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16 agosto 2022

APPELLO PER UN NUOVO INPGI E UN INVITO AI GIORNALISTI (di Lorenzo Mansutti)

La riflessione di un non dipendente
Dal sito di Articolo 21

Malgrado il pieno agosto, ci pare utile richiamare nuovamente l'attenzione sull' "Appello per un nuovo INPGI: più garanzie per i giornalisti lavoratori autonomi", lanciato nei mesi scorsi.

Lo facciamo con una riflessione-invito all'adesione del collega autonomo Lorenzo Mansutti (consigliere dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia e consigliere nazionale della Fnsi), ripresa dal sito web di Articolo 21 (nonchè dalla newsletter dell'Assostampa FVG, n.d.r.).

L'intento della petizione è stata dichiaratamente quella di stimolare la riflessione e il confronto sul destino del "nuovo Inpgi" dei giornalisti lavoratori autonomi, e mettere l'accento su alcuni rischi e sulle scelte da fare.

La riflessione del collega va in questa direzione, e invitiamo perciò a leggerla, divulgarla e a far firmare la petizione (https://chng.it/Yvmsvkxt) per far sentire la voce e preoccupazioni di - crediamo - tanti colleghi. Grazie

Sono graditi altri contributi e riflessioni, da inviare a: igiornalistiprecari@gmail.com

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APPELLO PER UN NUOVO INPGI:
PIU' GARANZIE PER I LAVORATORI AUTONOMI

di Lorenzo Mansutti
(da Articolo 21)

Da parecchi anni è ormai complicato essere giornalisti in Italia. Non ci stiamo riferendo a colleghi minacciati da organizzazioni criminali ed a chi è purtroppo oggetto di ‘querele temerarie’, odiosi attacchi ad personam in grado di rovinare la vita professionale di un giornalista.

Parliamo qui della possibilità di costruire una vita dignitosa facendo questo mestiere con fiducia nel futuro grazie a contributi da versare con fatica. L’INPGI (o meglio, il vecchio INPGI 1), quello dei giornalisti dipendenti, è stato definitivamente assorbito dall’INPS per decisione del governo Draghi. Fuori dall’operazione è rimasto, invece, l’INPGI 2 (l’odierno unico INPGI), vale a dire quello di lavoratori freelance, autonomi e parasubordinati: la parte più ampia e anche più fragile ed esposta della categoria. Disponiamo di poche tutele, meno contributi previdenziali e spesso non abbiamo né orizzonti davanti a noi né la possibilità di vivere del lavoro di giornalista.

Nei mesi scorsi sono comparse sul web un paio di petizioni con l’intento di fare luce sul destino del nuovo INPGI (ex-INPGI 2) e sul suo statuto di fronte ad una situazione totalmente cambiata. La petizione ‘Appello per un nuovo INPGI: più garanzie per i giornalisti lavoratori autonomi’ ha raccolto le firme di parecchi giornalisti e cittadini lungo la nostra penisola.

L’appello, “steso da un piccolo gruppo di giornalisti precari, in forma anonima per evitare etichettature di parte od autopromozionali”, chiede che il nuovo INPGI possa avere una sorte diversa e migliore del vecchio INPGI 1. C’è la necessità di una gestione oculata, trasparente e partecipata, ma anche agile e sobria, che eviti sovradimensionamenti dell’ente e che garantisca un’ampia partecipazione sulle decisioni da prendere per un domani sicuro.

Siamo gli unici ad osservare che la nascita del nuovo INPGI e del suo statuto stanno avvenendo nel più completo silenzio? Sarebbe auspicabile un percorso di ascolto di freelance, autonomi e parasubordinati? Cosa ne pensano i colleghi? Perché non discuterne apertamente e insieme?

Ad inizio 2022, durante il discorso d’insediamento, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha posto l’accento sulla questione: «Dignità è garantire ai cittadini — ha affermato — un’informazione libera e indipendente.» Ciò non sarà possibile se i giornalisti non dipendenti continueranno ad essere ‘indeboliti dalla precarietà del loro lavoro’: compensi, versamento di contributi e l’intera previdenza dipendono dall’attuazione delle leggi sull’equo compenso e da un INPGI che si batta anche su questo.

La petizione è aperta ad addetti ai lavori e semplici cittadini, poiché un’informazione libera ed indipendente è patrimonio di tutti in una sana democrazia. L’invito è quello ad aderire.

Questo il link al testo:
https://www.change.org/p/appello-per-un-nuovo-inpgi-pi%C3%B9-garanzie-per-i-giornalisti-lavoratori-autonomi

Fonti: Articolo 21 e Assostampa FVG


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Coordinamento giornalisti precari e freelance
e Commissione regionale lavoro autonomo
dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia

Restiamo in contatto:
precari.freelance@assostampafvg.it

Vedi anche il nostro blog:
http://freelancefvg.blogspot.it

01 gennaio 2022

ASSOSTAMPA FVG: CONTRIBUTI PER ATTIVITÀ AUTONOMI IN DIFFICOLTÀ ECONOMICHE

Iniziativa Assostampa FVG:
contributi a fondo perduto per l’acquisto di beni o servizi
per l'attività lavorativa autonoma
(pc, tablet, smartphone, software, corsi di formazione)


IL REGOLAMENTO PER LE RICHIESTE 2022

L'Assostampa FVG ha istituito per il 2022, in via sperimentale, un contributo per l’acquisto dì strumenti dì lavoro per i giornalisti autonomi (collaboratori, freelance, parasubordinati…) in difficoltà economiche. 

S'intende così contribuire alle spese sostenute dai colleghi più deboli per l’acquisto di pc, tablet, smartphone, software e corsi di formazione, utili all'attività lavorativa autonoma. 

Per poter accedere al contributo i colleghi dovranno essere iscritti all’Assostampa FVG da almeno dodici mesi.

Gli interessati, esibendo una fattura o un documento equivalente che comprovi l’acquisto di uno strumento di lavoro, nonché la documentazione che ne attesti una situazione di comprovata difficoltà economica, potranno ricevere dall’Assostampa un contributo a fondo perduto pari ai due terzi del valore del bene (o servizio) acquistato, per un massimo di 500 euro. 

Lo stanziamento complessivo per il 2022 è di 5.000 euro. Nel caso le richieste superassero tale importo si terrà conto dell’ordine cronologico delle stesse. 

Di seguito il Regolamento con le indicazioni per poter accedere al contributo. 

Le domande possono venir presentate dal gennaio 2022, senza scadenze temporali (fino ad esaurimento delle disponibilità del fondo) all'Assostampa FVG: info@assostampafvg.it - tel. 040.370371 - Corso Italia 13, 34122 Trieste.

Questa misura dì sostegno si aggiunge alle altre previste da anni dall’Assostampa Fvg per i colleghi in difficoltà economiche iscritti al sindacato. Tra queste: commercialista, consulenze fiscali, dichiarazioni dei redditi, aiuti per il pagamento del contributo minimo annuale dell'Inpgi 2, consulenze legali, sostegni economici per cause e procedimenti legali tramite il Fondo Simona Cigana.

Ulteriori informazioni negli uffici Assostampa, sul sito web www.assostampafvg.it e presso il Coordinamento giornalisti precari e freelance del FVG: precari.freelance@assostampafvg.it 


REGOLAMENTO  SUI CONTRIBUTI
PER I LAVORATORI AUTONOMI DEL FVG IN DIFFICOLTA’
(approvato dal Direttivo Assostampa FVG il 13/12/2021)

1) Viene istituito uno fondo per contributi a fondo perduto, a sostegno delle attività dei giornalisti lavoratori autonomi iscritti all’Assostampa FVG.
Il contributo è finalizzato a coprire parzialmente le spese per acquisti di beni o servizi, per l’attività professionale del giornalista autonomo.
Il fondo viene istituito con la prospettiva che possa prolungarsi nel tempo, ma per il primo anno va inteso come sperimentale, per verificarne gli esiti e l’eventuale necessità di modifiche.

2) Il contributo è richiedibile da giornalisti autonomi iscritti all’Assostampa da almeno 12 mesi, che non siano titolari di stipendio da dipendente, di assegni di disoccupazione o pensionistici (pari ad almeno alla retribuzione mensile del redattore ordinario), e che si trovino in documentate condizioni di difficoltà economiche.

3) Il contributo concesso si configura come parziale rimborso sulla fattura saldata, o sulle spese sostenute e documentate, a sostegno dell’acquisto beni o servizi connessi al lavoro del giornalista autonomo (pc, tablet, smartphone, software, corsi di formazione).
Il contributo concedibile è pari a 2/3 dell’importo fatturato o documentato, fino al massimo di € 500,00.
Il contributo non può venir concesso a duplicazione o integrazione di contributi già concessi dall’Assostampa, per la medesima voce e al medesimo beneficiario.

4) L’istruttoria e le proposte di decisione sulle richieste di contributo sono demandate alla Commissione di valutazione del Fondo Simona Cigana, di cui vengono mutuate ed applicate le norme del relativo Regolamento, ove compatibili.
Le condizioni economiche del richiedente vanno documentate con autocertificazione, accompagnata da una sintetica relazione illustrativa sulle proprie condizioni professionali, sulle motivazioni dell’acquisto dei beni e/o servizi indicati, e da copia dell’ultima dichiarazione dei redditi.
A decidere sulle domande di contributo, dopo la fase istruttoria curata dalla Commissione per il Fondo Simona Cigana, è il Consiglio direttivo dell’Assostampa FVG (o, in caso di necessità ed urgenza, la Giunta esecutiva dell’Assostampa).

5) Per il primo anno si istituisce un tetto globale per il fondo di € 5.000,00: nel caso in cui il totale degli importi erogabili superasse tale tetto, si terrà conto dell'ordine cronologico delle richieste.


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tel. 040.370371 - 040.370571

22 dicembre 2021

ASSOSTAMPA FVG: NUOVO AIUTO PER I COLLEGHI AUTONOMI IN DIFFICOLTÀ ECONOMICHE

Contributi a fondo perduto per l’acquisto di beni o servizi
per l'attività lavorativa autonoma


Contributi a fondo perduto per l’acquisto dì strumenti dì lavoro, a favore dei giornalisti autonomi (collaboratori, freelance…) in difficoltà economiche. 

L’Assostampa Friuli Venezia Giulia ha deciso di istituire in via sperimentale, nel 2022, un fondo attraverso il quale contribuire alle spese sostenute dai colleghi più deboli per l’acquisto di pc, tablet, smartphone, software e corsi di formazione utili alla loro attività lavorativa autonoma. 

Gli interessati, esibendo una fattura o un documento equivalente che comprovi l’acquisto di uno strumento di lavoro, nonché la documentazione che ne attesti una situazione di comprovata difficoltà economica, potranno ricevere dall’Assostampa un contributo a fondo perduto pari ai due terzi del valore del bene (o servizio) acquistato, per un massimo di 500 euro. 

Lo stanziamento complessivo per il primo anno sperimentale è di cinquemila euro: nel caso le richieste superassero tale importo si terrà conto dell’ordine cronologico delle stesse. 

L’erogazione del contributo, per accedere al quale i colleghi dovranno essere iscritti all’Assostampa da almeno dodici mesi, sarà deliberata dal Consiglio direttivo dell’Assostampa sulla base dell’istruttoria della Commissione per il Fondo Cigana.

Le domande potranno essere presentate dal gennaio 2022, senza scadenze temporali (fino ad esaurimento delle disponibilità del fondo), all'Assostampa FVG: info@assostampafvg.it - tel. 040.370371 - Corso Italia 13, 34122 Trieste.

Andranno presentate: domanda motivata di contributo; sintetica  autocertificazione con l'ultima dichiarazione dei redditi che attestino la situazione di difficoltà economica del richiedente; fattura - o documento equivalente - che comprovi l’acquisto di uno strumento di lavoro o di un servizio (pc, tablet, smartphone, software e corsi di formazione) utile per l’attività professionale del giornalista autonomo. 

Ulteriori informazioni e il relativo Regolamento verranno pubblicizzati in gennaio.

Questa nuova misura dì sostegno si aggiunge alle altre previste da anni dall’Assostampa Fvg, per i colleghi in difficoltà economiche iscritti al sindacato regionale. Tra queste: commercialista, consulenze fiscali, dichiarazioni dei redditi, aiuti per il pagamento del contributo minimo annuale dell'Inpgi 2, consulenze legali, sostegni economici per cause e procedimenti legali tramite il Fondo Simona Cigana.

Ulteriori informazioni negli uffici Assostampa, sul sito web www.assostampafvg.it e sul blog del Coordinamento giornalisti precari e freelance del FVG.

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28 marzo 2021

GIORNALISTI AUTONOMI: SOSTEGNI ECONOMICI COVID (dal 30 marzo al 28 maggio 2021)


 

Il Decreto Legge 70/2021 (Decreto sostegni) per l’emergenza Covid prevede dei sostegni economici per i lavoratori autonomi, tra i quali i giornalisti. Alcuni sono già operativi, mentre altri richiedono prima l’emanazione di decreti attuativi.

Tra i provvedimenti già operativi, ai sensi dell’art. 1 del Decreto (domande dal 30 marzo) figura un contributo a fondo perduto per i titolari di partita IVA, compresi i giornalisti, dall’importo minimo di € 1.000, erogati tramite l’Agenzia delle Entrate (e non tramite l’Inpgi).

Tra i provvedimenti prospettati per i professionisti (con o senza P.IVA), e già finanziati (ex art 3 e 13 del Decreto), figurano invece degli sgravi contributivi e il rifinanziamento del “Fondo per il reddito di ultima istanza” per le perdite economiche subite (tramite il quale l’Inpgi2 erogò nel 2020 tre bonus ai giornalisti autonomi aventi diritto). Per tali tipi di interventi vanno però prima attesi i decreti attuativi, in seguito ai quali verranno forniti chiarimenti sulle loro modalità, con le indicazioni per potervi accedere.


CONTRIBUTO A SOSTEGNO ALLE PARTITE IVA
(richieste dal 30 marzo al 28 maggio)

Un contributo a fondo perduto può essere richiesto dai giornalisti titolari di una partita IVA, attiva al 23 marzo 2021, residenti o stabiliti in Italia. Ad erogarlo non sarà l’Inpgi, ma direttamente l’Agenzia delle entrate. La domanda va presentata dal 30 marzo ed entro il 28 maggio 2021.

La domanda va inoltrata tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate ovvero mediante il servizio web nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” (https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/portale/) del sito web dell’Agenzia delle Entrate.

Per accedere all’area personale del sito occorre essere essere già in possesso delle credenziali. oppure essere dotati di SPID, o della Carta Nazionale Servizi o  di Carta Identità Elettronica.

INDICAZIONI SINTETICHE:
REQUISITI PER IL CONTRIBUTO

- Dovrà essere dimostrato, nel confronto tra 2019 e 2020, un calo almeno del 30% sul fatturato medio mensile

- Per ricavi e compensi entro i 100.000 euro annui, verrà ristorato il 60% della perdita media mensile

- Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, il beneficio spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato.

- In presenza dei requisiti, il contributo effettivamente erogato non sarà mai inferiore ai 1.000 euro (per le persone fisiche) o di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

- Il contributo minimo verrà assicurato anche a chi ha aperto partita Iva tra l’1 gennaio 2020 e il 23 marzo 2021.


INDICAZIONI PIU’ DETTAGLIATE SU:

Vademecum Fnsi sul Decreto Sostegni (v. punto 4):
www.fnsi.it/upload/9b/9bf31c7ff062936a96d3c8bd1f8f2ff3/844154fd2b143954565c65da1641cc65.pdf

Vademecum dell’Agenzia delle entrate sul Decreto:
www.fiscooggi.it/guideagenzia/contributo-fondo-perduto-del-decreto-sostegni-guida-ottenerlo-rapidamente-e-senza

Istruzioni on line dell’Agenzia delle Entrate:
www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/-/provvedimento-del-23-marzo-2021

21 settembre 2017

INPGI 2, PIU' DIGNITA' AL LAVORO AUTONOMO



VIA LIBERA A DISOCCUPAZIONE
MATERNITÀ E CASAGIT
PER AUTONOMI E PARASUBORDINATI





INPGI 2: approvate dal Comitato amministratore maggiori prestazioni previdenziali e di welfare per autonomi e parasubordinati.

Lorusso e Motta (FNSI): «Un balzo in avanti per il riconoscimento della piena dignità del lavoro non dipendente».

CLAN - FNSI: riconoscimenti ai contributi giunti sul tema della Commissione nazionale lavoro autonomo.

Le modifiche al Regolamento, per entrare in vigore, dovranno ora venir approvate dai ministeri vigilanti.


(Di seguito il comunicato Fnsi e documentazione)


Approvata dal Comitato amministratore della Gestione separata la revisione del Regolamento. Pensioni più alte e maggiori tutele di welfare a fronte di un incremento graduale dei contributi. Lorusso e Motta: «Un balzo in avanti per il riconoscimento della piena dignità del lavoro non dipendente».


Casagit senza oneri per 6mila colleghi, tutela della maternità a rischio, trattamento di disoccupazione per i CoCoCo, pensioni più alte. Il Comitato amministratore della Gestione separata Inpgi ha approvato oggi una revisione molto importante del regolamento.
Si tratta di un intervento organico e complessivo che riforma e rimodula il regolamento della Gestione separata a vent’anni dalla sua costituzione. Da allora il mondo del lavoro autonomo è molto cambiato per tutti, per i giornalisti in maniera particolare.
Vent’anni fa i cosiddetti freelance erano una parte marginale della categoria, oggi sono più numerosi dei lavoratori dipendenti, il lavoro autonomo è diventato la nuova forma di lavoro per tutti quelli che sono stati espulsi dalle redazioni a causa dei processi di ristrutturazione delle aziende o per tutti i giovani che non riescono ad avere un contratto a tempo indeterminato.

«L’obiettivo di questa riforma – spiegano i componenti del Comitato amministratore sul blog InpgiNotizie – è duplice: da una parte cercare, nei limiti di quello che ci è consentito dalla normativa, di migliorare le prestazioni previdenziali future, dall’altra offrire maggiori coperture di welfare fermo restando che nessuno di noi può intervenire su quello che è il vero problema del lavoro autonomo giornalistico, cioè l’insufficienza dei redditi. L’obiettivo ambizioso che dobbiamo avere come amministratori è quello di contribuire a dare dignità al lavoro autonomo costruendo una cultura previdenziale, facendo in modo che i colleghi non percepiscano più il contributo come una tassa ma come ricchezza futura e l’istituto non come un esattore ma come un fornitore di servizi all’interno del sistema solidale della categoria. Le proposte articolate che presentiamo oggi rispondono a questa logica e aiutano a fare del giornalista iscritto all’Inpgi2 un libero professionista come lo sono già gli avvocati, i commercialisti, i notai e tanti altri».

L’intervento principale riguarda la previdenza: a fronte di un incremento graduale e progressivo del contributo soggettivo e del contributo integrativo si otterrà al termine della vita lavorativa un miglioramento della prestazione pensionistica di circa il 30 per centro. Una quota del contributo integrativo e una parte dei rendimenti della gestione saranno destinati annualmente a coperture di welfare. Il primo intervento deciso riguarda la copertura dei costi per l’iscrizione alla Casagit a favore dei colleghi con redditi bassi. Altri interventi significativi riguardano la maternità e, per i CoCoCo, l’introduzione del sussidio di disoccupazione e la copertura degli infortuni professionali.

Tutte le modifiche sono soggette all’approvazione dei ministeri vigilanti e quindi entreranno in vigore solo dopo il via libera ministeriale.


Raffaele Lorusso e Mattia Motta: «Un balzo in avanti per il riconoscimento della piena dignità del lavoro non dipendente».
«I provvedimenti approvati dal Comitato amministratore della Gestione separata dell’Inpgi – commentano il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso e il presidente della Commissione lavoro autonomo, Mattia Motta – rafforzano le tutele per i lavoratori autonomi e per i collaboratori coordinati e continuativi. Le norme che garantiscono la maternità, l’assicurazione contro gli infortuni, il trattamento di disoccupazione e l’accesso alla Casagit rappresentano un balzo in avanti per il riconoscimento della piena dignità del lavoro non dipendente e sono il frutto della sintonia assoluta fra Inpgi e sindacato. Nella messa a punto dei provvedimenti, il Comitato amministratore della Gestione separata dell’Inpgi ha accolto anche le proposte e gli auspici elaborati dalla Commissione lavoro autonomo della Fnsi. Eguale determinazione deve caratterizzare la comune battaglia per il miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori non dipendenti e per il contrasto a qualsiasi abuso e a qualsiasi forma di sfruttamento».

PER APPROFONDIRE:
Disponibile sul blog InpgiNotizie la scheda tecnica di approfondimento della proposta di riforma del Regolamento approvata dal Comitato amministratore della Gestione separata Inpgi.

26 marzo 2017

RIFORMA EDITORIA OK, ORA LOTTA AL PRECARIATO SENZA DIRITTI


I DECRETI ATTUATIVI DELLA RIFORMA DELL’EDITORIA
 RIPORTANO IL LAVORO AL CENTRO DEL DIBATTITO 

Da sinistra Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti

“I decreti attuativi della legge di riforma dell’editoria relativi ai contributi alle testate edite da cooperative giornalistiche e alle emittenti radiotelevisive locali rappresentano un altro passo verso la regolamentazione generale del settore”. Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi.

Secondo i vertici della Fnsi, “appare rilevante la centralità riconosciuta al lavoro giornalistico e l’obbligo per tutte le imprese editoriali che aspirano al riconoscimento di contributi pubblici di rispettare gli obblighi derivanti dai contratti collettivi nazionali di settore, a cominciare da quello di pagare regolarmente le retribuzioni, così come auspicato dal sindacato dei giornalisti”.

”La messa a punto di norme certe e rigorose per definire l’accesso ai contributi e la relativa liquidazione va nella direzione del rafforzamento del pluralismo dell’informazione, soprattutto in ambito locale. Il passo successivo – aggiungono – dovrà essere l’approvazione di un complesso di norme di contrasto al precariato giornalistico e al lavoro senza diritti e senza tutele che, soprattutto in realtà che beneficiano degli aiuti statali, vanno perseguiti e sanzionati anche con la revoca dei contributi”.


(Da: PrimaOnline)

28 ottobre 2016

INPGI 2, ENTRO IL 31 OTTOBRE SALDO CONTRIBUTI


 SE IL SISTEMA NE HA PREVISTO IL VERSAMENTO 
PER L'ANNO 2015


Ricordiamo che il 31 ottobre scade il termine per il versamento alla Gestione separata Inpgi (Inpgi2) del saldo dei contributi per i redditi 2015 dei giornalisti liberi professionisti.

La scadenza riguarda quanti hanno redditi giornalistici derivanti da Partita Iva, cessione del diritto d’autore o da ritenuta d’acconto per collaborazioni saltuarie. Per quanti operano esclusivamente in cococo, infatti, gli adempimenti sono a carico del datore di lavoro. 

Sono tenuti al versamento coloro i quali, al termine delle procedure per effettuare la comunicazione reddituale, fatta entro lo scorso luglio, il sistema ha calcolato la necessità di versare un saldo oltre al contributo minimo, sulla base del reddito dichiarato.

Non devono invece versare nulla coloro che hanno denunciato un reddito per il quale la procedura telematica della comunicazione reddituale ha dichiarato come risultante zero contributi da versare.

Coloro che hanno invece optato per il pagamento rateale del saldo 2015, entro il 31 ottobre debbono versare la prima delle tre rate previste; le altre due scadenze sono il 30 novembre e il 31 dicembre.

Per ogni eventuale necessità consultare il sito www.inpgi.it, o contattare gli uffici dell’Inpgi presso l’Assostampa di Trieste: inpgi@assostampafvg.it 

25 ottobre 2016

L'INFORMAZIONE NEI BLOG E' LAVORO GIORNALISTICO



IL 
TRIBUNALE DEL LAVORO DI ROMA 
CONDANNA
A PAGARE I CONTRIBUTI ALL’INPGI






Un'importante sentenza riconosce e delimita le caratteristiche del lavoro giornalistico su web, per il quale vanno versati i relativi contributi all'INPGI. 

Nel corso di una verifica ispettiva dell’INPGI svoltasi nel 2013, è stato rilevato che l’attività di alcuni giornalisti, consistita nel confezionamento di notizie e nel coordinamento di oltre 400 blogger, era da considerarsi, a tutti gli effetti, attività giornalistica.

Con sentenza n. 8395/2016 della sezione lavoro del Tribunale di Roma è stata integralmente accolta la domanda dell’INPGI che, in particolare, riguardava due giornaliste che avevano svolto attività consistente nel coordinamento dei blogger di una testata on line e nella gestione della pubblicazione di notizie su social network con modalità e caratteristiche per cui era ravvisabile la natura subordinata e giornalistica. 

L’attività oggetto di giudizio si inseriva nell’ambito dello spazio dedicato ai blog di una testata on-line e consisteva di fatto nel confezionamento di notizie, nel coordinamento di oltre 400 blogger (ai quali venivano proposti gli argomenti da trattare), nonché nella selezione ed indicazione delle notizie di maggior rilievo da evidenziare, ed infine nella modifica dei titoli e del contenuto dei testi. 
 
Nell’informazione resa con tali modalità, il Tribunale ha ravvisato gli elementi caratterizzanti l’attività giornalistica, utilizzando un concetto “dinamico” di giornalismo, in continuo divenire, perché al passo  con l’evoluzione degli strumenti di comunicazione e delle modalità espressive.  

Si legge nella sentenza:  “il giornalista svolge una complessa attività di natura intellettuale, volta alla diffusione di notizie tramite vari strumenti di comunicazione (nei tempi recenti la notizia viaggia oltre che mediante tradizionale giornale cartaceo, anche attraverso la radio, la televisione, da ultimo, anche via internet) sicché l’attività stessa può atteggiarsi diversamente a seconda dello strumento di diffusione utilizzato”.

Conseguentemente, viene preso atto che il blog è tra le nuove modalità espressive nel campo dell’informazione giornalistica on-line, essendo esso un contenitore di commenti in ordine a notizie già note (e aliunde divulgate al pubblico) e a notizie non ancora diffuse; e dunque può ritenersi di carattere giornalistico anche l’attività d’informazione svolta all’interno dei blog. 

Nell’attività oggetto di giudizio, conformemente all’orientamento elaborato sul punto dall’INPGI, è stata ravvisata la natura giornalistica perché desumibili in essa gli indici tipici elaborati dalla giurisprudenza, ancorché atteggiati in modo diverso da quello proprio dei tradizionali canali di diffusione. Rileva al riguardo il Giudice che “il Blog ‘è un contenitore … di commenti in merito alle notizie già note e aliunde divulgate al pubblico’,” e pertanto è uno strumento che ”comporta elaborazione e diffusione della notizia, ciò che è proprio del giornalista (essendo irrilevante il fatto che le notizie elaborate e diffuse siano eventualmente già note)”.

La pronuncia in questione assume particolare rilevanza in quanto interviene in un contesto, quello del mondo dei "social network", che costituisce sempre di più lo spazio virtuale all'interno del quale le nuove generazioni attingono e si scambiano notizie, informazioni, commenti e riflessioni e che sta diventando - di fatto - un ulteriore sistema di comunicazione attraverso il quale si fa informazione.


(Fonte: Inpgi)

01 luglio 2016

CONTRIBUTI INPGI 2: ANCHE PER LE ATTIVITA' OCCASIONALI



DICHIARAZIONE E CONTRIBUTI
PER LA GESTIONE SEPARATA DELL'INPGI





Si ricorda a tutti gli interessati che il versamento dei contributi alla Gestione Separata Inpgi è dovuto, oltre che dai giornalisti libero professionisti, anche dai pubblicisti che esercitano l'attività giornalistica solo occasionalmente. Possono esserne esentati solo quanti non esercitano alcuna attività giornalistica autonoma, e ne danno apposita comunicazione preventiva all'Inpgi.

Infatti il Ministero del Lavoro, fin dal 5 agosto 1999 con nota n. 82661, ha chiarito che qualunque prestazione di lavoro autonomo dei giornalisti - anche se sporadica e produttiva di modesto reddito - comporta l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata Inpgi e al versamento dei relativi contributi.

Inoltre l’art. 61 del D.Lgs n. 276 del 10/09/2003, nel definire il campo di applicazione del lavoro a progetto e di quello occasionale, ne ha escluso le professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali. Di conseguenza la definizione di lavoro occasionale (che presso l'Inps porta ad alcune esenzioni dai versamenti contributivi) non trova invece applicazione per i giornalisti, i quali devono essere obbligatoriamente iscritti all’Ordine (elenco professionisti o pubblicisti).

L'obbligo contributivo all'Inpgi 2 è stato recentemente confermato dalla sentenza n. 9633/2016 della Corte di Cassazione. I giudici hanno infatti affermato il principio per cui con l’iscrizione all’Ordine scatta l’obbligo di contribuzione alla Gestione separata Inpgi, alla sola condizione dell’assenza di un vincolo di subordinazione; requisito che basta per qualificare l’attività del professionista come autonoma.

Dunque, oltre al professionista, anche il giornalista pubblicista è obbligato a versare i contributi all'INPGI 2, se svolge attività giornalistica libero-professionale. Anche se questa ha carattere solo sporadico, e a prescindere dall'entità dei compensi percepiti.

Si può essere esentati dalla dichiarazione e dal pagamento dei contributi solo nel caso di sospensione dell’attività professionale autonoma, da comunicare preventivamente all'Inpgi, compilando e consegnando il modulo scaricabile dal link www.inpgi.it/?q=node/473

E' tenuto alla dichiarazione reddituale anche chi – pur non avendo conseguito redditi da attività giornalistica autonoma – nell’anno precedente non aveva chiesto all'Inpgi di essere sospeso dagli adempimenti contributivi.

Si ricorda infine che per i Co.Co.Co. tutti gli adempimenti contributivi sono a carico del datore di lavoro. Quindi i giornalisti che hanno svolto esclusivamente attività da Co.Co.Co. non sono tenuti a presentare la comunicazione dei redditi, né ad ulteriori versamenti contributivi riferiti al Co.Co.Co.  


12 novembre 2015

ENTRO IL 15 NOVEMBRE DOMANDE PER IL CONTRIBUTO INPGI 2


Sostegno dell'Assostampa FVG
ai colleghi in difficoltà 
con i pagamenti Inpgi 2



Un sostegno finanziario per aiutare i colleghi in difficoltà economiche nel pagamento del contributo minimo dell'Inpgi 2 è stato varato dal direttivo dell'Assostampa del Friuli Venezia Giulia.

L'iniziativa - che si aggiunge alla possibilità di chiedere l'iscrizione gratuita per i colleghi in difficoltà economiche e al Fondo Cigana per le spese legali - si propone di fornire agli iscritti all'Assostampa Fvg in condizioni di difficoltà, con particolare riferimento a precari, freelance, disoccupati e soggetti deboli, un sostegno economico per consentire il pagamento del contributo minimo della gestione separata Inpgi nell'anno in corso.

Potranno fare richiesta di contributo i colleghi che hanno già effettuato il versamento per il contributo minimo alla gestione separata dell'Inpgi (Inpgi 2) nei termini previsti (30 settembre), e che risultino iscritti all'Assostampa Fvg, in regola con le quote degli anni 2014 e 2015.

Le richieste dovranno essere presentate entro il 15 novembre 2015. Ogni richiesta dovrà essere accompagnata da una breve relazione sulla situazione economico-professionale del collega, dalla ricevuta dell'avvenuto pagamento del contributo minimo alla gestione separata dell'Inpgi, e da una documentazione che attesti il reddito. Una commissione formata da componenti del Direttivo regionale valuterà le richieste e l'entità dei contributi.

Per ora si tratta di un progetto limitato a quest'anno, per il quale l'Assostampa ha destinato un fondo, ma l'iniziativa potrebbe anche assumere carattere stabile se fosse appurata una reale necessità del contributo da parte dei colleghi.

Le domande e la documentazione vanno inviate a: info@assostampafvg.it

13 settembre 2015

INPGI 2, ARRIVA LA SCADENZA


ENTRO IL 30 SETTEMBRE IL
VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI MINIMI 2015




Si ricorda agli iscritti alla Gestione Separata INPGI che il 30 settembre scade il termine per il pagamento dei contributi minimi per l’anno 2015Sono tenuti al versamento i colleghi che nel 2015 abbiano svolto attività giornalistica in forma autonoma.

Non sono invece tenuti al versamento del contributo minimo i giornalisti che abbiano svolto l’attività esclusivamente nell’ambito di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (cococo). Infatti, per questi, gli adempimenti contributivi sono già interamente a carico del datore di lavoro. In tal caso, tuttavia, l’interessato deve comunicare all’INPGI le modalità con cui svolge la professione (v. modulo: http://www.inpgi.it/?q=node/692).

Il contributo minimo ordinario 2015 è di € 270,42, ridotto a € 145,21 per i giornalisti con meno di 5 anni di anzianità professionale, e a € 166,08 per i titolari di trattamento pensionistico diretto.

Il pagamento dovrà essere eseguito con il Modello F24/Accise, reperibile sul sito dell’INPGI e in quello dell’Agenzia delle Entrate, oppure tramite bonifico bancario.

Tutte le informazioni dettagliate sul versamento del contributo minimo sono disponibili sul sito web dell'INPGI, nella sezione dedicata alla Gestione Separata - Versamento contributi minimi in acconto 2015 (v. link: http://www.inpgi.it/?q=node/1382).

Si ricorda infine che i colleghi iscritti alla Gestione separata INPGI che - al giorno 30/09/2015 -  non abbiano svolto alcuna attività giornalistica autonoma e che presumono di non svolgerne alcuna entro la fine del 2015, sono esentati dal versamento del contributo minimo, previa comunicazione scritta di cessata attività (v. modulo: http://www.inpgi.it/?q=node/473).

04 luglio 2014

LEGGENDE METROPOLITANE SULL'EQUO COMPENSO


Alcune osservazioni

su lavoro autonomo e contratto giornalistico





C'è una leggenda metropolitana che si sta diffondendo, a dispetto della realtà. La leggenda è che la legge sull'equo compenso per i giornalisti lavoratori autonomi sia stata scritta con i piedi, e dunque sia inapplicabile. E che le valutazioni negative sui suoi recenti esiti siano perciò da attribuire al pessimo lavoro del legislatore, ad aspettative eccessive degli autonomi, e alla demagogia sparsa a piene mani sul tema.

Ma le cose non stanno affatto così. Infatti la legge 233/2012 già all'articolo 1 (1) stabilisce un principio di chiarezza solare:l'equo compenso va riconosciuto a tutti i giornalisti senza contratto di lavoro subordinato, e ciò in attuazione dell'articolo 36 della Costituzione (2), e in “coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria”. Non serve pertanto un particolare sforzo esegetico per capire a chi va applicata la legge e quali debbano essere i parametri retributivi (3). Non si capisce pertanto quali possano essere i supposti problemi di interpretazione ed applicazione.

Altra eccezione, più volte sollevata, è la presunta violazione dell'eguaglianza dei diritti, dato che la legge 233 si rivolge solo al lavoro giornalistico. Ma in realtà è assodato che una legge speciale può derogare alla legge generale con eccezioni positive (trattamento di miglior favore) o negative (come l'esclusione degli iscritti agli Ordini professionali dalle disposizioni della legge “Fornero” 92/2012)(4). Quindi si è nel pieno della regolarità legislativa.
Peraltro, richiamandosi alla valenza erga omnes dei contratti collettivi di lavoro (ai sensi dell'art. 39 comma 3 della Costituzione) (5) basterebbe varare una norma che estende a tutti i lavoratori non subordinati, di tutti i settori, il diritto a un compenso parametrato ai rispettivi contratti collettivi di lavoro. Che è proprio quanto vanno proponendo da un anno a questa parte alcuni parlamentari del Pd (Gribaudo, Paris, Madia, Gnecchi, Gregori) in Commissione lavoro alla Camera. E’ l’unico criterio che, proporzionalmente, può portare al rispetto del più elementare criterio di eguaglianza fra persone, fra cittadini, fra lavoratori: parità di compenso a parità di lavoro. Un principio che per il sindacato, per tutti i sindacati, dovrebbe essere una storica bandiera.

Altra leggenda metropolitana è che le sanzioni agli editori previste dalla legge 233 riguarderebbero solo “la decadenza del contributo pubblico a favore dell'editoria”, e che questo va oramai solo a una percentuale irrisoria di editori. Fermo restando che la richiesta di tutte le parti, compresa l'Fnsi, è quella del rifinanziamento di tali contributi, da estendere quindi a una platea più ampia, la legge stabilisce però un'altra sanzione: la decadenza “da eventuali  altri  benefici  pubblici”. E anche su questa definizione non c'è necessità di grande esegesi, atteso che è volutamente ampia, e come tale omnicomprensiva di qualsiasi forma di aiuto o agevolazione pubblica (6) Il che estende di molto il bacino delle possibili sanzioni.
C'è poi chi sostiene che non ci si può appigliare come sanzione agli “altri  benefici  pubblici”, perché questi comprendono anche interventi a sostegno dei lavoratori, come gli ammortizzatori sociali, e quindi questo passaggio non va applicato. Va invece detto che la legge 233 ha lo scopo di spingere le aziende al rispetto dell'equo compenso, e quindi la ratio delle sanzioni è che queste vadano sì applicate, ma agli editori, e non certo a danno di incolpevoli giornalisti e lavoratori. Va quindi posta una distinzione nell'applicazione delle sanzioni, e non ignorata tout court questa possibilità di sanzione, espressamente prevista.

Alla luce di questi ragionamenti, l'equo compenso da riconoscere (“in coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria...”, come da art. 1 della legge) andava rapportato al tempo necessario per svolgere un lavoro, e retribuito in diretta proporzione allo stipendio di un contrattualizzato. In pratica: per le aziende che applicano il contratto Fnsi-Fieg era da riferirsi a quei parametri contrattuali, e analogamente agli altri contratti collettivi applicati (AerantiCorallo, Uspi). Ed era proprio questa la proposta della Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, presentata al tavolo dell'equo compenso ma osteggiata e non sostenuta, perchè ritenuta suppostamente “troppo onerosa”, benché rispondente al dettato e allo spirito della legge 233. Così, dal piano di applicazione e rispetto della legge, si è passati a quello di una sua arbitraria interpretazione, pesantemente restrittiva.

Anche per questi motivi il contratto collettivo nazionale, soprattutto nella parte normativa, dovrebbe tenere unito un lavoro che si è sempre più frammentato. E nella proposta di nuovo contratto giornalistico c'è sì un piccolo germe di contrattazione inclusiva. Ma assolutamente inadeguato, proprio perché non mette un argine alle spinte degli editori alla precarizzazione strutturale del lavoro. E le soluzioni adottate per l'equo compenso influiscono in maniera importante su questa dinamica. Queste infatti hanno legittimato delle basse retribuzioni, inferiori non solo ai parametri dei contrattualizzati, ma anche a quelle dei collaboratori fissi ex art. 2 e 12 del contratto Fieg-Fnsi, andando così a minare l'utilità di possibili assunzioni, per il fatto che i collaboratori esterni costano molto meno. E i collaboratori solitamente hanno, per l'estrema debolezza della loro posizione e la ricattabilità economica, uno scarsissimo potere di contrattazione individuale.

Per questo non è possibile essere soddisfatti dell'ipotesi di nuovo contratto. E pensare che comitati di redazione e ispettori del lavoro Inpgi possano, come per incanto, intervenire con la necessaria efficacia laddove finora non è stata attuata o possibile, o lasciare tutto sulle spalle della parte più debole, cioè il collaboratore “che dovrebbe far causa in tribunale”, sapendo però che così perderà per anni il lavoro, è un più auspicio molto ottimistico che una previsione realistica.

La realtà è che il nuovo contratto non ferma affatto la deriva del lavoro precario e sottopagato. E per questo non possiamo condividere l'idea di chi sostiene che questo è il primo di una serie di passi verso il riconoscimento dei diritti di lavoratori oggi relegati nella terza classe del giornalismo.

Infine, considerazione piuttosto banale, ma ineludibile, non abbiamo davanti a noi anni di tempo per attendere gli esiti di questo virtuoso percorso: le bollette e i costi della vita li dobbiamo pagare oggi. Ed abbiamo oggi bisogno di risposte molto concrete. Che qui non vediamo.



Giovanni Ruotolo - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi

Maurizio Bekar – coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo, consigliere nazionale Fnsi

Susanna Bonfanti - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi

Moira Di Mario - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi

Dario Fidora - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, coordinatore Commissione Lavoro Autonomo Assostampa Sicilia

Francesca Marruco - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, direttivo Assostampa Umbria

Saverio Paffumi - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, responsabile Commissione lavoro autonomo Associazione Lombarda dei Giornalisti

Leonardo Testai - coordinatoreCommissione Informazione Precaria Assostampa Toscana

Laura Viggiano - Commissione nazionale lavoro autonomo, Commissione Contratto Fnsi


NOTE:

1) Art.1 L.233/2012: «Finalità definizioni e ambito applicativo 1. In attuazione dell'articolo 36, primo comma, della Costituzione, la presente legge è finalizzata a promuovere l'equità retributiva dei giornalisti iscritti all'albo di cui all'articolo 27 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, e successive modificazioni, titolari di un rapporto di lavoro non subordinato in quotidiani e periodici, anche telematici, nelle agenzie di stampa e nelle emittenti radiotelevisive». 2. Ai fini della presente legge, per equo compenso si intende la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione nonché della coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato».

2) Articolo 36 Costituzione: «Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi».

3) Preleggi del Codice Civile: «Art. 12 Interpretazione della legge. Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato».

4) Si veda p.es. questa formulazione: Art. 1 comma 28 della legge “Fornero” 27. «La disposizione concernente le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in albi professionali, di cui al primo periodo del comma 3 dell'articolo 61 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si interpreta nel senso che l'esclusione dal campo di applicazione del capo I del titolo VII del medesimo decreto riguarda le sole collaborazioni coordinate e continuative il cui contenuto concreto sia riconducibile alle attività professionali intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali. In caso contrario, l'iscrizione del collaboratore ad albi professionali non è circostanza idonea di per sé a determinare l'esclusione dal campo di applicazione del suddetto capo I del titolo VII».

5) Art. 39 Costituzione, comma 3: «I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce».

6) L 233/2012: «Art. 3. Accesso ai contributi in favore dell'editoria 1. A decorrere dal 1º gennaio 2013 la mancata iscrizione nell'elenco di cui all'articolo 2 per un periodo superiore a sei mesi comporta la decadenza dal contributo pubblico in favore dell'editoria, nonché da eventuali altri benefici pubblici, fino alla successiva iscrizione».