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28 settembre 2015

FARE INFORMAZIONE OGGI: CON CARBONETTO, BEKAR, TAVČAR, FOLISI

FORUM-DIBATTITO A "KEEP LEFT"
Doberdò del Lago, sabato 26 settembre 2015



Fare informazione oggi, in un mercato giornalistico e una professione profondamente mutati rispetto al passato. Questo il tema dell'incontro pubblico che si è svolto sabato 26 settembre al Centro visite della Riserva naturale di Doberdò del Lago, nell'ambito della due giorni di dibattiti "Keep Left", promossi da Sinistra Ecologia e Libertà del Friuli Venezia Giulia con la partecipazione di varie altre realtà del territorio. 

L'iniziativa, strutturata in tavoli di discussione tematici, puntava a sviluppare un confronto aperto, anche con il contributo di esterni, "per definire delle proposte programmatiche innovative per una sinistra di governo".
 

Il Forum sull'informazione è stato coordinato da Gianpaolo Carbonetto, già inviato e caporedattore del Messaggero Veneto, che ha curato la relazione d'apertura. Sono seguite le relazioni degli altri colleghi invitati Maurizio Bekar (freelance, su nuove tecnologie, nuovo mercato del lavoro e nuovi diritti), Vojmir Tavčar (già del Primorski Dnevnik, su informazione di confine e delle minoranze nazionali in Europa), e Fabio Folisi (direttore della rivista on line E-Paper, su informazione digitale e piccola editoria), tutti attivi nel tempo e in vari ruoli nel sindacato dei giornalisti.

Con il consenso dell'autore, pubblichiamo l'intervento di apertura del collega Gianpaolo Carbonetto.

GIANPAOLO CARBONETTO
FORUM INFORMAZIONE
"KEEP LEFT", Doberdò del Lago, sabato 26 settembre 2015



Gianpaolo Carbonetto
Mi scuso se comincerò con un’introduzione che affronterà problemi apparentemente poco concreti, ma la ritengo necessaria in quanto certe cose, che per noi del mestiere appaiono scontate, hanno bisogno di essere, almeno in parte, spiegate. Quando si parla di crisi dell’informazione, infatti, non parliamo soltanto di problemi economici e occupazionali legati alla parte aziendale dei mass media, ma ci riferiamo soprattutto all’inevitabile crisi professionale e, quindi, di democrazia che quella dell’informazione porta con sé.

A parlarne sono qui con me Maurizio Bekar, Vojmir Tavčar e Fabio Folisi che vi presenterò meglio prima di invitarli a intervenire sugli argomenti di cui sono esperti. Ma prima di passar loro la parola vorrei soffermarmi su quelle che una volta, per i cittadini, erano le fonti più tipiche dell’informazione e che oggi sono messe in crisi anche dalla nascita delle comunicazioni digitali, più o meno strutturate che siano, ma soprattutto da quello che ha messo in crisi l’intero nostro mondo: il cosiddetto mercato e il cambiamento delle aziende perché una parte consistente della crisi deriva proprio da quella che definirei la “sindrome dell’amministratore delegato”.


 

Ricordate la vecchia iconografia classica dell’industriale-padrone? Ebbene, pur con tutta la sua boria e la sua insensibilità sociale, oggi appare quasi come una figura da rimpiangere perché comunque aveva in sé il sacro valore della sua azienda che voleva mantenere sana e vitale, sia perché la sentiva come una creatura propria, sia in quanto desiderava lasciarla in eredità ai propri discendenti. Oggi non è più così. Le aziende sono affidate per la maggior parte a persone molto ben pagate alle quali è chiesto esclusivamente di presentare bilanci positivi e in continua crescita. E per riuscire a fare ciò – avendo come prospettiva di azione soltanto qualche anno di contratto – agiscono in maniera tale che l’unica cosa importante diventa la casella finale degli utili. Se poi per ottenere che questa casella contenga cifre sempre più cospicue, si finisce per realizzare risparmi prosciugando le ricchezze interne non direttamente monetizzabili, indebolendo le strutture redazionali e tecniche dell’azienda fino a portarla verso un inevitabile collasso, la cosa appare secondaria ed eventualmente riguarderà chi sarà chiamato alla difficile opera di risanamento. Nel campo dell’informazione, e non solo in quello, le aziende che sono morte così sono tantissime. E altre stanno morendo.
 

Nel campo dell’informazione questo ha portato a due conseguenze terribili: la concentrazione delle testate e delle emittenti e la delocalizzazione del lavoro; questa volta non in Bangladesh, ma – ed è più che sufficiente – fuori dalle redazioni. Partiamo proprio da quest’ultimo punto che poi sarà ripreso ampiamente dai miei colleghi. A me, al di là delle ovvie conseguenze sul livello occupazionale, sulla qualità del lavoro per gli interni e per la vergognosa esiguità dei compensi per gli esterni, interessa sottolineare alcuni altri aspetti che soltanto apparentemente possono sembrare secondari.
Per prima cosa il Contratto nazionale di lavoro creato da un sindacato unitario che da sempre si sente intimamente legato, secondo me ancor più dell’Ordine, a rispettare tutte le necessità della nostra professione, e non soltanto quelle economiche, definisce la realizzazione di un giornale o di una trasmissione giornalistica “opera d’ingegno collettivo”. E questa possibilità appare sempre più lontana perché la maggior parte dei servizi (scritti o parlati che siano) sono realizzati da giornalisti che hanno contatti con la redazione soltanto nel momento in cui ricevono l’ordine di seguire un qualche avvenimento. E così, mentre la digitalizzazione via internet consente una sempre maggiore interazione tra organi di informazione e cittadini, si riducono quasi a zero le interazioni tra la redazione e i collaboratori che sono sempre di più e coprono argomenti e settori sempre più delicati.
 

Visto dal punto di vista dei collaboratori, poi, a loro non manca soltanto un’adeguata remunerazione per il loro lavoro, ma soprattutto non hanno l’occasione di accumulare due ricchezze che noi vecchi capitalizzavamo in maniera praticamente automatica, senza quasi accorgercene. Il contatto con i colleghi più anziani e più esperti ci dava, infatti, la possibilità di imparare non soltanto la parte tecnica del mestiere, che non è poca cosa, ma anche di assimilare quella deontologia che nella nostra professione non è importante, ma fondamentale perché, nel dare una notizia, il giornalista non può mai dimenticare che il rapporto tra informatore e informato deve essere regolato da quelle norme di comportamento che vanno sotto il nome di deontologia, ma che, più semplicemente, rientrano del campo dell’etica generale.

A me è successo che un mio direttore – uno dei più bravi, tra l’altro, ma non certamente l’unico a ragionare così – facendo il verso a proprietari e azionisti, mi abbia detto, con aria di rimprovero neppure tanto implicita: «Il tuo è un buon giornalismo, ma un po’ troppo pedagogico; deve essere più distaccato e professionale». L’ho guardato e gli ho espresso il dubbio che non stesse usando la mia stessa lingua.

Pedagogico vuol dire che si occupa di educazione, ma professionale cosa significa? Qui le strade interpretative divergono perché per loro vuol dire saper vendere, saper far aumentare la diffusione, per la carta stampata, oppure lo, share per la televisione. L’importante per loro, insomma, è solo il profitto, l’assecondare le tendenze del mercato andando dietro le esigenze del pubblico. Se, poi, queste sprofondano – e stanno sprofondando – in una povertà intellettuale, morale e sociale assoluta, noi dovremmo sprofondare con loro. Possibile che non si rendano conto che, invece, è proprio il mercato, la frenesia del consumare, che indirizza i gusti del pubblico? E che se gli organi di informazione seguono pedissequamente le esigenze indotte dal mercato, non soltanto ne sono complici, ma addirittura servi sciocchi, perché finiscono per togliersi il terreno da sotto i piedi? Perché sempre meno la gente avrà bisogno di leggere, ascoltare, conoscere, riflettere, decidere coscientemente su qualcosa che vada oltre ai dubbi su quanti telefonini avere, o su qual è la cosa di tendenza da possedere assolutamente.

Chi sostiene che «pecunia non olet», che il denaro non ha odore, come disse Vespasiano a suo figlio Tito che gli rimproverava di aver messo una tassa sui gabinetti pubblici, ha sicuramente seri problemi di olfatto. Chi sostiene che fare il giornalista significa soltanto escogitare i sistemi migliori per innalzare diffusione, audience o share, vuol dire che ha quantomeno seri problemi di deontologia.
 

Professionalità giornalistica, infatti, non significa soltanto saper trovare e verificare le notizie e poi tradurle in un brano letterariamente valido e in un titolo accattivante inseriti in una pagina graficamente gradevole: potrebbe farlo chiunque, e con pochissimo addestramento. Perché un mestiere diventi professione deve poggiare, invece, sopra un solido substrato etico. Nel caso del giornalismo, per spiegarmi meglio, il verbo “informare” non può essere disgiunto dal verbo “formare”, mentre deve essere nettamente separato dal “disinformare”. E, per dare contorni ancora un po’ più definiti al tema, dico anche che l’obbligo di una moralità, di una deontologia, esiste non perché la professione giornalistica nasca per educare, ma perché, se questa eticità manca, ne consegue, in maniera praticamente automatica, che finisce per diseducare.

Già questo costituisce un serio problema per la salute della democrazia, ma la situazione è resa ancora più pericolosa dalla concentrazione delle testate che è conseguenza e aggravamento di quello che dicevo prima. Per restare alla nostra regione, noi stiamo vivendo in una specie di monopolio costituito dal dominio assoluto del gruppo Repubblica l’Espresso con le sue due testate locali: il Messaggero Veneto e il Piccolo. Ma sono ancora davvero due testate, o sono diventate due grosse redazioni di una testata unica con sede fuori regione? Hanno tantissime pagine in comune confezionate altrove e spesso mettono in comune anche le proprie potenzialità. A restarne stritolate non sono soltanto le altre testate, ma soprattutto le possibilità di un pluralismo dell’informazione che è un caposaldo democratico.

Qualcuno potrebbe pensare che la mia sia una stizzosa presa di posizione da parte di un vecchio giornalista che rimpiange i tempi passati perché coincidono con quelli della sua giovinezza. Ma non è così: molti anni fa, quando Melzi, già proprietario del Messaggero Veneto, stava trattando anche per acquistare il Piccolo, ero vicepresidente dell’Associazione e consigliere nazionale della Federstampa e ho lavorato a lungo, ma purtroppo invano per scongiurare questo disastro (che, sia detto tra parentesi, non ha nemmeno giovato economicamente ad almeno una delle due testate). La mia tesi era che, come esistevano delle quote di mercato non superabili fissate dall’antitrust a livello nazionale, così dovevano esistere anche a livello regionale. Ne ho parlato con l’Antitrust, con alcuni parlamentari, con la presidenza delle Commissione Stato–Regioni e con quella della nostra Regione, e ho ottenuto ampi consensi. Consensi a parole, ovviamente; a livello di fatti tutto si è interrotto definitivamente subito dopo i primi passi dimostrando ancora una volta che in questo Paese gli affari contano molto più dei principi e dei diritti.

Gianpaolo Carbonetto

22 maggio 2013

26 MAGGIO ODG FVG: VOTA IL CAMBIAMENTO ! VOTA AL BALLOTTAGGIO !



LETTERA APERTA A TUTTI I COLLEGHI

AL BALLOTTAGGIO
PER LE ELEZIONI
DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI FVG

domenica 26 maggio 
(ore 10-18, a Trieste e Udine)


PER SOSTENERE IL CAMBIAMENTO
NELLA PROFESSIONE

VAI A VOTARE E VOTA:

PER IL CONSIGLIO REGIONALE DELL'ORDINE DEL FVG

CONSIGLIERI PROFESSIONISTI (scheda verde): 
BREDA PAHOR 
PIETRO TREBICIANI
MATTIA ASSANDRI
CRISTINA VISINTINI
MAURIZIO BEKAR
(I nomi sono prestampati sulla scheda in quest'ordine. Non esprimete più di 5 preferenze, con una croce a fianco del nome, o la scheda verrà annullata)

REVISORI DEI CONTI (PROFESSIONISTI) (scheda verde):  
MATTIA ASSANDRI
(nome prestampato sulla scheda. Non esprimete più di 1 preferenza, con una croce a fianco del nome, o la scheda verrà annullata)

CONSIGLIERI PUBBLICISTI (scheda gialla):  
FABIO FOLISI
(nome prestampato sulla scheda. Non esprimete più di 2 preferenze, con una croce a fianco del nome, o la scheda verrà annullata)

************************

Cari colleghi,

dopo il primo turno delle elezioni dell'Ordine di domenica scorsa, sono ben 16 i candidati che vanno al ballottaggio, domenica 26 maggio. Di questi la metà (i professionisti freelance Mattia Assandri, Maurizio Bekar, Cristina Visintini, assieme ai contrattualizzati Breda Pahor e Piero Trebiciani, e al pubblicista Fabio Folisi), sono sostenuti per il voto dal nostro Coordinamento precari e freelance.

E' questa una grande occasione per dare un segnale e PER SOSTENERE IL CAMBIAMENTO NELLA PROFESSIONE: un’occasione che non dev'essere sprecata!

Il risultato uscito dalle urne domenica scorsa ha delineato infatti uno scenario che non si verificava da anni nelle elezioni per l’Ordine dei giornalisti del Fvg: al Consiglio regionale un solo eletto al primo turno fra i professionisti, il collega della Rai Cristiano Degano (sostenuto anche dal Coordinamento freelance), e un solo pubblicista, il collega Amos D’Antoni. Ben dieci professionisti (Cojutti, Breda Pahor, D’Argenio, Garau, Bulgarelli, Trebiciani, Assandri, Visintini, Cardella e Bekar), e quattro pubblicisti (Folisi, Cannalire, Battisti e Sabo) andranno invece al ballottaggio.

Fra questi, tre professionisti (Mattia Assandri, Maurizio Bekar e Cristina Visintini) sono freelance del Coordinamento precari e freelance, e altri due (i contrattualizzati Breda Pahor e Pietro Trebiciani) hanno la nostra stima e piena appoggio, così come Fabio Folisi fra i pubblicisti; Mattia Assandri è in lizza anche per i revisori dei conti.

Un ballottaggio fra così tanti candidati è una situazione che non si verificava da molto tempo (nelle precedenti consultazioni il Consiglio regionale dell’Ordine veniva eletto in blocco al primo turno) e che premia l’azione negli anni del nostro Coordinamento, e i colleghi che hanno dato la propria disponibilità a candidarsi.

Questo è però solo un primo risultato, che richiederà da parte di tutti i colleghi un ulteriore impegno: andare ai seggi domenica 26 maggio e votare esprimendo le proprie preferenze sui candidati in ballottaggio, senza sprecare un’importante occasione per far sentire la propria voce nell’organismo che deve rappresentare tutta la categoria e garantirne l’immagine, la professionalità, la deontologia.

Riteniamo quindi essenziale che tutti i colleghi vadano a votare, e votino i candidati che indichiamo, sia per sostenere il cambiamento nella professione, sia per garantire una rappresentanza sensibile ai problemi dei freelance e autonomi anche nell’organismo di rappresentanza ed autogoverno dei giornalisti.

Di seguito riportiamo i nomi dei candidati che sosteniamo, con una breve scheda informativa personale (altre informazioni sul blog http://freelancefvg.blogspot.it e sulla pagina Facebook www.facebook.com/giornalistifreelancefvg )

Con l’occasione vogliamo infine esprimere la nostra soddisfazione per l'elezione già al primo turno del collega Cristiano Degano, sostenuto dal nostro Coordinamento, certi che la sua esperienza sarà di grande utilità alla categoria e in particolare all’Ordine dei giornalisti, che sta per affrontare una fase di profonda trasformazione.
Facciamo inoltre le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro ai quattro consiglieri nazionali già eletti, il Presidente uscente dell’Ordine, Piero Villotta, e il collega Miro Oppelli per i professionisti, e i colleghi Andro Merkù e Silvano Bertossi per i pubblicisti, e al collega pubblicista Amos D’Antoni eletto nel Consiglio regionale.

Ma ora vi chiediamo di andare a votare per il ballottaggio fra i candidati ancora in lizza, domenica 26 dalle ore 10 alle 18, presso le sedi dell'Ordine a Trieste e Udine.

I CANDIDATI CHE VI PROPONIAMO E SOSTENIAMO 
Breda Pahor
(qui nell'ordine in cui appariranno prestampati sulla scheda):

BREDA PAHOR Professionista, da poco pensionata del Primorski Dnevnik. Attiva dalla metà degli anni '70 con TV Koper-Capodistria e l'Agenzia AlpeAdria. Dal 1990 al Primorski Dnevnik; dai primi anni '90 responsabile della cultura, negli ultimi cinque anni anche capo della cronaca triestina. A lungo impegnata sindacalmente, in primo luogo nel Cdr, è membro della Commissione pari opportunità FNSI, per l'Assostampa FVG.
(>> v. scheda informativa)

Pietro Trebiciani



PIETRO TREBICIANI Professionista. Già vicecaporedattore e recentemente pensionato de Il Piccolo. È stato più volte membro del Cdr de Il Piccolo, e poi membro del Consiglio direttivo dell'Assostampa Fvg, dove ha sempre sostenuto le istanze del Coordinamento precari e dei freelance. Si candida “per rendere più incisivo il rapporto dell'Ordine con il sindacato”.
(>> v. scheda informativa)



Mattia Assandri
MATTIA ASSANDRI Professionista freelance. Ha collaborato con numerose testate della carta stampata e della tv, tra le quali Il Piccolo, Telequattro, Il Mercatino e La Vita Cattolica. Ha curato, come addetto stampa, le relazioni esterne e i rapporti con la stampa di varie realtà, maturando una particolare attenzione per le problematiche della deontologia e sul ruolo dei social network e delle nuove tecnologie. E' membro della Commissione Regionale Lavoro Autonomo dell'Assostampa FVG.  
(>> v. scheda informativa)

Cristina Visintini

CRISTINA VISINTINI Professionista freelance. Dal 1991 al 2001 collaboratrice de Il Messaggero Veneto, e dal 1999 ad oggi del Primorski Dnevnik. Già corrispondente dell'Ansa e redattrice del notiziario della diocesana Radio Voce di Gorizia. Addetta stampa. È stata una delle fondatrici del Coordinamento precari FVG, e una delle animatrici dell'esposto ai sensi della Carta di Firenze presentato all'Ordine del FVG. È membro della Commissione regionale Lavoro autonomo dell'Assostampa FVG.
(>> v. scheda informativa)


Maurizio Bekar
MAURIZIO BEKAR Professionista freelance. Ha collaborato dal 1976 con le prime radio private di Trieste, dal 1991 al 2007 con RadioTv Capodistria e dal 1991 con più media regionali (tra i quali Il Piccolo, Rai FVG, Il Mercatino). Dal 2000 ha curato vari uffici stampa nei settori culturale (Festival del Cinema Latino Americano, Altamarea, gruppi teatrali ed artistici) e turistico (Giardino botanico Carsiana, Grotta Le Torri di Slivia...). Fondatore e co-portavoce del Coordinamento precari e freelance FVG, vicesegretario Assostampa FVG, coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi. 
>> v. scheda informativa)

Fabio Folisi
FABIO FOLISI, pubblicista, direttore de Il Quotidiano del FVG, di Udine. Attivo dal 1984 come freelance e direttore di varie testate. Ha lavorato per l'Unità, l'emittente regionale Rete Globo, realizzato documentari e servizi anche tv dal Sahara occidentale e dalla Bosnia in guerra e da paesi africani per riviste nazionali. Ha fondato e diretto, dal 1996, alcune delle prime testate elettroniche italiane (GiornaleItalia) e regionali (Friulinews). Dal 2008 ha coordinato la redazione di Epolis Friuli e dal 2011 è direttore de Il Quotidiano del Fvg. È stato tra i fondatori del Coordinamento giornalisti precari e freelance del FVG. (>> v. scheda informativa)

ALTRE INFORMAZIONI SULLE CANDIDATURE: 
blog: http://freelancefvg.blogspot.it

I NOSTRI CANDIDATI ALL'ODG: MAURIZIO BEKAR (professionisti)



ELEZIONI ORDINE DEI GIORNALISTI
del Friuli Venezia Giulia
(ballottaggio del 26 maggio 2013)

PER SOSTENERE IL CAMBIAMENTO
NELLA PROFESSIONE

VAI A VOTARE E VOTA: 


PER IL CONSIGLIO REGIONALE DELL'ORDINE
 

CONSIGLIERI PROFESSIONISTI
(scheda verde)

MAURIZIO BEKAR



Maurizio Bekar, professionista, da sempre freelance. Ha lavorato, dalla metà anni '80, con radio, tv, quotidiani e periodici regionali, nazionali e della Slovenia. Dal 2000 opera prevalentemente come addetto stampa e su web.

Fondatore nel 2007 e co-portavoce del Coordinamento giornalisti precari e freelance del FVG; dal 2009 vicesegretario dell'Assostampa FVG; dal 2010 coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi. 


Ha collaborato alla stesura ed approvazione della Carta di Firenze per la tutela dei diritti di freelance e precari, partecipato e promosso campagne per la legge sull'equo compenso, e lavorato sull'elaborazione al Senato di emendamenti migliorativi al testo, poi in larga parte approvati. Copromotore del primo esposto collettivo all'Ordine del FVG ai sensi della Carta di Firenze, ora in attesa di esame.

Dal 1976 ha collaborato con le prime radio private di Trieste e negli anni '80 come operatore culturale del settore musicale ed artistico.

Dal 1991 al 2007 ha lavorato per Radio e Tv Capodistria come giornalista corrispondente da Trieste e con programmi d'approfondimento in studio. Dalla seconda metà degli anni '80 ha collaborato con più media regionali (tra i quali, oltre a varie radio, Il Piccolo, Il Mercatino, programmi Rai FVG, il Primorske Novice di Capodistria), particolarmente nel settore culturale e della collaborazione transfrontaliera, e con alcune testate nazionali seguendo principalmente l'evoluzione della crisi jugoslava.

Dal 2000 ha curato vari uffici stampa nei settori culturale (tra il quali il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste, Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste, e varie associazioni, gruppi teatrali ed artistici) e naturalistico (Giardino botanico Carsiana, Grotta Le Torri di Slivia, cooperativa Curiosi di natura...).

Dal 2011 coordina, con alcuni freelance di tutta Italia, la comunità web nazionale “Giornalisti freelance – Freelance 2.0” e la sua pagina Facebook. 


L'ORDINE CHE VORREI, L'ORDINE CHE VOTERÒ

(di Maurizio Bekar)


Domenica 26 maggio (Trieste e Udine, dalle ore 10 alle 18) si vota per il ballottaggio dei candidati all'Ordine dei giornalisti

Ed ho alcuni pensieri. Che scrissi un po' di giorni fa, pensando in realtà alle elezioni dell'Ordine in tutta Italia. Ma che credo restino nella loro essenza dei principi guida validi sempre ed ovunque. E che quindi ripropongo quasi integralmente anche qui. Eccoli:  


L'ORDINE CHE VORREI E': 


- Un Ordine rappresentato da chi esercita davvero la professione: non da medici, avvocati, funzionari e insegnanti che solo ogni tanto (e più di qualche volta solo molti anni fa) hanno scritto qualche articolo (spero almeno retribuito), fregiandosi poi a vita del titolo di “giornalista”.

- Un Ordine in cui sia equamente rappresentata tutta la professione: e innanzitutto i precari, i freelance, gli autonomi (sia quelli “veri”, sia quelli che in realtà dovrebbero venir assunti dagli editori come dipendenti). Perchè questi sono oramai la maggioranza della professione viva, ma quasi sempre solo un'infima minoranza negli organismi dirigenti della categoria

- Un Ordine in cui anche i pubblicisti che esercitano a tempo pieno la professione (retribuita) possano davvero accedere all'esame per professionisti, e non restarne invece di fatto esclusi

- Un Ordine non segnato da divisioni tra correnti, tra contrattualizzati e autonomi, tra pensionati ed “attivi”, ma dal confronto sui problemi vivi della professione e dalla SOLIDARIETA' di tutta la categoria

- Un Ordine che, per restituire diritti e tutele a oggi chi non li ha, si batta ovunque per la piena e corretta applicazione della legge sull'equo compenso e della Carta di Firenze. Da intendere non come strumenti di lotta e contrapposizione tra “garantiti e non”, ma di giustizia, di tutela del diritto e di SOLIDARIETA' PER TUTTA LA CATEGORIA

- Un Ordine in cui non si ragioni per “cordate”, ma si valorizzi il merito, la competenza, la credibilità del lavoro svolto per la categoria e per la tutela dei diritti e della qualità dell'informazione

- Un Ordine riformato, più snello ed efficace, e soprattutto più adeguato alla realtà odierna della professione (e non l'hobby) del fare informazione. Che è oggi molto diversa da quella prevista dalla vecchia legge istitutiva del 1963

- Un Ordine che serva a far rispettare le regole e la deontologia, a tutela dei colleghi che fanno con coscienza il loro mestiere, e del diritto dei cittadini ad essere sempre correttamente informati

Queste e molte altre cose vorrei... Per questo...



L'ORDINE CHE VOTERO' IL 26 MAGGIO:


- sarà quello dei candidati che credibilmente incarneranno questi principi, e la cui storia personale è garanzia di quanto affermano nella campagna elettorale

- Il voto sarà anche agevolato dal fatto che per le elezioni dell'Ordine non esistono "liste bloccate", ma si può votare per chi si preferisce, quindi anche per i candidati di “liste” diverse, o non esprimere necessariamente tutte le preferenze suii candidati in lista

IO VORREI CHE DA QUESTE ELEZIONI DELL'ORDINE ESCA UN SEGNALE DI FORTE CREDIBILITÀ E DI FORTE RINNOVAMENTO DELLA NOSTRA PROFESSIONE.

Un segnale della coscienza dei problemi e della volontà e capacità di risolverli.

Per questo io domenica voterò, secondo coscienza, per DARE UN CONTRIBUTO ALL'ORDINE CHE VORREI ... 

E, per farlo, bisogna innanzitutto andare a votare. Senza delegare, con la propria assenza, le proprie scelte ad altri...


(Maurizio Bekar)


TUTTI I CANDIDATI SUGGERITI DAL COORDINAMENTO PRECARI E FREELANCE
PER IL CONSIGLIO REGIONALE DELL'ORDINE DEL FVG: (>> v. presentazione candidati)

CONSIGLIERI PROFESSIONISTI (scheda verde):
BREDA PAHOR 
PIETRO TREBICIANI
MATTIA ASSANDRI
CRISTINA VISINTINI
MAURIZIO BEKAR
(I nomi sono prestampati sulla scheda in quest'ordine. 
Non esprimete più di 5 preferenze, con una croce a fianco del nome, o la scheda verrà annullata)

REVISORI DEI CONTI (PROFESSIONISTI) (scheda verde):  
MATTIA ASSANDRI
(nome prestampato sulla scheda. Non esprimete più di 1 preferenza, con una croce a fianco del nome, o la scheda verrà annullata)

CONSIGLIERI PUBBLICISTI (scheda gialla):  
FABIO FOLISI
(nome prestampato sulla scheda. Non esprimete più di 2 preferenze, con una croce a fianco del nome, o la scheda verrà annullata)

I NOSTRI CANDIDATI ALL'ODG: BREDA PAHOR (professionisti)



ELEZIONI ORDINE DEI GIORNALISTI

del Friuli Venezia Giulia
(ballottaggio del 26 maggio 2013)

PER SOSTENERE IL CAMBIAMENTO
NELLA PROFESSIONE

VAI A VOTARE E VOTA: 


PER IL CONSIGLIO REGIONALE DELL'ORDINE
 

CONSIGLIERI PROFESSIONISTI
(scheda verde)

BREDA PAHOR



Tra i contrattualizzati, appoggiamo la candidatura al Consiglio regionale dell'Ordine della professionista Breda Pahor, da poco pensionata del Primorski Dnevnik. 
Che si presenta così: "Giornalista: questo ho fatto, prima per la televisione, poi per un quotidiano, sempre quello, il Primorski (dnevnik). Slovena di Trieste mi sono occupata della cronaca e, soprattutto, di cultura. In pensione da un anno collaboro ancora con il ”mio” giornale. Mi sono interessata anche della questione femminile e faccio parte tuttora della CPO (Commissione Pari Opportunità) della FNSI, dove rappresento l'Assostampa FVG"


BREDA PAHOR

Giornalisticamente nasce nella seconda parte degli anni settanta lanciata nel mondo nuovo rappresentato allora dalla televisione. All'epoca esistevano la RAI e la TV Koper-Capodistria. L'Agenzia AlpeAdria, con sede a Trieste, dava voce e volto alla nostra regione. Il progetto si spense per mancanza di fondi. 

Dopo varie vicissitudini inclusa una cassa integrazione approda nel 1990 definitivamente al Primorski dnevnik, facendo parte della varie redazioni. Con il progetto ”transfrontaliero” del quotidiano nei primi anni 90 diventa responsabile del settore cultura del giornale, incarico che mantiene fino al pensionamento, avvenuto circa un anno fa. 

Negli ultimi cinque anni al ruolo di responsabile ”culturale” viene aggiunto anche l'incarico di capo della cronaca triestina. 

Paralellamente si snoda l'impegno sindacale, in primo luogo nel Cdr del giornale, raggiungendo un'anzianità da ”pensione minima”.


TUTTI I CANDIDATI SUGGERITI DAL COORDINAMENTO PRECARI E FREELANCE
PER IL CONSIGLIO REGIONALE DELL'ORDINE DEL FVG: (>> v. presentazione candidati)

CONSIGLIERI PROFESSIONISTI (scheda verde):
BREDA PAHOR 
PIETRO TREBICIANI
MATTIA ASSANDRI
CRISTINA VISINTINI
MAURIZIO BEKAR
(I nomi sono prestampati sulla scheda in quest'ordine. 
Non esprimete più di 5 preferenze, con una croce a fianco del nome, o la scheda verrà annullata)

REVISORI DEI CONTI (PROFESSIONISTI) (scheda verde):  
MATTIA ASSANDRI
(nome prestampato sulla scheda. Non esprimete più di 1 preferenza, con una croce a fianco del nome, o la scheda verrà annullata)

CONSIGLIERI PUBBLICISTI (scheda gialla):  
FABIO FOLISI
(nome prestampato sulla scheda. Non esprimete più di 2 preferenze, con una croce a fianco del nome, o la scheda verrà annullata)

>> v. la presentazione di tutti i candidati