(ore 20.30 - 22.00)
Coordinamento dei giornalisti precari e freelance dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia - precari.freelance@assostampafvg.it
07 maggio 2023
DOVE VANNO GLI AUTONOMI? Incontro ON LINE: MERCOLEDÌ 10 MAGGIO (ore 20.30-22)
(ore 20.30 - 22.00)
19 febbraio 2023
La MOZIONE SUL LAVORO AUTONOMO APPROVATA dal XXIX CONGRESSO FNSI di Riccione (2023)
dal XXIX Congresso Fnsi
Approvata per acclamazione la mozione-ordine del giorno proposta dalla Clan: primi firmatari lavoratori autonomi di varie realtà, con le adesioni di membri della Giunta federale uscente, segretari e presidenti di Assostampa, intere delegazioni regionali: autonomi, dipendenti e pensionati... Una mozione unitaria e trasversale rispetto alle appartenenze e componenti sindacali. E ora l'impegno a tradurre la mozione in realtà...
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LA MOZIONE APPROVATA
Nel contesto di grave precarizzazione della professione e del sistema dell’informazione in Italia, il XXIX Congresso della Fnsi, riunito a Riccione dal 14 al 16 febbraio 2023
RIBADISCE CON FORZA
la centralità dei problemi del lavoro autonomo: quasi sempre sottopagato, senza diritti né forza di contrattazione individuale, e sempre più la larga maggioranza dei giornalisti attivi
RICHIAMA
le mozioni sul lavoro autonomo approvate al XXVI, XXVII e XXVIII Congresso, e approfondite dalla Commissione Nazionale lavoro autonomo, a cui va data piena attuazione
E INDICA COME PROBLEMATICHE PRIORITARIE DA RISOLVERE:
OCCUPAZIONE E CONTRASTO DELLA PRECARIETÀ - Servono politiche e norme stringenti che contrastino la precarietà, lo sfruttamento del lavoro autonomo, dei cococo e delle false partite Iva che dissimulano lavoro dipendente.
Vanno potenziati gli aiuti pubblici ai lavoratori e gli incentivi alle aziende, vincolandole all’occupazione regolare e al contrasto della precarietà e all’integrale applicazione dei contratti maggiormente rappresentativi. Va perseguita l’emersione del “falso lavoro autonomo”, anche tramite norme di tracciamento dei contratti e dei pagamenti. Nel contempo il “vero” lavoro autonomo – che deve rappresentare un valore aggiunto per la produzione dei contenuti editoriali - non è “precariato”: va tutelato, tuttavia non dev’essere uno strumento per depotenziare quello subordinato.
I CONTRATTI COLLETTIVI – Devono ampliare le tutele del lavoro non dipendente, ed includere le nuove competenze del giornalismo (p.es. redattore web, fact checker, data e visual editor, audio editor, moderatore web, data journalist…). Per autonomi e parasubordinati vanno meglio definiti ruoli, diritti e tutele, retribuzioni dignitose e iter di stabilizzazione. In questo senso il nuovo contratto Fnsi-Anso-Fisc è un possibile modello anche per altre aree contrattuali.
AUTONOMI ED EQUO COMPENSO – Il sindacato deve parallelamente puntare alla tutela del lavoro autonomo (sia quello per scelta, sia quello in attesa di stabilizzazione) tramite l’attuazione delle leggi sull’equo compenso, per compensi dignitosi e certi per le collaborazioni giornalistiche:
1) Equo compenso per i giornalisti collaboratori delle redazioni (con coerenza retributiva tra subordinati e autonomi, e tracciabilità dei compensi) tramite:
- Corretta identificazione dei parametri dell’equo compenso ex L. 233/2012 e sua attuazione, finora arenata in violazione della legge stessa e dell’art. 36 della Costituzione.
- Applicazione delle sanzioni della L. 233/2012, negando l'erogazione di contributi e altri benefici pubblici agli editori che non applichino l'equo compenso.
2) Prestazioni anche singole e fuori dagli ambiti redazionali, attraverso:
- Decreto del Ministero della Giustizia con espliciti parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi ex L. 27/2012 anche per i giornalisti (non essendo applicabili per analogia quelli delle altre professioni)
- Conseguente attuazione anche per i giornalisti della norma generale sull’equo compenso della L. 172/2017, vigente per tutte le professioni, anche non ordinistiche.
CARTA DI FIRENZE – Per il contrasto deontologico allo sfruttamento e alla negazione della dignità degli autonomi va data attuazione alla “Carta di Firenze”, avviandone una verifica e un eventuale aggiornamento delle procedure e il suo rilancio, coinvolgendo la Clan che partecipò attivamente alla sua stesura. E va attivato in forma paritetica tra Ordine ed Fnsi, come da art. 3 della Carta, l’ “Osservatorio permanente sulle condizioni professionali dei giornalisti”, con il “compito di vigilare sull'effettiva applicazione della Carta, di avanzare proposte di aggiornamento nonché di segnalare quelle condizioni di sfruttamento della professione che ledano la dignità e la credibilità dei giornalisti anche nei confronti dell’opinione pubblica”.
WELFARE, ASSISTENZA E INPGI – L’iniquità normativa sulla previdenza del lavoro autonomo e l’esiguità dei redditi degli autonomi porta a minori contributi e minori prestazioni Inpgi. Pertanto l’impegno per delle retribuzioni adeguate è dirimente per le pensioni degli autonomi e per il ruolo e il futuro dell’Inpgi. Servono inoltre:
- Un sistema strutturato di garanzie, assistenza e consulenze (legale, fiscale, imprenditoriale, formazione, aggiornamento) che passi dalla continuità nel sostegno degli uffici di corrispondenza Inpgi sui territori, e alle Assostampa regionali che questi servizi erogano
- Allargamento del welfare e politiche di protezione per il reddito dei non dipendenti, segnati da bassi ricavi e discontinuità lavorative. Vanno quindi estese, p.es. norme come l’ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), varata nel 2021 per le sole partite Iva della Gestione Separata Inps, di cui vanno riviste accessibilità e portata.
- Impegno dell’Inpgi nel sostegno agli autonomi, come p.es. con il recente provvedimento di rivalutazione dei montanti di legge con interventi aggiuntivi dell’ente, da erogare a seconda dei contesti e con integrazioni maggiori per i redditi più bassi.
RAPPRESENTANZA E VERTENZE – Per una maggior rappresentatività e incisività, il coinvolgimento attivo dei non dipendenti va sostenuto ed agevolato ad ogni livello: aziendale, regionale e nazionale, e deve riflettersi anche negli organismi dirigenti sindacali.
Occorre proseguire e rafforzare il sostegno della vertenzialità dei giornalisti non dipendenti e autonomi.
Va rilanciato il ruolo delle Commissioni regionali e nazionale e dell’Assemblea del lavoro autonomo. Ciò anche tenendo conto delle proposte di riforma del Regolamento formulate dalla Clan, tese ad estenderne l’elettorato anche a chi esercita la professione autonoma in forma prevalente, e non solo esclusiva, ampliando il bacino di coinvolgimento e il ruolo della Clan.
IL CONGRESSO INFINE AFFERMA CHE
la tutela del lavoro autonomo è anche una battaglia per la qualità dell’informazione, oggi basata su un crescente numero di giornalisti sottopagati e precarizzati, veri e propri “braccianti dell’informazione”, e come tali anelli deboli e ricattabili del sistema italiano del comparto informazione, con evidenti riflessi sulla qualità del dibattito e anche della stessa democrazia.
(testo elaborato dalla Clan - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, approvato per acclamazione dal XXIX Congresso Fnsi, il 16 febbraio 2023)
>> QUI LA MOZIONE CON LE FIRME <<
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28 gennaio 2023
CLAN-FNSI: PROPOSTA di MOZIONE SUL LAVORO AUTONOMO per il CONGRESSO FNSI di Riccione
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LA PROPOSTA DI MOZIONE
Nel contesto di grave precarizzazione della professione e del sistema dell’informazione in Italia, il XXIX Congresso della Fnsi, riunito a Riccione dal 14 al 16 febbraio 2023
RIBADISCE CON FORZA
la centralità dei problemi del lavoro autonomo: quasi sempre sottopagato, senza diritti né forza di contrattazione individuale, e sempre più la larga maggioranza dei giornalisti attivi
RICHIAMA
le mozioni sul lavoro autonomo approvate al XXVI, XXVII e XXVIII Congresso, e approfondite dalla Commissione Nazionale lavoro autonomo, a cui va data piena attuazione
E INDICA COME PROBLEMATICHE PRIORITARIE DA RISOLVERE:
OCCUPAZIONE E CONTRASTO DELLA PRECARIETÀ - Servono politiche e norme stringenti che contrastino la precarietà, lo sfruttamento del lavoro autonomo, dei cococo e delle false partite Iva che dissimulano lavoro dipendente.
Vanno potenziati gli aiuti pubblici ai lavoratori e gli incentivi alle aziende, vincolandole all’occupazione regolare e al contrasto della precarietà e all’integrale applicazione dei contratti maggiormente rappresentativi. Va perseguita l’emersione del “falso lavoro autonomo”, anche tramite norme di tracciamento dei contratti e dei pagamenti. Nel contempo il “vero” lavoro autonomo – che deve rappresentare un valore aggiunto per la produzione dei contenuti editoriali - non è “precariato”: va tutelato, tuttavia non dev’essere uno strumento per depotenziare quello subordinato.
I CONTRATTI COLLETTIVI – Devono ampliare le tutele del lavoro non dipendente, ed includere le nuove competenze del giornalismo (p.es. redattore web, fact checker, data e visual editor, audio editor, moderatore web, data journalist…). Per autonomi e parasubordinati vanno meglio definiti ruoli, diritti e tutele, retribuzioni dignitose e iter di stabilizzazione. In questo senso il nuovo contratto Fnsi-Anso-Fisc è un possibile modello anche per altre aree contrattuali.
AUTONOMI ED EQUO COMPENSO – Il sindacato deve parallelamente puntare alla tutela del lavoro autonomo (sia quello per scelta, sia quello in attesa di stabilizzazione) tramite l’attuazione delle leggi sull’equo compenso, per compensi dignitosi e certi per le collaborazioni giornalistiche:
1) Equo compenso per i giornalisti collaboratori delle redazioni (con coerenza retributiva tra subordinati e autonomi, e tracciabilità dei compensi) tramite:
- Corretta identificazione dei parametri dell’equo compenso ex L. 233/2012 e sua attuazione, finora arenata in violazione della legge stessa e dell’art. 36 della Costituzione.
- Applicazione delle sanzioni della L. 233/2012, negando l'erogazione di contributi e altri benefici pubblici agli editori che non applichino l'equo compenso.
2) Prestazioni anche singole e fuori dagli ambiti redazionali, attraverso:
- Decreto del Ministero della Giustizia con espliciti parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi ex L. 27/2012 anche per i giornalisti (non essendo applicabili per analogia quelli delle altre professioni)
- Conseguente attuazione anche per i giornalisti della norma generale sull’equo compenso della L. 172/2017, vigente per tutte le professioni, anche non ordinistiche.
CARTA DI FIRENZE – Per il contrasto deontologico allo sfruttamento e alla negazione della dignità degli autonomi va data attuazione alla “Carta di Firenze”, avviandone una verifica e un eventuale aggiornamento delle procedure e il suo rilancio, coinvolgendo la Clan che partecipò attivamente alla sua stesura. E va attivato in forma paritetica tra Ordine ed Fnsi, come da art. 3 della Carta, l’ “Osservatorio permanente sulle condizioni professionali dei giornalisti”, con il “compito di vigilare sull'effettiva applicazione della Carta, di avanzare proposte di aggiornamento nonché di segnalare quelle condizioni di sfruttamento della professione che ledano la dignità e la credibilità dei giornalisti anche nei confronti dell’opinione pubblica”.
WELFARE, ASSISTENZA E INPGI – L’iniquità normativa sulla previdenza del lavoro autonomo e l’esiguità dei redditi degli autonomi porta a minori contributi e minori prestazioni Inpgi. Pertanto l’impegno per delle retribuzioni adeguate è dirimente per le pensioni degli autonomi e per il ruolo e il futuro dell’Inpgi. Servono inoltre:
- Un sistema strutturato di garanzie, assistenza e consulenze (legale, fiscale, imprenditoriale, formazione, aggiornamento) che passi dalla continuità nel sostegno degli uffici di corrispondenza Inpgi sui territori, e alle Assostampa regionali che questi servizi erogano
- Allargamento del welfare e politiche di protezione per il reddito dei non dipendenti, segnati da bassi ricavi e discontinuità lavorative. Vanno quindi estese, p.es. norme come l’ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa), varata nel 2021 per le sole partite Iva della Gestione Separata Inps, di cui vanno riviste accessibilità e portata.
- Impegno dell’Inpgi nel sostegno agli autonomi, come p.es. con il recente provvedimento di rivalutazione dei montanti di legge con interventi aggiuntivi dell’ente, da erogare a seconda dei contesti e con integrazioni maggiori per i redditi più bassi.
RAPPRESENTANZA E VERTENZE – Per una maggior rappresentatività e incisività, il coinvolgimento attivo dei non dipendenti va sostenuto ed agevolato ad ogni livello: aziendale, regionale e nazionale, e deve riflettersi anche negli organismi dirigenti sindacali.
Occorre proseguire e rafforzare il sostegno della vertenzialità dei giornalisti non dipendenti e autonomi.
Va rilanciato il ruolo delle Commissioni regionali e nazionale e dell’Assemblea del lavoro autonomo. Ciò anche tenendo conto delle proposte di riforma del Regolamento formulate dalla Clan, tese ad estenderne l’elettorato anche a chi esercita la professione autonoma in forma prevalente, e non solo esclusiva, ampliando il bacino di coinvolgimento e il ruolo della Clan.
IL CONGRESSO INFINE AFFERMA CHE
la tutela del lavoro autonomo è anche una battaglia per la qualità dell’informazione, oggi basata su un crescente numero di giornalisti sottopagati e precarizzati, veri e propri “braccianti dell’informazione”, e come tali anelli deboli e ricattabili del sistema italiano del comparto informazione, con evidenti riflessi sulla qualità del dibattito e anche della stessa democrazia.
(testo elaborato dalla Clan - Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi, ed approvato il 27 gennaio 2023 con 15 voti favorevoli e 2 contrari, su 17 votanti >> QUI IL PDF <<
MERCOLEDI' 1 FEBBRAIO (ore 20.30) TELE-ASSEMBLEA GIORNALISTI AUTONOMI FVG, on line
06 dicembre 2022
ELETTI I DELEGATI FVG AL CONGRESSO FNSI (autonomi compresi): I RISULTATI del voto
Nella delegazione del Friuli Venezia Giulia
anche i giornalisti autonomi
Tra gli eletti confermati i rappresentanti
del Coordinamento precari e freelance del FVG:
"E ora riporteremo in Congresso i temi dell'equo compenso, da 10 anni inattuato, del welfare e dei diritti del lavoro autonomo"
Si sono svolte domenica 4 e lunedì 5 dicembre nel Friuli Venezia Giulia, con seggi a Trieste e Udine, le elezioni dei delegati regionali al 29° Congresso Nazionale Fnsi, che si terrà a febbraio a Riccione. Hanno partecipato al voto 102 colleghe e colleghi.
Fra i professionali sono stati eletti tutti i candidati della lista “Uniti nell’Assostampa Fvg”.
Hanno ottenuto voti:
Alessandro MARTEGANI voti 64
Fabiana MARTINI 57
Poljanka DOLHAR 49
Maurizio BEKAR, Biagio INGENITO, Pietro RAUBER 36
Alessandra CESCHIA voti n. 25
(primo dei non eletti Fulvio Sabo voti 3, schede nulle 2).
Come delegati collaboratori sono stati eletti Lorenzo MANSUTTI voti 4 e Roberto CANNALIRE voti 3 (prima dei non eletti Emily Menguzzato voti 2; scheda nulla 1, scheda bianca 1).
Della delegazione regionale al congresso di Riccione faranno parte anche Carlo MUSCATELLO e Cristiano DEGANO, presidenti rispettivamente di Assostampa Fvg e Ordine regionale giornalisti.
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03 dicembre 2022
INVITO AL VOTO: DOMENICA 4 e LUNEDI' 5 DICEMBRE si eleggono i DELEGATI FVG al CONGRESSO FNSI
Per i giornalisti professionali è stata presentata la lista “UNITI NELL’ASSOSTAMPA FVG”, espressione unitaria dell’Assostampa regionale, con candidati:
Domenica 4 dicembre 2022 si vota:
Lunedì 5 dicembre 2022 si vota:
Votano i giornalisti iscritti all’Assostampa Fvg in regola con la quota 2022. Secondo il regolamento Fnsi, i diritti all’elettorato attivo e passivo decorrono dal 181.o giorno di iscrizione. Possono dunque votare tutti gli iscritti all’Assostampa Fvg prima del 6 giugno 2022.
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18 novembre 2022
EQUO COMPENSO - Tar respinge ricorso: giornalisti autonomi ancora senza tariffe
previste dalla legge 27/2012
delle altre professioni
Assostampa Sicilia e Stampa Romana
Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso sui parametri giudiziali sull’equo compenso presentato dall’Associazione Stampa Romana e da Assostampa Sicilia sulla mancata emanazione per i giornalisti dei parametri ministeriali di cui alla legge 27/2012, che sono equo compenso minimo secondo la legge 172/2017.
I giudici amministrativi del Tar Lazio non riconoscono un vuoto normativo sulla materia, poiché con il decreto 140/2012 il ministero di Giustizia ha stabilito che i compensi dei giornalisti devono essere desunti dai giudici ordinari per analogia da quelli delle altre professioni, nel caso di controversie che riguardano il diritto ad un giusto compenso da parte delle colleghe e dei colleghi freelance.
Le assostampa hanno contestato nel ricorso come sia palesemente impossibile ricavare per analogia le tariffe di un videoreporter da quelle di un commercialista, notaio o ingegnere.
Ci si chiede qual è la logica secondo cui il ministero abbia deciso, per esempio, di emanare dettagliatissime tabelle per gli avvocati e stabilire che quelle dei giornalisti debbano essere ricavate per analogia dalle loro, e non il contrario.
Le associazioni, rammaricandosi dell’esito del ricorso, invitano alla mobilitazione sindacale per aprire con i nuovi vertici di via Arenula un'interlocuzione che porti alla chiara definizione dei valori delle prestazioni dei lavoratori non dipendenti, in linea con quanto ottenuto dalle altre professioni ordinistiche.
Essendo i “parametri ministeriali” equo compenso minimo dall’entrata in vigore della legge 172/2017, come avviene per gli altri ordini professionali debbono potere essere disponibili, consultabili e facilmente utilizzati come tali ex ante e non attraverso un’interpretazione ex post, caso per caso, analogica e non univoca, da ottenere in sede giudiziaria. Un’evidente discriminazione in atto contro la professione giornalistica.
>> Qui la sentenza del Tar <<
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19 ottobre 2022
Giornalisti autonomi, equo compenso, precarietà: la Clan verso il congresso Fnsi
Rilanciare la mobilitazione sui temi del lavoro autonomo e precarizzato, attuazione dell’equo compenso, riformare e allargare la rappresentanza degli autonomi nel sindacato dei giornalisti e formulare una proposta di mozione dedicata al 29° Congresso Fnsi, in programma dal 14 al 16 febbraio a Riccione.
Questi gli orientamenti, condivisi all’unanimità, nella Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, convocata dal presidente Mattia Motta e dal coordinatore Maurizio Bekar, riunitasi oggi in teleconferenza.
«Centrale - si legge in una nota della Commissione - resta il lavoro di aggregazione territoriale e per testate di giornalisti autonomi, parasubordinati e precarizzati, al fine di coinvolgerli in vertenze lavorative e sindacali. Tra queste, prioritaria e irrinunciabile resta la battaglia per l'attuazione dell'equo compenso.
Ciò sia in riferimento all'inapplicata legge 233/2012 riguardante il lavoro nelle testate giornalistiche dei collaboratori non dipendenti, da retribuire in coerenza con quello dei dipendenti, sia alla mancata emanazione dei parametri dei compensi per ogni tipologia di lavoro giornalistico autonomo, che da oltre 10 anni attendono di essere stabiliti con un decreto del ministero di Giustizia, come prevede la legge 27/2012».
Su quest'ultimo aspetto la Commissione nazionale lavoro autonomo ha espresso sostegno alla recente iniziativa di ricorso al Tar del Lazio, per chiedere una sentenza che riconosca l'emanazione dei parametri dei compensi minimi dei giornalisti ai sensi della legge 27/2012 da parte del ministero di Giustizia e auspicato che si possa giungere all'emanazione del decreto del ministro senza dover giungere a sentenza.
«Auspicio questo anche dei promotori del ricorso (Assostampa Siciliana e Romana) che hanno già sollecitato il ministro in questo senso, rilevando l'evidente inottemperanza della legge 27 da parte dei ministri che si sono fin qui succeduti da 10 anni a questa parte», rilevano i rappresentanti dei giornalisti lavoratori autonomi.
(Fonte: Fnsi)
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