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19 maggio 2025

Contratto, autonomi: la segretaria Fnsi Costante a Trieste. Commento di Maurizio Bekar

FNSI, contratto, autonomi: la segretaria Costante a Trieste
«Al tavolo finché la trattativa regge, ma pronti alla mobilitazione»
Commento di Maurizio Bekar sul lavoro autonomo

La segretaria generale Fnsi all'assemblea dell'Assostampa FVG, venerdì 16 maggio 2025. Fra i temi del suo intervento: la tutela dei lavoratori autonomi, le norme bavaglio, il rinnovo contrattuale.

(comunicato Fnsi)

Con il commento di Maurizio Bekar, del Coordinamento precari e freelance, delegato Inpgi per il Friuli Venezia Giulia e membro della CLAN-FNSI Commissione nazionale lavoro autonomo

Dall'intervento all'Assemblea di Maurizio Bekar, del Coordinamento giornalisti precari e freelance, delegato Inpgi per il Friluli Venezia Giulia e membro della CLAN-FNSI, (Commissione nazionale lavoro autonomo)

Bekar, quale delegato regionale e membro del Consiglio di Indirizzo Generale dell'Inpgi, ha espresso valutazioni positive sull'operato degli organi del "nuovo" Inpgi dei lavoratori autonomi: "Esistono posizioni differenziate, ma in un clima generalmente collaborativo, che sta portando buoni frutti: attenzione e iniziative a beneficio delle fasce economicamente più deboli, contenimento delle spese, e coscienza della necessità di equi compensi per i non dipendenti. Il biancio è solido. Vi sono, certo, varie cose da verificare ed aggiustare man mano, ma nel complesso - se si continua così - sono ottimista"

Valuazioni negative, invece, sul ruolo della Clan - Commissione nazionale lavoro autonomo, di cui Bekar è membro, e giudicata sostanzialmente assente. "Benchè da anni i congressi e vari documenti della Fnsi abbiano ribadito la centralità del lavoro autonomo, e che va rilanciato il ruolo delle sue Commissioni regionali, nazionale e dell’Assemblea nazionale degli autonomi, in questo mandato la Clan è invece stata mantenuta immobile, da mesi senza neppure convocarla. Pur davanti a un documento-programma di lavoro approvato dopo il suo insediamento, e malgrado le proposte e richieste poi avanzate. Esistono invece delle iniziative a nome della Clan, che però non ne è stata minimamente informata e coinvolta. In questo contesto è quindi difficile immaginare che le strutture di rappresentanza del lavoro autonomo possano risultare minimamente attrattive nei confronti dei colleghi, e ciò specialmente nelle regioni medio piccole, con minori risorse e possibilità operative".

Positive invece la valutazioni di Bekar sulle iniziative e prese di posizioni di questi mesi della Fnsi sul lavoro autonomo e sui richiami per l'attuazione delle leggi sull'equo compenso, compresa la relazione a Trieste della segretaria Costante. "Ma" ha sottolineato Bekar "editori e governi di diverso segno politico per anni non hanno mai dato seguito a queste giuste richieste, mostrando la volontà di non fare nulla. E' perciò necessaria una forte pressione, e una mobilitazione diffusa, che veda coinvolto con forza anche il mondo e le rappresentanze del lavoro autonomo, per contribuire a rendere ineludibile il tema a politici ed istituzioni. Ma se la Clan viene tenuta totalmente ferma e inattiva, tutta la politica si riduce solo a dei - pur giusti, ma insufficienti - comunicati stampa".


(Di seguito il comunicato integrale della Fnsi sull'intervento della Segretaria generale Costante, all'Assemblea Assostampa FVG a Trieste)

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Si è svolta a Trieste l'assemblea annuale dell'Assostampa Fvg, che ha approvato all'unanimità il bilancio consuntivo 2024 e preventivo 2025, entrambi in positivo. Ha partecipato la segretaria generale Fnsi Alessandra Costante.

Dopo i saluti di Furio Baldassi, nuovo presidente regionale dell'Ordine, della sua vice Paola Dalle Molle, del consigliere nazionale dell'Ordine Cristiano Degano e di Ingrid Stratti (Casagit), Maurizio Bekar (Inpgi), Patrizia Disnan (Unione pensionati), Pierluigi Sabatti (Circolo stampa Trieste), Nicole Corritore (Articolo 21), sono intervenuti il segretario di Assostampa Alessandro Martegani e il presidente Carlo Muscatello. Il tesoriere Nicola Filipovic ha illustrato i bilanci, di nuovo positivi grazie al contributo straordinario Fnsi e agli interessi bancari.

La segretaria generale Costante, sottolineato come ogni associazione abbia dinamiche proprie, si è quindi soffermata sui temi del lavoro autonomo, dell'intelligenza artificiale, del nodo irrisolto del carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa, delle norme che limitano il diritto-dovere dei giornalisti di informare, fino alle trattative per il rinnovo contrattuale.

«Non userò mai il temine freelance, che non rende l'idea della situazione di precarietà di questa condizione: io non riesco a rassegnarmi all'idea di colleghi che invecchiano precarizzati e non avranno pensioni superiori ai 350 euro», ha osservato, aggiungendo che «l'inflazione ha eroso lo stipendio dei giornalisti dipendenti del 20 per cento e i non dipendenti hanno retribuzioni ridicole, che non tengono conto dell'equo compenso, e spesso vengono usati dagli editori per una forma di dumping sociale».

Costante ha ricordato che «abbiamo provato nel 2023 a forzare la mano agganciandoci alla legge Meloni sull'equo compenso che prevede delle tabelle per tutti i lavoratori autonomi, abbiamo fatto una proposta unitaria all'Ordine che l'ha fatta sua, ma si è fermata al ministero della Giustizia. Per questo ho scritto al ministro Nordio: i giornalisti non sono lavoratori con diritti minori. La tutela dei giornalisti prevista della Costituzione è uguale a quella degli altri lavoratori e prevede una retribuzione dignitosa. Ma la professione giornalistica è legata direttamente alla libertà d'informazione e alla tutela della democrazia: non ci può essere professionalità senza un'equa retribuzione».

Nell'era dell'IA, «che è in grado di fare molto del lavoro dei giornalisti, a partire dal desk, è antistorico - ha anche detto la segretaria Fnsi - parlare ancora di professionisti e pubblicisti: dobbiamo cambiare radicalmente paradigma nella struttura della professione, ma per fare questo ci deve essere una gran collaborazione tra sindacato e Ordine».

Costante ha poi evidenziato come in Italia si continui a «considerare la diffamazione sempre dolosa, a produrre norme che di fatto limitano il lavoro dei colleghi e la democrazia, a tollerare le querele temerarie, una situazione che è responsabilità di governi di tutti i colori politici».

E «in questa situazione - ha argomentato - stiamo affrontando le trattative sul contratto, fermo a 10 anni, un tavolo a cui è presente tutta la Fnsi, senza distinzioni fra maggioranza e minoranza perché, se si farà, sarà il contratto di tutti. È nostro dovere stare al tavolo, ma nessuno firmerà mai un contratto peggiorativo o che danneggi i giovani colleghi: una posizione forte che però richiede unità da parte nostra. Finché la trattativa reggerà staremo al tavolo, ma siamo pronti a dare seguito al pacchetto di giorni di sciopero che ci ha affidato la Conferenza nazionale dei Cdr».


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30 giugno 2024

ESISTE LA PROFESSIONE “GIORNALISMO”? OPPURE… La sconsolata risposta a una collega

"... dobbiamo diventare tutti influencer, youtuber prima che arrivi l’intelligenza artificiale e ci spazzi via tutti?"

Avevamo rilanciato dalla pagina Facebook "Giornalisti freelance" la testimonianza "UN "NUOVO GIORNALISMO"?, con delle amare riflessioni e richieste di una ex tirocinante, poi divenuta freelance ma senza soddisfazioni né prospettive. 

Il testo, ripubblicato anche dalla nostra newsletter, ha ricevuto in risposta una riflessione, altrettanto amara, da parte di un collega, che pubblichiamo di seguito in forma anonima.

Buongiorno,

ho letto con molto interesse la testimonianza e, devo dire, che mi sono rivisto in molteplici situazioni.

Posso solo esprimere vicinanza, comprensione, solidarietà e condivisione a chi ha scritto quel testo, condivisione che poco aiuta ma che evidenzia il problema.

Un testo che definirei non uno sfogo ma una attenta descrizione di una realtà che esiste, che molti non conoscono e che, purtroppo molti non vogliono conoscere.

I giornalisti oggi e, in particolare i freelance come il sottoscritto, si trovano nella condizione di confrontarsi con un contesto professionale a dir poco incredibile. Sì, direi che la definizione corretta è proprio “incredibile”, poiché non si può credere alle tantissime difficoltà alle quali siamo sottoposti, all’essere in molti persone che possono vantare curriculum eccellenti, titoli di studio, esperienze, capacità e conoscenze aggiornate e tanto altro ancora, frutto di fatiche personali e personalissime, di sacrifici personali e personalissimi, di rinunce e poi, vedersi catapultati, semplicemente, nel niente fatto di silenzio. Sì, è incredibile portare servizi giornalistici e vederseli ignorare completamente, non essere presi in considerazione, trascurati al punto tale da divenire invisibili.

E, nel frattempo, fare parte di una categoria estremamente criticata dal contesto sociale e diventare oggetto di apparente benessere e grande soddisfazione personale.

Bisogna provare la sensazione di sentirsi buttati via per comprendere la “grande soddisfazione personale”.

Niente da fare nelle testate affermate e, allora, si cade nella rete del microscopico, con editori improvvisati, con promesse che si trasformano in dipendenze di umilianti aspettative fino al punto di lasciare e dedicarsi alla professione completamente autonoma che più autonoma non può essere: i blog e tutto ciò che l’on line può offrire, ovviamente, gratis.

Libertà di stampa? Certo ma la libertà passa anche attraverso il lavoro, quello vero, quello espresso in modo deciso nell’art. 1 della Costituzione e ripreso poi in altri passi della Carta. Il lavoro retribuito, che rende l’uomo, e non il cittadino, degno, rispettato, orgoglioso e… libero.

E tutto questo senza parlare delle pressioni che continuamente arrivano da ogni dove.

Dai giornalisti oggi si vuole professionalità, sacrificio, fedeltà, appartenenza e tanto altro. Ma, per cosa?Con quale spirito possiamo affrontare i tanti corsi che sosteniamo quando poi, alla fine, non possiamo confrontarci con il nostro lavoro?

Possiamo vivere di niente?

Possiamo almeno criticare quello che accade intorno a noi?

Possiamo continuare così?

E, infine, esiste ancora una professione che si chiama “giornalismo” oppure dobbiamo diventare tutti influencer, youtuber prima che arrivi l’intelligenza artificiale e ci spazzi via tutti?

Uno sconsolato saluto.

(Giugno 2024)


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15 giugno 2024

UN "NUOVO GIORNALISMO"? Amare riflessioni e richieste di una ex tirocinante, poi freelance

Rilanciamo (dalla pagina FB "Giornalisti freelance") la testimonianza, con delle amare riflessioni e proposte di una collega giornalista autonoma, ex tirocinante. E' stata pubblicata in forma anonima, per tutelare la collega e le sue future possibilità di lavoro con le redazioni.

UN "NUOVO" GIORNALISMO?

Attualmente in Italia si sta parlando molto di censura e strumentalizzazione dell’informazione.

Non è estraneo a queste argomentazioni neanche il mondo stesso del giornalismo che ormai del suo originario significato ha salvato ben poco.

Iniziando con i milioni di comunicati stampa da ogni dove, che rendono le testate un vero e proprio spazio pubblicitario e di marketing (oltre a divenire asettiche e politicizzanti). Ironico appare poi il tentativo automatico da parte del direttore o della giunta comunale di etichettare politicamente un giornalista che tenta di fare il suo lavoro nel modo più oggettivo possibile. Negli articoli, alcune parole o frasi più delicate vengono fatte rimuovere perché ‘non si sa mai’. Già così è difficile contattare qualcuno (es. i permessi delle aziende sanitarie regionali per intervistare qualcuno o i vari intermediari prima di raggiungere il politico di turno): se osi dire qualcosa che non sia in linea con il tuo intervistatore non ti contatta più; se osi dire qualcosa che non sia in linea con il tuo direttore non scrivi più; se osi dire troppo, beh, non fai più e basta.

I tirocini vengono spesso retribuiti al minimo. Il problema di trovare dei fondi, soprattutto per le testate piccole, è certamente reale. Ma quando un giornalista scrive dai quattro ai sette articoli al giorno, non comunicati stampa, e si ritrova con 300 euro al mese, anche dopo la fine del tirocinio, allora qualcosa non va. Quando svariati giornalisti e pubblicisti arrivano ad andare in esaurimento nervoso dopo essere stati trattati come degli stracci, ci si rende conto che non è un mondo salutare.

Allora molti decidono di optare per il lavoro autonomo, il cosiddetto ‘freelancer’.

Le testate più ampie non leggono neppure le mail e bisogna chiamarle una ventina di volte per una proposta d’ articolo. Solo 1 su 5 risponde. Spesso chi risponde comunica che ha una redazione chiusa. Un gran peccato perché sarebbe importante garantire un’apertura almeno in caso di articoli di particolare interesse.

Così non resta che contattare le testate locali, che troppo spesso fanno lavorare senza contratto, e alle quali bisogna chiedere di ricordarsi di pubblicare l’articolo. Ricordarsi di pubblicare un articolo. “E un giorno, il redattore decide autonomamente di non farti lavorare più. Scrivendoti che non c’è più bisogno della collaborazione? No, bloccandoti su whatsapp. Bloccandoti su whatsapp.”

"Sono senza parole e cerco di capire dove ho sbagliato.

Allora contatto un’altra redazione dove inizio una collaborazione in prova. Anche qui viene fuori il problema economico. Gli articoli vengono pubblicati dopo molte settimane. Questa volta, invece di andare in paranoia e farmi mille sensi di colpa, decido di affrontare la situazione di petto e chiedere spiegazioni.

Mi vengono fatte le loro scuse, ammettendo che ‘si sono dimenticati’ dei miei articoli e mi dicono di scrivere loro ogni tanto per ricordare di pubblicarli.

Va bene. Lo faccio.

Poi, però, gli articoli non vengono proprio più pubblicati. Riscrivo. Non mi rispondono. Ma come? Mi avevate detto che gli articoli erano buoni! Dove ho sbagliato?

Mi ritrovo a sentirmi in una situazione che mi ricorda tanto i piccoli abusi tossici, così sottili che ti fanno venire il dubbio di essere tu il problema. Forse ho scritto troppo? Forse troppo poco?

Senza lamentele o piagnistei.

Stavolta no.

Non è mia la colpa."

Questo tipo di situazioni sono ben note nell’ambiente. Il silenzio che le circonda, però, non è né etico né professionale. Chi continua a scrivere, nonostante tutto, lo fa perché crede veramente nel potere dell’informazione democratica e nella possibilità di creare riflessione nei lettori. Pagare 10 euro un articolo, non considerare professione da tutelare il reporter di guerra, non rispettare e non considerare allo stesso livello il lavoratore autonomo non sono cose accettabili.

Chiediamo quindi, all’Odg e all’Assostampa, effettiva tutela per i freelancer, maggior controllo nelle redazioni e la possibilità di venire incontro a chi di questo lavoro non riesce a vivere. E siamo in molti.

Chiediamo per questo la possibilità di poter pagare INPGI e ODG in proporzione al reddito o all’ISEE conseguita.

Essere tenuti a dover pagare entrambi più di 300 euro all’anno per un guadagno netto alle volte pari a 100 (!) annuali non è ammissibile. Ci sono giornalisti e pubblicisti validi che si sono tolti dall’Ordine per ragioni sopra citate.

Si chiede, in conclusione, considerazione e rispetto di diritti, e doveri, che dovrebbero essere fondanti in questa professione che dovrebbe far prevalere onestà, trasparenza e qualità rispetto alla quantità e all’elitarietà.

(Maggio 2024 - Da: giornalistifreelance)

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27 maggio 2023

FNSI - LAVORO AUTONOMO: SI AVVIA LA RIFORMA DELLA RAPPRESENTANZA (di Maurizio Bekar)



Si avvia, dopo un lungo iter preparatorio, un'importante riforma della rappresentanza dei lavoratori autonomi nella Fnsi e nelle Assostampa. Nei giorni scorsi, infatti, la proposta di riforma del Regolamento sugli organismi nazionali e regionali del lavoro autonomo, elaborata nei mesi scorsi dalla Clan (Commissione nazionale lavoro autonomo), è stata approvata all’unanimità dalla Giunta Esecutiva Fnsi. E' questo il primo passo, a cui dovrà ora seguire la decisione finale del Consiglio nazionale del sindacato. 

Il testo, che riprende quasi letteralmente - con alcune limature tecniche - quello della Clan, prevede essenzialmente di:

1) Estendere il diritto di elettorato attivo e passivo nelle Assemblee regionali e nazionali del lavoro autonomo ai giornalisti iscritti alle Assostampa e all'Inpgi, che percepiscono anche “prevalentemente” (e non più solo “esclusivamente”) redditi da lavoro autonomo, estendendone così significativamente il potenziale bacino di coinvolgimento. 
Restano invariate le altre clausole vigenti, come essere iscritti alla Fnsi, aver versato i contributi dovuti sul reddito dichiarato e non usufruire di sussidio di disoccupazione, né di trattamento pensionistico, se superiore al trattamento di pensione sociale.

2) Includere tra i compiti della Clan (Commissione nazionale lavoro autonomo) di monitorare il numero, le condizioni di lavoro “E DI EQUO COMPENSO” dei giornalisti autonomi, affidandole così un compito importante su un tema centrale per i non dipendenti, e da anni molto dibattuto, come l’equo compenso.

3) (All'Assemblea nazionale) di “Integrare con il Coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo e tre rappresentanti le Commissioni nazionali per le trattative contrattuali”. 
In pratica i rappresentanti degli autonomi sarebbero così presenti in tutte le commissioni per le trattative contrattuali, aggiungendovi di diritto anche il Coordinatore della Clan (stante che il presidente della Clan già ne fa parte di diritto, in quanto membro della Giunta Fnsi, ma lo stesso finora non avveniva per il Coordinatore della Clan). 
In tal modo, tra l'altro, aumenterebbe di un membro la rappresentanza degli autonomi nelle Commissioni per le trattative contrattuali.

Ora la decisione finale spetta al Consiglio nazionale Fnsi, che dovrebbe riunirsi in giugno e che ha la competenza di votare le riforme del Regolamento.

Peraltro, essendo stata la proposta approvata all’unanimità dalla Giunta esecutiva (su proposta della Segretaria generale Costante e del Presidente della Clan Silvestri), dando seguito anche a un passaggio specifico della mozione sul lavoro autonomo approvata per acclamazione al Congresso Fnsi di Riccione, l’esito finale - salvo sorprese - dovrebbe essere positivo.

In chiusura due considerazioni, a titolo personale:

- Pur in una Fnsi politicamente molto divisa al suo interno, su questo tema si è però riusciti, sulla base di un dialogo sui problemi concreti, aperto e non preconcetto, a sviluppare una posizione unitaria; come peraltro era già avvenuto sulla recente mozione congressuale di Riccione sul lavoro autonomo. Un segnale, forse, che pur tra le diversità di vedute e la conseguente dialettica, la ricerca di una sintesi comune e di una convergenza operativa sia una strada che vale sempre la pena cercare di perseguire.

- Comunque non basta riformare delle regole (che pur sono una cosa necessaria per avere delle condizioni operative adeguate), se poi venisse a mancare la pratica conseguente e coerente per tradurre le regole in realtà. 

In pratica: alle parole, affinché non restino tali, bisogna poi dare corpo e gambe.

Ed è a questo siamo chiamati tutti, nei rispettivi ruoli e competenze.


Diamoci una mano, e buon lavoro.


Maurizio Bekar
d. Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa FVG
consigliere nazionale Fnsi


Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa FVG:

14 maggio 2023

AUTONOMI, EQUO COMPENSO ED ELEZIONI ASSOSTAMPA FVG (domenica 14 e lunedì 15 maggio)

Si è tenuto mercoledì 10 maggio un >> incontro on line << di confronto sulle problematiche dei giornalisti non dipendenti, promosso dal Coordinamento precari e freelance dell’Assostampa FVG. Aperto a tutti, intendeva fare il punto della situazione e ragionare sulle possibili prospettive.

Ne è emerso un generale senso di sconforto: per la perdurante mancanza di tutele adeguate del lavoro autonomo, per il diffuso non riconoscimento di una pari dignità rispetto ai giornalisti dipendenti, per temi come la decennale non attuazione delle leggi sull'equo compenso, e per il continuo calo di occasioni di lavoro, se non precario, sottoretribuito e senza prospettive.

Tuttavia è emersa anche la valutazione che, pur tra molti limiti, le rappresentanze del lavoro autonomo hanno negli anni svolto un importante ruolo propositivo e d'impegno, che ora sarebbe un peccato lasciar disperdere e dissolversi. Bisogna quindi cercare di rilanciarle, valorizzarle e di tradurre in realtà le molte proposte avanzate nel tempo.

In questo senso, alla luce della >> mozione sul lavoro autonomo approvata al Congresso Fnsi << di febbraio, della recente approvazione della nuova legge 49/2023 sull'equo compenso, e dalle prospettate modifiche del Regolamento Fnsi sul lavoro autonomo (tese ad aumentarne la rappresentanza e i compiti) vale la pena impegnarsi per cercare di concretizzare dei risultati, da molto tempo attesi.

Il prossimi obiettivi saranno quindi: riorganizzare le rappresentanze del lavoro autonomo nell'Assostampa FVG e nella Fnsi, promuovere delle campagne sui temi del lavoro autonomo, a partire dall'attuazione dell'equo compenso, collegandosi con i colleghi autonomi di altre regioni, anche per scambi di esperienze. 

L'invito è quindi quello di riprendere il lavoro in comune ed organizzarsi. E di non ignorare le occasioni per rafforzare la voce e la rappresentanza di tutti gli autonomi, anche nel sindacato, a cui è opportuno iscriversi.

Infine, tra domenica 14 e lunedì 15 maggio si tengono le elezioni per il rinnovo del Direttivo dell'Assostampa FVG. Sono elezioni in cui sono state formate liste unitarie, rappresentative di tutte le varie anime del sindacato, e delle voci più attive, negli anni, anche sui temi del lavoro autonomo.

Fate quindi sentire la vostra voce, e partecipate al voto per il Direttivo dell'Assostampa FVG, sostenendo le liste presentate (di seguito la circolare con tutte le candidature e indicazioni tecniche per il voto).

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Il Consiglio Direttivo dell’Assostampa Fvg ha indetto le elezioni per il rinnovo degli organi sociali dell’Assostampa Fvg nei giorni domenica 14 e lunedì 15 maggio 2023.

 

a Trieste si vota domenica e lunedì dalle 10 alle 17 negli uffici Assostampa, Corso Italia 13

a Gorizia solo lunedì dalle 9 alle 16 nella Sala Dora Bassi del “Municipio 2”, via Garibaldi 7 

a Udine solo lunedì dalle 9 alle 16 nella Sala Economia della CCIAA di Udine, Piazza Venerio 7

a Pordenone solo lunedì dalle 9 alle 16 all’Associazione ProPordenone, via Cossetti 20/A

 

Hanno diritto di voto gli iscritti all'Assostampa Fvg in regola con le quote associative con 181 giorni di anzianità d’iscrizione (come da regolamento Fnsi, i diritti all’elettorato attivo e passivo dell’iscritto decorrono dal 181° giorno di iscrizione). Fanno pertanto parte dell'elettorato attivo e passivo per queste elezioni gli iscritti entro iI 14 novembre 2022. Per quanti erano già iscritti nel 2022 ma ancora non in regola con la quota 2023, la regolarizzazione potrà avvenire anche ai seggi prima del voto, o presentando la ricevuta del pagamento fatto "on line" presso i seguenti Istituti bancari:

Monte dei Paschi di Siena, Piazza della Borsa - Trieste 
Iban: IT 50 H 01030 02230 000002958532 
causale: quota 2023 

Banca di Credito Cooperativo del Carso - ZKB, Riva Gulli - Trieste
Iban: IT 34 O 08928 02205 010000034417
causale: quota 2023


NOTA

Ogni giornalista vota nel proprio capoluogo di provincia, ma per motivi di lavoro o personali può votare anche in uno degli altri seggi, dandone comunicazione alla Commissione elettorale.

Domenica 14 maggio il seggio elettorale di Trieste sarà aperto anche ai colleghi delle altre province.


 

CANDIDATI PROFESSIONALI

E' stata presentata solo la Lista unitaria "UNITI NELL'ASSOSTAMPA", che fa riferimento al Direttivo uscente, e che propone i seguenti giornalisti professionali per il Consiglio direttivo:

Attenzione: barrando la casella in corrispondenza della lista UNITI NELL'ASSOSTAMPA si votano tutti i nomi della lista, altrimenti si possono esprimere da una a undici preferenze barrando le caselline sulla destra. Nelle due righe sottostanti si possono  segnalare fino a due nomi di "supplenti" di proprio gradimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lista UNITI NELL'ASSOSTAMPA 

 

 

 

 

 

 

 

Carlo MUSCATELLO

 

 

 

Alessandro MARTEGANI

 

 

 

Maurizio BEKAR

 

 

 

Antonio CAIAZZA

 

 

 

Francesco CARDELLA

 

 

 

Marco CECI

 

 

 

Nicola FILIPOVIČ GRCIC

 

 

 

Fabiana MARTINI

 

 

 

Pietro RAUBER

 

 

 

Ingrid STRATTI

 

 

 

Ivan ŽERJAL

 

 

 

 

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COLLABORATORI

E' stata presentata solo la Lista unitaria "UNITI NELL'ASSOSTAMPA", che fa riferimento al Direttivo uscente, e che propone i seguenti giornalisti collaboratori per il Consiglio direttivo (in ordine alfabetico).

Attenzione: barrando la casella in corrispondenza della lista unitaria  si votano tutti i nomi, altrimenti si possono esprimere fino a tre preferenze barrando le caselline sulla destra. Nella riga sottostante si può segnalare un nome di "supplente" di proprio gradimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lista UNITI NELL'ASSOSTAMPA 

 

 

 

 

 

 

 

Erica CULIAT

 

 

 

Emily MENGUZZATO

 

 

 

Marina TUNI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FIDUCIARI

Candidati e sottoscrittori della Lista UNITI NELL'ASSOSTAMPA invitano inoltre i colleghi a indicare per i quattro FIDUCIARI provinciali (professionali): 

Ciro ESPOSITO per Trieste
Matteo FEMIA per Gorizia
Oscar D’AGOSTINO per Udine
Alessandra BETTO per Pordenone.

 

E per i quattro VICE FIDUCIARI provinciali (collaboratori):

Lorenzo MANSUTTI per Trieste
Marco BISIACH per Gorizia
Luca D’AGOSTINO per Udine
Antonio PANCIERA di ZOPPOLA GAMBARA per Pordenone.

 

PROBIVIRI 

Candidati e sottoscrittori della Lista UNITI NELL'ASSOSTAMPA invitano infine i colleghi a indicare per i PROBIVIRI  i seguenti colleghi:

 

Per i PROBIVIRI professionali: Furio BALDASSI, Corrado BARBACINI, Matteo CONTESSA, Rosanna FERFOGLIA, Miloš MALINIČ, Pierluigi SABATTI, Ugo SALVINI
(ATTENZIONE: al massimo 7 preferenze)
Per i PROBIVIRI collaboratori: Roberto CANNALIRE, Claudia CERNIGOI, Annalise COSANZ
(ATTENZIONE: al massimo 2 PREFERENZE)

 

REVISORI

Candidati e sottoscrittori della Lista UNITI NELL'ASSOSTAMPA invitano infine i colleghi a indicare per i REVISORI DEI CONTI  i seguenti colleghi:

 

Per i REVISORI professionali: Pietro TREBICIANI, Sandro SGUAZZIN
(ATTENZIONE: al massimo 2 PREFERENZE)

Per i REVISORI collaboratori: Andrea DI MATTEO
(ATTENZIONE: al massimo 1 PREFERENZA)

 

Si ricorda che il Collegio dei Probiviri e il Collegio dei Revisori dei Conti sono eletti senza distinzione di categoria: dunque professionali e collaboratori votano per entrambe le categorie.

 


Coordinamento giornalisti precari e freelance dell'Assostampa FVG: