23 gennaio 2022

ORDINE DEI GIORNALISTI: DA PUBBLICISTI A PROFESSIONISTI (fino al 31/12/2022)

Prorogato al 31 dicembre 2022 il "Ricongiungimento"

per accedere al praticantato e all'esame professionale



Il Comitato Esecutivo dell’Ordine nazionale dei giornalisti, facendo proprie le sollecitazioni giunte da più Ordini regionali, ha approvato la proroga del "Ricongiungimento" fino al 31 dicembre 2022. Il provvedimento è stato ratificato all’unanimità dal Consiglio nazionale nel corso della riunione del 21 dicembre 2021.

Obiettivo del Ricongiungimento è quello di consentire l’accesso al professionismo di quei pubblicisti che esercitano di fatto l’attività giornalistica in maniera prevalente e sono titolari di rapporti di sistematica collaborazione retribuita con quotidiani, periodici, giornali online, televisioni e radio.

A questi, vista la difficoltà a ottenere il praticantato aziendale, viene garantito l’accesso all’esame di idoneità professionale attraverso un iter di "ricongiungimento", che costituisce un percorso di accesso all’esame.

Non si tratta di una sanatoria, né sostituisce i canali di accesso tradizionali (praticantato aziendale, riconoscimento d’ufficio, scuole di giornalismo, tutoraggio per i free-lance), né interferisce con le norme che regolano il riconoscimento dei pubblicisti nei singoli Ordini regionali.
Dal punto di vista giuridico, il "ricongiungimento" si inserisce nel solco dei criteri interpretativi dell’art. 34 della legge 69/1963 sull’iscrizione al registro dei praticanti.

Inizialmente il Ricongiungimento, approvato per la prima volta dal Consiglio nazionale nel dicembre del 2016, era stato individuato come percorso transitorio per consentire ai Pubblicisti l’accesso all’esame di idoneità professionale per un preciso arco temporale. Successive proroghe hanno però dilatato i tempi di efficacia del provvedimento e pertanto "si rende ora necessaria una verifica degli effetti e della validità del provvedimento".

Per questo motivo l’Esecutivo dell'Odg ritiene necessario valutare i risultati prodotti dal Ricongiungimento dal momento della sua entrata in vigore, per consentire al Consiglio nazionale di prendere in considerazione eventuali modifiche delle procedure prima di valutare ulteriori proroghe.

Sul sito web nazionale dell'Ordine dei giornalisti tutte le informazioni >> a questo link

Inoltre, qui la delibera del 17/10/2019 del Consiglio nazionale dell'Ordine

(Fonti: www.odg.it)


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19 gennaio 2022

PARTE IL PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE “LEALI YOUNG” in memoria di Cristina Visintini

L'iniziativa è dell'associazione Leali delle Notizie
di cui Cristina era vicepresidente
e riguarda i giovani aspiranti giornalisti

Cristina Visintini

E' la prima edizione di un concorso che l'associazione culturale Leali delle Notizie di Ronchi dei Legionari (in provincia di Gorizia) ha istituito per ricordare Cristina Visintini, la collega giornalista precaria-freelance scomparsa lo scorso agosto.

Come ha spiegato il presidente Luca Perrino "Cristina, oltre ad essere stata un'amica sincera e il motore trainante dell'associazione, era anche una giornalista con uno sguardo attento sui giovani, che ha lavorato battendosi contro il precariato dei giornalisti freelance e lottando per la difesa dei diritti dei giovani giornalisti o aspiranti tali".

Il premio è riservato ai giovani aspiranti giornalisti fra i 18 e i 30 anni, residenti in tutta Italia e non iscritti all'albo, ed è stato ideato per incentivare e promuovere l'inserimento dei giovani nella professione giornalistica.

Per la prima edizione il premio, di 500,00 euro, sarà consegnato a un/una aspirante giornalista giudicato/a meritevole da un apposito Comitato Scientifico, composto da giornalisti/e iscritti/e all'Ordine.

Il concorso è aperto dal 17 gennaio e tutti i partecipanti potranno inviare un proprio prodotto giornalistico (articolo, reportage, video inchiesta, ecc...) sul tema della legalità, entro l'11 aprile 2022.

I lavori pervenuti verranno esaminati da un comitato scientifico formato dai giornalisti: Roberto Covaz (Il Piccolo), Timothy Dissegna (direttore de Il Goriziano), Cristiano Degano (presidente Ordine dei Giornalisti della Regione Friuli Venezia Giulia), Luana de Francisco (Il Messaggero Veneto), Silvia De Michielis (direttrice de Il Friuli), Giuseppe Giulietti (Presidente Federazione Nazionale della Stampa Italiana), Fabiana Martini (portavoce di Articolo 21 FVG).

Il vincitore verrà premiato nel giorno dell'inaugurazione dell'VIII edizione del Festival del Giornalismo, che si terrà a Ronchi dei Legionari dal 14 al 18 giugno.

Il Premio Leali Young - in memoria di Cristina Visintini - è finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e appoggiato dal Comune di Ronchi dei Legionari.

Il comunicato integrale di presentazione del Premio:

https://lealidellenotizie.it/premio-leali-young/leali-delle-notizie-ha-presentato-la-prima-edizione-del-premio-leali-young-per-giovani-aspiranti-giornalisti-in-memoria-di-cristina-visintini/

Il bando e la domanda di partecipazione al link: 

https://lealidellenotizie.it/premio-leali-young/bando/


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12 gennaio 2022

APPELLO PER UN NUOVO INPGI: PIU' GARANZIE PER I GIORNALISTI LAVORATORI AUTONOMI (lo firmi?)

Per una riforma e una gestione sobria e partecipata dell’Inpgi2, per il diritto a equo compenso, previdenza e pensioni adeguate per i giornalisti non dipendenti

Petizione aperta a tutti 
(anche a dipendenti e non giornalisti, in solidarietà...)


Segnaliamo la petizione “Appello per un nuovo INPGI: più garanzie per i giornalisti lavoratori autonomi”, lanciata da poco su Change.org: 

http://www.change.org/p/appello-per-un-nuovo-inpgi-pi%C3%B9-garanzie-per-i-giornalisti-lavoratori-autonomi

Chiede una riforma e una gestione “sobria e partecipata” dell’Inpgi2, e il diritto a un equo compenso, con previdenza e pensione adeguate, per i giornalisti non dipendenti. 

L’appello è nato "da un piccolo gruppo di giornalisti autonomi-precari, fuori da logiche di corrente e da gruppi organizzati. Ed è promosso in forma anonima (cioè senza “primi firmatari”), per evitare etichettature di parte od autopromozionali." 

Il testo è aperto alla firma di chiunque lo condivida (anche contrattualizzati e non giornalisti, in solidarietà con gli autonomi), ed è inteso come “proprietà collettiva” dei firmatari e "di chi lo vorrà sostenere e rilanciare", come strumento di dibattito e confronto sul tema.

Chi intende firmare, ma senza apparire pubblicamente sul web, può spuntare la casella: "Non mostrare il mio nome e il mio commento su questa petizione"

Per la firma rimandiamo al testo dell'appello: 
http://www.change.org/p/appello-per-un-nuovo-inpgi-pi%C3%B9-garanzie-per-i-giornalisti-lavoratori-autonomi

Credits foto: derivata da https://bit.ly/3FUu1tQ su medesima licenza CC


AVVERTENZE IMPORTANTI PER FIRMARE:

1) Preferibilmente firmate essendovi registrati su Change.org con un vostro account personale (così la procedura tecnica è più rapida e sicura)

2) Se non volete registrarvi con un account personale, potete firmare ugualmente la petizione, compilando i campi “nome”, “cognome” “email”. Poi Change.org vi manderà una mail di verifica, a cui dovrete rispondere confermando di aver firmato, altrimenti l'adesione non verrà registrata!

3) In entrambi i casi (1 e 2) dopo aver cliccato e inviato l’adesione, rispondete alle domande di Change.org che appariranno nelle pagine web successive (scrollate bene la videata fino in fondo), per evitare il rischio che l’adesione resti in sospeso!


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04 gennaio 2022

ESSERE PRECARI STANCA: E REPUBBLICA TI LICENZIA (il caso di Massimiliano Salvo, Genova)

"Da oggi non sono più un giornalista di Repubblica"
di Massimiliano Salvo
(testimonianza di un collaboratore precario)


Da oggi non sono più un giornalista di Repubblica.

Formalmente per l’azienda non lo sono mai stato, nonostante le migliaia di articoli degli ultimi dieci anni. Perché nella redazione di Genova sono sempre stato un precario: prima illegittimamente pagato ad articolo, poi, sempre illegittimamente, con un contratto annuale in scadenza il 31 dicembre, rinnovato anno dopo anno, dopo anno, dopo anno. Sino a quest’anno.

Il 2021 non è stato un anno come gli altri, perché ho deciso di denunciare e provare a combattere il precariato che caratterizza le vite di tanti giornalisti. Ovvero, fare sindacato. “Stai attento - mi hanno detto in tanti - fare sindacato è rischioso se hai un contratto che scade”.

Non sono stato per nulla attento. Ho raccontato il precariato dei giornalisti in piazza, sui social, durante le manifestazioni di altri lavoratori. Parallelamente, con il Coordinamento dei precari di Repubblica (che raggruppa 90 precari storici delle redazioni locali) abbiamo cercato di ottenere un incontro con l’azienda per discutere e migliorare i nostri contratti, supportati da FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana e da Associazione Ligure Giornalisti.

Dopo un anno e mezzo di assemblee e tentativi andati a vuoto - e realizzata l’impossibilità di qualsiasi dialogo con Repubblica - insieme ad altri giornalisti precari da Repubblica Torino a Repubblica Palermo abbiamo deciso che c’era solo un modo per venirne a capo: rivolgersi a un giudice del lavoro.

Perché arriva un momento che bisogna saper dire basta: ai propri capi, ma ancora prima a sé stessi. Fare il giornalista è infatti un mestiere bellissimo, ma con un precariato irreversibile e senza prospettive diventa anche frustrante, faticoso, umiliante dal punto di vista professionale e umano.

Non posso sapere se la vicenda politico-sindacale e le mie rivendicazioni personali per avere il giusto riconoscimento del mio lavoro e di quello degli altri abbiano indotto Repubblica a non rinnovarmi il, seppure illegittimo, contratto. Di sicuro, improvvisamente, le strade con la testata cui ho dedicato tutto me stesso nei primi 10 anni della mia vita lavorativa si separano, almeno per il momento.

Resta in me la passione per questo mestiere meraviglioso, che ora dovrà seguire altre strade. E la convinzione che i giornalisti assunti e non assunti di tutte le testate - ma anche i lavoratori di altri settori - devono muoversi insieme: perché da questo baratro si potrà uscire solo se restiamo uniti.




(Nota Facebook di Massimiliano Salvo, 3 gennaio 2022)

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01 gennaio 2022

ASSOSTAMPA FVG: CONTRIBUTI PER ATTIVITÀ AUTONOMI IN DIFFICOLTÀ ECONOMICHE

Iniziativa Assostampa FVG:
contributi a fondo perduto per l’acquisto di beni o servizi
per l'attività lavorativa autonoma
(pc, tablet, smartphone, software, corsi di formazione)


IL REGOLAMENTO PER LE RICHIESTE 2022

L'Assostampa FVG ha istituito per il 2022, in via sperimentale, un contributo per l’acquisto dì strumenti dì lavoro per i giornalisti autonomi (collaboratori, freelance, parasubordinati…) in difficoltà economiche. 

S'intende così contribuire alle spese sostenute dai colleghi più deboli per l’acquisto di pc, tablet, smartphone, software e corsi di formazione, utili all'attività lavorativa autonoma. 

Per poter accedere al contributo i colleghi dovranno essere iscritti all’Assostampa FVG da almeno dodici mesi.

Gli interessati, esibendo una fattura o un documento equivalente che comprovi l’acquisto di uno strumento di lavoro, nonché la documentazione che ne attesti una situazione di comprovata difficoltà economica, potranno ricevere dall’Assostampa un contributo a fondo perduto pari ai due terzi del valore del bene (o servizio) acquistato, per un massimo di 500 euro. 

Lo stanziamento complessivo per il 2022 è di 5.000 euro. Nel caso le richieste superassero tale importo si terrà conto dell’ordine cronologico delle stesse. 

Di seguito il Regolamento con le indicazioni per poter accedere al contributo. 

Le domande possono venir presentate dal gennaio 2022, senza scadenze temporali (fino ad esaurimento delle disponibilità del fondo) all'Assostampa FVG: info@assostampafvg.it - tel. 040.370371 - Corso Italia 13, 34122 Trieste.

Questa misura dì sostegno si aggiunge alle altre previste da anni dall’Assostampa Fvg per i colleghi in difficoltà economiche iscritti al sindacato. Tra queste: commercialista, consulenze fiscali, dichiarazioni dei redditi, aiuti per il pagamento del contributo minimo annuale dell'Inpgi 2, consulenze legali, sostegni economici per cause e procedimenti legali tramite il Fondo Simona Cigana.

Ulteriori informazioni negli uffici Assostampa, sul sito web www.assostampafvg.it e presso il Coordinamento giornalisti precari e freelance del FVG: precari.freelance@assostampafvg.it 


REGOLAMENTO  SUI CONTRIBUTI
PER I LAVORATORI AUTONOMI DEL FVG IN DIFFICOLTA’
(approvato dal Direttivo Assostampa FVG il 13/12/2021)

1) Viene istituito uno fondo per contributi a fondo perduto, a sostegno delle attività dei giornalisti lavoratori autonomi iscritti all’Assostampa FVG.
Il contributo è finalizzato a coprire parzialmente le spese per acquisti di beni o servizi, per l’attività professionale del giornalista autonomo.
Il fondo viene istituito con la prospettiva che possa prolungarsi nel tempo, ma per il primo anno va inteso come sperimentale, per verificarne gli esiti e l’eventuale necessità di modifiche.

2) Il contributo è richiedibile da giornalisti autonomi iscritti all’Assostampa da almeno 12 mesi, che non siano titolari di stipendio da dipendente, di assegni di disoccupazione o pensionistici (pari ad almeno alla retribuzione mensile del redattore ordinario), e che si trovino in documentate condizioni di difficoltà economiche.

3) Il contributo concesso si configura come parziale rimborso sulla fattura saldata, o sulle spese sostenute e documentate, a sostegno dell’acquisto beni o servizi connessi al lavoro del giornalista autonomo (pc, tablet, smartphone, software, corsi di formazione).
Il contributo concedibile è pari a 2/3 dell’importo fatturato o documentato, fino al massimo di € 500,00.
Il contributo non può venir concesso a duplicazione o integrazione di contributi già concessi dall’Assostampa, per la medesima voce e al medesimo beneficiario.

4) L’istruttoria e le proposte di decisione sulle richieste di contributo sono demandate alla Commissione di valutazione del Fondo Simona Cigana, di cui vengono mutuate ed applicate le norme del relativo Regolamento, ove compatibili.
Le condizioni economiche del richiedente vanno documentate con autocertificazione, accompagnata da una sintetica relazione illustrativa sulle proprie condizioni professionali, sulle motivazioni dell’acquisto dei beni e/o servizi indicati, e da copia dell’ultima dichiarazione dei redditi.
A decidere sulle domande di contributo, dopo la fase istruttoria curata dalla Commissione per il Fondo Simona Cigana, è il Consiglio direttivo dell’Assostampa FVG (o, in caso di necessità ed urgenza, la Giunta esecutiva dell’Assostampa).

5) Per il primo anno si istituisce un tetto globale per il fondo di € 5.000,00: nel caso in cui il totale degli importi erogabili superasse tale tetto, si terrà conto dell'ordine cronologico delle richieste.


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22 dicembre 2021

ASSOSTAMPA FVG: NUOVO AIUTO PER I COLLEGHI AUTONOMI IN DIFFICOLTÀ ECONOMICHE

Contributi a fondo perduto per l’acquisto di beni o servizi
per l'attività lavorativa autonoma


Contributi a fondo perduto per l’acquisto dì strumenti dì lavoro, a favore dei giornalisti autonomi (collaboratori, freelance…) in difficoltà economiche. 

L’Assostampa Friuli Venezia Giulia ha deciso di istituire in via sperimentale, nel 2022, un fondo attraverso il quale contribuire alle spese sostenute dai colleghi più deboli per l’acquisto di pc, tablet, smartphone, software e corsi di formazione utili alla loro attività lavorativa autonoma. 

Gli interessati, esibendo una fattura o un documento equivalente che comprovi l’acquisto di uno strumento di lavoro, nonché la documentazione che ne attesti una situazione di comprovata difficoltà economica, potranno ricevere dall’Assostampa un contributo a fondo perduto pari ai due terzi del valore del bene (o servizio) acquistato, per un massimo di 500 euro. 

Lo stanziamento complessivo per il primo anno sperimentale è di cinquemila euro: nel caso le richieste superassero tale importo si terrà conto dell’ordine cronologico delle stesse. 

L’erogazione del contributo, per accedere al quale i colleghi dovranno essere iscritti all’Assostampa da almeno dodici mesi, sarà deliberata dal Consiglio direttivo dell’Assostampa sulla base dell’istruttoria della Commissione per il Fondo Cigana.

Le domande potranno essere presentate dal gennaio 2022, senza scadenze temporali (fino ad esaurimento delle disponibilità del fondo), all'Assostampa FVG: info@assostampafvg.it - tel. 040.370371 - Corso Italia 13, 34122 Trieste.

Andranno presentate: domanda motivata di contributo; sintetica  autocertificazione con l'ultima dichiarazione dei redditi che attestino la situazione di difficoltà economica del richiedente; fattura - o documento equivalente - che comprovi l’acquisto di uno strumento di lavoro o di un servizio (pc, tablet, smartphone, software e corsi di formazione) utile per l’attività professionale del giornalista autonomo. 

Ulteriori informazioni e il relativo Regolamento verranno pubblicizzati in gennaio.

Questa nuova misura dì sostegno si aggiunge alle altre previste da anni dall’Assostampa Fvg, per i colleghi in difficoltà economiche iscritti al sindacato regionale. Tra queste: commercialista, consulenze fiscali, dichiarazioni dei redditi, aiuti per il pagamento del contributo minimo annuale dell'Inpgi 2, consulenze legali, sostegni economici per cause e procedimenti legali tramite il Fondo Simona Cigana.

Ulteriori informazioni negli uffici Assostampa, sul sito web www.assostampafvg.it e sul blog del Coordinamento giornalisti precari e freelance del FVG.

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20 dicembre 2021

ESSERE PRECARI STANCA: e si lascia il giornalismo (ALTRI COMMENTI sul caso di Samuele…)

Continua a far discutere il caso del collega toscano
Samuele Bartolini


Dopo 21 anni di giornalismo precario e sottopagato, rinuncia:
“Farò l’operaio e lo stipendio sarà finalmente dignitoso”

Continua a far discutere il caso del collega toscano Samuele Bartolini. Che, dopo 21 anni di giornalismo precario e sottopagato, non ne può più ed abbandona il giornalismo per cercarsi un altro lavoro per campare e mantenere la famiglia. Qualsiasi lavoro (anche se è laureato a pieni voti e con molti anni di attività alle spalle): “Farò l’operaio e lo stipendio sarà finalmente dignitoso”. 

Lo ha reso noto in novembre, con un post molto amaro, sulla sua pagina Facebook. E pochi giorni dopo (“in cerca di un futuro migliore”) ha iniziato a fare i turni di lavoro notturno alle Poste. E sta continuando...

Il suo post su Facebook è stato rilanciato (con l’autorizzazione di Samuele) sui canali social del Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia (v. qui il post), e questo a sua volta dal sito specializzato Professione Reporter (v. qui l'articolo), rendendolo così un “caso” nazionale.

Un caso che ha raccolto rapidamente centinaia di reazioni, like e commenti: di solidarietà, ma anche riflessioni critiche sulla professione giornalistica oggi in Italia. 

Abbiamo allora rilanciato una selezione di questi commenti in un nostro nuovo post (v. qui). E i commenti, lungi dall’esaurirsi, hanno continuato a crescere di numero, e nel merito. 

Così vi proponiamo di seguito un aggiornamento, fra i tanti commenti registrati. Perché ci pare utile rileggerli a mente fredda. Anche perchè da una parte risulta chiaro che quello di Samuele non è affatto un caso isolato; ma dall’altra troviamo anche qualche riflessione critica sulla sua scelta.

Proponiamo qui di seguito, in forma anonima, alcuni nuovi commenti. Per stimolare delle riflessioni, e delle azioni: per non rassegnarsi. Perchè, come scriveva Albert Camus: “L’abitudine alla disperazione è peggiore della disperazione stessa”. 


Altri commenti e riflessioni  
sulla testimonianza del collega Samuele Bartolini

C. B. - Stima per quest’uomo, che di certo non si è venduto.

F. B. - La dignità è molto vicina alla serenità nel lavoro. Significa poter avere un mutuo, comprarsi un’auto, non arrancare già a metà mese. Questo mestiere mantiene un’aura che non ha più, e si pensa che sia status e onori anche solo a nominarlo, mentre sotto la superficie non brilla niente, anzi. Molti si accontentano di quel che simboleggia, che dovrebbe ripagarli di una vita di stenti. Dire faccio l’operaio è meno fico che faccio il giornalista anche se poi ti trattano come neppure una sguattera. Trovare così la felicità è un po’ dura, devi fare tutto da solo, immaginarlo, stringere i denti ogni volta, sognare a occhi aperti. Tutte cose bellissime e onorevoli agli inizi. Ma questo è un paese dove sei giovane fino a 40 anni e mai abbastanza umile per accettare un praticantato infinito

A. T. G. - Proprio così. Anche io ho fatto la stessa sua scelta 4 anni fa. Ero esausta. Alla mia età avrei dovuto iniziare a tirare i remi in barca, invece remavo ancora come una forsennata, più di quando ero giovane, facendo tra l'altro la fame. Ora ho un centro che cura la pediculosi e ho grandi soddisfazioni non solo economiche ma anche professionali. Quando i miei clienti mi chiedono che lavoro facessi prima e dico giornalista, mi guardano stranulati e io rispondo sempre "Non è così bello come sembra. Questo invece è un lavoro fico!" 😍

R. R. - È una questione di dignità! Lo dice anche il nostro codice deontologico. Chi non lo capisce farebbe bene a studiare! Siamo in Italia, paese in cui va bene tutto!

P. B. - Benvenuto nel club.

P. G. A. - … ha fatto benissimo.. Ne guadagna in salute e serenità!!

M. A. - Citofonare Fnsi e Odg

G. T. - E l'INL (=Ispettorato Nazionale Lavoro) no?

F. A. - Io vengo da Torino e sono figlio unico di una madre single con pochissimi soldi. Se fossi rimasto a Torino non avrei avuto altra scelta che lavorare sottopagato per piccoli giornali di cronaca e varia umanità che c'erano a Torino senza nessuna possibilità di andare avanti. Nessuna. Infatti non ho mai preso in considerazione nemmeno per un solo secondo questa eventualità.
A 21 anni sono andato a Roma per un anno e ho collaborato a Paese sera. Ho capito che non c'erano chance e mi sono trasferito a Milano incominciando a collaborare e a lavorare tantissimo. Cercavo di trovare spazio proponendo cose che interessassero ai giornali.
Fino a 28 anni ho collaborato con 25 giornali diversi lavorando come un pazzo e contemporaneamente studiando all'università che mi pagavo io perché mia mamma poveretta poteva arrivare fino a un certo punto.
A 28 anni dopo un bel po' di collaborazioni precarie sono stato assunto in Rizzoli. A 30 ho preso la laurea.
A 44 anni quando il mio giornale ("Il Mondo") ha chiuso ho capito che non c'erano sbocchi soddisfacenti per me in Rizzoli e che la carta stampata non mi avrebbe offerto alcun futuro perché sarebbe presto morta. Ho accettato la buonuscita che mi veniva offerta, rinunciato al posto fisso per rimettermi in gioco, e mi sono reinventato con internet e con la radio.
Mi sono creato una specializzazione in robotica automazione e tecnologie del futuro. Con la radio per 3 anni sono riuscito a divertirmi e a imparare moltissimo, ma poi non è stato più possibile andare avanti.
Nel frattempo la testata che ho fondato su internet con specializzazioni sull'industria e le sue tecnologie abilitanti e la robotica e automazione e le tecnologie b2b ha avuto un successo fortissimo, perché ho scelto di coprire bene un ambito non ancora presidiato.
Oggi faccio il direttore di testata e do da vivere stabilmente a 5 colleghi ben pagati.

A. D. - L’amarezza e la rabbia è tutta per chi permette di svilire una professione bella come questa. Vergogna.

D. C. G. - Io è una vita che faccio doppio lavoro, per potermi permettere di mantenere la "passione" del giornalismo, e non è giusto.

M. T. - Personalmente sto cercando di convincere il lavavetri extracomunitario al semaforo vicino casa a prendermi come assistente. Facendo i conti, guadagnerei un 25% in più. 😂

S. M. M. - Mi sto preparando per una professione completamente diversa. Nessun rimpianto. Continuo a collaborare con una testata (ovviamente retribuita da freelance) ma non sarà la mia professione principale.

E. M. - Già fatto, la mia attività giornalistica di svolge al di là dell’orario di lavoro in un impiego altro.

R. B. - Essere precari e sottopagati stanca, uccide, spossa. Io sto facendo di tutto per non perdere la mia (nostra) dignità. Ma non è semplice per nulla...


Puoi inviarci anche la tua testimonianza o riflessione a:
precari.freelance@assostampafvg.it 
Quelle selezionate potranno essere pubblicate anche in forma anonima


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12 dicembre 2021

ESSERE PRECARI STANCA: e si lascia il giornalismo (e Samuele non è il solo). Commenti…

Dopo 21 anni di giornalismo precario e sottopagato, rinuncia:
“Farò l’operaio e lo stipendio sarà finalmente dignitoso”


Il giornalista toscano Samuele Bartolini

È il caso del collega autonomo Samuele Bartolini. Che, a 47 anni, dopo una vita d’impegno senza prospettive, davanti al senso di perdita della dignità e alla necessità di mantenere famiglia e figli, volta pagina: abbandona la professione di giornalista autonomo e va a cercare altrove i mezzi di sostentamento. Anche facendo l’operaio (“Un lavoro vero deve essere prima di tutto un lavoro dignitoso. Qualunque esso sia”. E ora – da laureato con lode, e dopo anni di giornalismo - fa i turni notturni alle Poste…

Samuele ha spiegato con amarezza questa scelta sulla sua pagina Facebook. Con il suo consenso abbiamo ripubblicato la nota nei nostri circuiti social (v. qui il nostro post). Il rilancio è stato così notato dal sito d’informazione specializzata Professione Reporter, che l’ha ripubblicato nei sui circuiti (v. qui), rendendo così quello di Samuele un “caso” nazionale. 

Centinaia le reazioni e commenti apparsi sui social sul caso di Samuele. Commenti di solidarietà, ma anche riflessioni, sia di colleghi autonomi che di dipendenti e pensionati. E testimonianze che quello di Samuele non è un caso isolato: altri ve ne sono stati e probabilmente altri ne seguiranno.

Tra i tanti commenti apparsi o ricevuti, ne abbiamo selezionato alcuni, che proponiamo di seguito in forma anonima. Per stimolare delle riflessioni, e delle azioni: per non rassegnarsi, e per provare ad uscire da queste condizioni…


Una selezione di commenti
sulla testimonianza del collega Samuele Bartolini

M. B. - 45 anni, pubblicista, dopo 11 anni nel 2017 la tomba di una lodata collaborazione radiofonica senza mai sbocco… Anche io ho mollato con amarezza, quando guardo il mio registratore mi commuovo… buona strada colleghi!

T. L. Z. - Che dire, lavoro da 38 anni di cui 18 di precariato senza alcuna prospettiva. Compensi sempre più bassi e commissioni in fase calante da due anni. Stipendio? Ahahahah, mi viene da ridere. Per arrotondare faccio da tassista ai figli di una vicina. A 58 anni e la prospettiva di altri 10 da tirare avanti la voglia di mollare è fortissima. La pensione sarà un'elemosina. Che dire?

S. C. - Il salario minimo professionale, questo sconosciuto. A cottimo non si può lavorare nel 2021. Dovrebbe essere vietato.

L. P. - Utopia approvare l'equo compenso: non lo faranno mai perché gli Editori sono contrari...

C. F. - Scelta salutare simile fatta 10 anni fa (e, dopo aver patito molto, non ritornerei indietro: umiliante)

A. D. C. - Almeno lui adesso avrà uno stipendio sicuro e dignitoso

B. M. - Sono già anni che mi gonfio il fegato in concorsi pubblici... I posti buoni son per qualcuno ma al livello b entri. E lavori. Tanto. Ma poi ti manca qualcosa: la tua dimensione. Non so più cosa sia peggio...

S. R. - Scelta fatta quasi dieci anni fa e, se ancora ogni tanto sento nostalgia per quel lavoro che tanto amavo, non mi pento. Purtroppo. È triste, ma è così

P. G. A. - Chapeau Samuele.. vedrai che magari non te ne pentirai neppure… A me è andata così, tant'è che ne ho guadagnato in serenità famigliare e salute..

M. O. S. - Ho visto altri colleghi, tra cui un professionista, fare una scelta simile. La rispetto e la comprendo, ma è la cartina di tornasole di quanto sia complicato oggi poter vivere solo di questo mestiere. Non dovrebbe essere così e non è responsabilità del collega, ma degli editori e del sistema politico economico. È difficile se non impossibile vivere senza uno stipendio dignitoso. Sono cose che ho vissuto sulla mia pelle, a quello di giornalista locale ho alternato una serie di lavori, ma non riesco a mollare. Troppo bello questo lavoro, resisto da 20 anni mi auguro di riuscirci a lungo.

C. R. - Tanto di cappello per una scelta così difficile.
Purtroppo il digitale non ha solo velocizzato l’informazione (che non sarebbe un male: la notizia si dà subito, veloce su Internet e poi si approfondisce sul cartaceo), ma ha anche fatto crollare la qualità dell’informazione. Tutti (non solo i giornalisti) scrivono di tutto, credendo di conoscere perfettamente l’argomento di cui stanno ‘parlando’. Quando in realtà, il più delle volte, stanno esprimendo una propria opinione, soggettiva e non oggettiva. E tutti, nella stragrande maggioranza dei casi, prendiamo per oro colato ogni parola che vediamo scritta.
In questo modo viene svalutato e purtroppo annullato il lavoro del vero giornalista che approfondisce, si informa (…)

L. F. - Lo capisco bene. Io anni fa mi misi in vendita su eBay proprio per uscire da una situazione simile (anzi per me peggiore in quel momento) e per denunciare una condizione insostenibile della professione. Era già più di 10 anni fa... Ormai il tunnel lo abbiamo arredato.

W. A. - Ma che “onore a lui”! Gli editori italiani fanno schifo ma sono altrettanto colpevoli i precari/freelance che invece di ribellarsi accettano condizioni di lavoro inaccettabili (...)

M. J. - Mi inchino di fronte ad una scelta di vita che, per carità, pur dettata da esigenze economiche e di vita dignitosa, è pur sempre una scelta coraggiosa. Questo perché ti alzi la mattina, ti guardi allo specchio e, al momento di decidere, fai i conti con la tua coscienza personale e con il tuo orgoglio professionale. Per quel che mi riguarda (...) non farò mai una scelta di questo tipo, a costo di morire di fame e di distruggermi la vita. Sono troppo innamorato di questa professione e, se un domani non potrò vivere solo di giornalismo puro, investirò (in realtà, lo sto già facendo) su tutte le competenze acquisite per fare, magari, consulenze usando le mie conoscenze giornalistiche, il linguaggio giornalistico, tutte le forme di comunicazione integrata esistenti e applicabili sul mercato odierno. Cambiare totalmente mestiere no!!! Se è vero che in questo mondo bisogna pur vivere in qualche modo, è altrettanto vero che arrendersi, dopo lavoro, sacrifici, e un tesserino preso con fatica, significherebbe piegare definitivamente la testa ad un sistema, quello italico, che ha letteralmente rovinato o distrutto l'editoria italiana. 
Per quanto riguarda il mondo digitale, aggiustiamo il tiro: sul web la qualità è bassa, ma perché questo? Perché ci siamo rifiutati a priori (...) di provare a investire sul digitale in modo intelligente. (…). Come mai, negli altri Paesi il mondo online è una risorsa e qui no? (...)


E infine altri due commenti ricevuti (pubblicati qui non anonimi, per scelta degli autori): uno da un ex direttore, ora pensionato, e l’altro da una ex pubblicista sarda. 


Giuseppe Mascambruno
- Un mondo che ho ben conosciuto e una straordinaria prova di dignità mentre le redazioni di giornali e tv grondano di cosiddette “grandi firme”, quasi tutte già dotate di pensioni d’oro, attaccate con i canini alle residue mammelle degli editori. Soprattutto di quelli che usano l’informazione solo per assicurarsi vantaggi di mercato e favori politici in altri business, ben più remunerativi. E che hanno bisogno di disponibilità alla “marchetta”, fornita più facilmente da chi non ha certo problemi di pane e companatico. Essendo già abbondantemente alla frutta.
Solidarietà totale e grande stima a questo collega. Che, con questo gesto, denuncia e umilia anche le rinunce e le complicità di Ordine e, soprattutto, sindacato dei giornalisti nella drammatica crisi del settore e della professione.

Giuseppe Mascambruno
giornalista professionista in pensione
Ultimo incarico direttore de "La Nazione" (2008-2011)


Susanna Musanti
- Ho 47 anni, ex pubblicista della Sardegna (ho messo la parola FINE nel 2017). Mi occupavo di sport, quasi totalmente di campionati di calcio dilettanti. Situazione simile a quella di Samuele. Vi invierò una mail con la mia storia!


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precari.freelance@assostampafvg.it 
Quelle selezionate potranno essere pubblicate anche in forma anonima


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