, si è quindi soffermata sui temi del lavoro autonomo, dell'intelligenza artificiale, del nodo irrisolto del carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa, delle norme che limitano il diritto-dovere dei giornalisti di informare, fino alle trattative per il rinnovo contrattuale.

«Non userò mai il temine freelance, che non rende l'idea della situazione di precarietà di questa condizione: io non riesco a rassegnarmi all'idea di colleghi che invecchiano precarizzati e non avranno pensioni superiori ai 350 euro», ha osservato, aggiungendo che «l'inflazione ha eroso lo stipendio dei giornalisti dipendenti del 20 per cento e i non dipendenti hanno retribuzioni ridicole, che non tengono conto dell'equo compenso, e spesso vengono usati dagli editori per una forma di dumping sociale».

Costante ha ricordato che «abbiamo provato nel 2023 a forzare la mano agganciandoci alla legge Meloni sull'equo compenso che prevede delle tabelle per tutti i lavoratori autonomi, abbiamo fatto una proposta unitaria all'Ordine che l'ha fatta sua, ma si è fermata al ministero della Giustizia. Per questo ho scritto al ministro Nordio: i giornalisti non sono lavoratori con diritti minori. La tutela dei giornalisti prevista della Costituzione è uguale a quella degli altri lavoratori e prevede una retribuzione dignitosa. Ma la professione giornalistica è legata direttamente alla libertà d'informazione e alla tutela della democrazia: non ci può essere professionalità senza un'equa retribuzione».

Nell'era dell'IA, «che è in grado di fare molto del lavoro dei giornalisti, a partire dal desk, è antistorico - ha anche detto la segretaria Fnsi - parlare ancora di professionisti e pubblicisti: dobbiamo cambiare radicalmente paradigma nella struttura della professione, ma per fare questo ci deve essere una gran collaborazione tra sindacato e Ordine».

Costante ha poi evidenziato come in Italia si continui a «considerare la diffamazione sempre dolosa, a produrre norme che di fatto limitano il lavoro dei colleghi e la democrazia, a tollerare le querele temerarie, una situazione che è responsabilità di governi di tutti i colori politici».

E «in questa situazione - ha argomentato - stiamo affrontando le trattative sul contratto, fermo a 10 anni, un tavolo a cui è presente tutta la Fnsi, senza distinzioni fra maggioranza e minoranza perché, se si farà, sarà il contratto di tutti. È nostro dovere stare al tavolo, ma nessuno firmerà mai un contratto peggiorativo o che danneggi i giovani colleghi: una posizione forte che però richiede unità da parte nostra. Finché la trattativa reggerà staremo al tavolo, ma siamo pronti a dare seguito al pacchetto di giorni di sciopero che ci ha affidato la Conferenza nazionale dei Cdr».


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Coordinamento giornalisti precari e freelance
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08 giugno 2024

La CLAN-FNSI approva le LINEE GUIDA sul LAVORO AUTONOMO per il 2024-2027. IL DOCUMENTO

La CLAN (Commissione Nazionale Lavoro Autonomo) della FNSI ha approvato le linee guida per il suo mandato 2024-2027. Precarietà, stabilizzazioni, dignità, equo compenso, welfare... Di seguito il documento integrale.

PROPOSTA DI LINEE GUIDA PER CLAN E ASSEMBLEA AUTONOMI FNSI

Roma, 5 giugno 2024

La Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi, in avvio del suo mandato 2024-2027, in coerenza con i deliberati congressuali Fnsi sul tema, considerato che il panorama editoriale globale del XXI secolo continua a mutare velocemente anche alla luce delle recenti innovazioni tecnologiche e dell'Intelligenza artificiale nel lavoro giornalistico, e al fine di garantire pari diritti e pari dignità dei liberi professionisti rispetto al mondo del lavoro dipendente, si impegna a promuovere queste politiche di intervento:

- OCCUPAZIONE E CONTRASTO ALLA PRECARIETÀ: i numeri sul lavoro autonomo dei giornalisti sono impietosi, nel 2023 il reddito medio dei co.co.co. puri è di 8.039 euro, mentre quello dei liberi professionisti nel 2022 il reddito medio è stato di 14.007 euro. Serve sviluppare politiche e norme stringenti che contrastino la precarietà, lo sfruttamento del lavoro autonomo, dei co.co.co. e delle false partite Iva che dissimulano lavoro dipendente.
Vanno sollecitati controlli da parte degli enti preposti nelle aziende che sfruttano il lavoro autonomo. Sul tema va aperto un dialogo con la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia e con il Comitato nazionale per la prevenzione e il contrasto del lavoro sommerso.

- CONTRATTI COLLETTIVI, STABILIZZAZIONI E CO.CO.CO.: si devono ampliare le tutele del lavoro non dipendente (compreso quello negli uffici stampa). Va intrapreso un dialogo con gli editori sulle stabilizzazioni dei collaboratori che possono essere inquadrati come lavoratori dipendenti. In quest'ottica è fondamentale definire all'interno del contratto le nuove figure professionali che si vanno definendo all'interno delle redazioni (social media manager, fact checker e così via). Vanno superati i co.co.co., che nella maggior parte delle redazioni vengono utilizzati come dei lavoratori dipendenti con costi inferiori e senza le garanzie dei contratti collettivi. Sono necessari, inoltre, interventi per contrastare l'utilizzo di lavoratori pensionati nelle redazioni, anche sollecitando interventi legislativi, come anche adeguate regole e vigilanza a tutela delle nuove competenze redazionali online.

- EQUO COMPENSO: il sindacato deve parallelamente puntare alla tutela del lavoro autonomo (sia quello per scelta, sia quello in attesa di stabilizzazione) tramite l’attuazione delle leggi sull’equo compenso (233/2012 e 49/2023) e per la liquidazione giudiziale dei compensi anche per i giornalisti (L 27/2012) per la quale il sindacato ha già elaborato una proposta che è stata già acquisita dal CNOG.

- INTELLIGENZA ARTIFICIALE: La conoscenza e l'operatività sull'uso degli applicativi di intelligenza artificiale possono essere competenze del giornalista libero professionista. I colleghi devono saper valorizzare questa nuova risorsa come parte della professione e la stessa deve essere adeguatamente considerata e non strumentalizzata. Il sindacato dei giornalisti deve impegnarsi a chiedere di regolamentare l'adozione di questa tecnologia da parte delle aziende editoriali, per evitare che venga impiegata per sostituire i giornalisti nel loro lavoro.

- AUTOIMPRENDITORIALITÀ: La Clan vuole essere interprete di una nuova cultura e di una nuova proposizione della professione giornalistica esercitata in autonomia. Con questo obiettivo si impegnerà per sviluppare azioni necessarie al riconoscimento del rischio d’impresa. La Clan punta a essere punto di riferimento per i giornalisti liberi professionisti attraverso attività che possano favorire l’informazione e la formazione dei colleghi che vogliano intraprendere il percorso auto imprenditoriale, ma anche creare startup e nuove forme di aggregazione professionale per interpretare in modo innovativo questo lavoro.

- MULTIPIATTAFORMA: non è tollerabile il riutilizzo dei contenuti senza un'adeguata retribuzione, è necessario lavorare anche su un equo compenso per i giornalisti quando gli articoli vengono riutilizzati su qualsiasi tipo di piattaforma.

- CONTRIBUTI PUBBLICI: per il rispetto dei pagamenti ai giornalisti lavoratori autonomi va chiesto con voce ferma al Governo, attraverso una modifica della normativa vigente, di agire sulle aziende che prendono contributi pubblici, nonché eventuali altri benefici pubblici, penalizzando chi non paga secondo i tempi previsti dalla legge.

- CARTA DI FIRENZE: Va data attuazione alla “Carta di Firenze”, stimolando una verifica ed eventuale aggiornamento delle procedure. Va attivato in forma paritetica tra Ordine e Fnsi, come da art. 3 della Carta, l’Osservatorio permanente sulle condizioni professionali dei giornalisti.

WELFARE, ASSISTENZA E INPGI – Servono:
- Un sistema strutturato di garanzie, assistenza e consulenze (legale, fiscale, imprenditoriale, formazione, aggiornamento) che passi anche dalla continuità nel sostegno degli uffici di corrispondenza Inpgi sui territori, e alle Assostampa che questi servizi erogano
- Al contempo la CLAN auspica un allargamento del welfare e migliori politiche di protezione per il reddito dei giornalisti libero professionisti, rendendosi sul punto disponibile ad un confronto immediato con il nuovo Cda INPGI di prossimo insediamento, anche al fine d’individuare nuove forme di sostegno economico agli autonomi.

ASSISTENZA E CONVENZIONI – Sulla scorta di quanto già alcune Assostampa regionali stanno introducendo, bisogna predisporre per tutti i giornalisti libero professionisti un sistema di garanzie, assistenza e consulenze (legale, fiscale, imprenditoriale, di assistenza alla auto-imprenditorialità, di aggiornamento). Si ritiene, inoltre, necessario promuovere e incentivare convenzioni permanenti a tariffe agevolate relativamente a dotazioni e strumentazioni tecnologiche professionali (Licenze Sw, devices audio/video/foto, pc, etc.), spazi attrezzati (anche di co-working), abbonamenti a banche dati, agenzie, libri, testate.

RAPPRESENTANZA, VERTENZE, CAUSE LEGALI. Per una maggiore rappresentatività e incisività, il coinvolgimento attivo dei Giornalisti libero professionisti va sostenuto e agevolato a ogni livello: aziendale, regionale e nazionale, e deve riflettersi anche negli organismi dirigenti degli altri organismi di categoria.
Va inoltre proseguito e rafforzato il sostegno alle vertenze dei giornalisti libero professionisti.
Vanno favorite iniziative per garantire la tutela legale dei collaboratori dei giornali, troppo spesso abbandonati e costretti a pagare per le denunce temerarie, soprattutto alla luce delle recenti approvazioni in sede Ue del Media Freedom Act e della direttiva Anti-Slapp. È auspicabile la creazione di un apposito fondo derivante da percentuale obbligatoria per legge a carico della committenza.

LIBERTÀ DI STAMPA. Di fronte a qualsiasi tentativo di imbavagliare i giornalisti va difeso con tutte le forze il diritto di informare e quello dei cittadini a essere informati

- ORGANIZZAZIONE Inoltre, nel rispetto dello Statuto, del Regolamento e dei deliberati congressuali FNSI:
- Va rilanciato e potenziato il ruolo delle Commissioni regionali e nazionale, e dell’Assemblea nazionale del lavoro autonomo, quali centri di elaborazione di proposte e di iniziative. Ma anche - ove possibile - di sperimentazioni di nuove forme di aggregazione (quali assemblee aperte, forum su Web e altro), tese a coinvolgere attivamente anche i molti colleghi non dipendenti finora esterni ed estranei al Sindacato
- Va favorita e perseguita la massima partecipazione interna, nei vari contesti, anche tra CLAN, Assemblea nazionale e Commissioni regionali, puntando anche su incontri e dibattiti on line (quali mailing list, forum o gruppi mirati), per aggiornamenti, favorire il dibattito, lo sviluppo di nuove idee e proposte, e per una diffusa crescita comune

INFINE

Va rilanciato e potenziato il ruolo delle Commissioni regionali e nazionale, e dell’Assemblea nazionale del lavoro autonomo, quali centri di elaborazione di proposte e di iniziative. Va favorita e perseguita la massima partecipazione interna, nei vari contesti, anche tra Clan, Assemblea nazionale e Commissioni regionali, puntando anche su incontri e dibattiti on line (quali mailing list, forum o gruppi mirati), per aggiornamenti, favorire il confronto, lo sviluppo di nuove idee e proposte, e per una diffusa crescita comune. Vanno messe in atto tutte le iniziative possibili tese a coinvolgere attivamente anche i molti colleghi non dipendenti finora esterni ed estranei al Sindacato.


RESTIAMO IN CONTATTO:
Coordinamento giornalisti precari e freelance
 dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia:


Vedi anche il nostro blog:

27 maggio 2023

FNSI - LAVORO AUTONOMO: SI AVVIA LA RIFORMA DELLA RAPPRESENTANZA (di Maurizio Bekar)



Si avvia, dopo un lungo iter preparatorio, un'importante riforma della rappresentanza dei lavoratori autonomi nella Fnsi e nelle Assostampa. Nei giorni scorsi, infatti, la proposta di riforma del Regolamento sugli organismi nazionali e regionali del lavoro autonomo, elaborata nei mesi scorsi dalla Clan (Commissione nazionale lavoro autonomo), è stata approvata all’unanimità dalla Giunta Esecutiva Fnsi. E' questo il primo passo, a cui dovrà ora seguire la decisione finale del Consiglio nazionale del sindacato. 

Il testo, che riprende quasi letteralmente - con alcune limature tecniche - quello della Clan, prevede essenzialmente di:

1) Estendere il diritto di elettorato attivo e passivo nelle Assemblee regionali e nazionali del lavoro autonomo ai giornalisti iscritti alle Assostampa e all'Inpgi, che percepiscono anche “prevalentemente” (e non più solo “esclusivamente”) redditi da lavoro autonomo, estendendone così significativamente il potenziale bacino di coinvolgimento. 
Restano invariate le altre clausole vigenti, come essere iscritti alla Fnsi, aver versato i contributi dovuti sul reddito dichiarato e non usufruire di sussidio di disoccupazione, né di trattamento pensionistico, se superiore al trattamento di pensione sociale.

2) Includere tra i compiti della Clan (Commissione nazionale lavoro autonomo) di monitorare il numero, le condizioni di lavoro “E DI EQUO COMPENSO” dei giornalisti autonomi, affidandole così un compito importante su un tema centrale per i non dipendenti, e da anni molto dibattuto, come l’equo compenso.

3) (All'Assemblea nazionale) di “Integrare con il Coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo e tre rappresentanti le Commissioni nazionali per le trattative contrattuali”. 
In pratica i rappresentanti degli autonomi sarebbero così presenti in tutte le commissioni per le trattative contrattuali, aggiungendovi di diritto anche il Coordinatore della Clan (stante che il presidente della Clan già ne fa parte di diritto, in quanto membro della Giunta Fnsi, ma lo stesso finora non avveniva per il Coordinatore della Clan). 
In tal modo, tra l'altro, aumenterebbe di un membro la rappresentanza degli autonomi nelle Commissioni per le trattative contrattuali.

Ora la decisione finale spetta al Consiglio nazionale Fnsi, che dovrebbe riunirsi in giugno e che ha la competenza di votare le riforme del Regolamento.

Peraltro, essendo stata la proposta approvata all’unanimità dalla Giunta esecutiva (su proposta della Segretaria generale Costante e del Presidente della Clan Silvestri), dando seguito anche a un passaggio specifico della mozione sul lavoro autonomo approvata per acclamazione al Congresso Fnsi di Riccione, l’esito finale - salvo sorprese - dovrebbe essere positivo.

In chiusura due considerazioni, a titolo personale:

- Pur in una Fnsi politicamente molto divisa al suo interno, su questo tema si è però riusciti, sulla base di un dialogo sui problemi concreti, aperto e non preconcetto, a sviluppare una posizione unitaria; come peraltro era già avvenuto sulla recente mozione congressuale di Riccione sul lavoro autonomo. Un segnale, forse, che pur tra le diversità di vedute e la conseguente dialettica, la ricerca di una sintesi comune e di una convergenza operativa sia una strada che vale sempre la pena cercare di perseguire.

- Comunque non basta riformare delle regole (che pur sono una cosa necessaria per avere delle condizioni operative adeguate), se poi venisse a mancare la pratica conseguente e coerente per tradurre le regole in realtà. 

In pratica: alle parole, affinché non restino tali, bisogna poi dare corpo e gambe.

Ed è a questo siamo chiamati tutti, nei rispettivi ruoli e competenze.


Diamoci una mano, e buon lavoro.


Maurizio Bekar
d. Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa FVG
consigliere nazionale Fnsi


Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa FVG:

19 febbraio 2023

La MOZIONE SUL LAVORO AUTONOMO APPROVATA dal XXIX CONGRESSO FNSI di Riccione (2023)

Proposta dalla Clan e firmata
unitariamente da decine di delegat*

Approvata per acclamazione 
dal XXIX Congresso Fnsi
(Riccione 14-16 febbraio 2023)


Fuori dalla precarietà, contratti, equo compenso, Carta di Firenze, welfare, rappresentanza e ruolo degli autonomi...

Approvata per acclamazione la mozione-ordine del giorno proposta dalla Clan: primi firmatari lavoratori autonomi di varie realtà, con le adesioni di membri della Giunta federale uscente, segretari e presidenti di Assostampa, intere delegazioni regionali: autonomi, dipendenti e pensionati... Una mozione unitaria e trasversale rispetto alle appartenenze e componenti sindacali. E ora l'impegno a tradurre la mozione in realtà...  

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LA MOZIONE APPROVATA

Nel contesto di grave precarizzazione della professione e del sistema dell’informazione in Italia, il XXIX Congresso della Fnsi, riunito a Riccione dal 14 al 16 febbraio 2023

RIBADISCE CON FORZA 

la centralità dei problemi del lavoro autonomo: quasi sempre sottopagato, senza diritti né forza di contrattazione individuale, e sempre più la larga maggioranza dei giornalisti attivi

RICHIAMA 

le mozioni sul lavoro autonomo approvate al XXVI, XXVII e XXVIII Congresso, e approfondite dalla Commissione Nazionale lavoro autonomo, a cui va data piena attuazione

E INDICA COME PROBLEMATICHE PRIORITARIE DA RISOLVERE:

OCCUPAZIONE E CONTRASTO DELLA PRECARIETÀ - Servono politiche e norme stringenti che contrastino la precarietà, lo sfruttamento del lavoro autonomo, dei cococo e delle false partite Iva che dissimulano lavoro dipendente. 

Vanno potenziati gli aiuti pubblici ai lavoratori e gli incentivi alle aziende, vincolandole all’occupazione regolare e al contrasto della precarietà e all’integrale applicazione dei contratti maggiormente rappresentativi. Va perseguita l’emersione del “falso lavoro autonomo”, anche tramite norme di tracciamento dei contratti e dei pagamenti. Nel contempo il “vero” lavoro autonomo – che deve rappresentare un valore aggiunto per la produzione dei contenuti editoriali - non è “precariato”: va tutelato, tuttavia non dev’essere uno strumento per depotenziare quello subordinato.

I CONTRATTI COLLETTIVI – Devono ampliare le tutele del lavoro non dipendente, ed includere le nuove competenze del giornalismo (p.es. redattore web, fact checker, data e visual editor, audio editor, moderatore web, data journalist…). Per autonomi e parasubordinati vanno meglio definiti ruoli, diritti e tutele, retribuzioni dignitose e iter di stabilizzazione. In questo senso il nuovo contratto Fnsi-Anso-Fisc è un possibile modello anche per altre aree contrattuali.

AUTONOMI ED EQUO COMPENSO – Il sindacato deve parallelamente puntare alla tutela del lavoro autonomo (sia quello per scelta, sia quello in attesa di stabilizzazione) tramite l’attuazione delle leggi sull’equo compenso, per compensi dignitosi e certi per le collaborazioni giornalistiche:

1) Equo compenso per i giornalisti collaboratori delle redazioni (con coerenza retributiva tra subordinati e autonomi, e tracciabilità dei compensi) tramite:
- Corretta identificazione dei parametri dell’equo compenso ex L. 233/2012 e sua attuazione, finora arenata in violazione della legge stessa e dell’art. 36 della Costituzione.
- Applicazione delle sanzioni della L. 233/2012, negando l'erogazione di contributi e altri benefici pubblici agli editori che non applichino l'equo compenso.

2) Prestazioni anche singole e fuori dagli ambiti redazionali, attraverso:
- Decreto del Ministero della Giustizia con espliciti parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi ex L. 27/2012 anche per i giornalisti
 (non essendo applicabili per analogia quelli delle altre professioni)
- Conseguente attuazione anche per i giornalisti della norma generale sull’equo compenso della L. 172/2017, vigente per tutte le professioni, anche non ordinistiche. 

CARTA DI FIRENZE – Per il contrasto deontologico allo sfruttamento e alla negazione della dignità degli autonomi va data attuazione alla “Carta di Firenze”, avviandone una verifica e un eventuale aggiornamento delle procedure e il suo rilancio, coinvolgendo la Clan che partecipò attivamente alla sua stesura. E va attivato in forma paritetica tra Ordine ed Fnsi, come da art. 3 della Carta, l’ “Osservatorio permanente sulle condizioni professionali dei giornalisti”, con il “compito di vigilare sull'effettiva applicazione della Carta, di avanzare proposte di aggiornamento nonché di segnalare quelle condizioni di sfruttamento della professione che ledano la dignità e la credibilità dei giornalisti anche nei confronti dell’opinione pubblica”.

WELFARE, ASSISTENZA E INPGI – L’iniquità normativa sulla previdenza del lavoro autonomo e l’esiguità dei redditi degli autonomi porta a minori contributi e minori prestazioni Inpgi. Pertanto l’impegno per delle retribuzioni adeguate è dirimente per le pensioni degli autonomi e per il ruolo e il futuro dell’Inpgi. Servono inoltre:

- Un sistema strutturato di garanzie, assistenza e consulenze (legale, fiscale, imprenditoriale, formazione, aggiornamento) che passi dalla continuità nel sostegno degli uffici di corrispondenza Inpgi sui territori, e alle Assostampa regionali che questi servizi erogano

- Allargamento del welfare e politiche di protezione per il reddito dei non dipendenti, segnati da bassi ricavi e discontinuità lavorative. Vanno quindi estese, p.es. norme come l’ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), varata nel 2021 per le sole partite Iva della Gestione Separata Inps, di cui vanno riviste accessibilità e portata.

- Impegno dell’Inpgi nel sostegno agli autonomi, come p.es. con il recente provvedimento di rivalutazione dei montanti di legge con interventi aggiuntivi dell’ente, da erogare a seconda dei contesti e con integrazioni maggiori per i redditi più bassi.

RAPPRESENTANZA E VERTENZE – Per una maggior rappresentatività e incisività, il coinvolgimento attivo dei non dipendenti va sostenuto ed agevolato ad ogni livello: aziendale, regionale e nazionale, e deve riflettersi anche negli organismi dirigenti sindacali.

Occorre proseguire e rafforzare il sostegno della vertenzialità dei giornalisti non dipendenti e autonomi.

Va rilanciato il ruolo delle Commissioni regionali e nazionale e dell’Assemblea del lavoro autonomo. Ciò anche tenendo conto delle proposte di riforma del Regolamento formulate dalla Clan, tese ad estenderne l’elettorato anche a chi esercita la professione autonoma in forma prevalente, e non solo esclusiva, ampliando il bacino di coinvolgimento e il ruolo della Clan.

IL CONGRESSO INFINE AFFERMA CHE

la tutela del lavoro autonomo è anche una battaglia per la qualità dell’informazione, oggi basata su un crescente numero di giornalisti sottopagati e precarizzati, veri e propri “braccianti dell’informazione”, e come tali anelli deboli e ricattabili del sistema italiano del comparto informazione, con evidenti riflessi sulla qualità del dibattito e anche della stessa democrazia.

(testo elaborato dalla Clan - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, approvato per acclamazione dal XXIX Congresso Fnsi, il 16 febbraio 2023) 

>> QUI IL TESTO IN PDF <<    

>> QUI LA MOZIONE CON LE FIRME <<

 

La mozione con tutti i firmatari

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28 gennaio 2023

CLAN-FNSI: PROPOSTA di MOZIONE SUL LAVORO AUTONOMO per il CONGRESSO FNSI di Riccione

La proposta di mozione sul lavoro autonomo
per il XXIX Congresso Fnsi di Riccione (14-16 febbraio 2023)
dalla Clan - Commissione nazionale lavoro autonomo


Dall'assenza dell'equo compenso, all'attuazione della Carta di Firenze, dal welfare ai contratti, dalla rappresentanza al ruolo del lavoro autonomo nelle redazioni e negli organismi di categoria...

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LA PROPOSTA DI MOZIONE

Nel contesto di grave precarizzazione della professione e del sistema dell’informazione in Italia, il XXIX Congresso della Fnsi, riunito a Riccione dal 14 al 16 febbraio 2023

RIBADISCE CON FORZA 

la centralità dei problemi del lavoro autonomo: quasi sempre sottopagato, senza diritti né forza di contrattazione individuale, e sempre più la larga maggioranza dei giornalisti attivi

RICHIAMA 

le mozioni sul lavoro autonomo approvate al XXVI, XXVII e XXVIII Congresso, e approfondite dalla Commissione Nazionale lavoro autonomo, a cui va data piena attuazione

E INDICA COME PROBLEMATICHE PRIORITARIE DA RISOLVERE:

OCCUPAZIONE E CONTRASTO DELLA PRECARIETÀ - Servono politiche e norme stringenti che contrastino la precarietà, lo sfruttamento del lavoro autonomo, dei cococo e delle false partite Iva che dissimulano lavoro dipendente. 

Vanno potenziati gli aiuti pubblici ai lavoratori e gli incentivi alle aziende, vincolandole all’occupazione regolare e al contrasto della precarietà e all’integrale applicazione dei contratti maggiormente rappresentativi. Va perseguita l’emersione del “falso lavoro autonomo”, anche tramite norme di tracciamento dei contratti e dei pagamenti. Nel contempo il “vero” lavoro autonomo – che deve rappresentare un valore aggiunto per la produzione dei contenuti editoriali - non è “precariato”: va tutelato, tuttavia non dev’essere uno strumento per depotenziare quello subordinato.

I CONTRATTI COLLETTIVI – Devono ampliare le tutele del lavoro non dipendente, ed includere le nuove competenze del giornalismo (p.es. redattore web, fact checker, data e visual editor, audio editor, moderatore web, data journalist…). Per autonomi e parasubordinati vanno meglio definiti ruoli, diritti e tutele, retribuzioni dignitose e iter di stabilizzazione. In questo senso il nuovo contratto Fnsi-Anso-Fisc è un possibile modello anche per altre aree contrattuali.

AUTONOMI ED EQUO COMPENSO – Il sindacato deve parallelamente puntare alla tutela del lavoro autonomo (sia quello per scelta, sia quello in attesa di stabilizzazione) tramite l’attuazione delle leggi sull’equo compenso, per compensi dignitosi e certi per le collaborazioni giornalistiche:

1) Equo compenso per i giornalisti collaboratori delle redazioni (con coerenza retributiva tra subordinati e autonomi, e tracciabilità dei compensi) tramite:
- Corretta identificazione dei parametri dell’equo compenso ex L. 233/2012 e sua attuazione, finora arenata in violazione della legge stessa e dell’art. 36 della Costituzione.
- Applicazione delle sanzioni della L. 233/2012, negando l'erogazione di contributi e altri benefici pubblici agli editori che non applichino l'equo compenso.

2) Prestazioni anche singole e fuori dagli ambiti redazionali, attraverso:
- Decreto del Ministero della Giustizia con espliciti parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi ex L. 27/2012 anche per i giornalisti
(non essendo applicabili per analogia quelli delle altre professioni)
- Conseguente attuazione anche per i giornalisti della norma generale sull’equo compenso della L. 172/2017, vigente per tutte le professioni, anche non ordinistiche. 

CARTA DI FIRENZE – Per il contrasto deontologico allo sfruttamento e alla negazione della dignità degli autonomi va data attuazione alla “Carta di Firenze”, avviandone una verifica e un eventuale aggiornamento delle procedure e il suo rilancio, coinvolgendo la Clan che partecipò attivamente alla sua stesura. E va attivato in forma paritetica tra Ordine ed Fnsi, come da art. 3 della Carta, l’ “Osservatorio permanente sulle condizioni professionali dei giornalisti”, con il “compito di vigilare sull'effettiva applicazione della Carta, di avanzare proposte di aggiornamento nonché di segnalare quelle condizioni di sfruttamento della professione che ledano la dignità e la credibilità dei giornalisti anche nei confronti dell’opinione pubblica”.

WELFARE, ASSISTENZA E INPGI L’iniquità normativa sulla previdenza del lavoro autonomo e l’esiguità dei redditi degli autonomi porta a minori contributi e minori prestazioni Inpgi. Pertanto l’impegno per delle retribuzioni adeguate è dirimente per le pensioni degli autonomi e per il ruolo e il futuro dell’Inpgi. Servono inoltre:

- Un sistema strutturato di garanzie, assistenza e consulenze (legale, fiscale, imprenditoriale, formazione, aggiornamento) che passi dalla continuità nel sostegno degli uffici di corrispondenza Inpgi sui territori, e alle Assostampa regionali che questi servizi erogano

- Allargamento del welfare e politiche di protezione per il reddito dei non dipendenti, segnati da bassi ricavi e discontinuità lavorative. Vanno quindi estese, p.es. norme come l’ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), varata nel 2021 per le sole partite Iva della Gestione Separata Inps, di cui vanno riviste accessibilità e portata.

- Impegno dell’Inpgi nel sostegno agli autonomi, come p.es. con il recente provvedimento di rivalutazione dei montanti di legge con interventi aggiuntivi dell’ente, da erogare a seconda dei contesti e con integrazioni maggiori per i redditi più bassi.

RAPPRESENTANZA E VERTENZEPer una maggior rappresentatività e incisività, il coinvolgimento attivo dei non dipendenti va sostenuto ed agevolato ad ogni livello: aziendale, regionale e nazionale, e deve riflettersi anche negli organismi dirigenti sindacali.

Occorre proseguire e rafforzare il sostegno della vertenzialità dei giornalisti non dipendenti e autonomi.

Va rilanciato il ruolo delle Commissioni regionali e nazionale e dell’Assemblea del lavoro autonomo. Ciò anche tenendo conto delle proposte di riforma del Regolamento formulate dalla Clan, tese ad estenderne l’elettorato anche a chi esercita la professione autonoma in forma prevalente, e non solo esclusiva, ampliando il bacino di coinvolgimento e il ruolo della Clan.

IL CONGRESSO INFINE AFFERMA CHE

la tutela del lavoro autonomo è anche una battaglia per la qualità dell’informazione, oggi basata su un crescente numero di giornalisti sottopagati e precarizzati, veri e propri “braccianti dell’informazione”, e come tali anelli deboli e ricattabili del sistema italiano del comparto informazione, con evidenti riflessi sulla qualità del dibattito e anche della stessa democrazia.


(testo elaborato dalla Clan - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, ed approvato il 27 gennaio 2023 con 15 voti favorevoli e 2 contrari, su 17 votanti >> QUI IL PDF <<


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19 ottobre 2022

Giornalisti autonomi, equo compenso, precarietà: la Clan verso il congresso Fnsi

Rilanciare la mobilitazione sui temi del lavoro autonomo e precarizzato, attuazione dell’equo compenso, riformare e allargare la rappresentanza degli autonomi nel sindacato dei giornalisti e formulare una proposta di mozione dedicata al 29° Congresso Fnsi, in programma dal 14 al 16 febbraio a Riccione.

Questi gli orientamenti, condivisi all’unanimità, nella Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, convocata dal presidente Mattia Motta e dal coordinatore Maurizio Bekar, riunitasi oggi in teleconferenza.

Mattia Motta e Maurizio Bekar

«Centrale - si legge in una nota della Commissione - resta il lavoro di aggregazione territoriale e per testate di giornalisti autonomi, parasubordinati e precarizzati, al fine di coinvolgerli in vertenze lavorative e sindacali. Tra queste, prioritaria e irrinunciabile resta la battaglia per l'attuazione dell'equo compenso. 

Ciò sia in riferimento all'inapplicata legge 233/2012 riguardante il lavoro nelle testate giornalistiche dei collaboratori non dipendenti, da retribuire in coerenza con quello dei dipendenti, sia alla mancata emanazione dei parametri dei compensi per ogni tipologia di lavoro giornalistico autonomo, che da oltre 10 anni attendono di essere stabiliti con un decreto del ministero di Giustizia, come prevede la legge 27/2012».

Su quest'ultimo aspetto la Commissione nazionale lavoro autonomo ha espresso sostegno alla recente iniziativa di ricorso al Tar del Lazio, per chiedere una sentenza che riconosca l'emanazione dei parametri dei compensi minimi dei giornalisti ai sensi della legge 27/2012 da parte del ministero di Giustizia e auspicato che si possa giungere all'emanazione del decreto del ministro senza dover giungere a sentenza.

«Auspicio questo anche dei promotori del ricorso (Assostampa Siciliana e Romana) che hanno già sollecitato il ministro in questo senso, rilevando l'evidente inottemperanza della legge 27 da parte dei ministri che si sono fin qui succeduti da 10 anni a questa parte», rilevano i rappresentanti dei giornalisti lavoratori autonomi.

La Clan, nell'intento di allargare la rappresentanza e incisività del lavoro autonomo nel sindacato, ha poi approvato la proposta di tre modifiche al Regolamento della Fnsi che verranno sottoposte alla Giunta esecutiva e poi alla valutazione del Consiglio nazionale, a cui spetta l'eventuale loro approvazione.

«Le proposte – spiega la Commissione – riguardano l’estensione dell'elettorato negli organismi del lavoro autonomo ai colleghi che percepiscano "prevalentemente" redditi da lavoro autonomo (e non soltanto "esclusivamente", com'è finora); l'esplicitazione dell'equo compenso come compito specifico della Clan; l'allargamento della rappresentanza degli autonomi nelle Commissioni nazionali per le trattative e gli accordi contrattuali».

Infine, la Clan avvierà ora un percorso di confronto interno, per elaborare una proposta di mozione-ordine del giorno sul lavoro autonomo da presentare al prossimo 29° Congresso di Riccione. «Con l'auspicio – conclude la Commissione – che raccolga la massima condivisione ed unità dell'intero Congresso, per ridare slancio ad iniziative mirate sul tema degli autonomi e di tutta la Fnsi».

(Fonte: Fnsi) 

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29 maggio 2022

EQUO COMPENSO E PRECARIATO, CLAN FNSI: «IL GOVERNO INTERVENGA»

Giulietti: «Serve una grande mobilitazione»

Dall'allarme per i colleghi impegnati in Ucraina, «spesso precari, freelance, senza contratto né assicurazione», all'esigenza di mobilitarsi «contro le storture del sistema informazione, che si regge sempre di più su lavoro povero e senza diritti»: l'appello alle istituzioni è a prendere «adeguate contromisure»
Nelle parole del presidente Fnsi anche il ricordo di Walter Tobagi


«Ci troviamo nella paradossale situazione in cui la politica e le direzioni dei giornali lodano croniste e cronisti impegnati in Ucraina ignorando, o facendo finta di ignorare, che si tratta spesso di colleghi precari, freelance, senza contratto né assicurazione e senza un equo compenso che sia esigibile. Nei momenti di crisi più devastanti, durante la pandemia prima e nel conflitto in Ucraina adesso, l'importanza e la necessità della presenza dei giornalisti in prima linea è chiara a tutti. Il fatto che questi giornalisti siano spesso privi di tutele è una questione che dovrebbe riguardare anche il governo, al quale chiediamo di occuparsi di una tutela pubblica per i cronisti precari impegnati al fronte, a partire da un'assicurazione che li copra in caso di danni a loro stessi o agli equipaggiamenti. La consapevolezza del livello abnorme di precarietà di cui è vittima l'informazione italiana è il primo passo per prendere adeguate contromisure, a partire da equo compenso e tutele per i freelance».

È un allarme che parte dal fronte ucraino e arriva nelle redazioni locali quello espresso dalla Commissione lavoro autonomo della Fnsi, riunita a Roma. Dalla Clan Fnsi emerge anche «l'esigenza di una mobilitazione nazionale contro l'insieme delle storture del sistema informazione, che si regge sempre di più su lavoro povero e senza diritti. Così – evidenzia la Commissione – ad essere precari sono i principi di libertà di stampa garantiti dalla Costituzione. Un problema che riguarda tutti i cittadini, la qualità della democrazia, la lotta alle fake news e il livello del dibattito pubblico del nostro Paese».

Allarme condiviso dal presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, presente ai lavori. «A questo punto, non è più rinviabile una grande manifestazione contro la precarizzazione dell'articolo 21, contro la precarietà e le querele bavaglio, temi che si legano nel rendere ricattabili i giornalisti. Una mobilitazione – la proposta – che coinvolga tutte le istituzioni della categoria».

Giulietti ricorda poi Walter Tobagi, giornalista del Corriere della Sera e presidente dell'Associazione Lombarda dei Giornalisti, ucciso a Milano, il 28 maggio 1980, a 33 anni, dai terroristi appartenenti alla Brigata XXVIII marzo. «Andiamo a rileggerci – l'esortazione – i passaggi che nel suo ultimi discorso, la sera prima di essere ucciso, dedicato ai temi della libertà, della precarietà, dei bavagli alla stampa e del rapporto fra giornalisti e magistratura: scopriremo quanto sono attuali, ancora oggi, le sue parole».

Al centro della riunione della Clan-Fnsi, convocata dal presidente Mattia Motta e dal coordinatore Maurizio Bekar, la sempre più grave situazione in cui versano l'attività indipendente dei giornalisti e il diritto dei cittadini ad essere informati. I dati diffusi dal Parlamento Ue vedono l'Italia al 21° posto su 27 Stati membri, secondo gli indici di Reporter senza frontiere. La stessa fonte indica come l'Italia sia ora al 58° posto su 180 della classifica mondiale. Aumentano le querele bavaglio e i cronisti minacciati.

Fra le criticità esaminate anche lo switch-off delle frequenze del digitale terrestre, «che ha portato alla chiusura di numerose emittenti locali», rileva la Clan. Intanto il tavolo sull'Equo compenso per i giornalisti «è fermo per le chiusure degli editori – incalzano i rappresentanti dei lavoratori autonomi – mentre al Senato prosegue l'esame della legge Meloni sullo stesso tema che riporta d'attualità la necessità delle "tariffe" mai emanate per i giornalisti dal ministero di Giustizia». La Commissione esprime inoltre l'urgenza di ottenere che il Dipartimento per l'Editoria «applichi finalmente le sanzioni della legge 233/2012 contro la precarietà del lavoro giornalistico nelle redazioni sospendendo l'erogazione dei benefici pubblici agli editori che non applicano l'equo compenso, inteso come retribuzione coerente tra assunti e autonomi che svolgono lo stesso lavoro».

Sul fronte Ordine dei giornalisti e percorso di riforma, la Clan-Fnsi valuta «la necessità di unificare i due attuali elenchi dei professionisti e dei pubblicisti in un albo unico dei giornalisti e di definire con chiarezza e senza sovrapposizioni le competenze digitali dei diversi profili professionali di giornalisti e comunicatori».

E ancora il tema della mobilitazione nazionale, «con una manifestazione a Roma sui temi della precarizzazione di vita, lavoro e dell'articolo 21 della Costituzione. Un appuntamento aperto a tutte e tutti per ribadire che l'inclusione contrattuale dei finti autonomi e delle tutele reali per i freelance sono una strada obbligata per il rilancio di un settore che deve capire che prospettiva industriale vuole darsi: l'editoria italiana vuole essere fagocitata dai colossi digitali puntando solo su precarizzazione e riduzione del costo del lavoro, o ha il coraggio di imbastire un piano industriale dell'asset informazione, a partire dalla qualità dei contenuti e dalla lotta al lavoro povero?», chiede la Clan Fnsi, che esprime, infine, «vicinanza ai colleghi del Secolo XIX in stato di agitazione anche per gli esigui pagamenti dei collaboratori» e «solidarietà ai colleghi di Report-Rai3, vittime di perquisizioni che rischiano di rivelare le fonti: una norma a tutela delle fonti giornalistiche – conclude – è quanto mai urgente».

(Fonte: Fnsi)


Coordinamento giornalisti precari e freelance
e Commissione regionale lavoro autonomo
dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia

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08 ottobre 2021

CONTRO LA PRECARIETÀ: LETTERA APERTA CLAN-FNSI A GOVERNO E PARLAMENTO

CONTRO LA PRECARIETÀ 
E PER LA TUTELA DEL LAVORO GIORNALISTICO AUTONOMO 
LETTERA APERTA DELLA CLAN-FNSI
 A GOVERNO E PARLAMENTO

«I giornalisti non-dipendenti subiscono da anni condizioni inaccettabili, in un contesto che non è esagerato definire di 'emergenza informazione'», 
si legge, fra l'altro, nel testo approvato nella riunione del Consiglio nazionale Fnsi del 7 ottobre 2021

(Comunicato Fnsi)



Una lettera aperta "sull'emergenza informazione, contro la precarietà e per la tutela del lavoro giornalistico". La rivolgono al presidente del Consiglio, al governo e al parlamento i giornalisti della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi per «richiamare con forza l'attenzione – si legge nella missiva – sulle gravi e sempre peggiori condizioni di lavoro in cui versano in Italia i giornalisti non dipendenti, nonché sulla memoria "Emergenza informazione: contro la precarietà, per la tutela del lavoro giornalistico autonomo", approvata e divulgata il 29 luglio 2021».

La memoria, ricordano il presidente Mattia Motta e il coordinatore della Clan, Maurizio Bekar, firmatari della lettera a nome della Commissione, «rivolta al presidente del Consiglio, al governo e al parlamento, sunteggiava alcune delle principali emergenze nel comparto dell'informazione dal punto di vista dei giornalisti lavoratori autonomi. Tra queste: politiche contro la precarizzazione e per il lavoro regolare, il diritto all'equo compenso (con ben tre leggi tuttora inapplicate ai giornalisti, per mancanza di norme d'attuazione), provvedimenti contro le querele bavaglio, i ristori Covid e i sostegni al reddito anche per i giornalisti autonomi senza partita Iva, chiarezza sul futuro dell'Inpgi, una radicale riforma dell'Ordine dei giornalisti e delle norme di accesso alla professione e, più in generale, norme contro lo sfruttamento del finto lavoro autonomo e aiuti ai datori di lavoro solo se vincolati all'occupazione regolare».

Nella lettera aperta, il cui testo è stato approvato nel corso della riunione del Consiglio nazionale della Fnsi, riunito a Roma in sessione straordinaria il 7 ottobre, si ricorda anche che: «Oggi in Italia la maggioranza dei giornalisti in attività non hanno contratti da dipendenti. Ma, per loro, la definizione di "autonomi" spesso cela una sostanza di ruoli da dipendenti non riconosciuti, e coincide quasi sempre con incarichi sottopagati, senza diritti, senza certezze e senza prospettive professionali e di vita».

Una situazione denunciata innumerevoli volte negli anni dalla Commissione, dagli organismi sindacali della Fnsi e da svariati giornalisti autonomi, anche tramite prese di posizione pubbliche, documenti e memorie rivolte al presente e ai passati governi e al parlamento, «ma senza mai ottenere riscontri concreti, al di là di generiche rassicurazioni di impegno».

I giornalisti non-dipendenti, si legge infine, «subiscono oramai da troppi anni condizioni di lavoro inaccettabili, in un contesto che non è esagerato definire di "emergenza informazione". Per queste ragioni oggi ci rivolgiamo pubblicamente al presidente del Consiglio dei ministri, al governo e al parlamento, rinviando alla più recente memoria sul tema della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi e rivolgendo un appello a intervenire per attuare provvedimenti urgenti sui temi ricordati nel documento».


PER APPROFONDIRE

La memoria della Clan Fnsi su "Emergenza informazione: contro la precarietà per la tutela del lavoro giornalistico autonomo" del 29 luglio 2021 è pubblicata nella sezione "Lavoro autonomo" del sito Fnsi (qui il link diretto), o >> qui sul blog del Coordinamento precari e freelance del FVG


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