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23 ottobre 2014

IL REFERENDUM FNSI SUL CONTRATTO E' FALLITO

Ma a Roma tra i votanti hanno stravinto i "No"



863 votanti (pari al 2,48%) su 34.751 aventi diritto: il referendum consultivo nazionale della Fnsi sul nuovo contratto è così risultato nullo, per non raggiungimento del quorum di affluenza del 50%+1. Conseguentemente, ai sensi del (peraltro molto contestato) regolamento del referendum, non sì è nemmeno proceduto allo spoglio dei voti raccolti. 

Per un raffronto: al referendum sul contratto del 2009 gli aventi diritto al voto erano 34.115, e allora si registrarono 3.329 votanti, pari al 9.8% (dati Fnsi 2009)

Da evidenziare anche che quest'anno Stampa Romana, a un suo referendum consultivo regionale organizzato parallelamente a quello nazionale (ma in questo caso senza quorum e con lo spoglio garantito), ha raccolto più votanti (1082) che l'Fnsi in tutta Italia (863 voti). Nel Lazio la percentuale dei "NO" al nuovo contratto è poi risultata essere il 92%. 
Da notare anche che i voti del Lazio sul referendum Fnsi (427) rappresentano da soli la metà di quelli raccolti in tutta Italia (863). 

Vale poi la pena ricordare che i diffusi malumori per le modalità di convocazione del referendum nazionale hanno trovato espressione in alcune prese di posizione pubbliche prima del voto. Oltre a quelle di Stampa Romana, ci sono stati anche due documenti molto critici delle Assostampa FVG e della Toscana, che avevano definito “inutile” un referendum convocato con tali modalità. 

Da ricordare infine un appello promosso a livello nazionale da alcuni freelance della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, assieme ad altri freelance (diversi dei quali del FVG) e contrattualizzati, che invitavano all'astensione dal voto al referendum nazionale, e di votare "NO" al solo referendum del Lazio (dov'era invece stato garantito lo scrutinio dei voti):

>> https://www.facebook.com/notes/giornalisti-freelance-httpfreelance20ningcom/giornalisti-no-a-questo-contratto-no-a-questo-referendum-votate-solo-nel-lazio-c/10152737160679904

Rilanciamo di seguito il comunicato diramato dall'Assostampa FVG, e il verbale della Fnsi con il numero dei voti raccolti, suddivisi per regione. 

La prossima scadenza di rinnovo contrattuale cadrà nel marzo 2016. Bisognerà riparlarne per tempo. E su basi e con metodi diversi da quelli che abbiamo visto questa volta.


  
Di seguito il comunicato dell'Assostampa Fvg:

Si è svolto a Roma il "non scrutinio" del "non referendum" sul contratto di lavoro firmato tre mesi fa, svoltosi nello scorso fine settimana in tutta Italia. Solo 863 votanti su 34.751 aventi diritto, ovvero il 2,4%, ancor meno delle percentuali già basse registrate in precedenti consultazioni di categoria. 

Nessun scrutinio, dunque, essendo rimasto lontanissimo l'impossibile quorum del 50% più uno degli aventi diritto. Un dato inequivocabile, che dimostra come i colleghi - stanchi e stufi ma non fessi - non siano più disponibili a farsi coinvolgere e perdere tempo in iniziative simili. 

Nel Friuli Venezia Giulia - un solo votante su 894 aventi diritto, ha fatto meglio solo la Calabria, con nessun votante - l'Assostampa regionale ha deciso di devolvere al Fondo Cigana, che da anni aiuta i colleghi precari nelle vertenze, i soldi risparmiati riducendo al minimo gli sprechi, allestendo - come il regolamento permetteva - un solo seggio centrale a Trieste.

Ma ecco il comunicato della Fnsi.

Si è riunita ieri, martedì 30 settembre 2014, nella sede della Fnsi, la commissione elettorale centrale per il referendum indetto dalla Federazione della stampa sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro Fieg-Fnsi 2013-2016.
Erano presenti i colleghi Giovanni Rossi (Presidente) Carlo Maria Parisi, Giovanni Rossi (Sigim) e Lucia Visca, assistiti dal direttore, Giancarlo Tartaglia.
La commissione ha constatato il mancato raggiungimento del quorum fissato nella delibera assunta dalla Giunta Esecutiva federale con la consulta delle AA.RR.SS. il 24 luglio 2014. Pertanto la commissione non ha proceduto allo scrutinio delle schede. 

Ecco nel dettaglio la partecipazione al voto:

                                       aventi diritto al voto



       votanti
Marche
    714
5

Valle d’Aosta
    148
10

Puglia
    850
5

Emilia Romagna
 2.158
27

Trentino-Alto Adige
    824
32

Sardegna
    646
9

Molise
      81
3

Toscana
1.864
9

Liguria
   923
49

Lombardia
9.384
35

Sicilia
1.234
50

Umbria
   525
12

Abruzzo
   490
15

Basilicata
   238
22

Calabria
   531
0

Lazio
7.715
427

Piemonte
1.920
98

Friuli-Venezia Giulia
   894
1

Veneto
2.119
18

Campania
1.493
36

TOTALE 
34.751 
863 








23 settembre 2014

REFERENDUM SUL CONTRATTO: COSI' E' INUTILE

Documento dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia
e del Coordinamento precari e freelance
Venerdì 26 e sabato 27 settembre in tutta Italia si tiene il referendum sul nuovo contratto di lavoro nazionale giornalistico. A riguardo il direttivo dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia ha approvato all'unanimità il seguente documento. Alla sua discussione e approvazione hanno preso parte anche i rappresentanti del Coordinamento giornalisti precari e freelance.

L'Assostampa Fvg, nel rispetto delle decisioni assunte dalla Fnsi, organizza a norma di regolamento venerdì 26 e sabato 27 settembre, dalle 10 alle 19, nei propri uffici di Corso Italia 13, secondo piano, Trieste, il referendum sul contratto di lavoro giornalistico firmato a fine giugno.
Nel contempo, il Consiglio Direttivo dell'Assostampa Fvg - con voto unanime - giudica inutile una consultazione che si svolge tre mesi dopo la firma, a contratto già in vigore e con queste modalità.
Il referendum indetto dalla giunta della Fnsi riunita con la consulta delle Associazioni regionali di stampa è infatti un "non referendum". Non è abrogativo per il semplice motivo che non può né vuole abrogare nulla: il contratto è già firmato e vigente, e ha avuto già le sue conseguenze anche nelle decisioni del Governo per il settore dell'editoria e dell'Inpgi. Non è propositivo perché non propone nulla, nemmeno di stracciare tutto e tornare al tavolo delle trattative con gli editori, cosa peraltro difficilmente praticabile, diciamo pure impossibile.
Ma questo referendum non è nemmeno consultivo. Primo perché di solito è buona norma consultare qualcuno prima della decisione e non dopo. Secondo perché non ci aiuterà a sapere cosa pensano i giornalisti italiani di questo contratto: il quorum richiesto del 50% più uno degli aventi diritto al voto (identificati fra l'altro in maniera molto ampia: non soltanto gli iscritti al sindacato ma giustamente tutti i titolari di una posizione Inpgi...) non sarà mai raggiunto, considerato che al referendum sul contratto del 2009 votò solo il 9,8% degli aventi diritto, e che nelle elezioni per gli organismi di categoria vota al massimo il 15-20% degli aventi diritto. E secondo il regolamento redatto, in assenza del quorum, non si procederà nemmeno allo spoglio dei voti. 
Per questo referendum, che così regolamentato è inutile, si sprecheranno soldi, energie, lavoro gratuito di tanti colleghi impegnati nel sindacato. Nel Friuli Venezia Giulia ridurremo quindi gli sprechi al minimo, con un solo seggio a Trieste, nel rispetto del regolamento Fnsi.

31 luglio 2014

CONTRATTO GIORNALISTI: A REFERENDUM, MA COL TRUCCO


La lettera sottoscritta dalla Clan-Fnsi*





I nostri padri ci hanno insegnato tante verità: una di queste è che il veleno sta nella coda: in cauda venenum. E basta una veloce occhiata nella delibera con cui, bontà sua, la Fnsi concede un referendum sul contratto di lavoro appena sottoscritto con le controparti datoriali per scoprire dov'è, nemmeno troppo nascosto, il veleno: se non ci sarà il quorum degli aventi diritto, ossia il 50%+1, non si procederà allo spoglio. E in questo caso non sapremo cosa pensano le giornaliste e i giornalisti italiani sul contratto firmato e sull'operato del sindacato al riguardo.
A parte la singolarità di un referendum su un accordo già sottoscritto che, forse, sarebbe stato molto meglio tenere prima dell'eventuale firma, è inevitabile domandarsi che cosa succederebbe, per esempio, nel caso che il quorum fosse raggiunto e il risultato dello scrutinio dimostrasse che la categoria boccia l'operato della segreteria e della giunta della Fnsi: quali dovrebbero essere le conseguenze pratiche? Il ritiro della firma, con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe? Si potrebbe considerare un voto di sfiducia alla dirigenza, che è comunque uscente e già in pieno dibattito precongressuale?
E perché negare lo scrutinio in caso di mancato raggiungimento del quorum? È un modo di tacitare la voce di quelli che andranno a votare, per quello che rischia di essere più un sondaggio postumo che una consultazione di lavoratrici e lavoratori? Oppure intende che in caso di raggiungimento del quorum il voto sarebbe vincolante per segreteria e giunta? Dalla delibera non si capisce.
Ciò che però è chiaro è che un quorum del 50% + 1 “degli aventi diritto al voto” è un traguardo difficile raggiungere, ben superiore alle partecipazioni al voto che si registrano solitamente nelle elezioni degli organismi di categoria. Inoltre nel referendum sul contratto del 2009 non venne imposto alcun quorum per la validità della consultazione, i cui esiti vennero però considerati politicamente vincolanti.
Infine non si può non notare che per questo referendum le Assostampa sono vincolate ad allestire un minimo di un seggio elettorale per regione, e come facoltà al massimo uno per provincia, il che certo non favorirà un'alta partecipazione al voto.
Se la Giunta della Fnsi volesse dimostrare volontà di favorire la partecipazione e di dare valore a questo voto, dovrebbe quindi ripetere la decisione del 2009, togliendo il quorum minimo e stabilendo inoltre l'obbligo di un più congruo numero di seggi, calibrati a seconda della dimensione territoriale e dei possibili votanti.
Visto che ormai siamo già in dibattito precongressuale, certamente il tema dovrà tornare ad essere esaminato, a differenza di quanto è successo fino ad ora, come in particolare allo scorso congresso Fnsi a Bergamo.
Per ora le regole della delibera rendono necessario andare a votare, e portare a votare le colleghe e i colleghi. Anche quelli che si sentono più lontani dal sindacato, quelli che si sentono (e non sempre a torto) ignorati o umiliati, come è successo con i tariffari sull'equo compenso.
Questo non è il tempo di stare zitti, lasciando ad altri il compito di interpretare i nostri sentimenti. Questo è il tempo di andare a votare.
(29 luglio 2014)

(*) Nota di:
Giovanni Ruotolo - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi
Maurizio Bekar – coordinatore Commissione nazionale lavoro autonomo, consigliere nazionale Fnsi
Susanna Bonfanti - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi
Moira Di Mario - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi
Dario Fidora - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, responsabile Commissione Lavoro Autonomo Assostampa Sicilia
Francesca Marruco - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, direttivo Assostampa Umbria
Saverio Paffumi - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, responsabile Commissione lavoro autonomo Associazione Lombarda dei Giornalisti