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10 giugno 2021

ESSERE PRECARI STANCA: VOGLIAMO DIGNITÀ, EQUI CONTRATTI ED EQUO COMPENSO !

Dignità, equi contratti ed equo compenso:
queste le priorità emerse
dal questionario sui giornalisti autonomi 
nel Friuli Venezia Giulia

"Quali sono, secondo te, le questioni più importanti di cui il sindacato dovrebbe occuparsi?" Questa una delle domande (a risposta libera) del questionario anonimo promosso dal Coordinamento giornalisti precari e freelance e dalla Commissione regionale lavoro autonomo dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia.

QUESTA UNA SELEZIONE DELLE RISPOSTE PERVENUTE:

- Il miglioramento delle condizioni salariali e contrattuali dei precari, trovando il modo di far pesare maggiormente le rivendicazioni

- Garanzie di migliori trattamenti per chi lavora da anni

- Equo compenso

- Le condizioni di lavoro delle Partite Iva

- Dignità retributiva

- Compenso minimo, rimborsi spese

- Mancanza di lavoro retribuito (o retribuito in modo equo) nell’ambito giornalistico

- Contratti di lavoro e minime retribuzioni garantite per i collaboratori. Apertura ai nuovi precari (blogger, collaboratori di testate giornalistiche online)

- Aumentare i corrispettivi e pagare i rimborsi spese

- Garantire contratti corretti, anche per gli autonomi

- Dignità del reddito, maternità, tutela in caso di malattia

- La questione remunerativa dei collaboratori esterni

- Equo compenso reale

- Precarietà e compensi iniqui

- Minimo salariale, rimborso spese

- Le condizioni dei collaboratori precari che rappresentano da anni la maggioranza dei giornalisti italiani

- Tutelare maggiormente i giornalisti pagati con inquadramento atipico (cessione diritto d’autore) che è la forma più utilizzata e la meno tutelata

- Lo sfruttamento dei collaboratori e il rispetto del loro operato

- La retribuzione dei collaboratori

- Equo compenso, precarietà, pari diritti e dignità per i non dipendenti: davanti al costante e strutturale aumento del lavoro autonomo e precario, non è realistico né adeguato cercare soluzioni solo in (molto improbabili) assunzioni


DELLE RISPOSTE CHE, ASSIEME ALLE ALTRE PERVENUTE,
CONFERMANO LE PRIORITA' DA PERSEGUIRE
 COME SINDACATO E COME CATEGORIA

LAVORIAMOCI SOPRA ASSIEME,
CREANDO UNA MOBILITAZIONE:
ESSERE PRECARI STANCA !


Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia
Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG

Restiamo in contatto:
(e puoi anche mandarci testimonianze o riflessioni)

Vedi anche il nostro blog: 


14 aprile 2021

ESSERE PRECARI(a) STANCA: (amara) testimonianza di una collega che vorrebbe...

Continuiamo a pubblicare, in forma anonima, alcune testimonianze raccolte tramite il “Questionario sui giornalisti non dipendenti nel Friuli Venezia Giulia", lanciato dal Coordinamento precari e freelance e dalla Commissione lavoro autonomo dell'Assostampa FVG.

Questa volta pubblichiamo l'amara riflessione-testimonianza di una collega, che ama questo lavoro ma vorrebbe... 

(Inviate le vostre testimonianze a: precari.freelance@assostampafvg.it)



ESSERE PRECARI(a) STANCA:
la riflessione e (amara) testimonianza di una collega
che ama questo lavoro ma vorrebbe anche
dignità, rispetto e non elemosine...


La vita da giornalista è quella che sogni, ma è anche quella che ti sei conquistato, portando i pezzi, facendoti apprezzare, sgomitando in una concorrenza spietata.

È quella per cui hai studiato, sette camicie su un concorso per diventare professionista.

E quando scrivi ti pare di volare, quanto è sublime questo che non definirei un mestiere, ma un gioco ardito con le parole, un raccontastorie pepate per colpire il redattore e farti uscire quel pezzo. 

E poi la firma sul giornale, per anni un orgoglio, poi diviene routine e lascia spazio alle iniziali del nome e del cognome. E dietro quelle lettere puntate ci sta il tuo stile.

Fino a qua tutto perfetto: un mondo ovattato dove la pergamena dei benedettini ha lasciato spazio ai caratteri mobili di Gutenberg e poi alla vecchia macchina da scrivere, ai pc, ai tablet, ad un taccuino che diventa lo schermo dello smartphone.

Tutto è cambiato, ma quello che più pesa è il riconoscimento di una carriera, che passa attraverso l’approvazione del capo-redattore, ma anche del lettore che ringrazia per il lavoro di certosina limatura, poi guardi il compenso e ancora una volta pensi “chi te lo fa fare”. 

Chiunque prende più di un giornalista freelance, anche la baby-sitter, il calzolaio, la donna delle pulizie. 

In fondo tutto cambia perché nulla cambi. La pandemia ha insegnato che essere in redazione o a casa non cambia, che scrivere da un bar, o sopra uno scoglio non fa la differenza, perché la notizia la trovi in mille modi e scrivere lo si fa di getto, 15 minuti e 45 righe sono pronte. 

Dietro quella velocità ci sta una vita passata sulla tastiera, professionalità infinita, forza di volontà estrema. La voglia di scrivere per il gusto di farlo e per dare spazio e, il più delle volte, aiuto alle storie di periferia, al riscatto che un articolo può portare.

Perché la stampa se non è il quarto potere, è uno tra i poteri che ancora contano.

Ma quelle dita su quella tastiera valgono 6, 8, 10 euro. Ed è una vergogna degli editori che lucrano sulla competenza, dello Stato che preferisce sistemare i riders e i navigator, piuttosto che i giornalisti. 

Perciò quel lavoro che sai fare egregiamente non basta per sopravvivere: talvolta al mese sono 100 euro, 200, chi è fortunato arriva a mille. Quisquiglie.

Dopo aver macinato chilometri di strada per frugare notizie, dopo aver scritto fiumi di parole, dopo aver rinunciato ai sabati, alle domeniche alle feste, perché il precario non dice di no, perché ce n’è uno pronto a sostituirti, a farti le scarpe. 

Signorsì sempre, mentre stai facendo altro, mentre ti chiamano a qualsiasi ora di qualsiasi giorno, mentre stai allattando il piccolo, portando a scuola il figlio, mentre sei a cena con gli amici, mentre stai facendo una lavatrice. Suona il telefono, rispondi, molli tutto e cominci a prendere appunti che serviranno per la stesura finale. 

C’è chi si barcamena con gli uffici stampa; e anche lì, per farti riconoscere un diritto, l’Inpgi 1, rischi di perdere il lavoro. Anzi, personalmente, il processo l’ho vinto, ma il lavoro l’ho perso. 

E allora ti devi reinventare perché le competenze ci sono, eccome: studi, master, specializzazioni, certificazioni di ogni tipo e poi quel concorso a Roma per professionista passato al primo tentativo, mentre altri colleghi in redazione, l’hanno tentato più e più volte. 

Quello del giornalista è un lavoro maledetto, è come un amante: lo cerchi, ne hai bisogno, scrivere è parte di te. E loro lo sanno, sanno sfruttarti benissimo. 

E quel “loro” sta per lo Stato che tutela i fannulloni, quelli che non lavorano, piuttosto che agevolare le professionalità, il lavoro onesto, giustamente retribuito. 

Ah, 10 euro, che mancetta penosa. Eppure, sono lordi che credevi? 

Poi non ti spieghi perché i colleghi di redazione intascano dai 3500 euro in su al mese. Fanno il tuo stesso lavoro, in più mettono i titoli, una cosa che potresti fare benissimo. La disparità, l’ingiustizia. 

Ci vorrebbe una rivoluzione, ma non siamo mica francesi noi. 


[Puoi mandarci la tua testimonianza o riflessione a: precari.freelance@assostampafvg.it

I testi selezionati verranno pubblicati in forma anonima]

05 aprile 2021

ESSERE PRECARI STANCA: FOTOGRAFI E COMPENSI (quando ci sono) (testimonianze)

Continuiamo a pubblicare, in forma anonima, alcune testimonianze raccolte tramite il “Questionario sui giornalisti non dipendenti nel Friuli Venezia Giulia", lanciato dal Coordinamento precari e freelance e dalla Commissione lavoro autonomo dell'Assostampa FVG.

Il tema, questa volta, è il lavoro dei fotografi e il diritto a un equo compenso (e non a un lavoro a titolo gratuito, o quasi...).

(Inviate le vostre testimonianze a: precari.freelance@assostampafvg.it)


I FOTOGRAFI E I COMPENSI (quando ci sono)
(testimonianze)


- I giornali, quando pagano, danno circa 20 euro a foto... La moda è foto gratis, chieste ai soggetti stessi con chiaro decadimento della neutralità dell'informazione. 
  (Mentre) gli uffici stampa diffondono quello che il loro committente vuole, e ad oggi sono gli unici che pagano talvolta decentemente (dai 100 a 500 euro a servizio/giornata)

- Inutile nascondere la testa sotto la sabbia! I quotidiani NON pagano più, e da anni, i servizi fotografici e/o video vanno a liberi professionisti…

- La situazione nell’ultimo decennio è praticamente e drasticamente cambiata! Vuoi per l’avvento delle nuove tecnologie, vuoi per la accondiscendenza degli stessi collaboratori “della parola”: spesso (= oramai sempre) agli stessi viene chiesto di contribuire con foto/video realizzati con i propri mezzi (sul quale poi ci sarebbe molto da dire)... 

- La professione del fotoreporter freelance è completamente scomparsa. Il rispetto per il lavoro del “foto cine operatore” (una volta era così descritto) è morto! Tutti noi ci siamo dovuti inventare formule altre di collaborazione con i quotidiani, lavorando più a stretto contatto con uffici stampa e/o comunicazione esterni. Salvo poi comunque sentirsi giornalisti, pagando le iscrizioni, versando i contributi Inpgi e quant’altro …

- Quotidianamente combattiamo con tariffe che, quando ci sono, insulse... A livello regionale questo mercato è completamente scomparso. A livello nazionale si va da tariffari che offrono 5,00 euro ad immagine ad un massimo di 50/60 euro su magazine più blasonati..

- Serve l'equo compenso del materiale fotografico... Che una foto sia scattata da un fotografo o un giornalista DEVE ESSERE PAGATA. Basta con le pubblicazioni GRATUITE.

- Non ho mai incontrato 1 solo giornalista che sprechi una sola parola per i fotografi...


[Puoi mandarci la tua testimonianza o riflessione a: precari.freelance@assostampafvg.it
I testi selezionati verranno pubblicati in forma anonima]

30 marzo 2021

ESSERE PRECARI STANCA: SPESE, EQUO COMPENSO E DIGNITÀ (testimonianze)

Continuiamo a pubblicare, in forma anonima, alcune testimonianze raccolte tramite il “Questionario sui giornalisti non dipendenti nel Friuli Venezia Giulia", lanciato dal Coordinamento precari e freelance e dalla Commissione lavoro autonomo dell'Assostampa FVG. Il tema, questa volta, è l'equo compenso e la dignità del lavoro...

(Inviate le vostre testimonianze a: precari.freelance@assostampafvg.it)



SPESE, EQUO COMPENSO E DIGNITÀ
(testimonianze)


- Le regole devono essere calate dall'alto, altrimenti gli editori risparmiano su tutto. Io lavoro per neanche 100 euro al mese, e per fare articoli complessi. E se protestassi non scriverei più. E ora 100 euro per l'iscrizione all'Ordine per chi percepisce 100 euro al mese sono troppi!


- Lavoro da quasi vent’anni per una testata e le condizioni sono rimaste le stesse da allora, ad eccezione dell'applicazione dell'equo compenso, risalente ormai a diversi anni fa. Non sono mai arrivati rimborsi spese né si è parlato di altri compensi…


- Bisogna fare in modo che gli editori paghino sempre le prestazioni, allo scopo di non dover mai lavorare gratis per mantenere il posto, a favore di qualcun altro e in attesa di tempi migliori (sic!)


- Non vengono riconosciuti rimborsi spese. E così si è costretti ad abbonarsi al giornale o a leggerlo a proprie spese, perchè è difficile non farlo lavorando ogni giorno.


- Serve una paga decente ai giornalisti non contrattualizzati. Ho ricevuto recentemente una proposta di collaborazione dalla testata con cui collaboravo. Sarei felice di ricominciare a scrivere... ma i pezzi vengono pagati talmente poco, che non mi è possibile dedicare parecchie ore della mia giornata agli articoli, ottenendo a fine mese una “paga” irrisoria. 

Ci dovrebbe essere un pagamento minimo ad articolo rispettoso del lavoro: deciso insieme al sindacato e da rispettare. Non serve a nulla parlare e parlare... se alla fine le testate possono permettersi di far collaborare chi giornalista non è, e se c’è chi continua ad accettare di scrivere in cambio di poco o addirittura niente. 

Le testate dovrebbero utilizzare SOLO giornalisti iscritti all’Ordine, altrimenti a mio parere l’Ordine non ha molto senso di esistere... e nulla di ciò che facciamo come giornalisti ha senso. 

E la cifra pagata a pezzo, dovrebbe essere fissata: non cifre impossibili (mi rendo ben conto della situazione del mercato), ma nemmeno cifre ridicole!


- Visto che il numero dei freelance aumenta e questo fenomeno continuerà nei prossimi anni, si pensi a rendere dignitoso e più tutelato il lavoro autonomo con misure concrete, invece di tutelare solo i contrattualizzati. Come freelance non mi sento affatto tutelato dal sindacato.


- Ci vuole una retribuzione consona al lavoro e serve dare un minimo di priorità a chi collabora da tanti anni. Meritocrazia e anzianità non sono considerate per nulla.


[Puoi mandarci la tua testimonianza a: precari.freelance@assostampafvg.it 
I testi selezionati verranno pubblicati in forma anonima]

22 marzo 2021

ESSERE PRECARI STANCA: "DE PROFUNDIS" (testimonianza di una giornalista precaria)

Pubblichiamo, in forma anonima, una testimonianza raccolta grazie al “Questionario sui giornalisti non dipendenti nel Friuli Venezia Giulia", lanciato dal Coordinamento precari e freelance e dalla Commissione lavoro autonomo dell'Assostampa FVG. Il tema è, nuovamente, la condizione di crescente (ed eterna) precarietà. Il titolo è stato suggerito dalla collega. 

(Inviate le vostre testimonianze a: precari.freelance@assostampafvg.it)


"DE PROFUNDIS"


Essere precari stanca.

Diciamolo. Uno, superati abbondantemente i cinquanta, vorrebbe raccogliere quello che ha seminato. Nel nostro Paese, purtroppo, non solo non c’è la possibilità di migliorare la propria situazione, il che sarebbe auspicabile, ma non riesce neanche a mantenere quel poco che ha ottenuto in tanti anni di lavoro e inizia a scivolare trattenendo tra le unghie ben poco. 

Precaria dai tempi dell’università, prima perché non hai esperienza, poi perché ne hai troppa. Da grande volevo fare la giornalista. Così non è stato. Dopo aver iniziato a lavorare in una redazione, terminato quel periodo, sono iniziate le collaborazioni esterne. Alcune gratis. Alcune pagate, ma dove eri pagata, eri anche l’ultima ruota del carro per cui, che fatica, far passare qualche proposta! Ho comunque affiancato alla scrittura anche altri lavori, privilegiando il cosiddetto campo culturale, già sfregiato di suo, figuriamoci oggi in tempi di pandemia,

Ci sono stati anni in cui coesistevano più collaborazioni e non era male. Ma è durato poco. Oggi ne ho una sola e risicata. Le scelte che allora ho fatto mi sembravano però piene di potenzialità. Mi devo ricredere. Posso dire di essere finita in un cul-de-sac. 

Scrivere? Non so quanto ancora potrò permettermelo, perché si è arrivati al paradosso di pagare per scrivere. Il punto è che ormai scrivo poco o niente, nonostante le proposte che vengono per la maggior parte respinte al mittente. Il mio entusiasmo si sta spegnendo. Mi sembra di rimbalzare su un muro di gomma.

Certo! Non è stato il medico a ordinarmi di scrivere, ma è anche vero che gettare via trent’anni di collaborazioni, come niente fosse, non è così facile con la consapevolezza amara di aver sbagliato tutto.


[Puoi mandarci la tua testimonianza a: precari.freelance@assostampafvg.it I testi saranno pubblicati in forma anonima]

21 marzo 2021

“QUESTIONARIO PRECARIO” FVG - I PRIMI RISULTATI: POSITIVI MA SCONSOLANTI...

 



Si è conclusa la raccolta dati del “questionario precario”, sui giornalisti lavoratori autonomi nel Friuli Venezia Giulia. I primi risultati sono positivi (sul piano statistico), ma sconsolanti e preoccupanti per quanto ne è emerso: condizioni di drammatica sottoretribuzione, ben peggiori del passato, e spesso anche di disoccupazione. Poche le posizioni meglio retribuite; ma incerte, o gravose, o insufficienti per garantire una prospettiva di vita stabile. O il volontariato. A volte per scelta, ma anche perché non pare esserci alternativa per introdursi in una professione che offre sempre meno occasioni di lavoro “serio” e dignitosamente retribuito.

Il questionario, anonimo, era stato promosso dal Coordinamento giornalisti precari e freelance e dalla Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG, per ricavarne uno spaccato delle attuali condizioni del lavoro giornalistico non dipendente nel Friuli Venezia Giulia. Ed era rivolto agli autonomi di tutti i settori (carta stampata, radio-tv, web, fotografi, uffici stampa, social…), a prescindere dal reddito e inquadramento contrattuale (se esistente).

Il questionario è stato diffuso attraverso i canali social, mailing list, con il supporto di colleghi contrattualizzati e della mailing list dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.
 
Agli inizi abbiamo notato una certa diffidenza a comunicare dati sulla propria attività. Ma verso la fine c’è stato uno sblocco ed abbiamo raccolto 44 questionari, anche integrati da commenti e note.

Le risposte pervenute non sono tante, ma qualitativamente significative. Sono emerse infatti condizioni molto variegate, passando dal semi-disoccupato al disoccupato (ma prima impegnati da autonomi, almeno part time), ai freelance di "buon reddito" (20-30.000, o più euro annui), o da chi fa volontariato ma vorrebbe poterci lavorare retribuito, a chi si considera pagato decentemente ma con poco lavoro.

Ora bisognerà analizzare i questionari ed elaborarne una sintesi finale, con delle proposte. A partire da quelle per l’attuazione dell’equo compenso, che è risultata l’emergenza più sentita e diffusa.

Ma ci sono stati anche altri risvolti importanti: infatti l’aver proposto l'invio dei questionari per mail ci ha permesso di mantenere dei contatti diretti (e riservati) con chi ci aveva risposto. E questo sia per dei chiarimenti o risposte tecniche, sia per proporre di ampliare le note od osservazioni inviate in brevi testimonianze o riflessioni personale, da pubblicare anonime.

E' nata così la campagna di sensibilizzazione su social e newsletter intitolata "Essere precari stanca!", che attinge alle riflessioni e risposte pervenute. Abbiamo infatti raccolto una discreta quantità di materiale e spunti, che pubblicheremo man mano in una campagna informativa e di denuncia, anche nazionale, sulle condizioni del lavoro giornalistico autonomo e precario.

Una prima conseguenza del questionario quindi s’è già avviata. Ma ne seguiranno altre. La prima delle quali una campagna per l’attuazione e il rispetto dell’equo compenso per chi, per scelta o costrizione, svolge lavoro giornalistico autonomo. Oltre alla denuncia delle false posizioni di lavoro autonomo che dissimulano invece posizioni di lavoro dipendente, da regolarizzare e assumere…

A presto, quindi!


P.s. Se qualcuno volesse ancora dare il proprio contributo rispondendo al questionario, lo può scaricare qui, in Word e in Pdf. E può inviarcelo compilato nei prossimi giorni alla mail: precari.freelance@assostampafvg.it, anche tramite l’anonymizer on line www.filemail.com, che permette di spedirlo da un indirizzo non riconoscibile.

Nello stesso modo potete anche spedirci eventuali testimonianze, riflessioni o proposte, che potranno poi venire da noi divulgate in forma anonima e non riconoscibile. 

Vi attendiamo !

Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia
Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG


(Qui il questionario in Word e in Pdf)

11 marzo 2021

ESSERE PRECARI STANCA: E I FOTOREPORTER ? (una testimonianza...)

Oggi pubblichiamo, come sempre in forma anonima, una testimonianza raccolta grazie al “Questionario sui giornalisti non dipendenti nel Friuli Venezia Giulia", lanciato dal Coordinamento precari e freelance e dalla Commissione lavoro autonomo dell'Assostampa FVG. Il tema è il lavoro del fotoreporter...

(Inviate le vostre testimonianze a: precari.freelance@assostampafvg.it)


FOTOREPORTER:
GIORNALISTI PRECARI DA SEMPRE


Oggi, a 53 anni, con trentatré di partita iva, rifarei comunque tutto lo stesso… 

Perché la fotografia ti nasce dentro, fin da bambino e non ti molla più… 

O meglio, l’abbandonerei nel momento esatto in cui mi accorgerei che non mi appassiona più, che non mi permetta ogni giorno di scoprire qualcosa di nuovo…

Fin dal principio ho pensato che il mio fotografare era quanto più vicino possibile al mondo del giornalismo: quando, con una immagine, si riesce a raccontare più di mille parole l’entusiasmo va alle stelle. 

Fin dal principio ho scelto la strada dell’iscrizione all’Ordine. In quegli anni esisteva la categoria dei fotocinereporter (già allora si voleva porre una netta distinzione fra la figura del fotografo e quella del giornalista). Oggi, in realtà, non è cambiato molto: quanti ancora quotidianamente all’interno della categoria mi vengono a dire “sì, vabbè, ma tu sei fotografo…”, come se quella lontana distinzione non sia mai scomparsa… 

Non voglio dire che l’errore non sia stato anche e soprattutto dei fotoreporter, che non son riusciti a far comprendere in tutti questi anni il valore del loro lavoro… Certo è che tanti si sono sempre approfittati di noi, in lungo ed in largo…

Noi fotografi, quindi, ci ritroviamo tutti i giorni a combattere con una categoria che ti considera poco o nulla e con dei committenti che vogliono compensare la tua innata passione, divenuta poi una vera e propria professione (con la quale ci paghi tutte le spese della vita onesta, i mutui, le bollette, le attrezzature e quant’altro), con i soliti quattro spiccioli… 

Ve le ricordate le vecchie tariffe dell’Ordine, quelle di qualche decennio fa? Già allora quando ti confrontavi con il mercato dei quotidiani o dei settimanali la realtà era così lontana da quelle cifre… Triste è pensare che, ancora oggi, tutto sia così, se non peggio! 

Oggi si dà una compatta al corrispondente, quando non usa il proprio cellulare: “tanto per fare due foto, un video, cosa vuoi che sia”? Ancora oggi, quando si impagina un testo nel menabò, la fotografia deve riempire quel determinato spazio intorno alle parole, poco importa se la fotografia ha la sua inquadratura, l’orientamento, i suoi pesi, i suoi contenuti, etici ed estetici… 

E’ vero, non ho saputo fare altro nella vita (e magari qualche occasione c’è stata): ma la fotografia, quella vera che insegui tutta la vita, ce l’hai dentro, non si scappa. 

Continuiamo a lasciare che tutti se ne approfittino? 


IL QUESTIONARIO SUI GIORNALISTI AUTONOMI
NEL FRIULI VENEZIA GIULIA
(anonimo, scadenza: 14 marzo 2021)

E' ancora possibile rispondere al questionario anonimo sui giornalistici autonomi (o precari, sottoccupati, disoccupati) nel Friuli Venezia Giulia.

>> QUI LA PRESENTAZIONE E IL QUESTIONARIO <<

(anche scaricabile qui in Word o in Pdf)

E' da spedire entro il 14 marzo a precari.freelance@assostampafvg.it o, in forma totalmente anonima, per posta o tramite il servizio di anonymizer on line www.filemail.com Mandaci il tuo contributo, grazie!

09 marzo 2021

ESSERE PRECARI STANCA: SOTTOPAGATI NON SI CAMPA (o si fa volontariato...)

Pubblichiamo di seguito, in forma anonima, alcune altre testimonianze raccolte attraverso il “Questionario sui giornalisti non dipendenti nel Friuli Venezia Giulia", lanciato dal Coordinamento precari e freelance e dalla Commissione lavoro autonomo dell'Assostampa FVG.

Ne seguiranno altre (inviatele a: precari.freelance@assostampafvg.it)




"Ho 47 anni, e sono iscritta all'albo professionale da più di 10 anni con la qualifica di pubblicista. Dopo i primi articoli, lo stage in un'emittente televisiva e qualche esperienza radiofonica appena ventenne, ho iniziato a fare sul serio dopo i trenta: settimanali, ancora radio e qualche quotidiano sia cartaceo che sul web. Purtroppo però il mestiere di giornalista non è mai diventato un 'lavoro vero' con cui pagare bollette ed affitti. Un conto è parlare dell'impegno e della passione, un altro conto, invece, del riconoscimento economico. Resto una collaboratrice e la certezza di una paga fissa non c'è. E' brutto vedere un mestiere importante ridotto così; questo lo affermo anche guardandolo dal di fuori".


“Per ora il mio “lavoro” di giornalista si limita a un’attività di volontariato che svolgo volentieri senza retribuzione. Mi piacerebbe però che ci fossero maggiori possibilità di lavoro retribuito in questo campo, soprattutto per i freelance, in quanto, nonostante la mia esperienza non sia molto estesa, purtroppo non ho avuto modo di vedere molte occasioni lavorative serie”.


“Sono un pubblicista che, dopo aver ottenuto l'iscrizione, ha trovato altra occupazione ma mantiene l'iscrizione all'ordine.
Tuttavia, trattandosi ormai di un hobby, credo che la quota annuale d'iscrizione all'ordine e la formazione continua siano impegni di denaro e tempo davvero troppo esosi per chi, come me, mantiene la tessera nell'eventualità di (dover) trovare un'altra occupazione in futuro, diversa dall'attuale, magari nel campo giornalistico.
Dovrebbe esistere una forma di mantenimento dell'iscrizione "non attiva", almeno per i pubblicisti, che non comporti una dose di impegno economico e formativo così pressante.”


“Ormai esiste solo la rassegnazione. E l’indifferenza altrui (compresa la categoria, tra i colleghi più fortunati (assunti, pensionati, molti dei quali lavorano ancora nonostante la lauta pensione e non certo pagati al pezzo…)”



IL QUESTIONARIO SUI GIORNALISTI AUTONOMI
NEL FRIULI VENEZIA GIULIA
(anonimo, scadenza: 14 marzo 2021)

E' ancora possibile rispondere al questionario anonimo sui giornalistici autonomi (o precari, sottoccupati, disoccupati) nel Friuli Venezia Giulia.

>> QUI LA PRESENTAZIONE E IL QUESTIONARIO <<

(anche scaricabile qui in Word o in Pdf)

E' da spedire entro il 14 marzo a precari.freelance@assostampafvg.it o, in forma totalmente anonima, per posta o tramite il servizio di anonymizer on line www.filemail.com Mandaci il tuo contributo, grazie!



08 marzo 2021

"QUESTIONARIO PRECARIO" FINO AL 14 MARZO. E ALCUNI CHIARIMENTI...

"QUESTIONARIO PRECARIO"
FINO AL 14 MARZO !

Aperto anche ai non iscritti al sindacato
ORA ANCHE CON INVIO ANONIMO !

In allegato il questionario
Compilalo e spediscilo a:
(anche tramite l'anonymizer www.filemail.com)


Siamo agli ultimi giorni per rispondere al “questionario precario”, i cui termini scadono il 14 marzo. E, oltre a sollecitare le ultime risposte, ci paiono opportuni alcuni chiarimenti, anche per fugare dubbi ed equivoci.

Innanzitutto il questionario, promosso dal Coordinamento giornalisti precari e freelance e dalla Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG, punta a ricavare uno spaccato aggiornato della condizione del lavoro giornalistico non dipendente nel Friuli Venezia Giulia, nelle sue più svariate declinazioni.

Pertanto è rivolto a tutte le colleghe e colleghi non dipendenti (anche non iscritt* al sindacato), di tutti i settori d’attività (carta stampata, radio-tv, web, fotografi, cineoperatori, uffici stampa, social…), a prescindere dal loro reddito e inquadramento contrattuale (se esistente).

Si rivolge quindi sia alle P.IVA, ai co.co.co, ai collaboratori saltuari o in cessione diritto d’autore, sia a chi svolge lavoro giornalistico non inquadrato come tale (impiegato, collaboratore organizzativo, addetto al web...).

Si rivolge anche a chi è collaboratore saltuario, sottoccupato o disoccupato, o impiegato in altra attività. Sono quindi importanti anche le posizioni di chi non trova più collaborazioni giornalistiche, o solo per redditi marginali, o a titolo volontario o semi-gratuito (per scelta o per costrizione).

Per tutelare la privacy il questionario è anonimo. I dati serviranno solo per indagine statistica, e per meglio elaborare proposte ed iniziative di tutela dei non dipendenti (a iniziare dall’attuazione dell’equo compenso).

Per la consegna dei questionari abbiamo proposto l’invio alla nostra mail precari.freelance@assostampafvg.it, con garanzia di riservatezza. In alternativa abbiamo proposto l’invio del questionario su carta, in busta anonima, presso gli uffici Assostampa di Trieste.

Avendo però riscontrato delle riserve all’invio del questionario per mail (anche se è sempre possibile usare una mail non identificabile), per garantire l'assoluto anonimato di chi risponde ora è anche disponibile il servizio di anonymizer on line www.filemail.com, che permette di inviarlo da un indirizzo non riconoscibile.

Sottolineiamo comunque che l’invio per mail ci ha permesso un minimo di contatto diretto con i colleghi, sia per eventuali chiarimenti che per delle proposte. Ad esempio in più casi abbiamo ricevuto delle note o testimonianze interessanti. E l’indirizzo mail ci ha permesso un contatto diretto, anche con la proposta di sviluppare dei contributi più ampi, che ora in parte stiamo pubblicando, sempre in forma rigorosamente anonima. Valutate quindi anche questa possibilità !

Questo è tutto.

Per tutte queste ragioni ti preghiamo di rispondere in forma anonima al questionario (scaricabile qui in Word o in Pdf),  e di rispedircelo entro il 14 marzo a: precari.freelance@assostampafvg.it o in busta chiusa a: Commissione regionale lavoro autonomo, c/o Assostampa FVG, Corso Italia 13, 34122 Trieste.

O, per garantire l'assoluto anonimato di chi lo invia, si può usare anche il servizio di anonymizer on line www.filemail.com Basta scrivere come destinatario precari.freelance@assostampafvg.it, allegare il file con il questionario, e come mittente scrivere un indirizzo di fantasia, ma con la sintassi di un indirizzo email (p.es. pippo@aliasmail.net o alias@fantomas.net) e inviarci il tutto !

Contiamo sulla tua collaborazione (entro il 14 marzo). Grazie !


>> Qui il questionario
 in Word e in Pdf <<


Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia

Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG

05 marzo 2021

ESSERE PRECARI STANCA: PENSIONATI IN REDAZIONE (riflessione)

Testimonianze e riflessioni
sulla precarietà nel giornalismo

Proseguiamo nella pubblicazione di testimonianze e riflessioni sulle condizioni dei giornalisti lavoratori autonomi, lanciata col titolo "Essere precari stanca".

L'iniziativa ha preso spunto dal questionario sul "giornalismo precario", lanciato dal Coordinamento precari e freelance e dalla Commissione lavoro autonomo dell'Assostampa Friuli Venezia Giulia, in seguito al quale abbiamo ricevuto dei commenti, riflessioni e proposte, che ci è parso utile riprendere e divulgare.

I contributi vengono qui pubblicati in forma anonima per tutelare la privacy, con l'auspicio di stimolare una riflessione collettiva e delle iniziative comuni.

Ci potete inviare i vostri contributi a: precari.freelance@assostampafvg.it 

La riflessione di oggi è dedicata al problema dei giornalisti pensionati in redazione. O comunque a quei colleghi che, anche dopo il pensionamento, continuano a lavorare nel consueto circuito produttivo redazionale, sottraendo così occasioni e posti di lavoro a colleghi più giovani. Quasi sempre collaboratori esterni, precari e sottopagati...


PENSIONATI IN REDAZIONE

La pensione, in media, è il momento più atteso della vita di ogni lavoratore. Dopo anni di onorato servizio finalmente ci si può dedicare alle passioni sopite, quelle che negli anni sono rimaste nel cassetto a causa dei troppi impegni di lavoro, o alla famiglia o ai viaggi o al volontariato o, ancora, per i più fortunati, all’accudimento dei nipoti: niente di più bello e naturale. Ma per una buona parte di giornalisti sembra non funzionare così. Dopo lunghi anni di redazione - con un contratto giornalistico a tempo indeterminato, uno stipendio niente male, con la prospettiva di una vita da pensionato tutt’altro che economicamente limitata e con soddisfazioni professionali ampiamente vissute - l’ultimo giorno di lavoro, in cui tradizionalmente si festeggia il traguardo raggiunto brindando con i colleghi, diventa il giorno dell’uscita dalle porte dorate della redazione… utile a sancire il rientro nella medesima redazione, giusto il giorno dopo, da una finestra (mica tanto secondaria), altrettanto dorata (se non economicamente, senz’altro in termini di “posizione”) per continuare a fare ciò che si faceva prima.

Intanto, fuori da quelle porte e da quelle finestre dorate c’è una generazione intera - anzi, forse due o tre – di giornalisti giovani o non più giovanissimi che, per poter accedere alla professione o poter continuare a restare nella professione mantenendo un livello di vita almeno dignitoso, si arrabattano con piccole collaborazioni, quasi mai contrattualizzate (o comunque con contratti “atipici”), con compensi da fame e assolutamente non adeguati al lavoro svolto, con compensi che pagano solo le battute del risultato finale e non tengono conto delle ore di lavoro (perché, le ore di lavoro di un redattore contano forse più di quelle di un collaboratore?), con contribuzioni da versare che non garantiranno mai una pensione e con un essere “freelance” che fa più rima con “precario e sfruttato” che con “che figo”.

Eppure la rete, sì, Internet, quella che a tutti piace frequentare, offre spazi sconfinati per aprire blog personali, per creare canali YouTube, per aprire profili social e poter sfogare liberamente il proprio desiderio di continuare a scrivere, ad intervistare, a comunicare, ad argomentare. Tutte cose possibili, accessibili, fruibili da tutti e, oltretutto, gratuite. Ma una certa parte dei giornalisti pensionati preferisce continuare ad occupare quei posti che, si spera vivamente su retribuzione adeguata, potrebbero invece essere lasciati ai più giovani, a coloro che hanno bisogno di farsi le ossa e di crescere professionalmente. E che non hanno uno stipendio sicuro sul quale poter contare per sé e per la propria famiglia. 

Non si può dimenticare, d’altra parte, il grande valore, in termini di patrimonio di esperienza e professionalità, di cui tanti (non tutti) giornalisti della “vecchia scuola” sono custodi e portatori. Un patrimonio che i più giovani non possono nemmeno immaginare, frutto di anni di gavetta, di “scarpe consumate”, di “giri di nera” e di inchieste fatte sul campo. Un patrimonio che i giovani farebbero bene a riconoscere e a rispettare: un pizzico di umiltà all’inizio del cammino nella professione non guasterebbe a nessuno (in realtà, nemmeno a professione inoltrata). Un patrimonio che non va assolutamente cestinato, ma forse andrebbe gestito in modalità diverse, ancora tutte da inventare. 

Sorgono, quindi, delle domande. Ci si chiede il perché dell’incapacità di alcuni colleghi senior a riconoscere che si è dato e si è ricevuto a sufficienza e che si può cedere il posto ad altri. Ci si chiede perché, di fronte alle richieste degli editori, non si è capaci di dire: “No, grazie. Io mi faccio da parte. Sarebbe più opportuno dare spazio ai colleghi più giovani”. Ma ci si chiede anche il perché – e la cosa, se possibile, risulta ancora più grave – i giornali, gli editori, si ostinano a chiedere ai giornalisti pensionati di continuare a seguire rubriche o servizi, sia cartacei sia online, nell’ordinario ciclo produttivo del giornale occupando spazi che potrebbero essere affidati ad altri colleghi, altrettanto bravi e capaci. Si potrebbe pensare, per esempio, ad interventi una tantum quando la stretta attualità necessita di voci autorevoli e di penne “navigate”. Ma, appunto, una tantum.

A volte viene da pensare che nel nostro Paese sia cresciuta una generazione di giornalisti contrattualizzati, ora pensionati, un po’ “ingordi” e, forse, “mai sazi”. Viene da dire che sarebbe ora di vedere come questo meccanismo – sommato alla crisi profondissima dell’editoria in generale – si stia trasformando, neanche troppo lentamente, in una vera e propria piaga sociale. Perché non valorizzare altrimenti i colleghi più anziani e trovare formule per affiancarli ai giovani più promettenti in modo da favorire un “passaggio di consegne” generazionale? Perché non pensare a delle forme di volontariato, per chi già gode di una pensione, prevedendo di offrire la propria competenza alle realtà del Terzo Settore, per esempio, che tanto hanno bisogno di raccontarsi adeguatamente per farsi conoscere ed rendersi visibili ai cittadini? 

Il lavoro deve essere di tutti e per tutti, non solo per alcuni. E la pensione, che per tantissimi non arriverà mai, potrebbe anche essere tempo di riposo, di gratitudine per quanto fatto, di generosa e gratuita trasmissione del patrimonio culturale e di urgente coltivazione del dialogo intergenerazionale che tanto può offrire a tutti. C’è bisogno di prendere consapevolezza di tutto questo e capire che le scelte di ciascun collega hanno conseguenze su tutti gli altri. E soprattutto sui colleghi più deboli e meno tutelati. Riusciremo mai a venirne a capo? La speranza è sempre l’ultima a morire. Ma a volte, certi meccanismi, la costringono, per lo meno, in terapia intensiva.

(Testo della riflessione ricevuta, pubblicata in forma anonima)


IL QUESTIONARIO SUI GIORNALISTI AUTONOMI
NEL FRIULI VENEZIA GIULIA
(anonimo, scadenza: 14 marzo 2021)

E' ancora possibile rispondere al questionario anonimo sui giornalistici autonomi (o precari, sottoccupati, disoccupati) nel Friuli Venezia Giulia.

>> QUI LA PRESENTAZIONE E IL QUESTIONARIO <<

E' da spedire entro il 14 marzo a precari.freelance@assostampafvg.it o, in forma totalmente anonima, per posta o tramite il servizio di anonymizer on line www.filemail.com Mandaci il tuo contributo, grazie!


01 marzo 2021

ESSERE PRECARI STANCA: UNA PRECARIETA' ETERNA (testimonianza)

Testimonianze e riflessioni
sulla precarietà nel giornalismo


Avevamo qui pubblicizzato un documento della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi e un nostro questionario sulle condizioni di lavoro dei giornalisti autonomi. E, per immagine, avevamo scelto questa iconica "Essere precari stanca"; è di una decina di anni fa ma - non a caso - sempre attuale.

Sul tema abbiamo poi ricevuto una mail da una collega che, un po' come sfogo e un po' come testimonianza, ci ha voluto raccontare la sua condizione di giornalista 56enne, eternamente precaria.

Ci è sembrato un testo utile da rilanciare, per testimoniare le condizioni di lavoro precario nel giornalismo. E per smentire la favola che spesso sentiamo ripetere, secondo cui "il precariato è un problema che affligge i giovani"; quando invece può protrarsi, anche drammaticamente, per tutta la vita.

Perciò, con il consenso della collega, lo pubblichiamo di seguito in forma anonima. Con l'intenzione di pubblicare altre testimonianze e riflessioni sul lavoro autonomo e la precarietà nel giornalismo.

Ci potete inviare i vostri contributi (da pubblicare sempre in forma anonima, per tutelare la privacy) a: precari.freelance@assostampafvg.it Grazie


UNA PRECARIETA' ETERNA

Ciao, 

ho trovato questo slogan in rete, lo slogan "essere precari stanca", e mi ci sono rivista. 

Sono precaria da una vita. Ho 56 anni e faccio questo mestiere da sempre. Ho cominciato nel giornale della mia città, quando ancora studiavo all'Università per costruirmi un futuro. Il giornalismo mi sembrava un fantastico hobby, ma non un lavoro. E non avevo sbagliato.

In oltre 30 anni, infatti, ho avuto diversi contratti a termine, ma non sono riuscita a costruirmi un avvenire, non sono mai stata assunta a tempo indeterminato. Eppure in passato ho guadagnato uno stipendio che mi ha permesso di vivere e di mantenermi e così non ho mai avuto la possibilità per cercarmi altro da fare. Anzi, in realtà molto tempo fa ci avevo anche provato, ma non sono stata assunta perché non avevo esperienza come segretaria. 

Così oggi sono una collaboratrice che guadagna meno di 1000 euro al mese. Ufficialmente sono una free lance, ma ho una sola collaborazione. Peccato che siano stati tagliati i compensi e sia molto difficile barcamenarsi. 

"Lavori, che cosa pretendi più?" mi dirà qualcuno. E' vero, ma siamo sicuri che questo sia un lavoro e non un passatempo costoso? Con quello che guadagno non riesco a mantenermi oggi e domani, quando non sarò più in grado di scrivere, sarà anche peggio. 

A questo punto della mia vita ho perso l'entusiasmo e davanti agli occhi ho un enorme punto interrogativo. Tra l'altro, se a 25 anni non sono stata assunta come segretaria perché non avevo esperienza, come posso sperare che qualcuno decida ora di darmi un'opportunità? 

Dovendo vivere da sola non so se riuscirò a pagare i contributi, oltre all'affitto, alle utenze e all'assicurazione per la mia auto. 

Perché è vero, non sono stata oculata e non mi sono fatta un'assicurazione privata, quindi sono destinata a soccombere.


QUESTIONARIO SUI GIORNALISTI AUTONOMI
NEL FRIULI VENEZIA GIULIA
(anonimo, scadenza: 14 marzo 2021)

Ricordiamo che è possibile rispondere al questionario anonimo sui giornalistici autonomi (o precari, sottoccupati o disoccupati) nel Friuli Venezia Giulia.

>> QUI LA PRESENTAZIONE E IL QUESTIONARIO <<

E' da spedire entro il 14 marzo a precari.freelance@assostampafvg.it o, in forma totalmente anonima, per posta o tramite il servizio di anonymizer on line www.filemail.com Mandaci il tuo contributo, grazie!


03 febbraio 2021

QUESTIONARIO SUI GIORNALISTI AUTONOMI NEL FVG: ORA CON INVIO ANONIMO (scad. 14/3/2021)

Coordinamento giornalisti precari e freelance del FVG

e Commissione regionale lavoro autonomo

c/o Assostampa Friuli Venezia Giulia


IL "QUESTIONARIO PRECARIO"
SUI GIORNALISTI AUTONOMI NEL FVG 
DIVENTA NAZIONALE

Scadenza prorogata al 14 marzo !

Il questionario è ora totalmente anonimo
e aperto anche ai non iscritti al sindacato


In allegato il questionario
Compilalo e spediscilo a:
(anche tramite l'anonymizer www.filemail.com)

Il Coordinamento giornalisti precari e freelance e la Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG in dicembre hanno lanciato un questionario, per ricavarne uno spaccato dell’attuale condizione del lavoro giornalistico non dipendente nel Friuli Venezia Giulia. 

Il questionario, anonimo e rivolto anche ai non iscritti al sindacato, punta a raccogliere dati e informazioni utili per sviluppare azioni a tutela del lavoro autonomo, e per l’applicazione dell’equo compenso (stabilito per legge, ma quasi sempre ignorato da editori e datori di lavoro).

Più in particolare Coordinamento e Commissione regionale chiedono di sapere da colleghe e colleghi quali sono le loro posizioni in merito alla professione giornalistica (attività unica, primaria, secondaria, occasionale, “hobby”, disoccupati, ecc.). E se svolgono attività di cronista, critico, ufficio stampa, fotografo, radio, tv, web, social... E la loro posizione contrattuale (se c’è, o se l’avevano in passato, se ora sono disoccupati).

Le risposte finora pervenute stanno facendo emergere condizioni di drammatica sottoretribuzione, ben peggiori degli anni scorsi, e spesso anche di disoccupazione; e solo poche posizioni meglio retribuite, ma solitamente incerte, o gravose, o insufficienti per garantire una prospettiva di vita stabile e indipendente.

Il sondaggio del Friuli Venezia Giulia, poi ripreso anche in Sicilia e Lombardia, ha spinto la Commissione nazionale lavoro autonomo (Clan) della Fnsi a farne uno in tutta Italia. E ora se ne sta predisponendo il testo, in cui confluiranno anche l’esperienza e i risultati del Friuli Venezia Giulia.

Perciò, anche per raccogliere una maggior quantità e tipi di dati da far confluire del sondaggio nazionale, è stato deciso di prorogare la scadenza delle risposte del Friuli Venezia Giulia fino al 14 marzo.

Inoltre, per garantire l'assoluto anonimato di chi risponde al questionario, ora è anche possibile utilizzare il servizio on line www.filemail.com, che permette di inviare il questionario da un indirizzo fittizio per non rendersi identificabili !

Invitiamo quindi tutte le colleghe e colleghi che svolgono un lavoro giornalistico autonomo, di qualunque tipo (carta stampata, radio, tv,  fotografi, uffici stampa, web…), sia continuativo che saltuario, od ora disoccupati, di rispondere al questionario: ci servirà per avviare una campagna, anche nazionale, e varie azioni, sui diritti del lavoro autonomo e per l’equo compenso dei giornalisti autonomi !

I dati raccolti saranno trattati nel rispetto delle norme sulla privacy, saranno usati solo per indagine statistica, e non verranno mai divulgati a terzi.

Per queste ragioni ti preghiamo di rispondere al questionario in forma anonima (scaricabile qui in Word o in Pdf), e di rispedircelo entro il 14 marzo 2021 a: precari.freelance@assostampafvg.it o in busta chiusa a: Commissione regionale lavoro autonomo, Assostampa FVG, Corso Italia 13, 34122 Trieste.

O, per garantire l'assoluto anonimato di chi invia il questionario, ora è possibile usare il servizio di anonymizer on line www.filemail.com Basta scrivere come destinatario precari.freelance@assostampafvg.it, allegare il file con il questionario compilato, e come mittente scrivere un indirizzo di fantasia, ma con la sintassi corretta di un indirizzo email (p.es. pippo@aliasmail.net o alias@fantomas.net) e inviarci tutto !

Contiamo sulla tua collaborazione (e aiutaci a divulgare questa comunicazione tra i tuoi colleghi e colleghe). Grazie !


Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia

Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG


17 gennaio 2021

TELE-RIUNIONE VENERDI’ 22 GENNAIO (h 18-20) e QUESTIONARIO FREELANCE


TELE-RIUNIONE VENERDI’ 22 GENNAIO (ore 18-20) 

E QUESTIONARIO FREELANCE FVG (entro il 31 gennaio)


Il Coordinamento giornalisti precari e freelance e la Commissione regionale lavoro autonomo del Friuli Venezia Giulia indicono una teleconferenza venerdì 22 gennaio, dalle ore 18 alle 20. 


Tema dell’incontro i problemi più attuali del lavoro giornalistico non dipendente, le iniziative promosse dal Coordinamento e dalla Commissione regionale del FVG, e quelle in cantiere a livello nazionale della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi. 

Tra i temi che verranno affrontati: l’attuazione dell’equo compenso, iniziative per il welfare degli autonomi, vertenze, e l’indagine-questionario sul lavoro autonomo nel FVG (che verrà prossimamente ripresa anche in altre regioni).

La riunione è aperta a tutti i giornalisti lavoratori autonomi, sottoccupati e disoccupati del Friuli Venezia Giulia, anche non iscritti al sindacato, interessati a livello informativo o anche a un coinvolgimento nelle attività del Coordinamento e della Commissione. 

Per partecipare all’incontro (che, per tutelare la privacy, non si svolge in forma pubblica) gli interessati devono inviare una richiesta a: precari.freelance@assostampafvg.it e riceveranno un invito con le istruzioni via Google Calendar, e un link per partecipare alla teleconferenza. Per intervenire non sono necessarie app o programmi da scaricare: si usa solo il browser, anche da tablet o smartphone. 

Data l’importanza dell’incontro, tutti sono invitati a sensibilizzare i colleghi/e ritrenuti interessati/e, sollecitandoli ad inviare una richiesta di partecipazione. 

Per ogni ogni eventuale necessità, contattaci: precari.freelance@assostampafvg.it

QUESTIONARIO SUL LAVORO AUTONOMO NEL FVG:
C’E’ TEMPO FINO AL 31 GENNAIO ! 


C’è tempo fino al 31 gennaio per rispondere all’indagine-questionario sul lavoro giornalistico autonomo, promossa dal Coordinamento precari e freelance e dalla Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG.

Il sondaggio (rivolto ad autonomi, precari, sottoccupati e disoccupati, anche non iscritti al sindacato) punta a ricavare un’immagine affidabile della situazione attuale del lavoro giornalistico non dipendente in regione, tramite cui poter costruire proposte ed azioni mirate.

La presentazione completa del sondaggio è disponibile on line al link:
>> https://freelancefvg.blogspot.com/2020/12/questionario-sui-giornalisti-autonomi.html

Il questionario richiede pochi minuti, si compila in forma anonima, e va inviato entro il 31 gennaio a precari.freelance@assostampafvg.it o in busta chiusa a: Commissione regionale lavoro autonomo, Assostampa FVG, Corso Italia 13, 34122 Trieste.

I dati raccolti vengono trattati nel rispetto del Regolamento UE 2016/679 sul trattamento dei dati personali, del più rigoroso anonimato, e non verranno mai divulgati a terzi.

SCARICA QUI IL QUESTIONARIO IN WORD o in PDF

e inviacelo: contiamo sulla tua collaborazione, grazie !

07 dicembre 2020

QUESTIONARIO SUI GIORNALISTI AUTONOMI NEL FVG (scad 14/3/2021)

 Coordinamento giornalisti precari e freelance del FVG

e Commissione regionale lavoro autonomo

c/o Assostampa Friuli Venezia Giulia

QUESTIONARIO

 SUL LAVORO GIORNALISTICO AUTONOMO

NEL FRIULI VENEZIA GIULIA

(anonimo, e rivolto anche ai non iscritti al sindacato)


Il Coordinamento giornalisti precari e freelance e la Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG, insediatasi a fine 2019, hanno manifestato la necessità di avere un’immagine affidabile della situazione del lavoro giornalistico autonomo nel Friuli Venezia Giulia.


L’idea è di proporre un sondaggio-questionario anonimo a colleghe e colleghi, anche non iscritti al sindacato, od attualmente sottoccupati o disoccupati, da cui possano emergere informazioni utili su cui costruire proposte e azioni.


Più in particolare Coordinamento e Commissione hanno necessità di sapere quanti sono le colleghe e colleghi e quali sono le loro posizioni in merito alla professione giornalistica (attività unica, primaria, secondaria, occasionale, “hobby”, ecc.). E qual è la loro effettiva posizione occupazionale-contrattuale.


Il sondaggio è da compilare in maniera anonima, e ci va inviato in forma cartacea o per posta elettronica entro il 14 marzo 2021.


Il testo deriva da un analogo questionario elaborato nell’ambito della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, rivolto ai collaboratori di alcune testate nazionali. E abbiamo pensato di rilanciarlo nel Friuli Venezia Giulia, per riferirne poi i risultati anche a livello nazionale.  


Con questa iniziativa alle giornaliste e giornalisti autonomi è inoltre offerta la possibilità di rimanere in contatto con la Commissione regionale lavoro autonomo e il Coordinamento precari e freelance del FVG, sia per una più capillare informazione sulle iniziative da intraprendere, sui servizi offerti dal sindacato, sulle opportunità e obblighi dell’Inpgi 2, sia per gli aggiornamenti sull’attuazione dell’equo compenso, oramai da troppo tempo su un binario morto e che nei prossimi mesi si dovrà far ripartire.


Per queste ragioni ti preghiamo di rispondere al questionario in forma anonima (scaricabile qui in Word o in Pdf), e di rispedircelo entro il 14 marzo 2021 a: precari.freelance@assostampafvg.it o in busta chiusa a: Commissione regionale lavoro autonomo, Assostampa FVG, Corso Italia 13, 34122 Trieste. (I dati raccolti vengono trattati nel rispetto del Regolamento UE 2016/679 sul trattamento dei dati personali). 

O, per garantire l'assoluto anonimato di chi invia il questionario, è possibile usare il servizio di anonymizer on line www.filemail.com Nel form basta scrivere come destinatario precari.freelance@assostampafvg.it, allegare il file con il questionario compilato, e come mittente scrivere un indirizzo di fantasia, ma con la sintassi corretta di un indirizzo email (p.es. pippo@aliasmail.net o alias@fantomas.net) e inviarci tutto !


Contiamo sulla tua collaborazione, grazie !


Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia

Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG


Scarica qui il questionario: in Word o in Pdf

24 gennaio 2013

INDAGINE CONOSCITIVA SUI FREELANCE NEL FRIULI VENEZIA GIULIA (2010-2011)

COMMISSIONE NAZIONALE LAVORO AUTONOMO FNSI

INDAGINE SULLE CONDIZIONI DI LAVORO DEI FREELANCE ITALIANI

INDAGINE SULLA SITUAZIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA

curata dal 

Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia

(novembre 2011)

Nota: questa relazione fa parte della documentazione presentata a corredo dell'esposto ai sensi della Carta di Firenze, presentato il 9 gennaio 2013 all'Ordine dei giornalisti, per la tutela dei diritti dei giornalisti freelance collaboratori delle testate della regione. Qui la sintesi della situazione e il testo dell'esposto: 
>> http://freelancefvg.blogspot.it/2013/01/carta-di-firenze-esposto-sindacale.html <<


RELAZIONE RIASSUNTIVA

Condizioni di lavoro e retribuzioni molto differenti, ma con due punti in comune: la precarietà costante e un calo progressivo delle retribuzioni e del volume di attività. Si potrebbe riassumere così la situazione dei giornalisti precari e freelance in Friuli Venezia Giulia, emersa dal monitoraggio promosso dalla Commissione nazionale sul lavoro autonomo della Federazione Nazionale della Stampa.

“L’indagine conoscitiva sulla situazione dei freelance in Italia”, era stata avviata alla fine del 2010 per avere un quadro della situazione del lavoro precario nel settore del giornalismo: la Commissione aveva predisposto un questionario, e incaricato le Associazioni regionali di diffonderlo fra i giornalisti precari e freelance, che avrebbero dovuto rispondere alle domande e rinviare il modulo al Sindacato. In Friuli Venezia Giulia tutte le fasi di distribuzione e raccolta (avvenute quasi totalmente per via informatica),
sono state seguite e curate dal Coordinamento Precari e Freelance del Fvg, che ha anche tracciato un primo bilancio dei risultati.

Il primo dato che emerge riguarda la partecipazione all’iniziativa: in tutto il paese sono stati restituiti 407 questionari compilati, ma la risposta da parte dei colleghi è stata differente fra le varie realtà regionali. Il Friuli Venezia Giulia, con 73 questionari pervenuti, è stata la regione con la più alta partecipazione all’indagine, e più della metà, 284, è stata compilata in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Sardegna, mentre in ognuna delle altre regioni la quantità di schede restituite è stata inferiore alle 35 unità.

Un risultato che testimonia la consapevolezza dei problemi da parte dei colleghi in Fvg, ma anche il lavoro svolto sul campo dal Coordinamento e dall’Associazione della Stampa regionale, che da anni hanno posto al centro della propria azione la questione del precariato e dei freelance.

Si tratta di un quadro senza dubbio parziale della complessa, e sempre più vasta realtà del giornalismo precario in regione, ma i dati possono comunque offrire degli spunti di riflessione.

La maggior parte dei colleghi che hanno deciso di partecipare lavorano per la carta stampata, e in particolare per quotidiani. Il gruppo più nutrito è quello dei 16 collaboratori del Piccolo, seguito da quelli del Messaggero Veneto e del Gazzettino. 17 colleghi lavorano per dei quotidiani nazionali. In generale 59 collaborazioni riguardano i quotidiani, mentre 40 colleghi hanno dichiarato di lavorare per delle riviste mensili, 10 per settimanali, 7 per delle radio e 4 per delle Tv. Più nutrito invece il gruppo dei 20 addetti stampa.


Molti dei colleghi hanno più di una collaborazione, ma la situazione più diffusa è quella di collaboratori che lavorano per una sola testata, condizione che riguarda 37 freelance, e che pone il collaboratore in una situazione di estrema debolezza, visto che un’interruzione del rapporto con l’unica testata di riferimento taglierebbe anche l’unica fonte di guadagno al collega. 13 intervistati hanno invece due collaborazioni, altrettanti ne hanno tre, e 8 dichiarano di avere più di tre rapporti di lavoro.

Da notare che è molto rara la condizione di addetto stampa “puro”: in quasi tutti i casi chi ha la responsabilità di un ufficio stampa lavora anche per giornali, o altri mezzi d’informazione, con un probabile conflitto d’interesse nello svolgimento di entrambe le attività.

Molto variegata la situazione anche per quando riguarda gli inquadramenti e i tempi di pagamento: la condizione più diffusa è la collaborazione coordinata e continuativa, molto utilizzata soprattutto dai quotidiani regionali, e che riguarda ben 57 colleghi. 29 hanno in corso dei rapporti di collaborazione occasionale, mentre 31 lavorano in regime di partita iva. Solo 11 hanno dei contratti che prevedono la cessione di diritti d’autore.

Nella maggior parte dei casi i pagamenti sono previsti ogni 30 giorni: 46 rapporti di lavoro prevedono infatti la retribuzione il mese successivo alla pubblicazione dei pezzi, ma spesso i pagamenti anche avvengono anche dopo 60 o 90 giorni (30 collaborazioni rispettivamente). Più rari i casi di versamenti semestrali, e non manca chi, alla domanda sui tempi di pagamento, ha risposto con un laconico “ogni tanto.” 21 persone hanno dichiarato di ricevere un compenso fisso mensile: è il caso di qualche collega che lavora nei quotidiani o mensili nazionali, ma in alcuni casi anche degli addetti stampa, in particolare quelli di enti pubblici.

Desolanti le cifre riguardanti l’ammontare delle retribuzioni: aggregando le varie cifre riportate dai questionari, il gruppo più numeroso è quello retribuito da tre a 12 euro a pezzo, ne fanno parte 49 colleghi che collaborano con i quotidiani o mezzi d’informazione regionali. Altri 17 dichiarano di essere pagati da 15 a 30 euro a pezzo, 12 arrivano a 50 euro a prestazione, ma le retribuzioni sono più altre sono quelle dei collaboratori di mensili e quotidiani nazionali, che possono essere pagati anche 150 o 200 euro per un articolo.

Le differenze non mancano poi anche all’interno degli stessi intervalli di retribuzione, riguardo i criteri con cui vengono stabiliti gli importi: il Gazzettino ad esempio ha stabilito una tabella che prevede compensi crescenti in rapporto al numero delle battute, da tre euro (!) per un pezzo da mille battute fino a 19 per un pezzo oltre le 3 mila, mentre altri quotidiani pagano “a pezzo”. Quasi sempre non sono retribuite né le brevi né le foto. Solo il Sole 24Ore paga a riga.

Non manca chi dichiara di non sapere esattamente a quanto ammonti il valore del proprio lavoro, o di non aver mai capito secondo quale criterio vengono stabilite le retribuzioni.
Nella maggioranza dei casi, 62 collaborazioni contro 20, non viene corrisposto alcun rimborso e/o agevolazione per i trasferimenti e le spese telefoniche.

Preoccupante è anche la mancanza di prospettiva per gran parte di questi colleghi: in 76 rapporti di collaborazione nell’ultimo anno sono calate le retribuzioni o, più frequentemente, il numero dei pezzi commissionati. In qualche caso le collaborazioni sono state interrotte, mentre per altri 50 rapporti di lavoro non sono state notate differenze nelle retribuzioni o nel volume di attività.


NOTE:

a) Ai colleghi precari e freelance era stato chiesto di rispondere a sei Domande di tipo “aperto”:
1) Nome e tipo di media con il quale collabori (quotidiani, periodici, agenzie stampa, radio, tv, uffici stampa, web).
2) Tipo di collaborazione (Cococo, partita Iva, diritto d'autore, occasionale)
3) Compensi lordi (a pezzo, a cartella, a rigo, a parola, forfait, altro)
4) Rimborsi spese (no, sì, a piè di lista, a forfait, a budget)
5) Tempi di pagamento (dalla consegna del pezzo e dalla pubblicazione)
6) Nell'ultimo anno sono diminuite le tue collaborazioni (riduzione dei compensi o dei pezzi commissionati)?

b) Sommando il numero delle collaborazioni, o le risposte sul tipo di rapporto di lavoro, si ottengono totali superiori al numero dei partecipanti al sondaggio: si tratta di un risultato dovuto al fatto che molti colleghi hanno più di una collaborazione, spesso con condizioni differenti, e che non tutti hanno risposto a tutte le domande.

c) La differenza delle condizioni di lavoro fra i colleghi ha reso molto complesso tracciare un quadro comune della situazione, e qualche semplificazione è stata purtroppo inevitabile, ma necessaria per poter svolger qualche riflessione generale.

d) Da notare che il settore degli uffici stampa è quello forse più difficile da “inquadrare” a causa del tipo di attività molto diversa (seguire la comunicazione di un ente pubblico rappresenta ad esempio un tipo di lavoro diametralmente diverso da quello di un addetto stampa di un ente culturale o di una società sportiva), del tipo di rapporto, del metodo ed entità di pagamento: molti hanno aperto partita iva, spesso la retribuzione avviene con un fisso mensile, o “ad evento”, e anche le differenze nell'entità della retribuzione sono molto ampie.


Valutazione sintetica

Pur rappresentando un quadro parziale dell’insieme dei freelance del Fvg, l’indagine ha messo perfettamente in evidenza l’assoluta disparità di trattamento, retribuzioni e condizioni di lavoro fra i freelance della regione, anche all’interno delle stesse testate: una generazione di giornalisti, fondamentali per i giornali e i media locali, pagati anche meno di dieci euro a prestazione (49 rapporti di lavoro sono retribuiti con cifre che vanno dai tre ai dodici euro a pezzo) con pochissime, per non dire nessuna prospettiva di essere assunti o perlomeno stabilizzati.
Anche i contratti a termine, o differenti dall’articolo uno, un tempo considerati un sorta di ripiego in attesa dell’assunzione “vera”, stanno diventando un miraggio. Lo testimonia il fatto che su 128 rapporti di lavoro in corso, non ci sia alcun contratto a termine, visto evidentemente come una posizione che ormai sta “al di sopra” del precariato.

Perfino i meccanismi di calcolo delle retribuzioni e i tempi di pagamento sono molto diversi, e a volte sfuggono alla comprensione dei colleghi. Solo 21 rapporti di lavoro prevedono un fisso mensile mentre gli altri sono pagati a riga o a pezzo.

Una situazione difficile, e che fra l’altro sembra poter addirittura peggiorare visto che in 76 casi è stata notata una riduzione delle retribuzioni e/o dei pezzi commissionati.

L’impegno per il futuro dovrebbe puntare ad ottenere un criterio che fissi retribuzioni e pagamenti minimi e trasparenti, ma anche dei meccanismi di rimborso delle spese telefoniche e di trasferimento, quasi mai riconosciute, e che spesso non sono neppure coperte dalle misere retribuzioni percepite dai collaboratori.
Vista varietà dei rapporti di lavoro (spesso un solo freelance ha rapporti di lavoro differenti con le diverse testate), occorrerebbe anche potenziare i servizi di assistenza legale e fiscale ai colleghi che spesso si trovano a dover lottare in una giungla di normative sconosciute.

Attenzione poi dovrebbe essere posta al settore degli uffici stampa, difficilmente inquadrabile per l'estrema varietà di attività e rapporti di lavoro, e che pone problemi anche dal punto di vista deontologico, dal momento che molti colleghi svolgono la doppia attività di addetto stampa e giornalista, con possibili conflitti d’interesse.


RISPOSTE AL QUESTIONARIO


Nome e tipo di media con il quale collabori
(quotidiani, periodici, agenzie stampa, radio, tv, uffici stampa, web)
  • Il Piccolo: 16
  • Messaggero Veneto: 12
  • Il Gazzettino: 11
  • Primorski Dnevnik: 2
  • quotidiani nazionali: 17
  • periodici: 50
  • radio: 7
  • tv: 4
  • uffici stampa: 20

Quantità di collaborazioni per collega
  • Una: 37
  • Due: 13
  • Tre: 13
  • Più di tre: 8

Tipo di collaborazione
  • (cococo, partita Iva, diritto d'autore, occasionale)
  • cococo: 57
  • partita Iva: 31
  • occasionale: 29
  • cessione diritti d’autore: 11

Compensi lordi
(a pezzo, a cartella, a rigo, a parola, forfait, altro)
  • compensi a pezzo: 84
  • fisso mensile: 21
  • a riga: 3

Entità compensi a pezzo

  • da 3 a 12 euro: 49
  • da 15 a 20 euro: 10
  • da 20 a 30 euro: 7
  • da 30 a 50 euro: 12
  • più di 50 euro: 6

Rimborsi spese
(no, sì, a piè di lista, a forfait, a budget)
  • Si: 20
  • No: 62

Tempi di pagamento
(dalla consegna del pezzo e dalla pubblicazione)
  • 30 giorni: 46
  • 40 giorni: 4
  • 60 giorni: 29
  • 90 giorni: 30
  • 6 mesi: 16

Nell'ultimo anno sono diminuite le tue collaborazioni?
(riduzione dei compensi o dei pezzi commissionati)
  • Diminuite: 76
  • Uguali o aumentate: 50
  • Non so: 2

COORDINAMENTO GIORNALISTI PRECARI E FREELANCE
dell’Assostampa Friuli Venezia Giulia
Twitter: @freelancefvg