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14 giugno 2017

FINO AL 31 LUGLIO I REDDITI PER L'INPGI2


DAL 15 GIUGNO L'INVIO ON LINE
DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2016
PER I LIBERI PROFESSIONISTI 






Dal 15 giugno al 31 luglio è attivo sul sito www.inpgi.it il servizio per l'invio della comunicazione obbligatoria dei redditi percepiti per l'attività giornalistica autonoma svolta nel corso del 2016. Il servizio funziona tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 20.00.


Sono tenuti alla comunicazione tutti i giornalisti iscritti alla Gestione Separata che abbiano svolto attività autonoma giornalistica come libero-professionisti con Partita IVA, come attività occasionale, partecipazione in società semplici o in associazioni tra professionisti o mediante cessione di diritto d’autore.

Devono presentare denuncia anche coloro i quali, pur non avendo conseguito redditi da attività giornalistica libero professionale, non hanno chiesto di essere sospesi dagli adempimenti contributivi per l’anno 2016.

La comunicazione dovrà essere inviata entro il 31 luglio e l’eventuale invio successivo a tale data comporterà l’applicazione di una sanzione per ritardata comunicazione reddituale.

Si ricorda ai giornalisti che abbiano avuto esclusivamente collaborazioni coordinate e continuative che non devono presentare la comunicazione, tuttavia devono comunque comunicare all’Inpgi le modalità con cui hanno svolto la professione attraverso il modulo scaricabile da: http://www.inpgi.it/?q=node/692


Altre informazioni utili sul blog http://inpginotizie.it/


(Fonte: Inpgi) 

26 marzo 2017

RIFORMA EDITORIA OK, ORA LOTTA AL PRECARIATO SENZA DIRITTI


I DECRETI ATTUATIVI DELLA RIFORMA DELL’EDITORIA
 RIPORTANO IL LAVORO AL CENTRO DEL DIBATTITO 

Da sinistra Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti

“I decreti attuativi della legge di riforma dell’editoria relativi ai contributi alle testate edite da cooperative giornalistiche e alle emittenti radiotelevisive locali rappresentano un altro passo verso la regolamentazione generale del settore”. Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi.

Secondo i vertici della Fnsi, “appare rilevante la centralità riconosciuta al lavoro giornalistico e l’obbligo per tutte le imprese editoriali che aspirano al riconoscimento di contributi pubblici di rispettare gli obblighi derivanti dai contratti collettivi nazionali di settore, a cominciare da quello di pagare regolarmente le retribuzioni, così come auspicato dal sindacato dei giornalisti”.

”La messa a punto di norme certe e rigorose per definire l’accesso ai contributi e la relativa liquidazione va nella direzione del rafforzamento del pluralismo dell’informazione, soprattutto in ambito locale. Il passo successivo – aggiungono – dovrà essere l’approvazione di un complesso di norme di contrasto al precariato giornalistico e al lavoro senza diritti e senza tutele che, soprattutto in realtà che beneficiano degli aiuti statali, vanno perseguiti e sanzionati anche con la revoca dei contributi”.


(Da: PrimaOnline)

09 agosto 2016

CLAN, LE LINEE GUIDA SU CONTRATTO ED EQUO COMPENSO


CLAN - FNSI PROPONE 
I SUOI APPROFONDIMENTI ED AGGIORNAMENTI
(Roma, 18 luglio 2016)






La Commissione nazionale lavoro autonomo prende atto delle prime proposte elaborate dalla Fnsi per la trattativa contrattuale, che ora verranno approfondite nel merito.
Comunque, per una valutazione tecnica di percorsi di inclusione e di nuovi profili risulta necessario disporre di dati certi circa l'attuazione degli impegni contrattuali Fieg-Fnsi del 2014, anche riguardo l'accordo sul lavoro autonomo.
Nel contempo la Commissione propone all'attenzione della Segreteria e della Giunta esecutiva Fnsi, e delle Associazioni regionali di stampa, i seguenti aggiornamenti ed approfondimenti delle linee guida sul lavoro non dipendente, riferiti agli ambiti del rinnovo contrattuale e dell'equo compenso. Ciò fatte salve le altre proposte avanzate ed approvate in questi mesi dalla Clan con documenti specifici.


CONTRATTO


Nella prossima trattativa contrattuale è necessario puntare a:


Stabilizzare come dipendenti i collaboratori strategici (cococo, false partite Iva, cessione diritto d’autore...) che per frequenza, incarichi e tipologia di lavoro già ricoprono di fatto ruoli da dipendenti. Ciò anche sulla base di criteri di individuazione quali la committenza prevalente, il reddito percepito, la natura, importanza e qualità della collaborazione, il settore d’impiego e l’anzianità di servizio.
Per garantire l’efficacia dei percorsi di stabilizzazione, vanno istituiti in tempi certi tavoli di contrattazione aziendale per la verifica dei criteri citati per i collaboratori strategici, con la partecipazione sindacale, dei cdr e delle rappresentanze dei collaboratori (ove esistenti).

Introdurre nel contratto le nuove figure e modalità del fare informazione, che oggi non vi trovano collocazione (p.es. videomaker, web e social media editor, data journalist, fact checker, etc). L'obiettivo può essere perseguito anche tramite nuovi profili contrattuali, fermo restando che non vi possono essere, a parità di tempo di lavoro e di ruoli operativi, disparità di trattamento rispetto ai giornalisti dipendenti inquadrati tradizionalmente.
Particolare attenzione in questo senso va portata verso il mondo del web, ove oggi esiste molto lavoro giornalistico non riconosciuto come tale.

- Porsi come “obiettivo politico il superamento dei co.co.co. verso il lavoro dipendente”, come approvato al 27° Congresso Fnsi.

Potenziare la parte normativa dei diritti e del welfare per i collaboratori già prevista nell'Accordo sul lavoro autonomo allegato al Ccnlg, anche portando a compimento la quota Casagit a carico dell’azienda, il passaggio dei co.co.co. alla gestione principale Inpgi, ed inserendo nel caso di cessazione del rapporto di collaborazione la clausola dell’indennità di mancato preavviso.

In attuazione dell'art. 36 della Costituzione e della Legge 233/2012, servono impegni contrattuali e/o legislativi, per cui agli iscritti all'Ordine non titolari di contratti di lavoro subordinato va riconosciuto un equo compenso per le loro prestazioni professionali.
Questo va individuato in coerenza con i trattamenti previsti nel contratto collettivo per i giornalisti dipendenti di pari livello e ruolo, sulla base della retribuzione lorda aziendale, e modulato seconda la quantità, qualità, tipologia di lavoro ed esperienza del collaboratore, nonché degli accordi sottoscritti tra lo stesso e il datore, anche tramite il supporto sindacale.
Il parametro-base dev'essere quello del tempo di lavoro pattuito tra le parti.
Nell'individuazione dell'equo compenso va tenuto conto che il collaboratore si assume in proprio costi e rischi che per i dipendenti vengono invece sostenuti dal datore di lavoro, e che pertanto questi vanno adeguatamente contabilizzati o comunque rimborsati.

Va attuata una mobilitazione nazionale a tutela dei collaboratori, anche in sinergia con i servizi ispettivi dell'Inpgi: vanno previste vertenze, consulenze e finanziamenti, anche federali, per permettere ai collaboratori di poter adire a vie legali per far valere i loro diritti.

Si chiede una maggiore presenza degli autonomi ai tavoli consultivi e di trattativa contrattuale, estendendone - tramite i passi più opportuni -l'attuale rappresentanza, come anche previsto nella mozione approvata al 27° Congresso Fnsi.
EQUO COMPENSO

Per l'attuazione dalla legge 233/2012, e per il raccordo con il contratto, è necessario:

Ottenere dal Parlamento la proroga della durata della Commissione per l'equo compenso, per permettere l'attuazione della legge

Riaprire il confronto, anche nella Commissione plurilaterale governativa, sui criteri d'attuazione della L 233/2012.

Riformalizzare alla Commissione equo compenso la proposta d'attuazione elaborata nel 2013 dalla Clan, e già presentata come proposta Fnsi.Questa individuava come parametro la retribuzione del tempo di lavoro concordato, in riferimento alle retribuzioni lorde aziendali dei dipendenti, mantenendo nel contempo margini di contrattazione individuale con l'editore.

Attuare, per la verifica delle retribuzioni erogate, la tracciabilità a pezzo delle collaborazioni. I dati devono risultare accessibili alla Commissione plurilaterale governativa, ai collaboratori interessati, all'Inpgi e alle strutture sindacali deputate.

Richiedere la corretta applicazione agli editori delle sanzioni della L. 233/2012, che prevedono “la decadenza dal contributo pubblico in favore dell'editoria, nonché da eventuali benefici pubblici...” nel caso di mancato rispetto della legge.

Si chiede inoltre che la Clan-Fnsi venga attivamente coinvolta nelle successivi fasi per l'attuazione della Legge 233/2012 sull'equo compenso.

Approvato dalla Commissione nazionale lavoro autonomo Fnsi
Roma, 12-18 luglio 2016

30 luglio 2016

INPGI 2, DICHIARAZIONE REDDITI ENTRO L'1 AGOSTO

E' OBBLIGATORIA ANCHE 
PER LE ATTIVITA' OCCASIONALI



Si ricorda ai giornalisti che esercitano l'attività autonoma che entro l'1 agosto vanno trasmessi on line all’Inpgi 2 i dati dei redditi giornalistici autonomi percepiti nel 2015
. La tradizionale scadenza del 31 luglio slitta quest'anno di un giorno, essendo il 31 luglio domenica.

Sono tenuti alla comunicazione tutti i giornalisti iscritti alla Gestione separata che nel 2015 abbiano svolto attività autonoma giornalistica con partita Iva, o come attività occasionale, con cessione diritto d'autore, come partecipazione in società semplici o in associazioni tra professionisti, o in società tra professionisti.L'obbligo vale anche per quanti, pur non avendo maturato nel 2015 redditi da attività giornalistica, non abbiano richiesto preventivamente di essere sospesi dagli adempimenti contributivi.

Non hanno l'obbligo di presentare la comunicazione i giornalisti che abbiano svolto l’attività professionale esclusivamente come collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co): per questi, infatti, gli adempimenti contributivi sono interamente a carico del committente. In tal caso però, per essere esonerati dall’obbligo di comunicazione, il giornalista deve comunicare all’Inpgi le modalità con cui svolge la professione, utilizzando uno specifico modulo (disponibile quiwww.inpgi.it/?q=node/692)

La trasmissione dei dati sui redditi dev'essere effettuata collegandosi al sito www.inpgi.it, nella sezione "Comunicazione reddituale" (www.inpgi.it/node/1018), attiva ogni giorno dalle ore 8.00 alle 20.00. Per effettuare la comunicazione è necessario utilizzare il codice iscritto (cioè il proprio numero di posizione Inpgi) e la password normalmente utilizzata sul sito per l’accesso ai dati personali.

Si ricorda che nei casi in cui l’inoltro della comunicazione sia effettuato in data successiva al 1/08/2016, è previsto l’addebito di una sanzione per ritardata comunicazione.

- . -

Si chiarisce inoltre che il versamento dei contributi alla Gestione Separata Inpgi, e quindi anche la dichiarazione reddituale, sono dovuti anche dai pubblicisti che esercitano l'attività giornalistica solo occasionalmente. Possono esserne esentati solo quanti non esercitano alcuna attività giornalistica autonoma, e ne danno apposita comunicazione preventiva all'Inpgi.

Infatti il Ministero del Lavoro, fin dal 5 agosto 1999 con nota n. 82661, ha chiarito che qualunque prestazione di lavoro autonomo dei giornalisti - anche se sporadica e produttiva di modesto reddito - comporta l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata Inpgi e al versamento dei relativi contributi

Inoltre l’art. 61 del D.Lgs n. 276 del 10/09/2003, nel definire il campo di applicazione del lavoro a progetto e di quello occasionale, ne ha escluso le professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali. Di conseguenza la definizione di lavoro occasionale (che presso l'Inps porta ad alcune esenzioni dai versamenti contributivi) non trova applicazione per i giornalisti, i quali devono essere obbligatoriamente iscritti all’Ordine (come professionisti o pubblicisti). Tale obbligo contributivo all'Inpgi 2 è stato recentemente confermato anche dalla sentenza n. 9633/2016 della Corte di Cassazione. 


Dunque anche il giornalista pubblicista è obbligato a versare i contributi all'INPGI 2, se svolge attività giornalistica libero-professionale. Anche se questa ha carattere solo sporadico, e a prescindere dall'entità dei compensi percepiti.

Si può essere esentati dalla dichiarazione e dal pagamento dei contributi solo nel caso di sospensione dell’attività professionale autonoma, da comunicare preventivamente all'Inpgi, compilando e consegnando il modulo scaricabile dal link www.inpgi.it/?q=node/473

E' tenuto alla dichiarazione reddituale anche chi – pur non avendo conseguito redditi da attività giornalistica autonoma – nell’anno precedente non aveva chiesto all'Inpgi di essere sospeso dagli adempimenti contributivi.

Tutte le altre informazioni necessarie sono disponibili sul sito dell'Inpgi alla voce "Denuncia on line" della sezione "Gestione separata": www.inpgi.it/?q=node/1018