14 aprile 2021

ESSERE PRECARI(a) STANCA: (amara) testimonianza di una collega che vorrebbe...

Continuiamo a pubblicare, in forma anonima, alcune testimonianze raccolte tramite il “Questionario sui giornalisti non dipendenti nel Friuli Venezia Giulia", lanciato dal Coordinamento precari e freelance e dalla Commissione lavoro autonomo dell'Assostampa FVG.

Questa volta pubblichiamo l'amara riflessione-testimonianza di una collega, che ama questo lavoro ma vorrebbe... 

(Inviate le vostre testimonianze a: precari.freelance@assostampafvg.it)



ESSERE PRECARI(a) STANCA:
la riflessione e (amara) testimonianza di una collega
che ama questo lavoro ma vorrebbe anche
dignità, rispetto e non elemosine...


La vita da giornalista è quella che sogni, ma è anche quella che ti sei conquistato, portando i pezzi, facendoti apprezzare, sgomitando in una concorrenza spietata.

È quella per cui hai studiato, sette camicie su un concorso per diventare professionista.

E quando scrivi ti pare di volare, quanto è sublime questo che non definirei un mestiere, ma un gioco ardito con le parole, un raccontastorie pepate per colpire il redattore e farti uscire quel pezzo. 

E poi la firma sul giornale, per anni un orgoglio, poi diviene routine e lascia spazio alle iniziali del nome e del cognome. E dietro quelle lettere puntate ci sta il tuo stile.

Fino a qua tutto perfetto: un mondo ovattato dove la pergamena dei benedettini ha lasciato spazio ai caratteri mobili di Gutenberg e poi alla vecchia macchina da scrivere, ai pc, ai tablet, ad un taccuino che diventa lo schermo dello smartphone.

Tutto è cambiato, ma quello che più pesa è il riconoscimento di una carriera, che passa attraverso l’approvazione del capo-redattore, ma anche del lettore che ringrazia per il lavoro di certosina limatura, poi guardi il compenso e ancora una volta pensi “chi te lo fa fare”. 

Chiunque prende più di un giornalista freelance, anche la baby-sitter, il calzolaio, la donna delle pulizie. 

In fondo tutto cambia perché nulla cambi. La pandemia ha insegnato che essere in redazione o a casa non cambia, che scrivere da un bar, o sopra uno scoglio non fa la differenza, perché la notizia la trovi in mille modi e scrivere lo si fa di getto, 15 minuti e 45 righe sono pronte. 

Dietro quella velocità ci sta una vita passata sulla tastiera, professionalità infinita, forza di volontà estrema. La voglia di scrivere per il gusto di farlo e per dare spazio e, il più delle volte, aiuto alle storie di periferia, al riscatto che un articolo può portare.

Perché la stampa se non è il quarto potere, è uno tra i poteri che ancora contano.

Ma quelle dita su quella tastiera valgono 6, 8, 10 euro. Ed è una vergogna degli editori che lucrano sulla competenza, dello Stato che preferisce sistemare i riders e i navigator, piuttosto che i giornalisti. 

Perciò quel lavoro che sai fare egregiamente non basta per sopravvivere: talvolta al mese sono 100 euro, 200, chi è fortunato arriva a mille. Quisquiglie.

Dopo aver macinato chilometri di strada per frugare notizie, dopo aver scritto fiumi di parole, dopo aver rinunciato ai sabati, alle domeniche alle feste, perché il precario non dice di no, perché ce n’è uno pronto a sostituirti, a farti le scarpe. 

Signorsì sempre, mentre stai facendo altro, mentre ti chiamano a qualsiasi ora di qualsiasi giorno, mentre stai allattando il piccolo, portando a scuola il figlio, mentre sei a cena con gli amici, mentre stai facendo una lavatrice. Suona il telefono, rispondi, molli tutto e cominci a prendere appunti che serviranno per la stesura finale. 

C’è chi si barcamena con gli uffici stampa; e anche lì, per farti riconoscere un diritto, l’Inpgi 1, rischi di perdere il lavoro. Anzi, personalmente, il processo l’ho vinto, ma il lavoro l’ho perso. 

E allora ti devi reinventare perché le competenze ci sono, eccome: studi, master, specializzazioni, certificazioni di ogni tipo e poi quel concorso a Roma per professionista passato al primo tentativo, mentre altri colleghi in redazione, l’hanno tentato più e più volte. 

Quello del giornalista è un lavoro maledetto, è come un amante: lo cerchi, ne hai bisogno, scrivere è parte di te. E loro lo sanno, sanno sfruttarti benissimo. 

E quel “loro” sta per lo Stato che tutela i fannulloni, quelli che non lavorano, piuttosto che agevolare le professionalità, il lavoro onesto, giustamente retribuito. 

Ah, 10 euro, che mancetta penosa. Eppure, sono lordi che credevi? 

Poi non ti spieghi perché i colleghi di redazione intascano dai 3500 euro in su al mese. Fanno il tuo stesso lavoro, in più mettono i titoli, una cosa che potresti fare benissimo. La disparità, l’ingiustizia. 

Ci vorrebbe una rivoluzione, ma non siamo mica francesi noi. 


[Puoi mandarci la tua testimonianza o riflessione a: precari.freelance@assostampafvg.it

I testi selezionati verranno pubblicati in forma anonima]

05 aprile 2021

ESSERE PRECARI STANCA: FOTOGRAFI E COMPENSI (quando ci sono) (testimonianze)

Continuiamo a pubblicare, in forma anonima, alcune testimonianze raccolte tramite il “Questionario sui giornalisti non dipendenti nel Friuli Venezia Giulia", lanciato dal Coordinamento precari e freelance e dalla Commissione lavoro autonomo dell'Assostampa FVG.

Il tema, questa volta, è il lavoro dei fotografi e il diritto a un equo compenso (e non a un lavoro a titolo gratuito, o quasi...).

(Inviate le vostre testimonianze a: precari.freelance@assostampafvg.it)


I FOTOGRAFI E I COMPENSI (quando ci sono)
(testimonianze)


- I giornali, quando pagano, danno circa 20 euro a foto... La moda è foto gratis, chieste ai soggetti stessi con chiaro decadimento della neutralità dell'informazione. 
  (Mentre) gli uffici stampa diffondono quello che il loro committente vuole, e ad oggi sono gli unici che pagano talvolta decentemente (dai 100 a 500 euro a servizio/giornata)

- Inutile nascondere la testa sotto la sabbia! I quotidiani NON pagano più, e da anni, i servizi fotografici e/o video vanno a liberi professionisti…

- La situazione nell’ultimo decennio è praticamente e drasticamente cambiata! Vuoi per l’avvento delle nuove tecnologie, vuoi per la accondiscendenza degli stessi collaboratori “della parola”: spesso (= oramai sempre) agli stessi viene chiesto di contribuire con foto/video realizzati con i propri mezzi (sul quale poi ci sarebbe molto da dire)... 

- La professione del fotoreporter freelance è completamente scomparsa. Il rispetto per il lavoro del “foto cine operatore” (una volta era così descritto) è morto! Tutti noi ci siamo dovuti inventare formule altre di collaborazione con i quotidiani, lavorando più a stretto contatto con uffici stampa e/o comunicazione esterni. Salvo poi comunque sentirsi giornalisti, pagando le iscrizioni, versando i contributi Inpgi e quant’altro …

- Quotidianamente combattiamo con tariffe che, quando ci sono, insulse... A livello regionale questo mercato è completamente scomparso. A livello nazionale si va da tariffari che offrono 5,00 euro ad immagine ad un massimo di 50/60 euro su magazine più blasonati..

- Serve l'equo compenso del materiale fotografico... Che una foto sia scattata da un fotografo o un giornalista DEVE ESSERE PAGATA. Basta con le pubblicazioni GRATUITE.

- Non ho mai incontrato 1 solo giornalista che sprechi una sola parola per i fotografi...


[Puoi mandarci la tua testimonianza o riflessione a: precari.freelance@assostampafvg.it
I testi selezionati verranno pubblicati in forma anonima]

30 marzo 2021

ESSERE PRECARI STANCA: SPESE, EQUO COMPENSO E DIGNITÀ (testimonianze)

Continuiamo a pubblicare, in forma anonima, alcune testimonianze raccolte tramite il “Questionario sui giornalisti non dipendenti nel Friuli Venezia Giulia", lanciato dal Coordinamento precari e freelance e dalla Commissione lavoro autonomo dell'Assostampa FVG. Il tema, questa volta, è l'equo compenso e la dignità del lavoro...

(Inviate le vostre testimonianze a: precari.freelance@assostampafvg.it)



SPESE, EQUO COMPENSO E DIGNITÀ
(testimonianze)


- Le regole devono essere calate dall'alto, altrimenti gli editori risparmiano su tutto. Io lavoro per neanche 100 euro al mese, e per fare articoli complessi. E se protestassi non scriverei più. E ora 100 euro per l'iscrizione all'Ordine per chi percepisce 100 euro al mese sono troppi!


- Lavoro da quasi vent’anni per una testata e le condizioni sono rimaste le stesse da allora, ad eccezione dell'applicazione dell'equo compenso, risalente ormai a diversi anni fa. Non sono mai arrivati rimborsi spese né si è parlato di altri compensi…


- Bisogna fare in modo che gli editori paghino sempre le prestazioni, allo scopo di non dover mai lavorare gratis per mantenere il posto, a favore di qualcun altro e in attesa di tempi migliori (sic!)


- Non vengono riconosciuti rimborsi spese. E così si è costretti ad abbonarsi al giornale o a leggerlo a proprie spese, perchè è difficile non farlo lavorando ogni giorno.


- Serve una paga decente ai giornalisti non contrattualizzati. Ho ricevuto recentemente una proposta di collaborazione dalla testata con cui collaboravo. Sarei felice di ricominciare a scrivere... ma i pezzi vengono pagati talmente poco, che non mi è possibile dedicare parecchie ore della mia giornata agli articoli, ottenendo a fine mese una “paga” irrisoria. 

Ci dovrebbe essere un pagamento minimo ad articolo rispettoso del lavoro: deciso insieme al sindacato e da rispettare. Non serve a nulla parlare e parlare... se alla fine le testate possono permettersi di far collaborare chi giornalista non è, e se c’è chi continua ad accettare di scrivere in cambio di poco o addirittura niente. 

Le testate dovrebbero utilizzare SOLO giornalisti iscritti all’Ordine, altrimenti a mio parere l’Ordine non ha molto senso di esistere... e nulla di ciò che facciamo come giornalisti ha senso. 

E la cifra pagata a pezzo, dovrebbe essere fissata: non cifre impossibili (mi rendo ben conto della situazione del mercato), ma nemmeno cifre ridicole!


- Visto che il numero dei freelance aumenta e questo fenomeno continuerà nei prossimi anni, si pensi a rendere dignitoso e più tutelato il lavoro autonomo con misure concrete, invece di tutelare solo i contrattualizzati. Come freelance non mi sento affatto tutelato dal sindacato.


- Ci vuole una retribuzione consona al lavoro e serve dare un minimo di priorità a chi collabora da tanti anni. Meritocrazia e anzianità non sono considerate per nulla.


[Puoi mandarci la tua testimonianza a: precari.freelance@assostampafvg.it 
I testi selezionati verranno pubblicati in forma anonima]

28 marzo 2021

GIORNALISTI AUTONOMI: SOSTEGNI ECONOMICI COVID (dal 30 marzo al 28 maggio 2021)


 

Il Decreto Legge 70/2021 (Decreto sostegni) per l’emergenza Covid prevede dei sostegni economici per i lavoratori autonomi, tra i quali i giornalisti. Alcuni sono già operativi, mentre altri richiedono prima l’emanazione di decreti attuativi.

Tra i provvedimenti già operativi, ai sensi dell’art. 1 del Decreto (domande dal 30 marzo) figura un contributo a fondo perduto per i titolari di partita IVA, compresi i giornalisti, dall’importo minimo di € 1.000, erogati tramite l’Agenzia delle Entrate (e non tramite l’Inpgi).

Tra i provvedimenti prospettati per i professionisti (con o senza P.IVA), e già finanziati (ex art 3 e 13 del Decreto), figurano invece degli sgravi contributivi e il rifinanziamento del “Fondo per il reddito di ultima istanza” per le perdite economiche subite (tramite il quale l’Inpgi2 erogò nel 2020 tre bonus ai giornalisti autonomi aventi diritto). Per tali tipi di interventi vanno però prima attesi i decreti attuativi, in seguito ai quali verranno forniti chiarimenti sulle loro modalità, con le indicazioni per potervi accedere.


CONTRIBUTO A SOSTEGNO ALLE PARTITE IVA
(richieste dal 30 marzo al 28 maggio)

Un contributo a fondo perduto può essere richiesto dai giornalisti titolari di una partita IVA, attiva al 23 marzo 2021, residenti o stabiliti in Italia. Ad erogarlo non sarà l’Inpgi, ma direttamente l’Agenzia delle entrate. La domanda va presentata dal 30 marzo ed entro il 28 maggio 2021.

La domanda va inoltrata tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate ovvero mediante il servizio web nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” (https://ivaservizi.agenziaentrate.gov.it/portale/) del sito web dell’Agenzia delle Entrate.

Per accedere all’area personale del sito occorre essere essere già in possesso delle credenziali. oppure essere dotati di SPID, o della Carta Nazionale Servizi o  di Carta Identità Elettronica.

INDICAZIONI SINTETICHE:
REQUISITI PER IL CONTRIBUTO

- Dovrà essere dimostrato, nel confronto tra 2019 e 2020, un calo almeno del 30% sul fatturato medio mensile

- Per ricavi e compensi entro i 100.000 euro annui, verrà ristorato il 60% della perdita media mensile

- Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, il beneficio spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato.

- In presenza dei requisiti, il contributo effettivamente erogato non sarà mai inferiore ai 1.000 euro (per le persone fisiche) o di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

- Il contributo minimo verrà assicurato anche a chi ha aperto partita Iva tra l’1 gennaio 2020 e il 23 marzo 2021.


INDICAZIONI PIU’ DETTAGLIATE SU:

Vademecum Fnsi sul Decreto Sostegni (v. punto 4):
www.fnsi.it/upload/9b/9bf31c7ff062936a96d3c8bd1f8f2ff3/844154fd2b143954565c65da1641cc65.pdf

Vademecum dell’Agenzia delle entrate sul Decreto:
www.fiscooggi.it/guideagenzia/contributo-fondo-perduto-del-decreto-sostegni-guida-ottenerlo-rapidamente-e-senza

Istruzioni on line dell’Agenzia delle Entrate:
www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/-/provvedimento-del-23-marzo-2021

22 marzo 2021

ESSERE PRECARI STANCA: "DE PROFUNDIS" (testimonianza di una giornalista precaria)

Pubblichiamo, in forma anonima, una testimonianza raccolta grazie al “Questionario sui giornalisti non dipendenti nel Friuli Venezia Giulia", lanciato dal Coordinamento precari e freelance e dalla Commissione lavoro autonomo dell'Assostampa FVG. Il tema è, nuovamente, la condizione di crescente (ed eterna) precarietà. Il titolo è stato suggerito dalla collega. 

(Inviate le vostre testimonianze a: precari.freelance@assostampafvg.it)


"DE PROFUNDIS"


Essere precari stanca.

Diciamolo. Uno, superati abbondantemente i cinquanta, vorrebbe raccogliere quello che ha seminato. Nel nostro Paese, purtroppo, non solo non c’è la possibilità di migliorare la propria situazione, il che sarebbe auspicabile, ma non riesce neanche a mantenere quel poco che ha ottenuto in tanti anni di lavoro e inizia a scivolare trattenendo tra le unghie ben poco. 

Precaria dai tempi dell’università, prima perché non hai esperienza, poi perché ne hai troppa. Da grande volevo fare la giornalista. Così non è stato. Dopo aver iniziato a lavorare in una redazione, terminato quel periodo, sono iniziate le collaborazioni esterne. Alcune gratis. Alcune pagate, ma dove eri pagata, eri anche l’ultima ruota del carro per cui, che fatica, far passare qualche proposta! Ho comunque affiancato alla scrittura anche altri lavori, privilegiando il cosiddetto campo culturale, già sfregiato di suo, figuriamoci oggi in tempi di pandemia,

Ci sono stati anni in cui coesistevano più collaborazioni e non era male. Ma è durato poco. Oggi ne ho una sola e risicata. Le scelte che allora ho fatto mi sembravano però piene di potenzialità. Mi devo ricredere. Posso dire di essere finita in un cul-de-sac. 

Scrivere? Non so quanto ancora potrò permettermelo, perché si è arrivati al paradosso di pagare per scrivere. Il punto è che ormai scrivo poco o niente, nonostante le proposte che vengono per la maggior parte respinte al mittente. Il mio entusiasmo si sta spegnendo. Mi sembra di rimbalzare su un muro di gomma.

Certo! Non è stato il medico a ordinarmi di scrivere, ma è anche vero che gettare via trent’anni di collaborazioni, come niente fosse, non è così facile con la consapevolezza amara di aver sbagliato tutto.


[Puoi mandarci la tua testimonianza a: precari.freelance@assostampafvg.it I testi saranno pubblicati in forma anonima]

21 marzo 2021

“QUESTIONARIO PRECARIO” FVG - I PRIMI RISULTATI: POSITIVI MA SCONSOLANTI...

 



Si è conclusa la raccolta dati del “questionario precario”, sui giornalisti lavoratori autonomi nel Friuli Venezia Giulia. I primi risultati sono positivi (sul piano statistico), ma sconsolanti e preoccupanti per quanto ne è emerso: condizioni di drammatica sottoretribuzione, ben peggiori del passato, e spesso anche di disoccupazione. Poche le posizioni meglio retribuite; ma incerte, o gravose, o insufficienti per garantire una prospettiva di vita stabile. O il volontariato. A volte per scelta, ma anche perché non pare esserci alternativa per introdursi in una professione che offre sempre meno occasioni di lavoro “serio” e dignitosamente retribuito.

Il questionario, anonimo, era stato promosso dal Coordinamento giornalisti precari e freelance e dalla Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG, per ricavarne uno spaccato delle attuali condizioni del lavoro giornalistico non dipendente nel Friuli Venezia Giulia. Ed era rivolto agli autonomi di tutti i settori (carta stampata, radio-tv, web, fotografi, uffici stampa, social…), a prescindere dal reddito e inquadramento contrattuale (se esistente).

Il questionario è stato diffuso attraverso i canali social, mailing list, con il supporto di colleghi contrattualizzati e della mailing list dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.
 
Agli inizi abbiamo notato una certa diffidenza a comunicare dati sulla propria attività. Ma verso la fine c’è stato uno sblocco ed abbiamo raccolto 44 questionari, anche integrati da commenti e note.

Le risposte pervenute non sono tante, ma qualitativamente significative. Sono emerse infatti condizioni molto variegate, passando dal semi-disoccupato al disoccupato (ma prima impegnati da autonomi, almeno part time), ai freelance di "buon reddito" (20-30.000, o più euro annui), o da chi fa volontariato ma vorrebbe poterci lavorare retribuito, a chi si considera pagato decentemente ma con poco lavoro.

Ora bisognerà analizzare i questionari ed elaborarne una sintesi finale, con delle proposte. A partire da quelle per l’attuazione dell’equo compenso, che è risultata l’emergenza più sentita e diffusa.

Ma ci sono stati anche altri risvolti importanti: infatti l’aver proposto l'invio dei questionari per mail ci ha permesso di mantenere dei contatti diretti (e riservati) con chi ci aveva risposto. E questo sia per dei chiarimenti o risposte tecniche, sia per proporre di ampliare le note od osservazioni inviate in brevi testimonianze o riflessioni personale, da pubblicare anonime.

E' nata così la campagna di sensibilizzazione su social e newsletter intitolata "Essere precari stanca!", che attinge alle riflessioni e risposte pervenute. Abbiamo infatti raccolto una discreta quantità di materiale e spunti, che pubblicheremo man mano in una campagna informativa e di denuncia, anche nazionale, sulle condizioni del lavoro giornalistico autonomo e precario.

Una prima conseguenza del questionario quindi s’è già avviata. Ma ne seguiranno altre. La prima delle quali una campagna per l’attuazione e il rispetto dell’equo compenso per chi, per scelta o costrizione, svolge lavoro giornalistico autonomo. Oltre alla denuncia delle false posizioni di lavoro autonomo che dissimulano invece posizioni di lavoro dipendente, da regolarizzare e assumere…

A presto, quindi!


P.s. Se qualcuno volesse ancora dare il proprio contributo rispondendo al questionario, lo può scaricare qui, in Word e in Pdf. E può inviarcelo compilato nei prossimi giorni alla mail: precari.freelance@assostampafvg.it, anche tramite l’anonymizer on line www.filemail.com, che permette di spedirlo da un indirizzo non riconoscibile.

Nello stesso modo potete anche spedirci eventuali testimonianze, riflessioni o proposte, che potranno poi venire da noi divulgate in forma anonima e non riconoscibile. 

Vi attendiamo !

Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia
Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG


(Qui il questionario in Word e in Pdf)

14 marzo 2021

COVID: AUTOCERTIFICAZIONI PER SPOSTAMENTI DEI GIORNALISTI (dipendenti e autonomi)


COVID-19: LE AUTOCERTIFICAZIONI
PER GLI SPOSTAMENTI PER LAVORO
DEI GIORNALISTI



Con il nuovo decreto anti-Covid tornano le “zone rosse” (o, eventualmente, arancio), con le limitazioni agli spostamenti (consentiti però per "comprovati motivi di lavoro, necessità e salute"). 

Per tali spostamenti va compilato l’apposito modulo di autodichiarazione, da esibire per evitare la multa prevista per chi si sposta per motivi non consentiti. Per il dettaglio delle norme, ed eventuali aggiornamenti, si rimanda ai canali d’informazione ufficiali.

Fin dallo scorso anno l'Fnsi ha predisposto un modulo di autocertificazione per le attività professionali dei giornalisti, dipendenti e autonomi, che hanno necessità di spostarsi dal domicilio. Il documento, compilato e firmato, va esibito assieme alla tessera professionale in caso di controlli da parte delle forze dell'ordine, e va utilizzato solo nel caso di spostamenti per ragioni professionali giornalistiche.

Invece il modulo standard per i cittadini, per spostamenti per ragioni di necessità, è rilasciato dal Ministero dell'Interno, ed è comunque in possesso degli operatori di polizia e può essere compilato anche al momento del controllo. 

Rendiamo qui scaricabili i vari moduli di autocertificazione (standard per i cittadini e modificati per i giornalisti autonomi e dipendenti), con la raccomandazione di accertarsi di avere con sé sempre l'ultima versione eventualmente aggiornata.

13 marzo 2021

ULTIME ORE DEL "QUESTIONARIO PRECARIO" FVG: FINO AL 14 MARZO

ULTIME ORE DEL
"QUESTIONARIO PRECARIO"
del Friuli Venezia Giulia:
FINO A DOMENICA 14 MARZO !

Aperto anche ai non iscritti al sindacato

ANCHE CON INVIO TOTALMENTE ANONIMO

In allegato il questionario:
compilalo e spediscilo a
(o tramite l'anonymizer www.filemail.com)


Domenica 14 marzo scadono i termini per rispondere al “questionario precario”, promosso dal Coordinamento giornalisti precari e freelance e dalla Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG.

Il questionario, anonimo, punta a ricavare uno spaccato aggiornato del lavoro giornalistico non dipendente nel Friuli Venezia Giulia. E' rivolto a tutti i colleghi e colleghe non dipendenti (anche non iscritt* al sindacato), di tutti i settori (carta stampata, radio-tv, web, fotografi, cineoperatori, uffici stampa, social…), a prescindere dal loro reddito e inquadramento contrattuale (se esistente).

Si rivolge anche a chi è collaboratore saltuario, sottoccupato o disoccupato, o impiegato in altra attività. Sono quindi importanti anche le posizioni di chi non trova più collaborazioni giornalistiche, o solo per redditi marginali, o a titolo volontario (per scelta o costrizione).

Il questionario è anonimo. I dati serviranno solo per indagine statistica, e per meglio elaborare iniziative di tutela dei non dipendenti (a iniziare dall’attuazione dell’equo compenso).

I questionari possono venir inviati alla nostra mail precari.freelance@assostampafvg.it, con garanzia di riservatezza. O, su carta e in busta anonima, a: Commissione regionale lavoro autonomo, c/o Assostampa FVG, Corso Italia 13, 34122 Trieste.

O, per garantire l'assoluto anonimato di chi lo invia, si può usare l'anonymizer on line www.filemail.com Basta scrivere come destinatario precari.freelance@assostampafvg.it, allegare il file con il questionario compilato, e come mittente scrivere un indirizzo di fantasia, ma con la sintassi corretta di un indirizzo email (p.es. pippo@aliasmail.net o alias@fantomas.net). 

Rispondi al questionario (scaricabile qui in Word e in Pdf) entro il 14 marzo. Grazie !

Altre informazioni: https://freelancefvg.blogspot.com/2021/03/questionario-precario-fino-al-14-marzo.html 


Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia

Commissione regionale lavoro autonomo dell’Assostampa FVG