02 aprile 2016

VERSO UNA RIFORMA DELL'EDITORIA




ANALISI E PROPOSTE
PER IL SISTEMA DELL’INFORMAZIONE




dall’incontro nazionale sul Contratto
promosso da Stampa Romana


Riceviamo e pubblichiamo il documento elaborato dal tavolo di discussione su “Sistema dell’informazione, legge sull’editoria, condizioni di lavoro giornalistico”, realizzato nell’ambito dell’incontro nazionale sul rinnovo del Contratto collettivo, promosso dall’Associazione Stampa Romana.
L’incontro si è svolto mercoledì 9 marzo 2016, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. Alla parte plenaria dei lavori sono intervenuti il Segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, il Presidente Fnsi, Giuseppe Giulietti, e colleghi di varie regioni. Coordinatori del tavolo erano Stefano Tallia (Segretario dell’Associazione Stampa subalpina), con Giovanna Gueci (Stampa Romana).





DOCUMENTO TAVOLO 
SISTEMA INFORMAZIONE, LEGGE SULL’EDITORIA, CONDIZIONI DI LAVORO GIORNALISTICO


La legge sull’editoria in discussione – giunta il 9 marzo 2016, in Senato – rappresenta un sicuro passo avanti rispetto alla situazione attuale, ma – anche per la scelta di affidare buona parte della materia alla delega governativa – lascia aperti molti interrogativi.

1) Non viene trattato – come invece dovrebbe – il tema delle concentrazioni editoriali. La legge pone infatti limiti troppo vaghi rispetto al rischio che la crisi possa ridurre il pluralismo e la ricchezza informativa del Paese, penalizzando proprio i principi ispiratori della legge stessa.

2) Riguardo al Fondo Unico per l’Editoria, non viene definito l’ammontare, né sono precisati i criteri di erogazione dei fondi, sia per quanto riguarda i destinatari, che i requisiti di accesso. In particolare, è quanto mai opportuno evitare le storture del meccanismo dei finanziamenti caratterizzanti la normativa precedente. E’ inoltre necessario che i beneficiari dei contributi pubblici applichino i contratti di riferimento di ciascuna categoria, nel rispetto degli obblighi di natura retributiva, previdenziale e fiscale.

3) Riguardo alla questione degli ammortizzatori sociali (l. 416/81) è necessario che l’utilizzo degli stessi sia vincolato ad una verifica dei bilanci – che certifichino lo stato di reale difficoltà. Allo stesso modo, è necessario che l’utilizzo degli ammortizzatori stessi sia legato a piani di rilancio, verificati periodicamente. In assenza, le risorse dovranno essere riservate esclusivamente alla protezione sociale dei lavoratori, evitando di trasformare questi strumenti in un canale di sostegno occulto alle imprese.

4) Deve essere rivista la norma che fissa il tetto massimo del rimborso al 50% e che, con la nuova legge in discussione al Senato, non fa più riferimento ai costi, ma a ricavi e proventi. Tale meccanismo rischia di essere premiante per i gruppi più forti favorendo le concentrazioni.

5) Per quel che riguarda l’Ordine dei Giornalisti, la riduzione del numero dei componenti del Consiglio Nazionale e il ritorno della proporzione di uno a due nella rappresentanza tra professionisti e pubblicisti, rappresentano punti irrinunciabili. Tuttavia è necessario che l’Ordine rappresenti una fotografia fedele della professione e da questo punto di vista la presenza di una posizione Inpgi per tutti i suoi iscritti è un passaggio inevitabile. La riforma del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti non può comunque prescindere da un aggiornamento organico della legge professionale n. 69/1963, nel rispetto dell’autonomia dell’Ordine in quanto organo di tutela, autogoverno ed autodisciplina dei giornalisti italiani.

6) E’ quanto mai opportuno che la legge dedichi attenzione alle novità introdotte nel mondo del lavoro dalla transizione del mondo dell’informazione al digitale.


VISUALIZZA ON LINE E SCARICA IL DOCUMENTO: 
https://drive.google.com/file/d/0Bxht6pf8Og0eeFJRbHhNTnBlQ2M/view?usp=sharing


Dall’incontro sono scaturiti anche due altri documenti, dai tavoli tematici su:

“Lavoro autonomo”
 (coordinato da Maurizio Bekar, coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo FNSI, con Alessandro Mantovani, consigliere nazionale Fnsi): 
https://www.facebook.com/notes/giornalisti-freelance-httpfreelance20ningcom/proposte-per-il-lavoro-autonomo-dallincontro-nazionale-sul-contratto-promosso-da/10154038013934904 

e su: 

“Innovazione contrattuale, allargamento dell'occupazione, retribuzioni, diritti sindacali” (coordinato da Paolo Barbieri, Vicesegretario di Stampa Romana, con Claudio Silvestri, Segretario del Sindacato unitario giornalisti campani).

26 marzo 2016

DA ROMA PROPOSTE PER IL LAVORO AUTONOMO





Riceviamo e pubblichiamo il documento elaborato dal tavolo sul lavoro autonomo, realizzato nell’ambito dell’incontro nazionale sul rinnovo del Contratto di lavoro giornalistico promosso dall’Associazione Stampa Romana. L’incontro si è svolto il 9 marzo nella Sala della Protomoteca del Campidoglio.

Alla parte plenaria dei lavori sono intervenuti il Segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, il Presidente Giuseppe Giulietti, membri di Giunta e colleghi di varie regioni.

Il tavolo sul lavoro autonomo è stato coordinato da Maurizio Bekar, Coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo FNSI, e Alessandro Mantovani, Consigliere nazionale Fnsi.


  

INCONTRO SUL CCNLG
DOCUMENTO TAVOLO LAVORO AUTONOMO


Coordinato da Maurizio Bekar e Alessandro Mantovani



Il lavoro giornalistico autonomo, privo di adeguate tutele, supera oramai il 64% degli attivi, e necessita di interventi urgenti su più piani: contrattuale, normativo e d'interlocuzione con istituzioni e altri soggetti impegnati sul tema.

Il gruppo di lavoro costituito nell'ambito dell'incontro del 9 marzo 2016 sul rinnovo del Contratto nazionale di lavoro giornalistico, organizzato dall'Associazione Stampa Romana con la partecipazione di Associazioni di Stampa e colleghi di numerose regioni, si richiama alla mozione sul lavoro autonomo approvata dal 27° Congresso Fnsi di Chianciano, che indica linee guida e obiettivi ai quali va data piena attuazione. Senza un avanzamento in termini di garanzie normative ed equo compenso per il lavoro autonomo è a rischio l'informazione

Più in specifico:

- Larga parte dell'attuale lavoro autonomo e parasubordinato corrisponde in realtà a profili da dipendente. Bisogna quindi puntare a contrattualizzare da dipendenti quanti ne hanno titolo, sulla base delle loro posizioni di fatto e dei diritti maturati, affermando il principio che nessuno può lavorare stabilmente per il medesimo committente figurando come autonomo.

- È necessario allargare l'area - anche contributiva - della professione, includendo nel contratto, o comunque entro tutele collettive, anche profili di rado riconosciuti come giornalistici (p.es. videomaker, social media editor, data journalist, fact checker, etc). E gli addetti stampa pubblici e privati vanno sempre ricondotti entro norme e contribuzioni giornalistiche.

- È perciò necessario potenziare i servizi ispettivi Inpgi (e non solo mandando ispettori in redazione, dato che la maggioranza dei finti autonomi, anche grazie alle nuove tecnologie, lavora all'esterno anche se con modalità da dipendente), e garantire ai colleghi il supporto legale ed economico delle Assostampa e della Fnsi.

- Vanno inoltre respinti i tentativi di smantellare quelle parti del Ccnlg (art. 1, 2, 12) che permettono oggi il riconoscimento di posizioni di lavoro dipendente, ove inquadrate fintamente come autonome

- Vanno garantite tutele collettive, in pari dignità con i subordinati, ai non titolari di contratti di lavoro dipendente. Tra queste:

A) Va applicata la legge sull'equo compenso, a tutti i non dipendenti, in coerenza con l'art. 36

B) Le tabelle economiche dell'Accordo sul lavoro autonomo del 2014 non rispondono ai principi di equità retributiva approvati dal Congresso Fnsi del 2015, e vanno quindi abrogate o adeguate agli stessi, in ogni caso escludendo la definizione di un numero minimo di articoli corrispondente a un reddito annuale.

C) Come proposto dalla Clan-Fnsi, è necessario agire sul Cnog e il Ministero della Giustizia per l'emanazione dei tariffari per la liquidazione giudiziale dei compensi giornalistici (in riferimento alla Legge n. 27/2012 e al Decreto ministeriale n. 140/2012), che diverrebbero così anche paramenti di riferimento retributivo per i non dipendenti.

D) Va adottato uno Statuto dei diritti del lavoro autonomo giornalistico, come punto di riferimento vincolante del settore. Sul punto si registra una proposta di testo elaborata da Stampa Romana. Sul tema è auspicabile che si estenda il dibattito in tutte le sedi.

- Come deliberato al 26° Congresso Fnsi, bisogna “favorire un confronto e un coordinamento con istituzioni, associazioni e forze sociali che, in Italia e in Europa, si adoperano per il miglioramento delle condizioni contrattuali, legislative e di welfare a tutela di precari e lavoratori autonomi, anche di altre categorie professionali intellettuali”, anche approfondendo ed estendendo rapporti già esistenti, come con la Coalizione 27 febbraio e organismi consimili.

- Il prossimo rinnovo contrattuale deve puntare a inserire norme di trasparenza che consentano le pari opportunità tra lavoratori, anche attraverso procedure di selezione dei giornalisti da assumere aperte ai collaboratori.

- Il Sindacato deve puntare anche a nuove forme di occupazione per tutti i colleghi, sollecitando finanziamenti per start up, nuove iniziative editoriali, cooperativistiche, associative, e che spingano all'aggregazione del mondo - ora disperso - dei giornalisti non dipendenti.

Infine, data la complessità dei temi e la pluralità di esperienze nel settore, è necessario istituire un tavolo di confronto permanente su tali problematiche, aperto a tutte le realtà interessate.

11 marzo 2016

IL 14 MARZO RIUNIONE DEI COLLABORATORI DI TRIESTE E GORIZIA




LUNEDI' 14 INCONTRO CON I COLLABORATORI
DELLE DUE PROVINCE
presso il Circolo della Stampa di Trieste

  
L'Assostampa Fvg, in collaborazione con il Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia, convoca una riunione dei collaboratori delle testate delle province di Trieste e Gorizia per lunedì 14 marzo alle ore 14.00, al Circolo della Stampa di Trieste, in Corso Italia 13.

L'incontro, al quale sono invitati i rappresentanti dei Cdr, intende fare il punto dei rapporti tra i collaboratori e le testate, sulla loro rappresentanza sindacale e sulla stipula dei contratti di collaborazione.

La riunione è aperta a tutti i collaboratori, anche non iscritti al sindacato, e punta a costruire un tavolo di consultazione e coordinamento permanente sulle problematiche dei colleghi esterni alle redazioni.

La riunione terminerà orientativamente alle ore 15.30

08 febbraio 2016

ELEZIONI INPGI 2: TUTTI I CANDIDATI - Si vota dal 22 febbraio


Si vota on line dal 22 al 24 febbraio
ed il 27 e 28 al seggio di Trieste


   
Dal 22 al 28 febbraio si terranno le elezioni per il rinnovo degli organi di amministrazione dell’Inpgi, sia della Gestione principale (Inpgi 1) che della Gestione separata (Inpgi 2).

Potranno votare rispettivamente gli iscritti all'Inpgi 1 e 2, tramite voto elettronico (sul sito www.inpgi.it, dal 22 al 24 febbraio, dalle ore 8.00 alle ore 22.00), o ai seggi allestiti in ogni Circoscrizione regionale (solo il 27 e 28 febbraio, dalle ore 10.00 alle ore 20.00). 

L’Inpgi ha inviato a tutti gli elettori istruzioni dettagliate sui meccanismi di voto, e sono comunque consultabili al link:http://www.inpgi.it/?q=node/1391 

Di seguito riportiamo tutti candidati agli organismi della Gestione separata (Inpgi 2), di competenza diretta dei giornalisti lavoratori autonomi. L'elenco dei candidati all'Inpgi 1 e altre informazioni sul sito web dell'Istituto: www.inpgi.it


INPGI 2 – GESTIONE SEPARATA
COMITATO AMMINISTRATORE: sono da eleggere 5 rappresentanti dei giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti che svolgono la libera professione, eletti sulla base di una lista unica nazionale. Possono essere espresse massimo 3 preferenze, pena la nullità del voto. 
I candidati:ALBORETTI CARMINE
ANTONINI LAURA
APICELLA GIOVANNI
ARDUINI CLELIA
ARMILLOTTA GIOVANNI
ASTRELLA ANNA
BINELLO DANIELA
BOLOGNA LUCA
CHIARINI NICOLA
DIGIUGNO NICOLA
DI MITRIO STEFANIA
DUGULIN LORENZO
ERCOLE EZIO
FAIELLA MARIA GIOVANNA
FALCO VITTORIO
FONTANELLI GABRIELE
FOSSATI SIMONA
FRIZZERA MATTIA
LAVACCA NICOLA
MARCHESE RAGONA FABIO LUCA
MARCIANO MASSIMO
OGNIBENE SILVIA
PIZZUTO MAURIZIO
RAFFA ORAZIO
STRATTI INGRID
TERPOLILLI MARINA
TRIPALDI PAOLO
VANNUCCI CLAUDIO
VENDITTI GIOVANNI

COLLEGIO SINDACALE: sono da eleggere 1 Sindaco effettivo e 1 sindaco supplente eletti, sulla base di una lista unica nazionale, fra i giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti che svolgono attività di libera professione. Il Sindaco supplente assume la carica solo in caso di cessazione dalla carica di un Sindaco effettivo. Possono essere espresse al massimo 2 preferenze, pena la nullità del voto.
I candidati:
ARDUINI CLELIA
ARMANO ANTONIO
ARMILLOTTA GIOVANNI
DUGULIN LORENZO
FONTANELLI GABRIELE
GALLIZZI STEFANO MARIA D
GUARASCI ALESSANDRO
LAVACCA NICOLA
PASTERIS VITTORIO
PIZZUTO MAURIZIO
FRANZ PIERLUIGI
STRATTI INGRID
VANNUCCI CLAUDIO

Per votare via internet, dal 22 al 24 febbraio, sono necessari:

- il proprio codice iscritto (indicato nelle comunicazioni Inpgi, o recuperabile on line)

- la password personale (quella usata per l’accesso ai propri dati personali sul sito web dell’Istituto).

Per votare al seggio, il 27 e 28 febbraio (c/o Assostampa FVG, Corso Italia 13, Trieste) servono:

- un documento d'identità valido
- I certificati elettorali ricevuti per posta dall'Inpgi.

Altre informazioni: www.inpgi.it
 (nella sezione dedicata alla elezioni)

14 gennaio 2016

"LO SFRUTTAMENTO DANNEGGIA L'INFORMAZIONE"


Appello al governo Renzi
da 400 giornalisti
Le adesioni consegnate al premier




Un appello al governo per denunciare lo sfruttamento dei giornalisti lavoratori autonomi e atipici e chiedere che l’esecutivo faccia la sua parte “per tutelare sia la libertà e qualità dell'informazione che la dignità del lavoro, anche autonomo”. È il contenuto di una lettera aperta al premier Renzi firmata, in pochi giorni, da 400 giornalisti di tutta Italia.

400 giornalisti di tutta Italia inviano una lettera aperta al premier Matteo Renzi. Denunciano condizioni di sfruttamento, di disparità di diritti e la necessità di un'equa retribuzione dei collaboratori esterni alle redazioni. I lavoratori autonomi – viene ricordato - sono oggi quasi il 65%, in rapida crescita, dei giornalisti attivi, ma “con redditi medi da 11.000 euro lordi l'anno, e nella metà dei casi di circa 5.000. Con spese a carico”.
La lettera aperta è stata promossa dai rappresentanti dei freelance di 12 regioni nella Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, il sindacato dei giornalisti. Vi hanno aderito centinaia di freelance e precari, ma anche redattori, capi-servizio, direttori di testata, pensionati e dirigenti della Fnsi, dell'Ordine dei giornalisti e dell'Inpgi, l'ente previdenziale di categoria. Significative le adesioni alla lettera di giornalisti che si occupano di realtà di frontiera e di inchieste sulla criminalità organizzata, di giornalisti minacciati.
Oltre a riassumere le condizioni del lavoro autonomo, nel testo vengono avanzate al Governo sette richieste per le quali si attendono risposte urgenti: contributi e agevolazioni solo agli editori che pagano equamente e con regolarità; superamento dei contratti atipici; pari diritti e tutele ai giornalisti dipendenti e autonomi; applicazione della legge 233/2012 sull'equo compenso e proroga della sua Commissione d'attuazione; emanazione delle tariffe previste dal Decreto ministeriale 140/2012 per la liquidazione giudiziale dei compensi; imporre tracciabilità e firma di tutti gli articoli, per agevolare i controlli e far emergere il lavoro non retribuito.
«Cerchiamo nella contrattazione tra sindacato ed editori delle risposte per il futuro del settore» sottolineano i promotori della lettera «ma sono anche necessari impegni delle istituzioni e del Governo per tutelare sia la libertà e qualità dell'informazione che la dignità del lavoro, anche autonomo. Ci aspettiamo quindi interventi urgenti in questo senso, e contro lo sfruttamento dei freelance».
L'iniziativa è nata dopo le affermazioni del premier Renzi, all'incontro di fine anno con la stampa, che aveva sostanzialmente negato l'esistenza dello sfruttamento dei lavoratori autonomi, suscitando accese reazioni sui social network.

Il testo della lettera aperta, con i promotori e firmatari è on line su: www.giornalistifreelance.tk
e sulla pagina Facebook: www.facebook.com/giornalistifreelance
(Da: www.fnsi.it, 13 gennaio 2016)

09 gennaio 2016

ARTICOLO DI "RASSEGNA SINDACALE": LA LETTERA A RENZI


Informazione Freelance:
«Lo sfruttamento esiste, ora servono i fatti»





Già centinaia le adesioni alla lettera che un gruppo di giornalisti autonomi attivi nella Fnsi ha inviato al premier Renzi, dopo che questi aveva negato, nella conferenza di fine anno, le condizioni di disagio vissute dai lavoratori atipici del settore

Sono centinaia le adesioni, in pochi giorni, alla lettera che un gruppo di freelance attivi nel sindacato dei giornalisti ha inviato al presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo che questi aveva sostanzialmente negato, nella conferenza di fine anno, le condizioni di sfruttamento di molti lavoratori senza contratto nel settore dell’informazione. Una missiva che, oltre a mettere in guardia sulle reali condizioni dei precari che lavorano per i media, spesso pagati pochi euro a pezzo, avanza anche una serie di proposte al governo per superarle, a partire dal mettere nuovamente mano alla delibera sull’equo compenso, cancellata la primavera scorsa da una sentenza del Tar del Lazio.

Tutto questo nel bel mezzo della trattativa per il rinnovo del contratto, che si presenta particolarmente difficile, dopo che la Fieg, l’associazione che riunisce gli editori, ha “disdettato” a novembre l’attuale ccnl. Nella tradizionale conferenza di fine anno, lo scorso 29 dicembre, il primo ministro, sollecitato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, che aveva ricordato le difficoltà dei freelance, dei precari, dei senza contratto dell’informazione, parlando addirittura di “schiavitù, non solo tollerata, ma codificata in alcuni contratti”, aveva replicato: “Non credo ci sia la schiavitù, non credo ci sia la barbarie in Italia, sono altre le situazioni drammatiche nel mondo”, ribadendo tra le altre cose la sua posizione sull’Ordine dei giornalisti: “Andrebbe abolito”.

Così, il 1°gennaio, 14 freelance attivi nella Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, hanno scritto una lettera al premier, evidenziando invece che “lo sfruttamento nel settore dei media non solo esiste, ma sta danneggiando la libertà dell’informazione”. Nella lettera, che ha ottenuto in pochi giorni l’adesione di circa 300 giornalisti – molti precari, ma anche redattori e graduati di molte testate (adesioni anche da vari giornalisti che operano nell’universo della comunicazione Cgil, tra cui Massimo Gibelli, portavoce del segretario generale Susanna CamussoGuido Iocca e Giorgio Nardinocchi, rispettivamente direttori di Rassegna e Liberetà), oltre a quella di una decina di segretari e presidenti regionali della Federazione nazionale della stampa –, si riportano i dati ufficiali secondo cui “i lavoratori autonomi e atipici sono oggi il 62,6% dei giornalisti attivi, e sono in rapida crescita”.

Questi lavoratori “spesso hanno redditi medi da 11mila euro lordi l’anno e, nella metà dei casi, di circa 5mila, con spese a proprio carico, e con una netta disparità di diritti, tutele e forza di contrattazione rispetto ai colleghi dipendenti”. Per questa ragione, sottolineano i firmatari della lettera, “le condizioni di oggettiva debolezza, di ricatto occupazionale e sfruttamento del lavoro, ledono la libertà e la qualità dell’informazione”. Ma la lettera contiene anche richieste dettagliate al governo, come quella che richiama il rispetto della legge sull’equo compenso approvata nel dicembre 2012. Si diano, scrivono i freelance, “contributi e agevolazioni pubbliche solo agli editori che dimostrano di pagare equamente e con regolarità i giornalisti”, così come indicato nella norma.

Senza dimenticare, sempre nella lettera-appello dei freelance, la proposta di superare “i contratti atipici nel mercato dell’informazione, supportando l’emersione dalla precarietà, il lavoro stabile, o comunque il ‘buon lavoro’ equamente retribuito”, garantendo “pari diritti e tutele al lavoro giornalistico, sia dipendente che autonomo”. Non solo. I 14 avanzano la richiesta di riunire in tempi rapidi la Commissione per l’attuazione dell’equo compenso, a cui partecipano, oltre all’Ordine, anche i rappresentati del governo e delle parti sociali, per “rimettere urgentemente mano alla delibera d’attuazione” che riguarda i lavoratori autonomi. La delibera precedente – approvata nell’estate 2014 e contestata al pari dell’accordo contrattuale sul lavoro autonomo da molti freelance – era stata di fatto demolita da un sentenza del Tar Lazio, su ricorso dell’Ordine, che aveva giudicato iniqui i compensi individuati nelle tabelle economiche.

I giudici hanno rimarcato, nell’aprile 2015, che i parametri individuati “non sono proporzionati alla quantità e qualità del lavoro svolto, e del tutto insufficienti a garantire un’esistenza libera e dignitosa al giornalista autonomo”. Governo ed editori hanno fatto ricorso contro il pronunciamento dei giudici. Ora i tempi sono strettissimi per dare seguito a una legge, quella del 2012, che non ha mai trovato attuazione: l’attuale Commissione governativa è in carica fino a giugno 2016 e in quasi tre anni non ha dato ancora risultati apprezzabili, se si eccettua la delibera poi silurata dal Tribunale amministrativo.

Nella lettera è infine presente la richiesta al ministero competente di emanare “le tariffe per la liquidazione giudiziale dei compensi giornalistici, come da decreto ministeriale 140/2012 sui compensi professionali”, sul modello dei tariffari in vigore per altri ordini e che dovrebbero contemplare le condizioni economiche minime per il rispetto del decoro professionale.

(da: Rassegna Sindacale, 7 gennaio 2015, www.rassegna.it)

08 gennaio 2016

ADDETTO STAMPA, DUE BANDI IN SCADENZA


Sono quelli di Turismo FVG e Camera di Commercio di Udine:
scadenze l'11 ed il 12 gennaio




Segnaliamo ai colleghi potenzialmente interessati due bandi da addetto stampa, in scadenza nei prossimi giorni, pubblicati dalla Turismo FVG e dalla Camera di Commercio di Udine.

Il primo, per titoli ed eventuale colloquio, è per l’assunzione a tempo pieno e determinato di un “coordinatore ufficio stampa” della Turismo FVG, in sostituzione di maternità dell’attuale coordinatore.

Tra i requisiti richiesti per la partecipazione: 

- diploma di laurea (vecchio ordinamento, specialistica o magistrale);
- giornalista professionista
- comprovata esperienza professionale nel campo delle Relazioni Pubbliche
- ottima conoscenza degli strumenti informatici e dell’utilizzo dei social media
- esperienza consolidata maturata nel settore della comunicazione istituzionale di enti pubblici.

Assunzione: dal 18 gennaio o comunque non oltre lunedì 1 febbraio 2016, fino alla data di rientro in servizio della dipendente in maternità, presuntivamente 18 maggio 2016, eventualmente prorogata in funzione dell’effettivo periodo di assenza dal lavoro del titolare della funzione.


Trattamento economico: CCNL Turismo – Imprese di viaggi e turismo con inquadramento funzionale-retributivo corrispondente al 2° livello.

Scadenza presentazione domande: ore 13.00 del giorno 11.01.2016
Il secondo avviso di selezione, tramite procedura comparativa, è per il conferimento di un incarico di Coordinatore del mensile della Camera di Commercio di Udine “Udine Economia”, per 10 uscite dal febbraio al dicembre 2016. 

La seleziona punta ad 
"affiancare al Direttore Responsabile della testata un giornalista professionista adeguatamente qualificato con comprovata specializzazione per lo svolgimento delle attività di coordinamento. Il Coordinatore, in collaborazione con la Camera di Commercio e il Direttore responsabile della testata, coordina l'attività dei collaboratori giornalistici per la realizzazione del periodico".


Tra i requisiti richiesti per la partecipazione:
- essere in possesso del diploma di laurea (vecchio ordinamento) o di laurea magistrale;
- essere iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Professionisti;
- avere maturato una continuativa esperienza di coordinamento e progettazione editoriale di
pubblicazioni periodiche presso Pubbliche Amministrazioni e/o Aziende private per almeno tre anni nell’ultimo quinquennio.


Sono inoltre previsti dei titoli di preferenza.
Trattamento economico: comprensivo di ritenute fiscali, assistenziali e previdenziali e di qualunque altra spesa sostenuta (IRAP a carico ente esclusa): € 10.743,15

Scadenza presentazione domande: ore 12.30 del giorno 12.01.2016
Altre informazioni sul sito della Camera di Commercio di Udine:

NOTA: Manifestiamo riserve circa i criteri, anche di ammissione, adottati nei due bandi. Ma li segnaliamo ugualmente ai colleghi potenzialmente interessati, al fine di un'eventuale partecipazione.

07 gennaio 2016

LETTERA AL PREMIER PROMOSSA DALLA CLAN FNSI


"Caro Renzi, lo sfruttamento dei precari esiste 
e danneggia l'informazione"



(lettera con adesioni sempre aperte)

Il Presidente del Consiglio Renzi, all'incontro stampa di fine anno, ha negato che in Italia esista lo sfruttamento dei giornalisti precari. In risposta, l'1 gennaio un gruppo di freelance della Clan Fnsi ha promosso una lettera aperta al Premier, aprendone le adesioni a tutti i giornalisti (anche contrattualizzati e pensionati) che la condividano.
Nella lettera, oltre a riassumere i dati e le condizioni del lavoro giornalistico autonomo e precario in Italia, al Presidente del Consiglio vengono avanzate 7 richieste: contributi e agevolazioni solo agli editori che pagano equamente e con regolarità; superamento dei contratti atipici; pari diritti e tutele ai giornalisti dipendenti e autonomi; applicazione della legge sull'equo compenso e proroga della sua Commissione d'attuazione; emanazione delle tariffe ministeriali per la liquidazione giudiziale dei compensi; imporre la tracciabilità e la firma di tutti gli articoli, per agevolare i controlli e far emergere il lavoro nero o non retribuito.
La lettera, in pochi giorni, ha raccolto quasi 250 adesioni da tutta Italia, fra le più varie appartenenze e sensibilità: freelance, contrattualizzati, responsabili di piccole testate, pensionati, dirigenti regionali e nazionali, sia del sindacato, che dell'Ordine, che dell'Inpgi.

Il testo con l'elenco dettagliato delle adesioni, aggiornato quotidianamente, è on line al link:


Per aderire scrivere a: giornalistifreelance@gmail.com
 specificando nome, cognome, qualifica professionale ed eventuali incarichi di categoria.

Di seguito il testo integrale della lettera:




"CARO RENZI, LO SFRUTTAMENTO DEI GIORNALISTI ESISTE,
E DANNEGGIA L'INFORMAZIONE":
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Signor Presidente del Consiglio,
in apertura del 2016 ci rivolgiamo a lei, da freelance attivi nella Fnsi – il sindacato dei giornalisti italiani – e nella sua Commissione nazionale lavoro autonomo, per esprimerle sconcerto per il tono liquidatorio da lei usato, durante l'incontro stampa di fine anno, sul tema dei giornalisti precari sottopagati.
Davanti al problema manifestato in apertura dal Presidente dell'Ordine dei giornalisti, lei lo ha negato, dando l'impressione di ignorare le reali condizioni di lavoro della maggioranza dei giornalisti italiani. Condizioni che dovrebbero esserle note, sia per il suo ruolo istituzionale, sia tramite il Sottosegretario all'Informazione ed editoria Lotti, che presiede la Commissione per l'equo compenso per i giornalisti non dipendenti.
I dati ufficiali dimostrano che i lavoratori autonomi e atipici sono oggi il 62,6% dei giornalisti attivi, e sono in rapida crescita. Spesso con redditi medi da 11.000 euro lordi l'anno, e nella metà dei casi di circa 5.000. Con spese a proprio carico, e con una netta disparità di diritti, tutele e forza di contrattazione rispetto ai colleghi dipendenti. E queste sono condizioni di oggettiva debolezza, di ricatto occupazionale e sfruttamento del lavoro, che ledono la libertà e la qualità dell'informazione.
Dovere deontologico dei giornalisti è di informare correttamente, senza subire condizionamenti. Ma per farlo serve anche non essere costantemente oggetto di ricatti economici ed occupazionali. Che è ciò che accade a gran parte degli autonomi, che contribuiscono significativamente, da collaboratori esterni - senza tutele, sicurezze e quasi sempre senza retribuzioni adeguate - al sistema informazione di questo Paese. E non stiamo pensando solo alle grandi testate, ma anche a quelle minori, alle realtà periferiche, a quelle a rischio come nelle terre di mafia, dove l'informazione riguarda la vita quotidiana dei cittadini.
Condizioni di lavoro, queste, che non vengono riequilibrate dai 20 euro lordi ad articolo, o dai 6 euro lordi per un lancio d'agenzia o di un articolo su web, così come individuati nelle pasticciate norme d'attuazione della legge 233/2012 sull'equo compenso giornalistico. Legge peraltro largamente inattuata, e spesso a fronte di retribuzioni anche di molto inferiori.
Tutti questi sono problemi che riguardano anche il Governo e i suoi poteri d'intervento.
Lo affermiamo con la consapevolezza di chi cerca di trovare nella contrattazione tra sindacato ed editori una risposta a dei temi cruciali per il futuro del settore. Ma proprio per questo ci permettiamo anche di suggerirle, signor Presidente del Consiglio, qualche tema che Governo e Parlamento potrebbero già da oggi utilmente affrontare:
- Contributi e agevolazioni pubbliche solo agli editori che dimostrano di pagare equamente e con regolarità i giornalisti
- Superamento dei contratti atipici nel mercato dell'informazione, supportando l'emersione dalla precarietà, il lavoro stabile, o comunque il “buon lavoro” equamente retribuito
- Garantire pari diritti e tutele al lavoro giornalistico sia dipendente che autonomo
- Rimettere urgentemente mano alla delibera d'attuazione dell'Equo compenso giornalistico per i lavoratori autonomi (ora sub judice del Consiglio di Stato, dopo la bocciatura del TAR del Lazio)
- Prorogare l'esistenza della Commissione per l'equo compenso, in scadenza nei prossimi mesi, senza la quale la legge 233/2012 che lo prevede sarebbe inapplicabile
- Emanazione da parte dal Ministero della Giustizia delle tariffe per la liquidazione giudiziale dei compensi giornalistici, come da Decreto ministeriale 140/2012 sui compensi professionali
- Imporre la tracciabilità e l'obbligo di firma di tutti gli articoli, per tutte le testate registrate, anche online, al fine di agevolare i controlli e far emergere il lavoro nero o non retribuito
Per queste ed altre ragioni, e per poter guardare a "un 2016 all'insegna della libertà di informazione", sono necessarie risposte e impegni urgenti. E non solo dei giornalisti e delle parti sociali, ma anche delle Istituzioni locali, del Parlamento e del Governo.
Oggi sta a ciascuno fare la propria parte.
Con gli auguri di un produttivo e positivo 2016

- Maurizio Bekar, rappresentante del Friuli Venezia Giulia e coordinatore della Commissione nazionale lavoro autonomo (Clan-Fnsi), del direttivo Assostampa Friuli Venezia Giulia
- Ferdinando Baron, rappresentante della Lombardia nella Clan-Fnsi, della Commissione Contratto Fnsi-Fieg
- Marco Bobbio, rappresentante del Piemonte nella Clan-Fnsi, del direttivo Assostampa Subalpina
- Susanna Bonfanti, rappresentante della Toscana nella Clan-Fnsi
- Claudio Chiarani, rappresentante del Trentino Alto Adige nella Clan-Fnsi, del direttivo Assostampa Trentina
- Candida De Novellis, rappresentante dell’Abruzzo nella Clan-Fnsi, del direttivo Sindacato Giornalisti Abruzzesi
- Livia Ermini, rappresentante del Lazio nella Clan-Fnsi
- Dario Fidora, rappresentante della Sicilia nella Clan-Fnsi
- Antonio Fico, rappresentante del Lazio nella Clan-Fnsi, del direttivo di Stampa Romana
- Luca Gentile, rappresentante della Sardegna nella Clan-Fnsi, del direttivo Assostampa Sarda
- Francesca Marruco, rappresentante dell'Umbria nella Clan-Fnsi, del direttivo Assostampa Umbria
- Ottavia E. Molteni, rappresentante della Lombardia nella Clan-Fnsi
- Francesco Monteleone, rappresentante della Puglia nella Clan-Fnsi
- Laura Viggiano, rappresentante della Campania nella Clan-Fnsi, del direttivo Sindacato Unitario Giornalisti della Campania e presidente della Commissione regionale lavoro autonomo
LA LETTERA E’ APERTA ALLE ADESIONI DI ALTRI GIORNALISTI
Le adesioni (nome, cognome, qualifica professionale ed eventuali incarichi) vanno inviate a: giornalistifreelance@gmail.com